Archivio mensile:novembre 2014

Biondoddio con quella che ci farei! Che poi è come dire, più o meno, le cinque donne della mia vita… tenendo ovviamente a debita distanza la mamma, la nonna e la zia! E pure il mio cane, che è femmina! (3/5 così spacchettato le idee si esauriscono meno velocemente…)

Deve esistere per forza il vostro “punto di riferimento verso il basso” quando parliamo di universo femminile.
Ognuno ne ha uno. Per cortesia, però, astraete da questo contesto qualsiasi considerazione di tipo estetico poichè proprio l’estetica è la via di misurazione meno oggettiva. Una cosa è bellissima per qualcuno ed orribile per qualcun’altro. Ci sono cose che ti fanno partorire la stronzata del “le ami o le odi” per non ammettere che non esiste un “bello” e d un “brutto” oggettivo. Ed il “gusto dell’orrido”? E la patofilia (intesa come parafilia sessuale che ti fa arrizzare le carni in presenza di “nani, gobbi o sciancati” che è la mitica cit. del mitico manuale Psychopathia Sexualis) dove la mettiamo?

Qui, però, nessuno sta mettendo innanzi le mani per alludere al fatto che :”Biondoddio cosa farei con quella” ed è un cesso clamoroso! Tutt’altro! La donna in questione è oggettivamente un gran bel pezzo di figliola. Perchè si ricorra alla metafora da macelleria per definire una bella ragazza io ancora tecnicamente non lo so… ma credo abbia molto a che fare, nel mio utilizzo, col fatto che poi la persona in questione ha una certa qualche passione per l’esibirsi come carnazza (cit.) sulla panca del macellaio (cfr The Butcher 2008 Brazzers)! Dicevamo non tratto di bellezza e non avrò che qualche accenno all’estetica della signorina in questione.
Posso comunque candidamente chiarire che quando vi ho chiesto di pensare al “punto di riferimento verso il basso” che avete fissato nel giudizio verso l’universo femminile, alludevo al modo in cui quel soggetto sta al Mondo ed al Mondo si relaziona.

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Ed in questo la signorina Lisa Piasecki, in arte Tory (con la Y biondoddio senò vi esce ‘na tipa diversa che si chiama Tori ma non Lane e con Lisa Piasecki non c’entra un cazzo!) Lane incarna decisamente l’ideale de: “La mamma della Merda”! In questo, Tory, non è seconda a nessuno! Tra le donne che conosco in ogni a(m)bito della vita… Lisa Piasecki è decisamente l’essere più immondamente volgare che io conosca.

Tory Lane di professione fa la pornostar e la regista porno (570 come attrice, 5 come regista… perchè nel mondo del porno dopo la gavetta fai la madame esattamente come nel mondo della prostituzione). E questo lo sapete tutti perchè io vorrei tanto Tory Lane come protagonista femminile di uno di quei romanzi fenomenali con incipit da paura che ogni tanto comincio a scrivere e non finisco mai. Quest’incipit l’avete letto, quindi sapete che vorrei scrivere una cosa che parli di Tory… o in cui Tory ci sia… e ci stia con tutto il suo essere “la mamma della merda”!

Tory è quella nelle foto di questa pagina… va solo aggiunto per un senso di proporzione ed un bisogno di ancorarci alle misurazioni ed alle proporzioni, che è alta 1,67 cm e pesa 54 kg ed ha una quinta di seno non chirurgicamente ritoccato (cfr. Wikipedia… purtroppo non l’ho misurata io!).

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Vi dico la verità… con Tory Lane vorrei farci pochissime cose, ma ben chiare!

Prima tra tutte, quella del romanzo. Perchè sogno di fare come Francesco Bianconi dei Baustelle – che stimo immensamente per le canzoni che scrive e compone coi Baustelle da ormai quasi quindici anni – che evidentemente per sublimare una bella cosa che gli era capitata una volta, ogni tanto o gli capita spesso, faceva incontrare il protagonista del suo libro “Il regno animale” con Francesco Bianconi  (proprio se stesso) nel cesso di un locale. Ed il protagonista del libro sentiva Bianconi chiuso nel gabinetto a fianco farsi fare un pompino dalla classica groupie di turno. E gli sentiva dire cose volgarissime che nessuno si aspetterebbe da Francesco Bianconi. Che, invece, probabilmente, le dice o le vuole dire… e quindi mette tutto in un romanzo per confessare. O per desiderare. O per sognarci su. Chissà! Forse un giorno trovo coraggio e glielo chiedo. Forse leggerà queste pagine – perchè ci seguiamo su FB – e mi vorrà rispondere…

Io non posso tecnicamente dire che “nessuno si aspetta che io dica o pensi o desideri certe cose”. Se parli di pornografia spesso, nella mente della gente con due G sei un maiale, non uno che ha scelto – ormai di tanto in tanto – un registro ed un argomento particolare. E da un maiale ti aspetteresti di tutto.
Anche che si porti in giro una pornostar. Una come Tory Lane, poi…
E poi lo dico perchè sogno che l’incipit di quel romanzo diventi un romanzo vero e proprio. In cui sublimare tutta un’altra serie di desideri reconditi ed inconfessabili alla maniera di Francesco Bianconi del Baustelle. Facendomi comparire nel romanzo… proprio “Me, Myself and I”… perchè magari quel romanzo è la storia della “riduzione cinematografica” di quel romanzo stesso. Un romanzo che, raccontandosi, racconta di come diventa un film. Un film con Tory Lane che di copione non vuol saperne niente… che “mi pagate per prendere cazzi!”. E poi, magari, quel romanzo che è il racconto di come esso stesso diventa un film, i diritti per la riduzione cinematografica li vende davvero. E sapete per quanto li venderei? Per essere io stesso l’Himself nei titoli di coda. Per recitare la mia parte, anche come un cane. Proprio come recita Tory Lane che è una attrice cagna!
Ed ovviamente farmi Tory Lane. Tutte le volte che nel romanzo c’è che mi faccio Tory Lane! Magari pure qualcuna di più, come gli attori seri che se devono girare una scena di sesso di nascosto dai partner vanno a farsi un week end da qualche parte e la provano, così, giusto per entrare in sintonia…

Il problema è che Tory Lane a casa dai tuoi a cena non la puoi portare. Anche se tuo padre e tua madre non avessero internet e tuo fratello o tua sorella non fossero in casa. No, Tory Lane è un giornaletto porno. Tory Lane è il pacchetto di sigarette o la stecca di fumo che avevi da adolescente quando fumavi di nascosto. Tory Lane ti piace da morire ma in casa non si fa vedere. La nascondi da qualche parte… non la lasci a nessuno, non la dai in custodia a nessuno… perchè come le sigarette, il fumo e i giornaletti, quando vai a riprenderla la trovi sgalcita, finita, usata. E poi perchè Tory Lane è un essere volgare già di per suo.
Bella secondo me è bella davvero… una che se la vede tua nonna che credo non sappia – fortunata lei, dico davvero – dell’esistenza di tutta questa roba, se la vedesse in una foto casta (difficilissima da reperire nel caso di Lisa Piasecki in arte Tory Lane) direbbe pure “Mamma mia che bello, come sono contenta… te la sei proprio trovata bellissima!”. Povera nonna. Beata ingenuità!

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Tory Lane è bella davvero, ma da una attrice settorialmente specializzata in una serie di generi interessanti per il fruitore medio di materiale pornografico come
– Anal
– Brutal
– Vulgar
– Deadly double
– Deepest Throat
– Raw che sta per crudo inteso proprio come carnazza
… mi dici che cazzo ti aspetti?

Tory ha vinto un sacco di premi nelle sue categorie. Quindi vuol dire che “recita” bene in campi come “accoppiamenti brutali”, “volgarità gratuite”, “situazioni crude”, “sesso scabroso”, “gola profondissima” (che è sicuramente peggio di Gola Profonda e quindi vai tu ad immaginare!).
Tory è una bestemmia vivente. Tory è una cosa che puzza e sa di viscido, di sudato, di saliva. Alla fine mi è piaciuta da subito perchè immediatamente sa di vero. Pure troppo.  Guardare un video di Tory Lane le prime volte è una vera e propria discesa all’inferno. Un inferno di Fuck non solo esibito, attivo e passivo, ma anche e soprattutto detto e proferito. Credo sia la sua “favourite word”. Però non è vero che come dicono i maligni non sa dire altro. Il problema è che quell’altro che dice è davvero non riproducibile qui. Meno male che a Tory ci sono arrivato che già scopavo da un pezzo ed avevo visto Angelica Bella e Rossana Doll e Jessica Rizzo che ste maialate così non le fanno… senò sai che pessimo mondo interiore rispetto al sesso?

Ed obiettivamente una che il successo lo ha fatto perchè con estrema naturalezza vive esperienze volgarissime con una grinta ed una carnalità – anche solo recitate – da far paura a chiunque… non ti puoi aspettare che usi il perpiacere ed il grazie. Non ti puoi aspettare che sorrida in modo educato e soprattutto pulito. Non puoi aspettarti che cammini senza essere volgare, che vesta in modo semplice, che guardi e si rivolga all’interlocutore durante una conversazione con uno sguardo diverso dalla mangiatrice di uomini che curiosamente non riesce a dir altro che qualcosa di sintetizzabile con estremo dono della riduzione in “scopami come se non ci fosse un domani” (che magari dicesse solo questo!) o “fottimi come un chipmunk” che, come espressione, mi ha rovinato lo splendido ricordo di cose come Cip e Ciop che era la favola per dormire che mia madre mi raccontava o Alvin che era il cartone che guardavo appena sveglio la domenica mattina su Bim Bum Bam…

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Portarsi Tory Lane – che esiste per davvero, non è una invenzione – a casa è un casino di proporzioni bibliche. Portarsi Tory Lane a casa e poi avere un rapporto sereno con i propri genitori è una cosa tipo aprire il Mar Rosso, farci passare tutto il popolo di Israele – che tecnicamente non è un condominio – portare roventi tavole della legge giù da un monte prima dell’avvento dell’amianto o dei guanti da forno, distruggere un tempio e rifarlo in tre giorni… tutto insieme.

