I drogati ce li ho sulle palle!

Io i drogati non li sopporto proprio. Sono razzista!
Io non sopporto chi dipende da qualcosa! Io non sopporto l’idea stessa di dipendere.
Quando ero piccolo (tutti mi scherzavano ma questo comunque non c’entra direttamente con come sono… ed è un cit.) i drogati erano quei mostri strani e misteriosi che si aggiravano per la Villa comunale come gli zombie del film di Romero. Almeno io li vedevo così. Nemmeno dovevo sforzarmici molto. L’unica differenza è che “non erano ancora morti” (autocit. anzi selfiecit che fa più hipster dunque più figo dunque più viral dunque più like e se non mettete il like per questo ma per il post fatemelo sapere ‘chè si tratta di un sistema di verifica interessante) e che non camminavano con le mani avanti.

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I drogati erano quelli che ti regalavano le “caramelle alla droga e i francobolli con la droga al posto della colla” (cit. mia mamma e mia nonna) che li leccavi e finivi in un vortice di “colori, suoni e rumori che c’erano solo nella tua testa, che dopo si spegneva e il vortice era tipo lo sciacquone” (cit fin qui di mia mamma e mia nonna) del cesso: giù, senza scampo, nella cacca più totale (che le metafore sin da piccolo mi sono sempre piaciute perchè spiegavano il mondo facile facile… se non eri scemo).

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Mia madre la faccenda la metteva così. E io ci credevo. Credevo in un mondo di curiose economie in cui la droga, che era una cosa per cui la gente rubava, ammazzava le vecchie fuori dell’Ufficio Postale, buttava i genitori uno dalle scale e uno dal balcone, poi, questa cosa preziosa e che dovevi sbatterti come quel biondoddio per comprarla, la regalava a te. Erano curiose le cose e le economie in cui credevo da piccolo. Come la favola metropolitana delle siringhe infilate nelle panchine con l’ago che spuntava dal sedile. Così ti pungi e benvenuto nell’Aidiesse… che in un’epoca di bollini viola che si passavano da persona a persona con la musica ansiosa e terribile in sottofondo nella pubblicità era una minaccia di morte definitiva. Quella però mia madre non l’aveva inventata. Entrambe le favolette sortirono l’effetto, comunque. Niente più Villa comunale. E gambe levate davanti ai drogati.

Poi sono cresciuto ed ho visto “I Cristiani dello zoo di Berlino” (selfiecit. che è come dire autocit.). Ed ho capito perchè mia madre non voleva che lo vedessi da piccolo quel film, pure se ci stava David Bowie che all’epoca mi piaceva – non per Starman o Heroes ma perchè aveva fatto il Supercattivo in “Labirinth”. Perchè lì la droga non te la regalano con le caramelle alla droga. E non si vede questo mondo colorato.Non voleva che lo vedessi perchè quel film fa schifo… soprattutto la scena di quello che si fa l’iniezione di droga con l’acqua dello sciacquone di un cesso pubblico. “Eh che cazzo di merda che è la droga!”.

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Meglio i Cristiani dello Zoo di Berlino che non la storia delle caramelle alla droga… meglio la merda delle cazzate. Funziona di più. Funziona prima… e non corri il rischio che un bambino troppo sveglio se ne accorga subito che ‘sta storia della droga regalata è una stronzata. Anche perchè ai tempi d’oggi i bambini sono parecchio più svegli di noi quando eravamo bambini, per dire…

I drogati mi sono saliti sulle palle allora. Da quella notte che i miei non c’erano, mia nonna dormiva ed io vidi quel film che passavano in TV, chi se lo scorda… Teleregione! E dire che c’ero andato per trovare Colpo grosso!

Poi sono inciampato come tutti gli adolescenti in cialtroni come Cobain e Morrison. E negli spinelli. E grazie a quel biondoddio sono stato malissimo alla prima canna fatta. Tanto male da ripetermi, ogni volta che ci riprovavo – pochissime in questi 17 anni passati da quella fatidica sera – “… no vabbè, Domè, che tu sei coglione si sapeva…”.
Ho avuto la gran fortuna di entrare nella Hall dell’albergo Spinelli e scappare fuori subito. E capire quanto erano cialtroni quei due dopo aver frequentato gli spinellati (che non sono proprio come gli zombie ma sono troppo rilassati e sorridenti per i miei gusti) e dopo aver ascoltato musica suonata decentemente.
Poi è arrivato Trainspotting. Ed io l’ho guardato. E m’è piaciuto ammerda…

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Ed ho subito pensato che mio fratello, di cinque anni più piccolo di me, apparteneva ad una generazione che sarebbe finita tutta a drogarsi. Perchè a noi i Cristiani dello Zoo di Berlino ci avevano terrorizzato e fatto vomitare… in Trainspotting al massimo ti mette un po’ d’ansia l’astinenza di Renton… ma con quella musica di sottofondo ti viene solo voglia di calarti qualcosa per essere parte di quello sballaccio… tanto lo sai che poi ci sta Perfect Day di Lou Reed o quel pezzaccio di Eno… e tutto diventa incredibilmente più bello! Ecco, sì… inquietante ‘sta cosa: la colpa dei ragazzi che si drogano è di Irvine Welsh. Non ho detto questo, stronzi… Il problema è che quel film di certo non ha aiutato.

