Archivio mensile:ottobre 2014

Tory Lane: che poi sarebbe la splendida protagonista femminile di uno splendido romanzo grottesco di cui questo sarebbe lo splendido incipit!

Di colpo nella stanza era calato un gelo incredibile. Il produttore, con la palpebra destra che tremava, fissò l’aiuto regista che non sapendo dove mettere la faccia buttò gli occhi in quelli del regista chiedendo a lui una mano. Invano, visto che quello non faceva altro che cercare di praticare una tracheotomia con le pupille al signore seduto alla destra del produttore. Perchè ci fosse stato questo giro di sguardi tra chi aveva il denaro da cacciare e chi costituiva il problema rimaneva un mistero. Fatto sta che i due non si parlavano.

Fu Tory a rompere quell’imbarazzante, assordante silenzio: “Che cazzo significa copione? Non sono una cazzo d’attrice! – pausa compassata, quasi da teatro, a smentire la affermazione appena proferita, per poi prorompere in un – e che cazzo mi significa la sceneggiatura.. cioè signori voi qui mi pagate per prendere cazzi!”…

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Cioè, il discorso è questo… per una volta potranno risultarmi eccessivamente insopportabili i semplicismi, i riduttivismi, le semplicionerie? Per quanto duro e arduo possa sembrare, oggi vorrei convincere Tory Lane che un copione si può imparare… e che non si è mai troppo cagne per essere attrici!

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La cura del sè: Carmella Bing e il fitness all’incontrario (come il treno dei desideri!)

Cercate Carmella Bing su google. I maggiorenni possono cercarla su Xvid o simili…
…sì, prima che lo chiediate di nuovo, con due L!

Carmella Bing è una delle pornostar americane più acclamate di inizio 2000. All’epoca aveva un fisico che i taggatori folli avrebbero definito Voluptuous… forse qualche filoanoressico avrebbe appellato Chubby (che sta tipo morbidoso…). Io mi ci sono ammazzato sopra quel corpo: non ho vergogna a dirlo!E non era affatto CHUBBY… aveva solo un gran davanzale! Peraltro tutto farina del sacco di mamma!

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Fece scalpore tre anni or sono la notizia che “Carmella Bing goes BBW” che sarebbe “Carmella si avvia al BBW”.

Per chi non lo sapesse il BBW è il sottogenere eterosessuale che si contraddistingue per rapporti tra uomini normolinei e donne almeno oltre il quintale. Non giunoniche… proprio grasse. Non cicciottelle, spesso oltre i limiti della normale obesità.

Non fate la cazzata di chiedervi “Chi mai potrebbe anche solo cercare…” Ci sono, ci sono… perchè ricordate una cosa, se esiste un tag esiste una domanda. Ed il mondo del porno è lesto ad offrire.

Pochi mesi dopo l’annuncio, il video scioccante che sancisce il definitivo passaggio della splendida italoamericana al genere del sovrappeso, alla Mecca dell’abbondanza. Uno scialbo 27 minuti prodotto da Naughty America in cui Carmella strizzata in una lingerie nemmeno troppo provocante, seduce e si porta a letto il marito della sua migliore amica. E tira fuori un campionario di carnazza cellulitica e bucce d’arancia manco fosse il camino della nonna.
Cercai quel video incuriosito. Restai inorridito. Impotente di fronte alla polverizzazione di un mito, al suo seppellimento sotto uno strato – tombale – di adipe ed inestetismi marchiani.
Anche i suoi lineamenti – da uno che si aspetta la sceneggiatiura nel porno dovete aspettarvi anche un attenzione a insignificanti dettagli di quel tipo- erano affogati nella sugna!
E’ stata la prima volta che sono rimasto impotente di fronte a Carmella. Morto. Esanime. “Il tuo sesso dallo al gabinetto!”.

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Ancora oggi mi chiedo cosa abbia spinto quella donna ad un percorso inverso a quello seguito dalla stragrande maggioranza delle sue omologhe, che hanno votato la propria esistenza ad un personal trainer e venduto l’anima al concetto di fitness.

Di certo non le mancavano stimoli. Di certo non mancavano produzioni, ferma restando così com’era. Di certo non possono essere necessità di bolletta. Nè perdonatemi si può invocare la grandissima propensione dei grandi attori a modificarsi a seconda di esigenze di copione. Non esiste il copione, a Naughty America. Carmella Bing non è mai stata una grande attrice. Forse nemmeno una attrice!