Tocca aspettare che passi la precarietà e che tutti a trent’anni suonati posano andare a vivere da soli e andare a casa di mamma e papà solo la domenica… e tocca sentirli quando Tory non è in casa… che di sicuro da una stanza all’altra la senti che ti chiama e tua madre  poi chiede a tuo padre, una volta riattaccato: “Ma chi è la zaquara che vive con tuo figlio?” (dove zaquara è da intendere come traduzione in dialetto di donna ipercafona e disadattata).

Oggi non mi piacciono le cose difficili. A Tory Lane non farei un corso di galateo e di teatro, nè uno di dizione per sgrassare quell’insopportabile accento da zozzona del sud… No, lo ammetto, con Tory mi chiuderei giorni in una stanza di motel, di tanto in tanto. E come scrivono sulle recensioni delle puttane quelli che ci vanno: “Quel che è successo lo tengo solo per me perchè tra di noi c’è amore” (cit.)(e beato te!). Con Tory nel Motel… così… per il puro gusto di toccare il fondo davvero… ma toccarlo con stile con una che “biondoddio!”.
Ah, sì, ovviamente resta inteso che quel che farei più di tutto è comunque girare il film di quel romanzo che parla di come si mette quel romanzo stesso su un film. Ed io sono lo sceneggiatore del film… nel romanzo e nel film! Così quando il film – che spero possa essere solo un erotico così lo vede ed ammette di averlo visto più gente – esce, tutti lì che si danno di gomito quando passo dicendo: “Toh guarda, il Mortellaro (che è come mi chiama qualcuno ma questa è una storia a parte)… quello che è stato con quella zozzona della Tory Lane” (cit. coi nomi cambiati). E l’autostima ringrazia!

“Dailandog” è un romantico. Avrebbe trovato del romantico anche in Tory Lane. Io no… questa volta no.
Non è che ci si può innamorare ogni due minuti per davvero!
Non della figlia del demonio in persona!

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Per inciso e perchè sia chiaro… Tory Lane non è Nicole Minetti… secondo le malelingue esteticamente le somiglia… ma io no ho una mia opinione a riguardo!

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Non rompere il cazzo all’ippopotamo… ovvero non ti serve NatGeoWild per capire che se gli rompi il cazzo diventi la sua preda! (ad obiettivamente l’ippopotamo ha ragione!)

Al netto delle pericolosissime gazze ladre che tormentano un mio amico nei suoi incubi peggiori cavando gli occhi a chiunque incontrino sul loro cammino perchè: “gli occhi luccicano” (cit. non del mio amico… non sarebbe mio amico se dicesse e pensasse certe cose!) ed al netto di quei leoni marini che si inculano i pinguini o di quegli scimapnzè (sempre terrore del mio amico) che ti infilano caldarroste nel più comunista dei tuoi buchi… (e qui il termine preda vicino al sostantivo uomo si connota di hardcore) io trovo una parte della programmazione di NatGeo Wild (canale 409 Sky) vergognosa e terroristica.

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Quando scrivevo i complaint – le lettere di lamentela – in inglese, per esercitarmi al Proficiency del Cambridge, il mio maestro dell’epoca mi aveva insegnato che: “fuck me, but please kiss me first!”… che suona un po’ come “sono disposta a farmi rompere il culo da te però prima di tutto almeno un bacetto”… e quindi…

Lesson number one:
Spettabile Nationa Geographics,
da quando ho avuto modo di orientarmi autonomamente nel panorama delle riviste di divulgazione scientifica ho sempre ritenuto il logo ed il nome National Geographics come sinonimi di Assoluta ed Indiscutibile Autorialità tanto del prodotto in sè quanto della forma con cui tale prodotto veniva servito e confezionato per la curiosità e la sete di sapere di noi lettori. Quando acquistavo un numero di National Geographics oppure guardavo un documentario della stessa casa di produzione, sapevo che stavo godendo non solo di un prodotto dal valido ed indiscusso spessore scientifico, ma anche e soprattutto che lo stavo facendo con un vero e proprio capolavoro che prestava enorme attenzione per l’estetica e la qualità formale del prodotto stesso.
…(un complaint ben fatto comincia così… dispone bene chi legge… fa capire che non vuoi solo rompere i coglioni ma ci tieni al bene della persona/azienda cui stai muovendo una critica!)… proseguiamo…

Mi ritrovo sconvolto e deluso a dover certificare che tale autorialità, negli anni, rispetto a settori ben precisi della vostra produzione, ha lasciato spazio alla deriva terroristica ed ansiogena imperante nelle produzioni mainstream di bassa qualità e di discutibilissima scientifictà. Al netto di ottimi prodotti quali le grandi produzioni documentaristiche tematiche, imperversano ormai nella vostra programmazione, contributi di dubbia qualità. Mi riferisco, per dirne una soltanto, a tutti i format che pongono al centro dell’attenzione l’animale come competitore violento dell’essere umano, trattando l’oggetto della ricerca, ossia l’animale stesso, giammai come essere vivente che secondo logiche comportamentali ed etologiche ben precise attacca l’uomo o si difende per soddisfare un bisogno fisiologico – fame – o un bisogno emozionale – paura – ma piuttosto come un essere vivente dotato di etica che sceglie se agire un comportamento violento oppure no in base a sovrastrutture umane – divenendo quindi assassino, killer, mangiauomini. Così, mi dispiace, proprio non va.
…(the matter, Domenico, immediately… come un pugno nei denti… così non si perde troppo tempo… americani, inglesi, hanno poche parole, concreti…)… continuiamo…

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Per dirla con Naomi Klein, la vostra sta divenendo con sempre maggior frequenza una divulgazione para-scientifica che vive di rendita rispetto ad un marchio autorevolissimo, veicolando prodotti che dipingono l’uomo come l’Essere sotto assedio costante di minacce esterne. A questo contribuiscono di certo anche format parimenti discutibili come quelli trasmessi sul vostro canale generalistico National Geographics (403 di Sky) sotto il nome di “Apocalittici” o simili.
In questi format non è mai presente, purtroppo, una analisi cosciente delle cause e delle conseguenze, della meccanica che porta a disastri planetari ovvero a più semplici sciagure singole. In questi format è purtroppo imperante un interesse morboso verso il macabro, verso la sofferenza, verso il confronto violento contro una natura crudele. E dire che proprio i vostri prodotti autoriali mi avevano insegnato in modo limpido che la Natura stessa non segue regole morali ma vive per meccanismi semplici di causa ed effetto che solo in rarissimi casi – sempre e comunque spiegabili con regole fisiologiche – cedono al bizzarro, all’innaturale.
… (ora ce lo spieghi bene a quei rotti in culo… e fa qualche, come si dice, similare, con qualcuno di più importante di te che sei uno stronzo qualunque… per dire che stanno facendo merda!)… ecco, appunto, Naomi Klein gli farà rizzare i capelli… andiamo avanti

Temo che una programmazione di questo tipo, che io riesco a decifrare e posso anche pensare di definire “intrattenimento divertente” – grazie ai vostri passati insegnamenti ed agli studi svolti su curiosità personali ho gli strumenti per comprenderla, confutarla e viverla come divertissement – non potrà incontrare però il mio favore nel momento in cui dovesi mai diventare genitore o dovessi trovarmi a suggerire i vostri prodotti ad alcuno interessato ad un intrattenimento istruttivo e scientifico. Credo di fare del bene alla vostra Storia ed Autorevolezza nel suggerirvi di lasciare tali prodotti ad altre emittenti con un nome meno importante e riconosciuto del vostro e vi invoglio, con rinnovato entusiasmo, a riabbracciare la vostra antica vena accademica ed il piacere per i prodotti splendidamente confezionati e davvero educativi.
… (ora la menace, la minaccia… se non fai quel che ti dico ti ficco un cazzo nel tuo fottuto culo…)… sì gli americani sono voglari credo che la frase reale fosse “un fottuto cazzo nel fottuto culo”… ed avviamoci alla conclusione…

Grazie per l’attenzione ed il tempo che avrete voluto concedermi, comunque vostro affezionato…
Domenico Mortellaro
…(eh lo so, ma we are polite, quindi chiudiamo in modo educato…). Finita!

 

Ecco fatto il complaint.
Avete imparato un’altra cosa, stronzi! Perchè sappiatelo… nella cultura americana, il complaint è una cosa seria per cui si possono passare serissimi brutti quarti d’ora nelle aziende private. E in America è privato pure il tuo culo! E spesso non è tuo!
Adesso, se qualcosa non vi garba su suolo americano, ricordatevi di me e fate un bel complaint con queste semplici regole. Poi ve lo fate tradurre bene. Poi mi direte grazie perchè… se la cosa è seria e proporzionata… l’azienda si uniformerà comunque un minimo alle esigenze del cliente rimuovendo il problema. Se siete i soli a lamentarvi di qualcosa che gli altri gradiscono… pensate di scrivere un complaint indirizzato a voi stessi ed evidenziate per bene il problema. E’ difficile che il mondo intero sbagli! (tranne che con me!)

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Veniamo a noi: se l’umanità fosse un posto serio, se la cultura fosse ancora un valore, se la necessità di avere paura per vivere non esistesse… perchè il Muro di Berlino non era ancora venuto giù (non è una fregnaccia, leggetevi Baumann stronzi ineducati, quadrumani, poi ne riparliamo!)… questa lettera di complaint sarebbe la fotocopia di una class action in difesa non della rispettabilità di ippopotami e di grizzly, struzzi e varani, leopardi e gazze ladre. No, questo complaint sarebbe una class action di proporzioni planetarie mossa contro Nat Geo Wild e la sua programmazione cialtrona in difesa della nostra intelligenza e di secoli di studi etologici.

(La parola etologia la adoro: non è come pensa qualcuno di SEL (acronimo di Sinistra Ecologia Libertà) un discorso sull’etica umana ma lo studio del comportamento animale… e rido ancora tanto quando ricordo che mi invitarono ad un dibattito che si chiamava “Etologia della politica” e io risposi “E che è, le bestie?” e loro mi guardarono molto piccati da questa cosa… e poi arrossirono perchè capirono).

