Occhiali a raggi X, enlargeamento del pene ed amenità varie. La pornografia da barbiere

I divanetti d’attesa del barbiere: che fenomeno affascinante.
Io al barbiere non ci vado da qualcosa come 8 anni: ho comprato il regolacapelli e faccio a casa. Sì, sono skin. Anzi – divagazione inutile – devo provvedere quanto prima a ripassare la machinetta, sono troppo lunghi e questo è un segno tangibile del fatto che non mi sto curando troppo.

Io al barbiere non ci vado da tanto… ma ho un ricordo nitidissimo – al netto delle tante discussioni calcistiche tra me e il barbiere milanista che peraltro non mi ha visto in tutti gli anni in cui l’Inter dominava in Italia. Il ricordo è quello delle sue riviste su un tavolinetto basso tra le poltrone. Oltre all’uscita del giorni prima del quotidiano più letto in Puglia, facevano bella mostra di se una serie di riviste a cadenza mensile. Quelle riviste che immediatamente, al primo sguardo, dicevano tanto del barbiere e della sua clientela.

Ci sono barbieri dove trovi riviste di design, arredamento e Vogue: sono giovani, clientela genericamente hipster e un po’ frocia. Tagli alla moda, distacchi barba chioma… cose così. E gli arredamenti sono allicchettati o minimal. Ecco… sul minimal non ho nulla da ridire… ma solo sul minimal.
Ci sono barbieri con dentro riviste sportive e un paio di uscite di un qualsiasi giornale generalista scandalistico. Sono barbiri generici e non troppo old school. Clientela variegata, quasi tutti si intrattengono dentro pochissimo. Arredamento impersonale, freddo…
Ci sono barbieri le cui sale sono vere e proprie macchine del tempo. Ci entri e sei nei plasticosi anni ’80. Forse proprio all’inizio, tipo fine anni ’70 o giù di lì. Sono posti magici. E non è solo l’arredamento o il camice a dirlo. Sono i trofei esposti in bacheca più che le pseudolauree incorniciate ai muri a parlare di quell’epoca dove da “giovanotto” che spazzava i capelli del paese dal pavimenti, facevi il salto di qualità e ti aprivi un salone tutto tuo… e per farti pubblicità, oltre al passavoce, andavi a vincere le “gare del taglio di capelli”. Ma più ancora… a dire che sei in una vera sala da barbiere come quel biondoddio comanda, sono le riviste sul tavolinetto basso tra le poltrone.

Cronaca vera – diffidate da Novella 2000, perdio – e l’immancabile Teletutto della settimana prima, senza il poster centrale del troione pornografico. Al massimo una Gazzeta del Mezzogiorno – dettaglio valido solo in Puglia e quando dico Puglia escludo il Salento – ma comunque di qualche giorno prima.

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Cronaca vera e Teletutto erano, negli anni della mia adolescenza, l’unica forma di pornografia socialmente accettata e permessa in uno spazio di tolleranza adolescenziale. Un passo prima di “Corna vissute” – “Adolescenze bagnate” e – “Oltretomba” che erano a fumetti e che io acquisterei in blocco a qualsiasi prezzo e tre passi prima di “Le Ore”. Qualche centinaio di metri prima dei “giornaletti vietati” che erano il fotoromanzo hard vero e proprio o direttamente il “giornaletto”.
La sala del barbiere era un porto franco risaputo: il posto dove facevi la benzina utile per le pippe della settimana successiva passando a memoria tutti gli articoli – e le foto mannaggia a biondoddio, le foto prima di tutto! – sulle zozzone “intervistate” per poi passare a leggere con morboso interesse storie di cronaca nera velate di sesso e morbosità… sempre inventate ma con gran fascino. Immancabile la pagina delle confessioni del tradimento di lei, rosa dai sensi di colpa, che confessa quant’è stata travolgente e appagante quell’esperienza con quell’uomo seducente, prestante e totalizzante “un uomo, mi capirà, pieno di cultura… sa, è un geometra!”.