Continuo a chiedermi da 2 anni e mezzo come al solito senza risposta perchè lo abbia fatto. Quasi fosse quello un canto del cigno prima di sparire, abbandonare definitivamente le scene.
Mi mancherà…

… com’era prima del fitness all’incontrario!

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American day-dream: il fallimento di un progetto artistico (perchè comunque pure il porno è arte…)! Ovvero di come precarietà e divorzi hanno spazzato via quel “sogno americano”…

Per la stesura di questo microsaggio semiserio ho utilizzato fonti che non rivelerò ma che esistono. Al solito, stronzi, fatevi il mazzo per trovarvele da soli. L’ultima volta che ho sognato (non a caso!) di pubblicare un saggio bibliografico su cui ho sputato sangue anche durante le feste di Natale sono stato scippato della mia sudatissima creazione da due associati stronzi nemmeno forzitalioti ma sellini (alfieri del merito dell’amichetto mio!)… per cui… zappatevi le fonti se vi interessa… io non vi regalo più un cazzo!

Le fonti che cito sono vere e attendibili: non provate a metterle in dubbio. Peste vi coglierebbe!

Amrican daydream è uno dei tanti portali della Benamata “Naughty America” (che suona più o meno come America Zozzalercia in una traduzione letterale). American DayDream è uno dei contenitori di video tematici in cui, per 30 minuti e con una trama spesso ai limiti dell’improbabile (ma una trama c’è, ed è già tanto!), un uomo che si trova in una situazione normalissima e quotidiana, colto da un attacco di quella che pare narcolessia acuta, cade in trance e comincia a fantasticare – daydreaming come sogno ad occhi aperti – sulla tipa con cui sta normalissimamente interagendo. E giù uno scopatone di quelli intensi, in cui la tipa si rivela essere una maiala oltre ogni ragionevole confine umano. E lui un depravatissimo Ultrauomocapace di prodursi in vigorosissime evoluzioni del corpo e dello spirito.

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Alla fine il cumshot, l’innaffiata. E tutti a casa, avanti andare! Con un jingle di campanelle celestiali ed una dissolovenza incrociata che in soluzione ciclica, esattamente come il sogno era cominciato di solito non oltre il minuto 02:45 del video, ci riporta alla triste realtà del quotidiano.

In cui lei è vestita. Lei è in ordine. Lei è pulita e soprattutto, dettaglio non trascurabile… lei non è la maiala che lui si era sognato!

American Daydream era fantastico. Perchè summa vera e propria di tutta una serie di categorie. Perchè trasversale rispetto all’universo mondo della fantasia e dell’elaborazione fantasmagorica su base sessuale. Alcuni sostengono che il fallimento di American Daydream sia proprio da ricercare nell’eccessivo generalismo che non lo rendeva competitivo rispetto a siti specialistici ed ipersettoriali. C’erano MILF e Cougar, Postine che ritiravano pacchi e Giocatrici di biliardo con il solo grembiulino addosso… dominatrici e schiave… le ipervergini si trasformavano in trafori del Mont Blanc e viceversa (questo rarissimamente, il tag “first time” solitamente non era contemplato alla rovescia… solitamente una porca doveva rimanere porca, trane rarissimissime LODEVOLI eccezioni!).

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C’è una scuola di pensiero fortemente motivata nel portare avanti la propria teoria grazie a studi incrociati che afferma invece che quel portale ha cessato le pubblicazioni in concomitanza con due eventi fondamentaili in Italia (per chi non lo sapesse i click italiani sono considerati molto più rivelatori di quelli del mercato statunitense per le case di produzione… e questo perchè l’Italia è il paese cattolico a più alta incidenza di conusmo di materiale pornografico in europa!). Questi due eventi sono l’arrivo reale della crisi nella percezione delle famiglie tipo (con codazzo di crollo dell’occupazione reale ed iperprecarietà forzata) e l’avvio della discussione sul cosidetto “divorzio breve”.

Tempo sei mesi e American Daydream ha cessato le produzioni!