No, obiettivamente a nessuno frega un cazzo… anzi la maggior parte della gente vuole carburante e benzina che alimenti il motore della paura. Ha bisogno di sentirsi sotto assedio.
Così spende e compra. Così va in palestra ed ai corsi di autodifesa. Così acquista i SUV che li tengono al riparo dai Grizzly – anche a New York perchè… vuoi mai…
Così si fa manipolare ed inculare meglio con la scusa della sicurezza propria, altrui, planetaria.
Ed a questo contribuisce la programmazione sui disastri climatici, quella sugli eventi apocalittici, quella su chi si prepara all’Apocalisse, quella su chi è sopravvissuto agli animali assassini, quella su chi è sopravvissuto all’Apocalisse che non c’è mai stata tipo il Millenium Bug ed ha scorte di cibo liofilizzato da camparci ancora 12 anni.  Credo che i nuovi padroni della Nat Geo siano la CIA ed eredi di Bin Laden s.n.c.

Figli
Di
Puttana
(non loro, il resto del mondo che guarda tutto compiaciuto)

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L’ippopotamo non è un assassino!
L’ippopotamo non è una bestiola docile e frocia che gira col tootoo o tutù o come cazzo si chiama quella frociata per le ballerine!
Anche Walt Disney era un agente CIA come Bob Marley ed il padrone della NatGeo – quello nuovo!

L’ippopotamo è un mammifero erbivoro della lunghezza superiore ai tre metri, del peso superiore alle due tonnellate, dal carattere indomito e territoriale. Questo è un ippopotamo. Mi avete sentito dire “malvagio”? Mi avete visto usare parole come “assetato di sangue”? No! Non è scientifico… e io la laurea in biologia non ce l’ho ma ho profondo rispetto per chi ce l’ha, perchè dice cose vere!
L’ippopotamo è una bestia territoriale e indomita. Che succede se un bipede (esattamente come un altro quadrupede, esattamente come un altro ippopotamo) gli va a rompere le palle? Succede che l’ippopotamo ti carica. E che succede se ti carica una cosa che è grande quanto la motrice di un TIR, va a 40/45 orari ed ha zanne della lunghezza di almeno 25 cm? “Lo sapete cosa succede? Un macello!” (cit. di un film con DeNiro che se indovinate qual’è si vince un premio…). Solo che l’ippopotamo non esce pazzo e ti attacca… tu uomo esci pazzo e ti ci vuoi rapportare. Coglione!
Come i cretini che si accampano nella notte a Yellowstone in prossimità dell’autunno in una zona ad alta densità di orsi Grizzly femmina con prole. Sai che fa un coso di 3 metri di altezza, del peso di qualche quintale, con artigli affilati, zanne mostruose e una muscolatura allucinante, con prole affamata, affamata anch’essa e all’approsimarsi dell’autunno che vuol dire letargo che vuol dire che senza uno strato giusto di grasso sei morta tu ed è morta la prole? Cerca cibo. Ed un essere umano è cibo esattamente come un daino o un salmone (in culo a voi cristiani e questa cazzo di primogenitura per cui quello lì su v’ha fatti in un giorno diverso e c’avete più diritti delle bestie – che non hanno comunque più diritto di me o di un altro bipede).
E quindi l’orsa attacca tutte le tende. E c’è chi ne esce ferito… e chi ne esce mangiato vivo.  E questa cosa si chiama Natura… non si chiama morale! Anche in questo caso, dunque: un Macello, ecco cosa fa!
Perchè, però, coerentemente con il senso scientifico della programmazione il format non si chiama “Idiota (invece di uomo) sarai la mia preda” oppure con il sempiterno “Non rompere il cazzo all’ippopotamo” (che piace tanto a qualche cugina che spero passerà di qui!)? Già, perchè?
Anche io non romperei il cazzo adesso!

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Alla fine della fiera, però, io che ‘ste cose grazie a quel biondoddio…
– le mastico perchè m’appassionano e perchè da piccolo ho sempre divorato le cose serie di Nat Geo (non datemi del vecchio… è obiettivo che ci fosse più attenzione a come si facevano le cose un po’ di anni fa… e se mi date del vecchio è solo perchè sapete che ho ragione ma quanto vi sta sulle palle ammetere che siete dei cialtroni? Ah sì, di sta storia che c’è tra queste parentesi voglio proprio parlarne un giorno…)
– le mastico e le capisco perchè ho studiato per un famoso saggio bibliografico tutto quello che c’era da sapere sociologicamente sulla questione “Paura collettiva” (poi il saggio se lo sono fregati due stronzi di associati… ma questa è una storia a parte di cui un giorno vi parlerò senza paura di essere letto da uno di quei due stronzi… l’altro è talmente borioso da non leggere i blog perchè non li scrive lui quindi fanno schifo)…

Uomo sarai la mia preda
Vivo o Morto (che è una eccitante serie che ti parla di aggressioni incredibili e solo alla fine ti dice se uno è sopravvissuto o meno)
Apocalittici
La fine del Mondo
Minacce

…sono format che adoro e non mancano mai nelle mie maratone notturne!
…e mia figlia (perchè se mai avrò prole sarà femmina e caustica e stronza come il suo papà) mia figlia le adorerà da subito.
E ne riderà con me!

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Non rompere il cazzo all’ippopotamo… che poi potresti chiamarlo pure “I canali di divulgazione non scientifica”… ma che misteriosamente è diventata una disquisizione dialettologica su una certa “cassetta degli attrezzi”.

Ippopotamo killer… che poi può essere anche
Orso sbranacampeggi… che poi può pure diventare
Mangiatori di uomini… che poi può anche evolvere in
Uomo sarai la mia preda!

Avete rotto il cazzo terroristi di merda!
La natura non è assassina. La natura semplicemente segue regole sue che non possono essere definite immorali o morali. Già non so quanto senso abbia parlare di morale tra bipedi umani… adesso ci mettiamo a processare la natura?

C’è qualche trimone che lo fa!

Urge una breve digressione di divulgazione vernacolare. Trimone è una parolaccia. Se mia madre la legge sul blog si incazza più che se scrivo cazzo o merda… perchè oltre ad essere volgare è anche dialettale, connotata sessualmente e fuori da un uso diffuso, comune ed in un qualche modo post-sessantottino che in Italia è diventata una qualità “patente” per le peggiori nefandezze tipo che so D’Alema e simili.
Però Trimone lo dice sempre Michele Emiliano, ex Sindaco di Bari, prossimo futuro stupratore della Puglia Peggiore… e quindi si può dire. L’ha twittata lui ad un ragazzino di meno di diciotto anni… le dice lui le parolacce ad un minorenne… non la posso scrivere io sul blog?

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Di sicuro non sapete cos’è un trimone se non “provenite” (cit.) dalle province di Bari e Bat… ora vi spiego:
Trimone è una espressione vernacolare tipica della vecchia provincia di Bari, da poco scissa in Provincia di Bari e Provincia di Barletta-Andria-Trani. L’espressione trimone letteralmente nel dialetto di Corato (BAT) indica con precisione il manico della zappa, quello che i coratini definiscono “tremmone” (sic!). Per una serie affascinante di metafore, originariamente era utilizzata per definire l’allocco imbambolato, tanto da essere praticamente sempre utilizzata nella forma completa di “trimone a vento” a definire l’idiota che resta inebetito ed inerme di fronte ad ogni sviluppo della sua esistenza proprio come il manico della zappa, durante una giornata ventosa, quando l’attrezzo è rigirato e posato in terra verticalmente, in balia di ogni alito superiore ai 3 km/h.

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In tempi recenti, l’espressione dialettale è passata ad indicare il gesto della masturbazione. Questo utilizzo non deve lasciare perplessi o stupiti. Se vogliamo la trasformazione di significato è ancora più affascinante. A partorire questo nuovo utilizzo, infatti, contribuiscono una serie di metafore meno evidenti ma più affascinanti. Tutto deriva dal fatto che il maschio medio tende a convincere i maschi vicini medi del fatto che il suo coso “medio” non lo è per niente… e che quindi è assimilabile ad un manico di zappa… che per maneggiarlo è necessaria forza e perizia… che la sua consistenza è nodosa e la sua possanza indiscutibile. Proprio come un margiale. Sulle proprie doti virili il maschio medio ha poi sviluppato la digressione del “trimone a tre marce”  richiamo inconsapevole alle marce del frullatore Girmi spesso citate da Villaggio (cfr. “Fantozzi contro tutti” BUR, pg.38 sgg.) ma questa è solo la dimostrazione di quanto sessualizzata sia divenuta l’espressione.

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Non stupisca il fatto che come per la “sega” settentrionale, il “trimone” levantino alluda ad una applicazione di doti manuali e di energia fisica: si tratta di una efficace metonimia che attraverso l’allusione alla vigoria dello sforzo fisico vuol definire il gesto. Allo stesso modo e seguendo lo stesso percorso definitorio, il gesto della masturbazione come spreco inutile di energie è passato a definire nel gergo comune un soggetto inadeguato, solitario, incapace di relazionarsi correttamente col prossimo.  Per semplificazione di significati, l’uso è stato poi esteso agli idioti, gli stupidi, i cretini (precisazione necessaria, i tre precedenti non sono tecnicamente solo sinonimi). In un percorso ciclico, dunque, l’espressione trimone è ritornata alla sua accezione primigenia, qui in Puglia.

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La sessualizzazione dell’espressione è ancor più evidente se si tiene conto che l’utilizzo al femminile è rarissimo… presente ma rarissimo.

Questa digressione dotta su una espressione dialettale serviva giusto a tre cose:
– precisare che non sono un dialettologo ma che ci tengo alla cultura ed alle tradizioni del posto dove sono nato… soprattutto le peggiori…
– chiarire subito che cambiare registri stilistici è bello e stimolante ma che scrivere in modo accademico è una rottura di coglioni immane e dimostrare a me stesso ed a tutti voi che chi – come un certo associato – scrive solo in modo accademico è un trimone che non sa scrivere…
-insegnarvi una parolaccia…

Ciò detto, l’ex Sindaco di Bari, candidato alla Presidenza della Regione Puglia, se ha voglia di attaccar briga con te, potrebbe darti del “trimone” in pubblico su Twitter. Non è escluso che passi di qui, legga il post, si senta offeso e mi dia del Trimone.. ma questa è un’altra storia!
Comunque, tecnicamente, se lo fa un ex magistrato, posso farlo pure io! Ed io ho voglia di attaccar briga con qualcuno, oggi… precisamente con gli autori della programmazione di NatGeo Wild (409 Sky).