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Sì, ‘sto fatto del geometra mi rimase impresso… diceva tanto dell’Italia del tempo. Era pornografia blanda… era lo svezzamento. Al solito… perchè inventarsi cose così? Perchè c’era gente che le chiedeva, no?
Era la fase di passaggio. Non per niente il barbiere era tipo gli sconosciuti fino a quando non avevi, guardacaso, tredici, quattordici anni… e il babbo, il nonno o lo zio – chissà perchè sempre maschi e sempre autorevoli – smettevano di accompagnarti dal barbiere e ti dicevano: “Meh, sei grande, adesso vai tu… e mi raccomando, quando hai finito dritto a casa…” come dire all’inizio andiamoci piano, meno tempo ci stai meno skill dovresti cominciare ad apprendere.

Le sale del barbiere, quando ci sono arrivato io che la Legge Merlin era già storia ma internet non era ancora arrivato a guastare i piani dell’industria dell’home video porno e del cinema porno, erano l’anticamera dell’edicolante complice e del cinemino a luci rosse. Ai tempi che furono, erano l’anticamera del casino… ma questa è una storia che non ho vissuto ed è sporca delle seghe altrui e quindi non ne parlo.

Torniamo a Cronaca Vera e Teletutto… che sono il posto in cui ho conosciuto la donna di cui sono stato segretamente innamorato per anni: Angelica Bella. Quel che non mancava mai su quelle pagine era lo spazio pubblicitario di gadget fantastici: la penna per fare le foto, la penna per guardare dalle serrature e i mitici occhiali a raggi X. Li vendevano ‘sti prodotti a prezzi nemmeno tanto esorbitanti. Accessibili alle tasche di ogni pippettaro medio che avesse uno stipendio minimo – e all’epoca significava gli attuali 1000 euro… ma era ‘na cosa che tutti avevano. Anzi, con quello stipendio, all’epoca, eri considerato un poveraccio. Io non li ho mai comprati… ma immaginavo bene che farci con quella valigetta degli attrezzi del James Bond a luci rosse.
E poi c’era lei: la pompetta. Un attrezzo che tu ci schiaffavi il tuo fratellino minore dentro, smanettavi su un affare tipo quello per gonfiare il bracciale del “misurapressione” e con tutto il macello che ti combinava, garantiva che il tuo amichetto acquisisse un paio di taglie in più.

Io a ‘sti attrezzi ci credevo davvero. Poi ho scoperto che la penna per fare le foto ti arrivava a casa senza pellicola – gadget non venduto incluso c’era scritto. Che la penna per guardare dalle serrature era solo una penna senza niente dentro e quindi tecnicamente dalle serrature ci guardavi ma non vedevi un cazzo… e che assieme agli occhiali a raggi X – un paio di occhiali da riposo con lenti non graduate – arrivava un foglietto con le istruzioni con su scritto: “Ora scatena la fantasia”.

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In effetti: chi cazzo mai sarebbe andato dall’avvocato o dalla mamma a dirsi “truffato da quelli che vendono i prodotti per posta sulle riviste del barbiere”. Poi vi racconto di cosa farei alle persone che subiscono non tanto ‘ste truffe… ma che avnno ai maghi o giù di lì!

Io non ho mai fatto acquisti del genere ma non credo che quel passavoce sopra riportato su quel che ti arrivava via posta sia poi una favola metropolitana. Quel che è certo è che ‘sta storia del farsi ingrossare il pene – una fissa millenaria dell’essere umano di cui parleremo pure in seguito – funziona sempre nella stessa maniera. Al netto delle pomate “Mandingo” pubblicizzate da Maurizia Paradiso, in un momento in cui la tecnologia ha fatto passi da gigante e puoi illudere chiunque di poter far tutto digitalmente o con l’esposizione a qualche luce o onda di fumettistica memoria… per “l’enlargeamento” del pene (sic!) l’unico metodo che fa ancora presa e non passa mai di moda è quello della pompetta. Come dire: “quando si parla di pezzi di carne, di misure, di concretezza… niente di meglio che un supporto solido, concreto… che tu possa toccare!”.