Crisi e disoccupazione da una parte, crisi e polverizzazione della famiglia tradizionale dall’altra!
Due simboli nell’immaginario collettivo che con il loro avvento hanno di fatto spazzato via l’illusione. Disvelando un mondo fatto di solitudini incrociate, di mancate promesse, di incapacità di guardare al proprio futuro come un qualcosa di positivo. E quando il futuro non è roseo, quando lo si percepisce come fosco e nero… ed i sogni vengono quotidianamente frustrati dalla naturale evoluzione delle nostre vite… allora sognare perde di importanza, di significato, diventa addirittura fastidioso, insopportabile.  Non dimenticate mai che il porno è trasgressione, soprattutto nelle famiglie tradizionali: se togli il gusto di trasgredire distruggendo le famiglie, che mi nascondo a fare solitario a spararmi una pippa su internet?

Cosa caratterizza un uomo nel suo percorso di formazione? Lavoro e realizzazione economica + affettike realizzazione sentimentale. Quando mi dici candidamente che “Non avrai un lavoro e potrai divorziare quando vuoi”… mi dici implicitamente NON SOGNARE! E mi dici parimenti: trasgredire non significa più nulla, tranquillo… non ci rimarrai tanto con quella tipa, forse non te la sposi nemmeno!
L’effetto? Sto addirittura attento a non prendere sonno, figuriamoci se mi metto a seghettarmi le pareti celebrali con la prima squinza che trovo!

Ecco perchè American DayDream ha chiuso i battenti: non vogliamo più sognare!
Ecco perchè Brass ha smesso di dire cose nuove: non ci piacciono le sue atmosfere sognanti.

Siamo gente che non ci crede più… anzi, che trova addirittura fastidioso il crederci!

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Se mi dicono “Brass” e mi sento “Bertolucci” c’è qualcosa di male… ed ha a che fare con la crisi del genere Daydream

Assunto irrinunciabile per l’abbrivio: fare erotismo e pornografia non è la stesa cosa.
Assunto successivo di partenza: l’erotismo come genere non è una metafora della vita. Perchè, ve lo spiegherò come un preadolescente qualsiasi, i film erotici “possono succedere”(cit.) quelli porno pure “ma molto più difficilmente”(Ibidem).
Terzo assunto… spero conclusivo… erotismo e pornografia sono prodotti dell’industria culturale, oltre che generi… e quindi hanno registri stilistici differenti, interpreti differenti, linguaggi differenti.

Pure nell’erotismo e nel porno però, in ciascuno dei due, è possibile trovare delle differenze.

Prendiamo il “sistema Italia” del cinema erotico. E prendiamo un mostro sacro del genere, tale Tintoretto Brandieri, in arte Tinto Brass… uno che del culo ha fatto talmente la propria passione da aver “preso il retto da dietro a Tinto, messo dietro alla BR del cognome e averlo anglificato” (cit.). Il regista veneto col sigaro in bocca ne ha dette di cose. Fino a diventare noioso, scialbo, ripetitivo. Fino a non farsi più nemmeno distribuire a cinema. Però fino a quando idee e sensi ne aveva, ha detto cose belle e le ha dette in modo bello. Universalmente riconosciuto come bello. Ora possiamo passare dalla mercificazione del corpo e della figura femminile al fatto che alcuni moloch moralisteggianti ci facciano sempre e comunque definire quello erotico come un linguaggio di serie B… ma intanto è un linguaggio. E come tale va letto. Cazzo fai non parli col portuale perchè ha il vizio della bestemmia?

Tinto Brass ama quello che fa. Ama i prodotti della sua fantasia. Di sicuro da pure due botte ciascuna alle attrici ed alle modelle, con la scusa di entrarci in empatia – mi Piace pensarla così! E siccome alla fine il registro stilistico che scegli dice molto anche della sua vita… gli piace di sicuro scopare e gli piace farlo divertendosi, ridendo, istrioneggiando.

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Io Brass l’ho adorato. Anche se aveva questa scelta malsana e inspiegabile di usare solo i cazzi di gomma per riprendere il membro maschile. “Almeno diamo l’illusione al maschietto italiano di avercelo grosso!”. Eh no, Tinto caro… fortuna che non si vedevano sempre. Ci s’andava in profondo a quella scelta. E il dubbio ti veniva sempre. Hai fatto di sicuro più male che bene! Comunque… le scopate per Tinto Brass erano una festa… sempre. Lo sono sempre state! Risate, situazioni anche banali rese grottesche, surreali… o semplicemente, meglio ancora, caserecce. I trenini, i dialoghi sempre messi lì a strappare un sorriso più che un sussulto. E poi queste figure quasi felliniane, sederoni, tettone, sorrisi, facce pienotte, tanto trucco e quel profumo antico di casino d’altri tempi! Le scopate di Brass sono le scopate che sogni, non solo da adolescente!