Ecco, sì, io in realtà volevo dirvi oggi di quanto sia tragicomico guardare alcuni canali che nell’uso comune vengono definiti di divulgazione scientifica. Di quanto sia divertente tifare per gli orsi e gli ippopotami quando squartano ed ammazzano le persone “alla televisione” durante certi pseudo “real life documentaries” che vorebbero essere divulgazione scientifica ma sono un gradino sotto il terrorismo della buonanima di Bin Laden.
Però, credetemi… mi scappa da cacare.
E poi ‘sto post è già bello così!

Ne parliamo domani, dai!

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Biondoddio con quella che ci farei! Che poi è come dire, più o meno, le cinque donne della mia vita… tenendo ovviamente a debita distanza la mamma, la nonna e la zia! E pure il mio cane, che è femmina! (2/5 così spacchettato le idee si esauriscono meno velocemente…)

Rihanna è una cosa indescrivibile.

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Rihanna non esiste, però! L’hanno creata in laboratorio. Ogni tanto la scongelano. Con il photoshop le cambiano i capelli. Con il photoshop le cambiano i vestiti. E non serve photoshop per tenerla sempre giovane, che tanto il file non invecchia. Rihanna è l’avatar di cui il tuo second life si innamora. E tu che sei cretino e non ti accorgi della enorme differenza tra off-line ed on-line finisci per crederci davvero che esiste Rihanna.

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Rihanna la usano per fare i video di canzoni che sono pop e banali… ma lei le canta, ci mette su la voce, le tocca… e quelle per magia diventano belle (pure io diventerei bello… se non diventi bello quando ti tocca Rihanna e sei maschio sei gay… se non diventi bella quando ti tocca Rihanna non sei lesbica). Le canzoni che canta Rihanna che tocca Rihanna che ci mette su la voce Rihanna diventano tutte belle.
Non perchè poi lo siano davvero… ma perchè quando le senti ti ricordi il suo viso, i suoi sguardi, le sue anche che si muovono e ondeggiano… ed anche la merda banale trita e ritrita di un pezzo in radio uguale ad altri centomila mentre ti rompi il cazzo in macchina, ti rompi il cazzo in ufficio, ti rompi il cazzo alla tele e passi sui canali musicali della paytv e uno su dieci ci vedi Rihanna, ti rompi il cazzo di fumare dopo che hai scopato, ti rompi il cazzo di piangere, ti rompi il cazzo di ridere, ti rompi il cazzo di respirare e di vivere, anche il pezzo in radio uguale ad altri centomila ti sembra bello.

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E’ la magia di Rihanna. L’hanno creata per questo. E tanto basta.
Non si sono accorti che andrebbe scritto sotto ogni video, ogni intervista, ogni sua apparizione. Come per le finte bottiglie di birra Duff, con dentro una cosa che non è nemmeno lontanamente birra. Dovrebbero scriverci su “gadget non potabile”. Oppure anche in piccolo come sotto tutti i contratti belli che non ti dicono dove e quando arriverà una certa inculata (non certa indefinito, certa sicura!): “attenzione: Rihanna è una idea, non esiste!”.

Rihanna non esiste. Forse è per questo che mi ci sono perdutamente innamorato.
E visto che Rihanna non esiste mi sono permesso di farle dire sulla mia pagina facebook che ero dimagrito davvero questa estate e che quindi ero diventato ai suoi occhi molto molto più desiderabile. E poi le avevo fatto una scenata di gelosia terribile per le cose scritte a Kevin Prince Boateng. Arrivando a chiedere in giro per davvero cosa aveva lui che io non avevo. Mi sa una serie di cose!
(E sono fortunato che la gente ancora mi saluti… e ve lo dico e lo metto tra parentesi a parte in un rigo solo perchè fa più figo…)
E poi m’ero incazzato perchè dopo Boateng ci aveva provato con un altro giocatore… e poi con un altro ancora.
Sembrava il film “Rihanna va ai mondiali”… come quello di Cicciolina e Moana Pozzi. Ma senza vedere le zozzerie… solo immaginandole!
Ho scoperto dopo attenta osservazione che tutti i giocatori che Rihanna nominava c’avevano i tatuaggi sulle braccia.
E’ colpa di chi ha inventato Rihanna e le ha fatto dire certe cose se io ora sono dipendente da inchiostro dei tatuaggi.
E’ molto più colpa sua che non di Marylin Manson per i tipi che entrano a scuola ammazzando i bidelli!

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Gli inventori di Rihanna hanno capito che se tutti sono convinti che Rihanna esiste, le cose che fanno dire a questa che non esiste generano interesse morboso, successo, attenzione e tutte ste cose diventano poi i soldi che si accumulano su un conto intestato a Rihanna ma che in realtà gira tutti i soldi ad un conto intestato alla voce “Inventori di Rihanna”. E l’unica che non lo ha capito è la fidanzata di Boateng che cerca ancora Rihanna per dirgliene quattro dal vivo!
Poi mi ero messo la sua canzone con Shakira come sveglia. Ma l’ho tolta subito perchè non funzionava affatto… perchè se non vedi il video non pensi che il mondo sia un posto migliore… e quando ti stai svegliando difficilmente hai voglia di ricordare com’è un video. E poi lì canta troppo Shakira… che a me non piace e che esiste davvero e che forse m’è piaciuta solo qualche anno fa quando aveva un look acqua e sapone… Perchè Rihanna (e pure Tory Lane, va bene, ma quello sarà un altro post) è l’unica donna “non acqua e sapone” con cui ci farei delle cose…

Rihanna per uscirci devi affittare una macchina di quelle che costano un sacco.
Rihanna per uscirci devi rifarti il guardaroba con robe che costano un sacco.
Però con Rihanna ci uscirei, se esistesse davvero. Anche se mi costerebbe un sacco… anzi due, uno per la macchina uno per il guardaroba!
E farei di tutto per riuscirci – ad uscirci assieme.
Solo che so che sarebbe una serata devastante:

– almeno una rissa al minuto con tutti quelli che la guardano… perchè io non sono il tipo che a fianco vuole la tipa per farla guardare e farsi invidiare o farla desiderare. Quella è la porta di una certa perversione che si chiama “cuckold” di quelli che la moglie poi, tanto sono contenti di farsi invidiare e farla desiderare, che la moglie la danno ad altri… e loro lì che guardano! Mah!

– almeno fino alle sei in discoteca. Io che la discoteca la odio. Io che mi ci addormento. E poi lei chi la controlla? E poi che fai, dici che ci sei uscito con una se fino alle sei hai dormito? Mi sa di no… mi sa che non funziona!

– almeno dieci casini per presentarla ai tuoi che immediatamente ti guardano preoccupati e ti chiedono se devono sapere qualcosa visto e considerato che (se ci sei uscito veramente e non è tutta una illusione… ma mi sa che in quel caso hai avuto la botta di culo di conoscere una che le somiglia un sacchissimo) “che ci fa una così con uno come te?” – e l’autostima ringrazia…

– almeno venti casini se non di più per presentarla ai tuoi che immediatamente ti guardano più che preoccupati e ti chiedono se devono sapere qualcosa visto e considerato che (se com’è molto più probabile la follia ha preso il sopravvento e sei convinto di essere uscito con Rihanna e di poterla presentare ai tuoi genitori perchè l’hai invitata a pranzo con tutta la famiglia per farti figo ma in realtà accanto a te c’è un nulla più assoluto di quello assoluto) “hai ricominciato con le amiche immaginarie? Ne eravamo usciti qualche giorno fa che una l’avevi anche conosciuta! Ed esisteva per fortuna! E adesso questa Rihanna che non esiste?!”.

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Io di Rihanna sono perdutamente innamorato. Con la stessa pervicace costanza e convinzione di un “dailandog” qualunque (ricit. solita!). Proprio perchè so che è un amore impossibile. Perchè Rihanna non esiste.Perchè se esistesse, lo so, mi amerebbe già… soprattutto ora che ho un braccio tutto tatuato e uno che sto per tatuare!

Ma MTv che esiste e non dice tutta la verità su alcune cantanti… MTv la odio. MTv è il male!

Ah, sì, prima che me lo chiediate… solitamente non scrivo così… oggi mi andava di farlo!
Mi ci sto riallenando a scrivere in modi sempre diversi… senò che rottura di cazzo è la scrittura?
Diventa ‘na cosa banale come parlare di Rihanna che lo sanno tutti che fa sangue a chiunque, peraltro in modo banale.
E, no, non mi va!

Ah sì, prima che mi chiediate anche questo… non sono innamorato solo delle cantanti!

Ah sì, prima che mi chiediate pure quest’altra cosa… un sacco di gente pensa che io sia una persona stramba e sensibile.
Solo qualcuno ha capito davvero che sono un gran paraculo!

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… poi m’è scappato da cacare! (che è un pezzo del titolo di un romanzo bellissimo che esce a breve!)

M’han detto che non si dovrebbe cominciare un romanzo dal titolo.
Eh, ma quello di cui parlo non è tecnicamente un romanzo.
La dimensione del romanzo non mi piace. Non la sento. Sono gli intrecci a starmi sulle palle… ma questo ve l’avevo detto.
Quello di cui vi parlo è una raccolta di racconti. Tutti rigorosamente più o meno autobiografici.
Tutti banali, perdio!

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E, torno a ripetere, non è un romanzo perchè credo di aver vissuto ancora relativamente poco. E perchè un romanzo banale, anche se lo scrivi bene, credo sia offensivo.

Allora ce lo si può scegliere il titolo. E per metà io l’avrei scelto. “…poi m’è scappato da cacare!”.
Fino a ieri mi piaceva tantissimo l’idea che la prima metà fosse “Dovevo sposarmi…” però oggi non mi convince più. Solo che devo trovare una soluzione a questo empasse… Senò non comincio a scrivere!

L’anno scorso quando lo stesso volevo cominciare a scrivere non dovevo sposarmi. Ma la seconda parte del titolo era comunque “… poi m’è scappato da cacare!”. C’è qualcosa di parlante in questo impellente bisogno fisiologico. C’è qualcosa di chiaramente eloquente. Forse per capirla fino in fondo sta cosa varrebbe la pena di capire qual’era allora la prima parte del titolo. “Volevo fare l’assicuratore…”. Sì, quando credetti che fare il subagente potesse essere un interessante orizzonte di sviluppo lavorativo.