A tutta ‘sta roba ci ripenso quando la gente mi parla dei sogni di un futuro felice.

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E io penso alla delusione più cocente… che non è quella di Babbo Natale e nemmeno della befana. Che non è quella “dell’enlargeamento” del pene. Che non è quella di Angelica Bella sposata…

… è quella della chiusura imminente della mia sala da barbiere storica, forse l’ultima dove si può leggere Cronaca Vera e Teletutto. Ormai gli adolescenti froceggiano alla moda. Le pippe le imparano a casa con internet… e non è tecnicamente la stessa cosa!

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11 thoughts on “Occhiali a raggi X, enlargeamento del pene ed amenità varie. La pornografia da barbiere

  1. Simon James Terzo ha detto:

    Mi hai fatto venire in mente certi ricordi. Non tanto per il barbiere ma per le pippe. Ricordo nel paesino in cui vivevo,non si è mai saputo chi lasciò quel fumetto porno in bianco e nero, ma lo custodimmo per anni nascosto alle vecchie baracche e credo che tutti(quelli nati tra il 70 e il 78) l’hanno usato. Sti frociazzi ora useranno anche il guanto per non crearsi troppo fastidio.
    io, gli occhiali ai raggi x li avrei voluti, li ho desiderati,bramati, li vorrei ancora non per il funzionamente/non funzionamento ma perchè amo tutti quei feticci immondi figli di questo posto. Tra i miei preferiti, il coltello a scatto pettine.

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  2. 321Clic ha detto:

    In quanto donna, non ho mai frequentato i barbieri dell’epoca, ma in quanto più o meno tua coetanea ricordo perfettamente quelle stesse riviste e i fumetti che mio cugino più grande nascondeva sotto il divano. Impossibile non dare una sbirciata, e qualunque altra donna che ti dica di non averlo mai fatto, mente spudoratamente. E degli occhiali a raggi-X ne ho parlato giusto un paio di giorni fa con un altro amico blogger… Lo vorrei proprio vedere in faccia uno che li ha comprati credendoci davvero, gli occhiali e anche le mitiche scimmie di mare.

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  3. ingenuetà ha detto:

    Dal barbiere ci sono andata fino a circa 6-7 anni…taglio a scodella unisex sulla sedia con cavalluccio. Le riviste me le ricordo bene, ma non per le donne nude che ai tempi mi interessavano ben poco, quanto per gli imperdibili gadget. Da qualche parte ho ancora il coltello-a scatto-pettine.

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  4. tuttotace ha detto:

    Grazie Domenico, perché sapevo fossero bufale ma la curiosità di sapere che razza di bufale fossero non me l’ero mai tolta. Ah, se serve faccio anche io outing come 321clic. Hai visto mai che noi ragazzine non ci sfogliassimo le riviste come voi maschietti se per caso ci capitavano in mano! Ma vaaa. E perché noi poi?

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  5. www.frusta.me ha detto:

    Grazie x questo splendido tuffo nel passato!😊

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  6. montgiusi ha detto:

    Bel tuffo nel tempo..ed io ricordo benissimo le riviste citate, sopratutto cronaca nera che ammetto di aver letto più volte di nascosto,la scoperta del sesso riguarda pure noi donnine che per pudore non osiamo dire che abbiamo percorso chi più chi meno le stesse strade di voi maschietti..per gli occhiali a raggi x, quelli ingenuamente credevo funzionassero per davvero e li ho pure desiderati.. a parte tutto credo che i tempi erano un’altra cosa rispetto a oggi..quello che trovavi per soddisfare la curiosità allora era ben poca cosa e lasciava molto spazio alla fantasia, oggi con lo sviluppo tecnologico è diventato tutto troppo semplice e facile, tutto a portata di mano..infatti lo si può notare dai ragazzi in erba che hanno già svelato ogni mistero della sfera sessuale..e ne sanno più di noi qualche volta (per tutto quel c’è da sapere..poi!)
    Ciao, Domenico, buona giornata ancora.
    Giusy

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