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Bertolucci no! Bertolucci, altro maestro del cinema italiano, di sicuro parecchio più bravo, con cose più complesse e di profondo respiro da dire, le scopate se le vedeva in modo completamente diverso. E non parlo solo di “Ultimo Tango a Parigi”. Prendi “The Dreamers”. Ci sta sempre un rapporto tossico ed ai limiti dello stupro in Bertolucci. Lì con l’aggravante del mezzo incesto e del “First time”. Brass era dissacrante ma non avrebbe mai immaginato il bestemmione al burro della scena più torrida di “Ultimo Tango a Parigi”. Nè l’emorragia di lei mentre fuori impazza la rivoluzione del maggio francese. Ed un momento di liberazione individuale e collettivo finisce shackerato in modo triste e violento negli scontri di piazza ed in un imene lacerato oltre ogni ragionevole esperienza! Perchè non sono solo provocatorie e dissacranti. Perchè sono il sintomo, lo specchio, di un disagio profondo verso la sessualità. Brass se le viveva ridendo le scopate. Per Bertolucci sono un gomitolo incasinatissimo di desideri, sensi di colpa, frustrazioni, liberazioni, catarsi. Il sesso è bellissimo anche in Bertolucci… però fa male.

Prendete Novecento: ogni volta che qualcuno tromba qualcun’altro muore. E non è quel delirio alla Coppola per cui trombano da una parte e muoiono dall’altra perchè la vita è alternanza di crepare e generare. No…in Novecento non si muore mentre qualcun’altro tromba. Si crepa sempre dopo, in malo, malissimo modo!

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Bertolucci i cazzi li fa vedere. De Niro e Depardieu che si fanno coccolare dalla prostituta di città? Stanno nudi. Coi cazzi mosci di fuori. E poi che gli piglia alla prostituta? La crisi epilettica! Ad espiazione violenta, tra gli spasmi, di una pippa… di un mondo corrotto debosciato e vigliacco che sente arrivare il peggio ma scappa a gambe levate dalle responsabilità.
Perchè rovini la pippa, Bernardo? La pippa è gioia… è il piacere dolce regalato senza chiedere nulla e senza dover fare troppi compromessi come con il pompino. Invece no, tu mi inquini la pippa per parlare di fascismo.

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Brass non l’ha mai fatto! Brass non ha mai inquinato le pippe… se non con il lattice del trombone finto utilizzato!
Brass al culo ci credeva, il culo lo ha sempre amato e rispettato. Non l’ha mai incasinato di terrori e sensi di colpa come te con quella storia della preghiera al burro! Peste ti colga!

E allora… capisci che c’è qualcosa che non va se di colpo, invece di fantasticare come il Tintoretto di cose allegre, belle… ti metti lì a desiderare, immaginare, sceneggiare – eh sì, con i film erotici si può fare… col porno sei falito – la scopata più bella della storia… e quel che ti viene fuori è qualcosa di sofferente, cupo. E’ una stanza non buia ma in penombra. Ma non quella penombra bella con la luce giusta che permette alla telecamera di girare e spaziare in una finta penombra. No… è quel non buio regalato da un abat-jour messo a bella posta lì sul comodino per fotografare solo alcuni dettagli: una mezza tetta, le natiche strette di lui su di lei, la sua faccia feroce, mentre le morde il collo appassionato… e la sua, contrita, stretta, un bel po’ sofferente… Tutti e due lontani da quell’atto. Tutti e due a fare i conti con qualcosa di diverso. Triste. Che non si capisce perchè devi sublimare in una scopata rendendola triste, sofferente… e incasinando stamattina l’inconscio a me! Bernardo… ti odio!

E adesso vi starete dicendo… la metafora? Niente, oggi. Sono stato monello, mi metto in punizione e non ve ne parlo.

Ma ve l’ho accennato… ne parliamo domani? Forse pure più tardi! Sappiate però che per quanto triste voglia sembrare studi insistenti hanno dimostrato che la visione di Bertolucci è quella comune. E che tutto questo ha a che fare con il sogno – sessuale o di una vita – che sparisce rimettendoti a cavalcioni con la realtà!

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Che poi qualcosa da scrivere c’è sempre… è che a volte non ti va!