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Vai a capire cos’è questo continuo parallelismo. Forse ha a che fare con la delusione.
Quando sono deluso, mi vien voglia di andare a cacare. Mi scappa da cacare. E se scappa da cacare devi lasciare tutto… altrimenti te la fai sotto. Altrimenti sai che figura.

E’ successo lo stesso ieri, quando poi ho deciso di parlare di Salvini. Volevo dare qualche quarto d’ora in più a Babbo Natale. Invece niente. E allora mi viene in mente che sarebbe ancora più irriverente e dissacratorio se io quel libro lo chiamassi “Aspettavo Babbo Natale che mi portava la fichetta… poi m’è scappato da cacare!”. Però credo che qualcuno mi prenderebbe per pedofilo. Qualcuna mi prenderebbe per frocio – e le donne in sindrome pre-mestruale l’attitudine crocerossina non ce l’hanno nemmeno per sbaglio – e forse comprerebbero la mia semiseria ed autobiografica raccolta di racconti solo trans depressi. Che tecnicamente i trans mi stanno anche simpatici… ma non quelli depressi!

Allora niente… questo per dirvi che sono deluso dalla pochezza di Babbo Natale. Che sono deluso per non averla ricevuta. Che non ho potuto fare quel sondaggio. Che sto decidendo il nome della raccolta… e che dentro una riflessione su Babbo Natale ci sarà… come gli ho promesso!

Ma forse il titolo alla raccolta di racconti auto-biografici e semiseri l’ho trovato: “C’avevo voglia di vivere… poi m’è scappato da cacare!”

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C’è una MILF che si aggira nel Palazzo! (che poi potresti dire che vuoi parlare di Salvini e della Puglia peggiore… ma com’è giusto poi non ti leggerebbe nessuno).

Di porno e “pop-porno” avevamo un po’ smesso di parlare.
Col porno ed il “pop-porno” avevamo smesso di fare metafore… per vedere di nascosto l’effetto che faceva.
L’esperimento è terminato ed ho fatto le mie considerazioni (e ci sta che essendo cazzi miei, visto che io curo questo blog, non ho voglia di parlarne con voi).

E però… nel Palazzo è arrivata una MILFona da paura! Si girano in tanti a guardarla. E non solo gli infra-trentenni allupati che sanno perfettamente che quella cosa lì si chiama MILF cioè tecnicamente Mother I’d Like to Fuck, che sarebbe Madre altrui che mi scoperei graditissimamente. Ma anche i cinquantenni compassati con due figli e moglie appesa o meno al seguito. E per appesa non intendo solo arpionata alla esistenza di lui ed al di lui scroto… ma anche e soprattutto mi riferisco a quello che la forza di gravità ha fatto al di lei corpo. Resta sconvolto pure il ragazzino infra-diciottenne che tutte ‘sta differenziazione tra Milf, Cougar cristiemadonne non l’ha tecnicamente ancora elaborata ma si comporta come un leone marino o un delfino in estro: dimostrandosi disponibile a montare con stakanovistica applicazione qualsiasi pertugio si aggiri nel raggio di 1km dal suo corpo.
E mi sa che al vecchio di settant’anni gli torna pure qualche tentazione.

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Lei non è tecnicamente una donna da capogiro… onestamente No! Ma alla fine incarna perfettamente il genere: una MILF non deve essere bella. Qui non ragioniamo di quintessenza botticelliana della bellezza, nè di dolce stil novo. La MILF ha da essere volgarotta, ammaliante, ammicante ma non bellissima. Che senò si scade e si trapassa al genere adorable (senza I non ho sbagliato) ed è tutto un altro discorso. La singora in questione invece risulta un pochino “fake” – rifatta o plasticosa – porta “high heels” ossia i taccazzi e veste parecchio alla moda con le mini oppure con i jeans. Se è inverno c’ha solitamente quei giubbini imbottiti sgargianti per sentirsi giovane e bella… se è estate c’ha le magliette scollate o slabbrate.
Mezze stagioni non ce n’è più quindi non rompete il cazzo.
A parole gira la testa a tutto il condominio. Poi ci sta che siano solo Parole-Parole-Parole… o Parole-Soltanto-Parole… ma quantomeno se ne parla di sta Milfona. Tra il dire e il fare c’è di mezzo “e il” (cit.) e chissà, stai a vedere se poi qualcuno ci andrà per davvero… ma io qualche sospetto ce l’ho. E mi sa che saranno in tante a lamentarsi di questo trasloco… di questa Immigrazione nel palazzo. Ne vedremo delle belle. Ne vedremo di cornute. Ne vedremo di mamme incazzate… e di vecchie mogli deluse.
Ma saranno sempre e solo cazzi loro… perchè se ti tradiscono un minimo di autocritica te la devi fare!

Niente ci sta che il Palazzo si chiama per una volta davvero Palazzo. Ci sta che stiamo parlando di politica, che nell’immaginario collettivo è ormai più zozza della pornografia, solo un gradino meno degna della pedofilia (perchè alla fine la fanno alcuni preti) e uno più degna dell’omosessualità (perchè quella la fanno i froci o le lesbiche)… e già questo la dice lunga su ‘sto curioso paese che abitiamo.
Ci sta che ogni elezione, ogni volta, ne esce fuori una di Milfona… e alle scorse elezioni era una coppia di Milfone (forse lesbiche) che si chiamavano Grillo e Casaleggio. Ci sta che Renzie non è una Milf… e nemmeno Berlusconi. Le Milf te le fai di nascosto… al massimo lo confessi agli amici ma non ci esci la sera, non ci vai in giro… non ti ci fai vedere. Se ci esci in giro o ti ci fai vedere si passa al genere Toy-Boy… le prospettive si invertono e qui su questo post se passiamo al Toy-Boy ci ritroviamo a parlare di niente.

La Milfona dell’anno è Salvini. Il nuovo monarca Padano incarna perfettamente il genere:
– Buca lo schermo parecchio meglio di soggetti lombrosiani come Calderoli e Bossi. Dal genere What The Fuck si è passati, non per dire, al Milf.
– Veste alla moda per l’orizzonte medio del precario medio. Veste aggressivo con le felpe “Padania”… veste sportivo.
– Fa le battute triviali e razziste/omofobe che TUTTI indistintamente facciamo quando ci sentiamo nel nostro spazio sicuro disegnato dagli altri 5 amici intimamente trogloditi quanto noi che “quando s’è soli non c’è bisogno di fare i forbiti ed i politically correct”… però non parla nemmeno per sbaglio di fascismo, Ventenni, di lui che faceva arrivare quel singolo treno in orario e di lui che ti faceva dormire con le porte aperte che tanto non c’era un cazzo da rubare.
– Fa ed è quello che tutti vorremmo essere ma non abbiamo mai il coraggio fino in fondo di fare.

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Inoltre, dato importante e di tutto rispetto:
Salvini ha deciso di occupare uno spazio di utilità sociale che nessuno ha più voglia di occupare. Come ogni MILF sa bene, per avere successo bisogna intervenire pervicacemente, su quei campi che glia altri non praticano o non praticano più. Vuoi per la noia matrimoniale, vuoi per mancanza di esperienza, vuoi perchè la foga adolescenziale ha bisogno ogni giorno di tanto, tanto carburante per spingere così in fondo il motore…
Salvini occupa gli spazi che gli altri abbandonano o non sanno coltivare bene o non hanno energie per coltivare bene.

– Forza Nuova dice sull’immigrazione le stesse cose di Salvini. Però ci deve mettere sempre in mezzo i discorsi religiosi pesanti… ci deve sempre mettere in mezzo i discorsi dichiaratamente razzisti sui giudei… Un adolescente medio ste cose le pratica per un po’ poi capisce che il discorso si fa troppo complesso, capisce che la Milfona vuole la storia seria e se ne scappa… perchè lui a 14/17 anni di storie serie non vuole averne e sostanzialmente perchè lì lui ci sta solo per scopare. E Forza Nuova è per la Famiglia ed il Matrimonio. Salvini no… Salvini si accontenta di fare l’amante… tanto i regali migliori se li cucca lui!

Featured image(ma almeno gli facessero il nodo a ‘sta cravatta!)

– Per dire… Casapound si vende meglio: c’ha tutto un modo suo di radicarsi e con i giovanotti Casapound ci va a nozze… però quel salto di qualità ancora non lo vuole fare. Non lo vuole capire. Casapound è quella quarantenne che ti fa scopare quando vuoi, se si può… e non ti fa neanche chissà quali richieste e quali pipponi. Però dopo un pochetto ti accorgi che è sempre la solita vecchia minestra… la stessa di Forza Nuova… un po’ più giovane. Ti accorgi pure che tutta sta ‘turbogiovinezza non è che ci sia tanto. Perchè poi sto fascismo 2.0 intercetta i temi della precarietà e li fa propri… ma poi chiede davvero troppo… che il militante a tempo pieno non c’è più e allora che ti monti 74 iniziative in un giorno? Quante cazzo di volte vuoi scopare? Non ti basta mai?! Casapound ti piace subito. Agli adolescenti piace un casino… e ti piace perchè i pipponi non te li fa da subito… ti da la bandierina, ti suona l’inno rocckettaro, ti fa i volantini goliardici nelle scuole tipo “La ricreazione è finita”… e ti ci fa scopare quanto vuoi… pure troppo… e poi ti ci stanchi.

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– Per dire ‘sta cazzo di sinistra in Italia è la moglie del cinquantenne… “Ti ricordi cara com’era bello dentro a un cine o là dove si può (cit.)”? Sì sì… era bello. Ora cos’è? Vecchi riflessi… ricordi atroci, antichi… tristi. La sinistra ha smesso di scopare. Ha smesso di far godere mogli e mariti. La sinistra è il marito delle barzellette: quello che non s’accorge di quanto la moglie si sia vestita da porca. La sinistra è la moglie delle barzellette: quella che ha smesso decenni prima di fare pompini e deve riprendere la “mano” con la bottiglia del ketchup. Quella che le “zozzerie” ha smesso di farle, ha smesso pure di pensarle… anzi quasi quasi ne parla male. Ed anche a cinquant’anni, invece di spedire i figli fuori di casa o andarsi a fare una vacanza a scopo “scopo” alla faccia di quel biondoddio che magari ancora t’ha dato fisiologiche possiblità… invece di scoparsi per tutta la casa intrecciandosi come lerci – però cazzo che bello! – no, se ne va ai party, alle partite di calcetto, alle iniziative in parrocchia, alla palestra ed a lavoro manco fossero precari e non potessero mai dire di no.