Che poi è come un discorso general generico sulle ragioni di un fallimento. Oppure un discorso profondo su qualcosa di frivolo come la filosofia della “performance di merda” applicata ad uno degli svariati campi della vita. O peggio un discorso frivolo su un tema profondo ed assoluto come l’impotenza da stress.
E’ come una rapina nella quale ti trovi coinvolto. E dieci minuti dopo sei a riderne al bar con gli amici. Rivivi gli attimi, i momenti. Magari la pistola puntata qua e là e tu lo sai che impugnata così quella pistola è più pericolosa della valigetta atomica regalata ad un bambino con le chiavi dei codici già inserite. E ne ridi… come ne ridevi dentro mentre tutto succedeva troppo velocemente per ricordare e troppo lentamente per non pensarci. “Coglione, poteva finire male!” – “Magari” e ti accorgi che ti guardano straniti su quel magari…
E ti accorgi che rispondevi ad una domanda di quindici minuti prima, quando il discorso della rapina non esisteva nemmeno… perchè non lo avevi più o meno raccontato a nessuno. Chissà perchè!
Di che parlavate, prima? Andare via o restare!

Ti eri detto che oggi volevi parlare di Magalli… del suo sex appeal irrinunciabile per le donne mature. Di come questo non lasci nella media alcuna speranza a tutti i fanatici del genere MILF – che è una delle più sonore prese per il culo preparate per l’adolescente/tardoadolescente medio. Anche perchè un giovanissimo Magalli, con la panzetta e la calvizie galoppante, al 19/20 anni, ha già perso in partenza con se stesso la speranza di trovare la Milfona giusta per lui!
E quindi ti sei fermato un attimo a pensare ed hai sentenziato: “Vabbè allora, finchè c’è vita c’è speranza!”. E t’ha dato fastidio pensarci perchè oggi ti girano e vuoi che ti girino… o più semplicemente non trovi moltissime raqgioni per cui non debbano girarti e tu debba essere “come i pinguini di Madagascar” carino e coccoloso.

Oggi non hai voglia di prendere per il culo nessuno.

Oggi non hai voglia di dimostrarti ancora una volta che c’è tanta, tantissima gente che in modo inverecondo sta peggio di te!
Oggi stai facendo i conti con la sintesi di più di un fallimento… che non è lo scrivere o meno su questo blog!

Oggi hai voglia di sentirti normale, medio…
Oggi hai voglia di trovare un pretesto. Oggi hai voglia di litigare. Oggi hai voglia di fare male!

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Una lavatrice di cazzotti… oppure due ore in chat porno a prendere per il culo il solito maschiaccio!

Oggi, pomeriggio e sera, devo scegliere se:
– Malmenare con una violenza inaudita una persona che da una quindicina di giorni sta riempiendo di botte in potenza un salvadanaio ormai prossimo all’esplosione
– Fare qualcosa che mi distragga e mi rimetta in pace col mondo.

Non posso allenarmi oggi… la palestra è normalmente chiusa il sabato.
Devo menarlo! Devo. Un imperativo categorico kantiano. Devo perchè devo!
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Oppure…

Oppure devo rinverdire un vecchio passatempo sviluppato negli anni di corso in criminologia e criminalistica. Quello dell’infilrazione nelle chat erotiche per beccare i pedofili. Che poi, diventi veramente bravo non quando fingi con un pedofilo (soggetto debolissimo, insicuro, credulone e raggirabilissimo) di essere un bambino pronto a condividere materiale pedo-pornografico… ma quando convinci una donna certificata come vera donna a fare cybersex con te, con lei che ti schiude la stanza delle meraviglie delle sue fantasie.
Breve digressione sul tema, poi ne parleremo meglio in un post apposito. Con un uomo non ci vuole niente a fingersi donna. Entrare nelle semplicistiche, infantili e non articolate corde di un maschietto infoiato in chat è semplicissimo. E’ solo un pelo più malizioso di un pedofilo segaiolo qualsiasi. Quello che è complicato non è nemmeno cominciare a chattare con una donna. Quel che è davvero difficile è entrare nella sua fantasia e sistemarsi a proprio agio… perchè solitamente si tratta di fantasie che travalicano i normali confini del buon senso, della verosimiglianza, della possibilità
In un uomoni versus donne in tema di fantasie sessuali nel campionato della semplicità e della veridicità l’uomo vincerebbe a mani basse. In quello della creatività irreale trionferebbe la donna. Fin qui tutto bene se non fosse per l’insulsa pretesa femminile tutta sintetizzabile nell’espressione “La tua è banale come fantasia, la mia è verosimile!”. Nella fattispecie si mettevano a confronto la classica fantasia “idraulico-casalinga” contro “attuale fidanzato delinquente e spregiudicato che mi ricatta perchè ha scoperto foto zozze mie fatte da un mio ex e mi minaccia di divulgarle se non mi concedo gratis ad una serie di personaggi anche a lui sconosciuti in situazione e contesti degradanti”.

Non ho una fantasia così articolata. A chattare con una donna ci riesco… a soddisfare le sue peccaminose e fantasiose voglie no… solitamente mi stufo per eccesso di puttanate inverosimili.

Fingersi donna però è divertentissimo! E di colpo… quando sai che il lui dall’altra parte è folle di te e di tutti quegli incoraggiamenti solitamente triviali e quelle descrizioni al limite dell’anatomico che gli fai… “Ciao deficiente, sono Marco, ho 37 anni e grazie per la splendida ora di risate che mi hai regalato… non credevo che la media maschile fosse così bassa… c’è chi sta peggio, davvero peggio di me!”… arriva quello che mai avresti voluto leggere. Anche solo per conservare minimamente preservata l’idea che ci fosse spranza per il genere maschile. Arriva impietosa la sua risposta: “Ok si d’accordo ma scrivimi ancora quelle zozzerie… dimmi ancora che lo vuoi… ci sono quasi!”.

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In una chat con 7800 utenti medi attivi… è lecito chiedermi se sono davvero così UP nella classifica dell’amorproprio?

Ok… lo meno. Mi sa che lo meno… anche perchè quando gioco in chat mica me lo meno!
Oppure mi chiamerò Carmela, avrò 47 anni… e sarò una zia porca e incestuosa in cerca di un nipotino che mi faccia sentire ancora giovane, bella desiderata! Però… siccome così, come donna in chat, io non mi crederei…
“io lo stuzzico il nipotino ma poi deve fare tutto lui, scatenando le mie voglie lubriche ma anche i miei timori, i miei sensi di colpa, le mie ansie… fino ad una scopata liberatoria, ma interrota(sic!) tre volte perchè la prima devo piangere (ma tu non smettere di fare quello che stai facendo anche a rischio di soffocarmi) la seconda devo urlarti No (ma sono poco convinta quindi tu continua che mi ecciterà moltissima(ri-sic!)) la terza devo giurarti eterno amore salvo poi respingerti nel peggiore dei modi cacciandoti di casa e andando a finire nel bagno piccolo a toccarmi rannicchiata sul water (tranquillo che te lo descrivo… tu mi chiedi cosa faccio e io lo scrivo)” (eh, già… l’avevate capito… CIT.).

Vada per Carmela47… posso sempre menarlo stasera!

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Orgazm: una vaiassata a pagamento che poi sarebbe come parlare di Anarchia, di un amore infinito o della Venere di Botticelli che caga all’aroma di chanel

Della esplosione di sensi maschile credo che abbiamo già parlato a sufficienza nel post precedente.
Vabbè… quella è la chiave di volta del Porno.
Un porno senza esplosione di fluidi maschi maschi maschi l’avete visto mai? Per definizione, IMPOSSIBILE!
E questo perchè il fruitore medio di materiale pornografico sa come funziona un rapporto sessuale… e sa che alla fine se non c’è getto è neo-platonismo… E di neo-platonici son piene le fosse degli insoddisfatti!

Che lei venga o no, per la massa di consumatori è un mero dettaglio… oltretutto visto e considerato che la simulazione dell’orgasmo femminile è una delle angosce esistenziali del maschio medio (categoria nella quale ci sto a pieno dentro… così non ve ne venite ad accusare di scarsa sincerità!) è un dettaglio dato per acquisito… e non è favola dire che alla fine tutti sono convinti che anche la donna goda sul set (anche quando recita da cagna lo ripetiamo come un mantra ossessivo) perchè se quella non sta godendo è molto probabile che anche ieri sera quella con cui io… non abbia goduto!

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Ed allora esistono siti specializzati. Generi tagliati ad uso e consumo di chi ci crede davvero nell’orgasmo femminile.