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Salvini no. Salvini ti si propone per le scale col suo rumore di tacchi che indica uno sculettamento niente male. Salvini ti fa l’occhiolino di nascosto in ascensore. Salvini ti fa scopare. Salvini non ti pianta le pippe mentali del “devi stare solo con me, adesso”. Salvini non ti chiama per fottere a tutte le ore. Ah sì… Salvini di parole come Fascismo, Famiglia Tradizionale, Razza… se ne fotte come nella migliore delle tradizioni “me ne frego!”… e fa bene.
Perchè quelle so’ pippe… e so’ pippe per davvero.
E forse qualcuno in Italia l’ha capito che per fare davvero e bene fascismo devi dimenticare la parola fascismo e le parole razzismo, sessismo, tradizione e distinzione. Che tanto quelle nell’imprinting umano ci sono già. Devi essere la cosa più bella del mondo.

Devi essere il “ma” dietro l’espressione “Non sono razzista!”… che è davvero Il Male!

E Salvini è prima di tutto il MA dietro l’espressione “Non sono Razzista!”.

Ma soprattutto Salvini una cosa l’ha capita: che è l’insoddisfazione che ruota attorno al genere Milf che muove il mondo e sposta i voti. E l’insoddisfazione intorno a temi veri e reali, come le scopate. Cose che puzzano. Cose che, vuoi o non vuoi, una certa sinistra, quella parolaia ed al potere… ha abbandonato proprio perchè “so’ cose che puzzano”. Non sono cose elettriche, vive, cariche di bellezza e di stile… come quelle che piacciono all’assessore alla cultura di un capoluogo di provincia e regione della Puglia Peggiore. Perchè in fondo, il cuore pulsante di quel capoluogo di provincia e regione è abbastanza lontano, sia dalle periferie popolari (in questo caso 15km) dove se c’hai un malato in famiglia all’ospedale a trovarlo non ci puoi andare… perchè ti occupano la casa i malavitosi non i negri… ed abbastanza lontano dal CARA dove stanno ammassati e rivoltosi qualcosa come un migliaio di “negri”. Per inciso quei “negri” e quei “disperati” vivono tra loro ad una distanza di un paio di km… in due ghetti diversi.
E per arrivare in città (sì per arrivare in città devono fare dai 10 ai 15 km) quei negri e quei disperati devono prendere lo stesso autobus. Un autobus scassato… uno solo, ogni mezz’ora.
E prima del Pogrom tentato di TorSapienza c’era stata la rivolta dell’autobus di Bari… ma il Sindaco lì c’è andato solo a tarda sera. E l’Assessore alla Cultura (perchè alla fine io che sono nato nel ‘900 dell’integrazione penso sia anche una cosa di cultura… ma io parlo con espressioni come cosa e cose… forse non c’ho cultura) lì non c’è andato… perchè era una cosa di tram. E quindi doveva andarci l’assessore ai trasporti. Che lui doveva organizzare il week-end glamouroso a Bari. Doveva farla pulsare ancor più elettricamente questa città.

Featured image©Uliano Lucas

E niente… c’è che se stavamo al Nord dell’Arno a Bari c’era una sezione della Lega Nord. E niente… c’è che se c’era la sezione della Lega Nord, Salvini stava lì in prima linea. Lì dove le puttane vecchie della sinistra che voleva farla Migliore ‘sta Puglia (e gli è uscita una cacata che è volgare) non ci vogliono più stare e dove i giovanotti in camicia nera non ci sanno stare proprio per via di quella camicia nera o per via di quest’ansia da prestazione che puzza di call center più che di marcia su Roma.
E invece Salvini è la Milfona che lì ci sa stare. E ci sa stare bene…
E poi la Sinistra piangerà… come sempre… chiedendosi come sia stato possibile… però, sempre e comunque, due secondi dopo le scapperà di cacare!

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Letterina a Babbo Natale. Della incomunicabilità tra uomo e donna in sindrome pre-mestruale o durante le mestruazioni. Che poi potrebbe anche sintetizzarsi dove tutto questo post è iniziato ossia: Vorrei per un solo giorno la fichetta… ma non dovrebbe saperlo nessuno.

Caro Babbo Natale,

si avvicina il fatidico giorno dei regali sotto l’albero. Da ormai 30 e qualcos’anni ti scrivo ogni Santo Natale perchè, in ricorrenza della nascita di quel Biondoddio che secondo le regole della Trinità che ancora non padroneggio correttamente è assieme bambinello, Biondoddio e quella specie di evanescenza inspiegabile dello Spirito Santo, pare si ricevano regali se si è stati bravi.

Io, caro il mio Babbo Natale, lo so che non solo sono stato bravobravissimo tutt’attaccato… ma l’ho anche presa nel culo una serie di volte (non arrabbiarti, culo si può dire, sta scritto anche nel vocabolario Treccani). Credo quindi di avere diritto per quest’anno ad un regalo speciale. Tutto mio e solo mio… magari in anticipo. Magari domattina, che è già tecnicamente oggi ma io me ne accorgerei solo domani al risveglio.Domani che è lunedì… cominciamo bene la settimana!

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A parte il benedetto Amiga 500 con Street Fighter II per far fare i “millecalci” a Chun Li e mettere in pausa quando dovrebbero – e dico dovrebbero – vedersi le mutandine o quel che porta lì sotto… regalo che ti sto chiedendo da qualcosa come 22 anni, come sempre e come al solito senza giovamento e che continuo a chiederti per ricevere la benedetta dimostrazione che la favola è quella del papà che mette i regali sotto l’albero e che la verità è che li porti tu (tu non me lo stai portando per convincermi che sei una favola e che Babbo Natale è mio padre… infatti ti stai comportando come farebbe lui che “L’Amiga 500 è una stronzata colossale che adesso non va bene nemmeno per farci antiquariato!” e che i primi anni, quando l’Amiga 500 era ancora il top dell’intrattenimento computerizzato casalingo, diceva “Cazzo vuoi l’Amiga se abbiamo il Macintosh a casa?!”)…

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…avrei in mente un regalino da avere in anticipo.
L’Amiga 500 a Natale, cioè proprio il 25. Domattina un regalo che io uso un giorno e poi ti restituisco. E che quindi tecnicamente non è un regalo! Ma è una cosa complicata… una specie di magia. E posso chiederla solo a te…
Che ti costa una magia? Devo togliermi una curiosità! Dai… sono stato buono e l’ho preso al culo l’ennesima volta… su, almeno tu fammi felice.

Il regalo in sè è semplicissimo: voglio la fichetta! Solo per un giorno. Solo per svegliarmi e capire come funziona. Solo per chiudermi in camera, di modo che non lo sappia nessuno e provare e riprovare come funziona l’orgasmo femminile. Non per altro… semplice curiosità!

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Caro Babbo Natale, cara mamma se leggi (visto che le lettere non s’è mai capito perchè le si consegni alla mamma e non ci sia una cassetta di posta dove imbucarle… magari anche per finta con un omino del Comune che poi le ritira e con la scusa di inviarle a Babbo Natale le porta tutte alla carta riciclata o qui al Sud direttamente in discarica anche e soprattutto nella Puglia Peggiore… e questa è una splendida metafora che dice tanto di dove finiscono i sogni), cari lettori affezionati che state leggendo questa lettera… questo non è un outing. Non fate come le donne – tutte non appena l’ho detto così per scherzo stasera soprattutto quelle che poi hanno candidamente ammesso di essere in sindrome pre-mestruale – che subito ti dicono: “Scusa e le tette non le vuoi?” No, caro Babbo Natale… le tette non mi servono. Io non voglio essere donna per un giorno. Voglio essere maschio e da maschio capire come funziona una cosa. Nemmeno per capire come fare io domani che mi ritornerà il pisello… no! Voglio solo capire come funziona, che si prova, se è uguale – visto che tutte le donne, soprattutto le pre-mestruate – definiscono ogni loro emozione e sensazione come radicalmente diversa dalle nostre.

Me lo fai sto regalo Babbo Natale? Quest’anno l’ho presa al culo l’ennesima volta… e non avevo chiesto di provare quel tipo di discorso. Per una volta che voglio provare e capire, per una volta che sono io a chiedere… posso essere accontentato? Prendila come una minaccia ma giuro che se domattina non trovo questo regalo ti rovino la piazza! Dico a tutti che esisti ed hai la fichetta. Dico a tutti quella cosa che tu sai… e che non vuoi che altri sappiano… ossia che sei anche la befana e che quindi tecnicamente sei un “travestitodimmerda”… categoria un po’ bistrattata di questi tempi in Italia.

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Mi sa che l’hai capito che non scherzo… quindi…
Caro Babbo Natale, come si dice dalle mie parti “mettiti come ti devi mettere” e fammi trovare la fichetta al posto dell’uccello domani. Cari tutti, siccome Babbo Natale potrebbe scegliere di collaborare, è possibile che domani io resti un po’ assente… sappiate che sto lavorando per voi.

Oh, ora qualche riflessione sulla donna in sindrome pre-mestruale, scaturita dopo quella mia frase che è passata per outing proprio per colpa della Sindrome Pre-Mestruale di qualcuna. Che poi adesso qualcuna che passa di qui penserà che ce l’ho con lei… No! Tu non c’entri. E’ un discorso generico maturato in anni ed anni di osservazone assolutizzante.
La donna in Sindrome Pre-Mestruale è Il Male! Soprattutto e vive a stretto contatto con altre donne, influenzando il ciclo altrui e sincronizzandolo con le altre per rompere i coglioni tutte assieme che non si sa mai!
Tu butti lì una cosa tipo “Vorrei vedere che si prova per un giorno ad avere la fichetta” e si ficca subito in mezzo. Ti chiede se vuoi le tette perchè assolutizza una tua curiosità sublimandola a modo suo. Poi ti pianta un pippone. Poi si rimangia quel che ha detto per anni sull’orgasmo femminile che “voi uomini non capirete mai” affermando che “è lo stesso vostro”. Poi mette a parte il mondo del fatto che ha le tette che stanno per esploderle – cosa che al partner medio potrebbe anche fare piacere ma prova solo a sfiorarle e vedi che succede. Poi è gelosa. E’ scontrosa. Ritardataria.