Si chiamano genere “orgazm” o tag “passionate”. Ci sta sempre un video assolutamente NON amatoriale. Ci stanno attrici meno cagne di altre. Ci stanno rapporti singoli tra uomo e donna. Ci stanno poche posizioni. Ci sta poca volgarità. Ci stanno zero dialoghi. E ci sta tanta, tanta inquadratura di lei, del suo viso, dei suoi piedi, delle sue mani… dello spasimo di alcuni muscoli non sessuali. Ci sta una che recita e ci si mette di impegno a recitare di godere. A fingere un orgasmo (spesso meglio di tante donne coi loro partner). Che poi, per carità di Dio, viene pure bene eh! E’ pure un bel vedere!

E ci stanno tanti che ci credono. Perchè pare vero!

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Un po’ come il “comunismo e la libertà”, un po’ come l’anarchia. Un po’ come la Puglia Migliore…
Un po’ come tutti quanti gli idealismi in cui un povero romantico idealista può credere. Un po’ come tutte quelle bugie che fossero vere ma sai che bello!
Un po’ come l’Amore bello vero e interminabile che non si tasforma mai nemmeno per un pochino in abitudine… nemmeno a 89 anni. Che non s’è mai litigato una volta!

Il genere Orgasm mi piaceva tanto. Poi m’hanno barbaramente inculato ad un concorso!
E sono passato alle tovaglie a quadretti bianche e rosse, macchiate di sugo e vino, e alla pasta e fagioli. Sono passato ai culi con la cellulite delle zozzone amatoriali del basso Lazio o dell’alta Maremma.
Oppure a Tory Lane, che di sicuro dopo aver girato sul set… puzza.
E non voto più. E tranne che a poche cose che solitamente non puzzano di Chanel non ci credo più.

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Washing the pipes: ovvero la boxe e quella sensazione di pace col mondo

Provate a seguire un programma di allenamento serio di pugilato – di quelli non agonistici per carità – e vi accorgerete che di colpo, dopo quelle quasi due ore tre volte a settimana il mondo vi sembrerà un luogo più bello. Vi sentirete capaci di comprendere e giustificare più o meno “l’Universomondo” per le sue cappellate. Ogni cosa vi apparirà di colpo chiara nella sua assoluta semplicità. Anche i rapporti più ingarbugliati diventeranno di colpo semplici.

…e Credete a me! Saprete di colpo quale strada prendere anche di fronte al bivio più notturno.

Questo avviene perchè il coinvolgimento ad altissimo tasso fisico del vostro corpo durante l’allenamento vi permetterà di espellere dai pori, oltre ad una enorme quantità di sudore e tossine, anche tutte quelle ansie e quei nervosismo raggrumati che con la loro confusione impediscono la comprensione dei meccanismi di ciò che vi avviene attorno. E poi l’impareggiabile catarsi del colpire e ricevere, del dare e e avere (botte condizionate e contenute, ma sempre e comunque, immaginificamente, botte) sublima nel controllo completo della propria aggressività anche quella interiore. E ci si accorge di colpo che se si riesce a controllare quel che di più distruttivo abbiamo, come la violenza fisica, che gestire le proprie emozioni senza lasciarsi travolgere è un “mestiere semplice”… basta, appunto, osservare le cose libere da legaci. Nella loro semplicità. Nella semplicità di cazzotti dati e ricevuti.

Esiste una categoria anche per questo nell’ipermercato del porno: il wash the pipes, letteralmente risciacquare le tubature. Nella traduzione espressiva italiana suona un po’ come “Non ci fosse un domani!”.
Sono i filmati spesso non amatoriali… ma pure home made, volendo, in cui due esseri solitamente di sesso maschile e femminile, si scambiano non effusioni, ma veri e propri passionalissimi martellamenti, in un accoppiamento incontrollato, feroce e selvaggio, senza alcuna tattica ed alcun fine se non quello di avere un effetto catartico. Non ci sono schemi predefiniti, non c’è la solita alternanza bipartisan di posizioni nè il solito cursus honorum del cazzo che sostanzialmente si disvela nella sequela “bocca-figa-culo-viso” con variazioni sul tema “fronte-retro” e “sopra-sotto”. Eh, no! Qui semplicemente lo si fa ” a quel biondo Dio” senza troppe riflessioni sull’inquadratura, sul kamasutra, sulla gestualità. I dialoghi, lasciati alla libera improvvisazione dell’artista, sono di solito monotoni, parecchio ripetitivi, ma con qualche chicca di raro lirismo a violare i comandamenti circa nomi di Dio invano, Madonnine, Pastorelli e presepi annessi.