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C’è solo una soluzione, con la donna in Sindrome Pre-Mestruale.
Aspettare muto e prono che la tempesta passi, subendo davvero ogni nefandezza…
Toglierti la fichetta e restituirla a Babbo Natale se te la sei tenuta per qualche giorno fidando sul fatto che comunque non si poteva far nulla…
Rimontarti il pisello e allacciare i pantaloni.
Per poi sfoderare tutta la tua credibilità nel dire: “Non so se ti sei resa conto di cosa hai combinato questi giorni… io ti amo… io ti capisco… però… eccheccazzo!”. La speranza è quella di guadagnarsi una quindicina di giorni di sensi di colpa suoi e benessere proprio. Tanto poi, ciclicamente, tutto torna!
io poi ‘sta cosa la dico ma non l’ho nemmeno mai provata a fare in 35 anni… che mia madre mi ha inculcato dei valori tipo la cannottiera e le scarpe ai piedi… cose che i freakkettoni di merda non capiscono e definiscono retro perchè vogliono sempre fare a cazzo loro ed essere diversi. Non l’ho mai provata in 35 anni ma credo che il giorno che avessi modo di provarla e volessi provarla e la provassi – quanti periodi ipotetici del terzo tipo di ‘sti tempi – boh… ho come il presentimento che “Mamma che Liberazione!”

Vabbè, buonanotte…
Vi faccio sapere se per un giorno mi è venuta la fichetta! Nel caso vi dico anche come è andata!

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I drogati ce li ho sulle palle!

Io i drogati non li sopporto proprio. Sono razzista!
Io non sopporto chi dipende da qualcosa! Io non sopporto l’idea stessa di dipendere.
Quando ero piccolo (tutti mi scherzavano ma questo comunque non c’entra direttamente con come sono… ed è un cit.) i drogati erano quei mostri strani e misteriosi che si aggiravano per la Villa comunale come gli zombie del film di Romero. Almeno io li vedevo così. Nemmeno dovevo sforzarmici molto. L’unica differenza è che “non erano ancora morti” (autocit. anzi selfiecit che fa più hipster dunque più figo dunque più viral dunque più like e se non mettete il like per questo ma per il post fatemelo sapere ‘chè si tratta di un sistema di verifica interessante) e che non camminavano con le mani avanti.

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I drogati erano quelli che ti regalavano le “caramelle alla droga e i francobolli con la droga al posto della colla” (cit. mia mamma e mia nonna) che li leccavi e finivi in un vortice di “colori, suoni e rumori che c’erano solo nella tua testa, che dopo si spegneva e il vortice era tipo lo sciacquone” (cit fin qui di mia mamma e mia nonna) del cesso: giù, senza scampo, nella cacca più totale (che le metafore sin da piccolo mi sono sempre piaciute perchè spiegavano il mondo facile facile… se non eri scemo).

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Mia madre la faccenda la metteva così. E io ci credevo. Credevo in un mondo di curiose economie in cui la droga, che era una cosa per cui la gente rubava, ammazzava le vecchie fuori dell’Ufficio Postale, buttava i genitori uno dalle scale e uno dal balcone, poi, questa cosa preziosa e che dovevi sbatterti come quel biondoddio per comprarla, la regalava a te. Erano curiose le cose e le economie in cui credevo da piccolo. Come la favola metropolitana delle siringhe infilate nelle panchine con l’ago che spuntava dal sedile. Così ti pungi e benvenuto nell’Aidiesse… che in un’epoca di bollini viola che si passavano da persona a persona con la musica ansiosa e terribile in sottofondo nella pubblicità era una minaccia di morte definitiva. Quella però mia madre non l’aveva inventata. Entrambe le favolette sortirono l’effetto, comunque. Niente più Villa comunale. E gambe levate davanti ai drogati.

Poi sono cresciuto ed ho visto “I Cristiani dello zoo di Berlino” (selfiecit. che è come dire autocit.). Ed ho capito perchè mia madre non voleva che lo vedessi da piccolo quel film, pure se ci stava David Bowie che all’epoca mi piaceva – non per Starman o Heroes ma perchè aveva fatto il Supercattivo in “Labirinth”. Perchè lì la droga non te la regalano con le caramelle alla droga. E non si vede questo mondo colorato.Non voleva che lo vedessi perchè quel film fa schifo… soprattutto la scena di quello che si fa l’iniezione di droga con l’acqua dello sciacquone di un cesso pubblico. “Eh che cazzo di merda che è la droga!”.

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Meglio i Cristiani dello Zoo di Berlino che non la storia delle caramelle alla droga… meglio la merda delle cazzate. Funziona di più. Funziona prima… e non corri il rischio che un bambino troppo sveglio se ne accorga subito che ‘sta storia della droga regalata è una stronzata. Anche perchè ai tempi d’oggi i bambini sono parecchio più svegli di noi quando eravamo bambini, per dire…

I drogati mi sono saliti sulle palle allora. Da quella notte che i miei non c’erano, mia nonna dormiva ed io vidi quel film che passavano in TV, chi se lo scorda… Teleregione! E dire che c’ero andato per trovare Colpo grosso!

Poi sono inciampato come tutti gli adolescenti in cialtroni come Cobain e Morrison. E negli spinelli. E grazie a quel biondoddio sono stato malissimo alla prima canna fatta. Tanto male da ripetermi, ogni volta che ci riprovavo – pochissime in questi 17 anni passati da quella fatidica sera – “… no vabbè, Domè, che tu sei coglione si sapeva…”.
Ho avuto la gran fortuna di entrare nella Hall dell’albergo Spinelli e scappare fuori subito. E capire quanto erano cialtroni quei due dopo aver frequentato gli spinellati (che non sono proprio come gli zombie ma sono troppo rilassati e sorridenti per i miei gusti) e dopo aver ascoltato musica suonata decentemente.
Poi è arrivato Trainspotting. Ed io l’ho guardato. E m’è piaciuto ammerda…

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Ed ho subito pensato che mio fratello, di cinque anni più piccolo di me, apparteneva ad una generazione che sarebbe finita tutta a drogarsi. Perchè a noi i Cristiani dello Zoo di Berlino ci avevano terrorizzato e fatto vomitare… in Trainspotting al massimo ti mette un po’ d’ansia l’astinenza di Renton… ma con quella musica di sottofondo ti viene solo voglia di calarti qualcosa per essere parte di quello sballaccio… tanto lo sai che poi ci sta Perfect Day di Lou Reed o quel pezzaccio di Eno… e tutto diventa incredibilmente più bello! Ecco, sì… inquietante ‘sta cosa: la colpa dei ragazzi che si drogano è di Irvine Welsh. Non ho detto questo, stronzi… Il problema è che quel film di certo non ha aiutato.

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Non mi sono mai drogato, realmente. E per una serie di ragioni, vivo i tossici come Fabio Volo, Pif ed Herman Hesse. Non avete idea di cosa farei loro. Sogno la Cavalcata delle Valchirie di Apocalypse Now (che poi sarebbe di Wagner… ma pure Aria sulla quarta corda è di Piero Angela, anzi di Quark… quindi). Sogno i lanciafiamme, il fuoco purificatore, i quattro cavalieri dell’Apocalisse. Sogno di diventare il primo Mass Murder Missionario della storia dell’Umanità. Ah sì, per inciso i drogati secondo le leggi della stupidità di Carlo Maria Cipolla sono degli stupidi poichè con ogni azione fanno del male a loro ed agli altri. Quindi, sì, meritano tutti di morire.

Il problema oggi è un altro. Il problema oggi che è domenica e sono assalito dal “Tedio Domenicale” (quanta droga consumare.. io che non ne consumo!) è che devo ammettere io per primo di essere un drogato. Un dipendente. Forse è per questo che giorno dopo giorno, ultimamente, la prospettiva di una strage alla Austin (Texas) coi drogati mi diventa sempre più allettante ed urgente. Perchè ho finalmente capito di avere una dipendenza (oltre al tabacco ed a Tori Lane che bestemmia come una demoniessa mentre scopa davanti alle videocamere… che secondo me a letto col fidanzato/marito non lo fa ma fossi io il suo compagno glielo chiederei ogni volta!)…
…una dipendenza che mi porta a pungere la mia pelle e iniettarmi una curiosa sostanza.

Sì, mi drogo. Non lo facevo… avevo smesso, dall’otto ottobre duemilaquattordici.
E avant’ieri (ve ne parlo solo oggi perchè il post di Levante aveva urgenza di uscire prima…) ho deciso quando mi pungerò di nuovo. Ed ho predisposto tutto perchè sia così. Ho programmato tutto. Lo farò il 13 gennaio, poi ogni primo martedì del mese fino ad aprile. Poi smetterò di nuovo… almeno per un po’.

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Sì, questo per dirvi che sono state giornate problematiche, con un po’ troppa ansia addosso e sensazioni negative… e ho sentito che ne avevo bisogno… e che quando sto così ho bisogno di pensarci e dopo un po’ì ho bisogno di farlo… e mi sono guardato il braccio sinistro. E mi sono reso conto che è bellissimo così tutto tatuato. Ed ho deciso che il progetto deve essere completo e non può aspettare. Quindi tra gennaio ed aprile completerò l’altro braccio. Il destro.

Un giorno di questi vi racconto che c’è sopra (al sinistro). Del destro ne parliamo dopo aprile… a lavoro ultimato!

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Biondoddio con quella che ci farei! Che poi è come dire, più o meno, le cinque donne della mia vita… tenendo ovviamente a debita distanza la mamma, la nonna e la zia! E pure il mio cane, che è femmina! (1/5 così spacchettato le idee si esauriscono meno velocemente…)

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E’ un mese esatto che mi fa da sveglia la mattina. “Sbadiglio” di Levante.
La sua voce mi piace troppo.
E la musica, volutamente semplice e dimessa, mi regala un non so che di positivo.
E poi ci sta quel modo di dire le cose banali, senza essere banale:

“Ci son stati bei momenti, adesso ci troviamo davanti ad un posacenere stracolmo, piatti e tazze da lavare…”
(che è pure un ricordo bello significativo, me ne rendo conto, quello del posacenere e delle tazze e piatti da lavare… ma c’entra poco con il testo e con quello che dirò dopo, il ricordo intendo).