Il sudore, la sensazione di fatica fisica, il trucco che cola, i capelli che vanno a farsi benedire assieme alle messe in piega, il fiatone – tutte cose che per una produzione commerciale non amatoriale sono fondamentali dettagli da evitare e che dimostrano come il porno, fuor da ogni uso metaforico, sia la più grande bugia raccontata all’essere umano – sono presi e sbattuti lì con osceno ed orgoglioso vanto… a testimoniare non solo il carattere true life ma anche e soprattutto l’assoluto stato di catarsi che solitamente l’attore maschile raggiunge (la donna credo un po’ meno… o meglio, credo che la sua sia solo una catarsi nel fastidio) attraverso un accoppiamento fuori dagli schemi e fuori da ogni “esigenza di copione”.

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Sono filmati veri. Come un diretto sul naso. Durano spesso meno di 7/8 minuti… a testimonianza del fatto che poi, senza montaggio, tu ragazzino che ti fai le pippe e sogni di durare trenta minuti, già non sei da meno di quello che sta recitando!

E sono filmati che lasciano l’uomo medio desideroso di raggiungere uno stato del genere. Di farlo una buona volta “a quel biondo Dio”… di farlo come non ci fosse un domani. Non per farlo… ma perchè sembra che dopo tu e il mondo non abbiate mai litigato… e che il suddetto mondo per te non abbia segreti! Proprio come dopo una scazzottata. Proprio come dopo una ripresa di guantoni con uno molto più forte di te che ti ricorda che “la boxe è contatto…”

…ma pure un poco di amore, forse!

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La vicenda dei Fake e di tutti quegli indefiniti oggetti che credevamo fossero cose belle

Youporn e simili sono strumenti di condivisione di massa di materiale zozzo. Questa è una definizione banale ma calzante per un portale di socializzazione di filmati pornografici. Youporn e simili funzionano perchè c’è gente, in rete, che condivide filmati delle sue o di altrui zozzate con il mondo intero.

Il fake è quel particolare filmato, foto, evento riportato su riviste, profilo social che dovrebbe essere ma non è.
Il fake è una bufala.

In quanti si ritrovano davanti una vecchia carampana francese cercando “la mia giovane professoressa…”? Giù bestemmie. Sei lì, tutto in tiro, un elefante in estro, pronto a dare il meglio di te con la terza marcia del GIRMI nel polso e nel gomito quando… una vecchia, oscena culona con la dentiera o magari con un ponte saldato male comincia ad occuparsi di uno stoico, giovanissimo attore… peraltro senza essere neppure spesso in contesto scolastico?

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Avete presente quel senso di frustrazione? Non è lo stesso che vi prende di fronte ad un semplice raggiro. Lì’ solitamente scatta l’autocommiserazione: “Sono un coglione!” – “Come ho potuto cascarci?”. E’ come comprare l’iPhone 6 all’autogrill da un signore con tipico accento – ormai simulato – di Mondragone. L’hanno descritto in mille il “Pacco-Doppiopacco-Contropaccotto”! No… qui c’è qualcosa di più profondo. Non hai fatto nulla per finire raggirato. Se non il fatto di fidarti. Fidarti delle parole ammiccanti, quelle che ammiccavano solo a te, scritte in rosso sotto un filmato sfocato che effettivamente “potrebbe ritrarre una giovanissima professoressa che poi ti…”. Fidarti sapendo che non rischiavi nulla… se non di rimanere col tuo più fido compagno di giochi fuori dalle mutande a smollarsi… pardon… col cuore a riprendersi da una aritmia emozionale assolutamente non richiesta e risparmiabile. Non c’era denaro da estorcerti, non c’erano posizioni da guadagnare. C’era solo il tuo sentimento ed il desiderio inconscio ma irresistibile di frustrarlo.

I filmati fake sono la metafora più calzante di quel senso di frustrazione gratuito… perchè, infondo, cos’è quella frustrazione dell’anima se non una sega mancata? Magari quella a cui tenevi di più! Magari mancata nel peggiore dei modi!

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Ed aveva gli occhi troppo belli…

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Un limone premuto fino alla buccia avvizzita fu trattato con più dignità!
E tu, tu avevi gli occhi troppo belli…

Ciao Lilli, ciao!

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