Si può pure dire che poi vivere assieme diventò banale, monotono e socontato e non trovammo nemmeno più il coraggio di tenere pulito tanto ce ne fregava di noi…
“…però sai che palle?”.
Non solo metterlo in metrica.
Poi ho cercato il video. E mi sono innamorato. E c’è chi sa il perchè.
E mi sono innamorato pure del video. Forse perchè lei mi piace tanto… ma tanto davvero! Ha una fisicità ed una espressività fuori dal comune. Degli sguardi sconvolgenti… sì, vabbè, anche rispetto a questo c’è chi sa il pechè!
No, no… ste cose su Cosmopolitan non le trovi.

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Anche perchè su Cosmopolitam ed al suo lettore medio spiegare cosa sono “le braccia conserte per scaldarsi il cuore” è una cosa un pochetto complicata. Vai a far capire ad uno che si sente come uno che ha bisogno di farsi spiegare anche come si regge l’uccello per non bagnarsi le scarpe quando fa pipì, che evidentemente si parla di due persone che non riescono a farsi calore più perchè non si tengono più nemmeno abbracciate e quindi si abbracciano da sole! No, provaci con uno che ha bisogno di farsi dire che per star bene una donna vuole anche qualcuno che la faccia ridere… voglio vedere come ci provi… e come ci riesci!

Levante è Amelie di quel mondo fantastico o favoloso (non me lo ricorderò mai…) che canta… e poco altro. E forse non c’ha nemmeno il vizio di indovinare quanta gente si gode un santo orgasmo nello stesso momento…
E questo parallelismo con Amelie dice un sacco di cose!

A me con Levante piacerebbe un botto uscire a cena. Bistrot francese – che è quello che qui su questo blog non ti aspetti perchè minimo stai lì ad aspettare la zozzata – passeggiata pugni in tasca e testa un pochino bassa, ondatura un pochetto incerta, passi che si sgambettano tra loro…
il classico demente insomma…
…poi tutti a casa. Ognuno a casa sua, sicuramente. Perchè Levante è il prototipo della ragazza cui ti avvicini perchè ti fa un sacco di sangue… poi però ci esci per un caffè un giorno e ti rendi subito conto che in trentasette secondi si è diventati gli amiconi di una vita… e con gli amici non si fanno le zozzate…

Perchè, verità ineludibile: gli scopamici non sono amici!

Ciò detto, Levante può stare tranquilla: non sono Donato Stevanin e non ho un diario segreto dove scrivo altro su di lei! Se c’è ironia a sufficienza un sorriso… altrimenti un mio amico ha un gruppo su FB con il titolo “Io ti querelo”… e può essere una valida alternativa all’assenza di celebrità (per me intendo).

Questo per dire che ci sono anche momenti nella mia vita in cui regredisco alla fase di adolescente “Dailandog”(cit.)…
in cui reagisco alla tristezza ed allo scazzo facendomi un po’ meno caustico, un po’ ma solo un po’ più accomodante col Mondo. Però per farlo ci vuole qualcosa di banale che non sia detta in modo banale…
…perchè le cose banali non dette in modo banale sapete cosa sono? Sono le famose piccole cose di quel giorno da benedire secondo il bestseller millenario La Bibbia (che ogni tanto qualche verità la dice… ma ogni tanto… tipo quella che le figlie si possono vendere o che se uno mischia i prodotti va messo a fuoco o che chi giace nella stessa casa senza essere sposato può essere lapidato).
E poi ci vuole lo sguardo che ogni tanto in quel video fa Levante… qualcuno in particolare.

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E ci vuole una inquadratura che esalti l’appannarsi del vetro mentre lei canta con la fronte contro la finestra… perchè lo sanno tutti che succede così… ma lo fanno vedere in pochi. Perchè purtroppo le piccole cose a volte non sono banali da quando abbiamo smesso di guardarci attorno alla ricerca delle piccole cose.

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E ci vuole comunque una donna che se non la conosci la definiresti con espressioni del tipo: “Non sai io con quella lì cosa…” poi la conosci e dici: “Porca… allora mamma non c’aveva proprio capito un cazzo quando parlavo di quell’amica che vedevo solo io e lei mi diceva che non stavo bene, che non stava bene dire certe cose, che i bambini normali queste cose non le dicono e soprattutto non le inventano e che, in buona sostanza: “Ma perchè fai così? Che abbiamo fatto di sbagliato?”…

…Ma guarda tu la vita!

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Peccato che non prenderò mai un caffè con Levante. Oltretutto mi sono già rovinato la sorpresa da solo… per cui a che cazzo servirebbe davvero quel caffè? A farmi vedere con un VIP? No, non sono il tipo.

A meno che non sia Magalli… disposto a presentarmi qualche sua spasimante!

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Le mappe dei miei sogni è un libro illustrato bellissimo.

Non sono uno psicopatico come Donato Stevanin…
Donato Stevanin aveva la fissa delle VIP!
Scriveva cose terribili del “marito di Costanzo”. Cose terribili davvero.

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La gente comincia a pensare sempre dopo un po’ che se consumi materiale pornografico farai una pessima fine. Soprattutto se ne parli in pubblico. C’è una stigma sul porno che non avete idea. Anzi, un po’ sì.
La gente non pensa mai alla pessima fine che farai se il tuo orizzonte culturale è la programmazione a cura del “marito di Costanzo”. Soprattutto quando lo scecheri assieme alla pornografia SM. E della pornografia non ne parli con nessuno.
Donato Stevanin – che non è Charles Manson solo perchè non ha ucciso la moglie di Roman Polansky alla fine degli anni ’60 violentando e pervertendo il concetto stesso di Peace and Love – della pornografia non ne parlava con nessuno.
Ma parlava con tutti del “marito di Costanzo”. Con tutti. Ossessivamente.

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In una perquisizione sono spuntati fuori i suoi diari.
Nei suoi diari sono spuntati fuori quei Long Island Ice Tea prodotti dalla sua mente mescolando pornozozzerie e la magistrale opera omnia catodica del “marito di Costanzo”. Nei diari c’era la telecronaca di quello che avrebbe voluto fargli.
Stevanin per quei diari mi sta simpaticissimo… un po’ meno per quel che era sepolto nel suo backyard.
Perchè finchè fantastichi su quello che faresti ad alcuni VIP – e fino a quando il tuo bersaglio se l’è obiettivamente cercata a norma della Convenzione di Ginevra, di quella sui Diritti dell’Uomo e di quella sui diritti del Bambino e del Fanciullo – le tue fantasticherie possono anche avere una certa dignità stilistica e letteraria. Possono, futuristicamente parlando, rappresentare dei “bei gesti” che poi si dimostrano davvero godibili. Stai solo sublimando nella scrittura e nelle parole un malessere o un benessere. No, se le cose le scrivi in un diario che nascondi dietro lo sciacquone del cesso anche se vivi da solo… c’è obiettivamente qualcosa che non va!
Il bondage che Stevanin sognava sul “Marito di Costanzo” e tutto un certo delirio su quello che avrebbe fatto con alcune lattine ricorda moltissimo i televisori che esplodono coi frigoriferi e con tutto il resto in Zabriskie Point. Sono solo la versione disadattata e sociopatica di un rifiuto. Come l’urlo di chi, disperato, ha solo un registro immaginifico per reagire ad un bombardamento… ed in quei legacci vede l’unico modo per liberarsi da una ossessione… ed in quelle lattine l’unico modo per tappare una bocca – sì d’accordo, più di una bocca.

Anche io consumo pornografia.
Anche io parlo di Vip.Anche io ieri fantasticavo su quel che avrei fatto con dei cavi elettrici a qualche volto noto della cultura indie. Ma proprio perchè lo faccio amenamente in pubblico… niente paura. E non rompetemi il cazzo!

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Ciò detto “Le mappe dei miei sogni” è un libro davvero bello.Qui mi fermo perchè Mollica mi sta sulle palle per il suo uso insopportabile di certa aggettivazione lecchina. Mollica pensa al culo dell’artista come ad una delle due facce di un baiocco… ovviamente la più cremosa. A sentire Mollica è tutto molto bello… anzi, no, delizioso, incantevole, prezioso. Davanti ad una cosa davvero bella Mollica solitamente sviene. Figuriamoci davanti a questo…
Mollica è come quelli che chiedono la pena di morte per chi maltratta un coniglio e sviene quando gli chiedono che si fa a chi uccide un uomo…
…quando vede una cosa bella. Le cose brutte non le vede.

Ciò detto “Dovevo sposarmi, poi m’è scappato da cacare” è una raccolta di racconti e riflessioni su quello che sta intorno. Una raccolta e riflessioni su cose banali. Le stesse di cui scriverebbero Pif e Volo. Ma scritta in modo non banale. Se questo blog vi diverte… vi divertirà.

Ciò detto ho deciso che una mezza lista la faccio.
Ci metto dentro le donne che muovono un certo qualche interesse nella mia vita.
Ci metto dentro i motivi per cui succede…
Ci metto dentro quel che ci farei…
Ci metto dentro chi c’è entrata e chi c’è uscita.

Però lo faccio domani… oggi no. Oggi ho solo scritto quella precisazione perchè senò so bene che quella che scrive quel blog famosissimo sulla cultura dello stare sotto della donna in famiglia – il cervello ha rimosso… il cervello sta bene – che di nascosto mi segue perchè sembra che il cattolicesimo fervente dello star sotto come controindicazione abbia un sacco di acqua cheta che rompe i ponti, chiama la postale e mi fanno arrestare dicendo che:
tifo femminicidio,
odio i vip e di sicuro…
voglio insegnare ai suoi figli ad andare su youporn e sognare di fare quelle cose a quella poverina di Suor Paola.

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Tranquilli… Suor Paola non è tra quelle 5 donne.
Non sono più comunista… m’è rimasta solo la voglia di mangiare qualche bambino.

Le suore non le violento più… nemmeno quelle bone!

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