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Non mi sono mai drogato, realmente. E per una serie di ragioni, vivo i tossici come Fabio Volo, Pif ed Herman Hesse. Non avete idea di cosa farei loro. Sogno la Cavalcata delle Valchirie di Apocalypse Now (che poi sarebbe di Wagner… ma pure Aria sulla quarta corda è di Piero Angela, anzi di Quark… quindi). Sogno i lanciafiamme, il fuoco purificatore, i quattro cavalieri dell’Apocalisse. Sogno di diventare il primo Mass Murder Missionario della storia dell’Umanità. Ah sì, per inciso i drogati secondo le leggi della stupidità di Carlo Maria Cipolla sono degli stupidi poichè con ogni azione fanno del male a loro ed agli altri. Quindi, sì, meritano tutti di morire.

Il problema oggi è un altro. Il problema oggi che è domenica e sono assalito dal “Tedio Domenicale” (quanta droga consumare.. io che non ne consumo!) è che devo ammettere io per primo di essere un drogato. Un dipendente. Forse è per questo che giorno dopo giorno, ultimamente, la prospettiva di una strage alla Austin (Texas) coi drogati mi diventa sempre più allettante ed urgente. Perchè ho finalmente capito di avere una dipendenza (oltre al tabacco ed a Tori Lane che bestemmia come una demoniessa mentre scopa davanti alle videocamere… che secondo me a letto col fidanzato/marito non lo fa ma fossi io il suo compagno glielo chiederei ogni volta!)…
…una dipendenza che mi porta a pungere la mia pelle e iniettarmi una curiosa sostanza.

Sì, mi drogo. Non lo facevo… avevo smesso, dall’otto ottobre duemilaquattordici.
E avant’ieri (ve ne parlo solo oggi perchè il post di Levante aveva urgenza di uscire prima…) ho deciso quando mi pungerò di nuovo. Ed ho predisposto tutto perchè sia così. Ho programmato tutto. Lo farò il 13 gennaio, poi ogni primo martedì del mese fino ad aprile. Poi smetterò di nuovo… almeno per un po’.

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Sì, questo per dirvi che sono state giornate problematiche, con un po’ troppa ansia addosso e sensazioni negative… e ho sentito che ne avevo bisogno… e che quando sto così ho bisogno di pensarci e dopo un po’ì ho bisogno di farlo… e mi sono guardato il braccio sinistro. E mi sono reso conto che è bellissimo così tutto tatuato. Ed ho deciso che il progetto deve essere completo e non può aspettare. Quindi tra gennaio ed aprile completerò l’altro braccio. Il destro.

Un giorno di questi vi racconto che c’è sopra (al sinistro). Del destro ne parliamo dopo aprile… a lavoro ultimato!

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9 thoughts on “I drogati ce li ho sulle palle!

  1. lindae ha detto:

    Io pure mi son sempre chiesta come mai regalassero la droga nelle discoteche e sebbene ci credessi a questa come a tutte le settemila favolette sensibilizzanti all’argomento la ritenevo un po’ falsata ma mi faceva comodo crederci per non dover ricorrere ad altre fedi come quella dei vari geova testimoniati o Gesù figli di falegnami e verginelle con vaginismi pronte a guarire e darla via ai primi capi carismatici di sette col nome iniziante per d e finente con io. Poi mi chiedo perché non sensibilizzino i uagnoni di ora agli effetti collaterali collegati all’avere a che fare con i diari segreti e secreti da Fabio volo. Ma mi sono dilungata. Addio

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  2. domenicomortellaro ha detto:

    Arrivederci è più bello… meno definitivo, insomma

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  3. zeusstamina ha detto:

    Ma sai che non mi son mai drogato manco io? Mi sa che mi drogavo per vie traverse, una sorta di osmosi. Mettevo su Jimi Hendrix e via con dei trip da acido che mai in vita mia. Ma mica li avevo presi, gli acidi… Ecco, una cosa di questo tipo.
    Comunque maledetto Welsh ed il suo droga-party. Adoro Welsh.

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  4. mododidire ha detto:

    io mi sono fermata alla prima frase e ti dico che qui no, non va tutto bene

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  5. 321Clic ha detto:

    Dei “ragazzi dello zoo di Berlino” ho letto prima il libro. Di nascosto, era di mia sorella che è più grande di me di 5 anni ed era nel pieno dell’età delle prime canne.Neanche io ci ho mai creduto alle storie delle caramelle e della droga regalata, ma, come da carattere che poi m’è rimasto, volevo vederci chiaro per conto mio senza chiedere a qualcun altro. La lettura è stata senza dubbio istruttiva, per la dodicenne che ero all’epoca. Successivamente ho visto anche il film, ma il libro è forse persino più crudo nelle descrizioni dettagliate di tutto ciò che succede. E non m’è mai passato lontanamente per la testa neanche di avvicinarmici ad una droga pesante o a un acido.
    Se però la tua droga è un punzecchiare la pelle in modo più o meno colorato, perché no? Da quel poco che si vede nella foto, il braccio sinistro è un bel vedere. Sarei curiosa di sapere nei dettagli cosa c’è.
    Io sto da un po’ di tempo pensando insistentemente al primo, per determinati motivi fino a qualche tempo fa non potevo, ma ora si. Ho perfettamente in testa l’idea, ma non ho ancora trovato una rappresentazione che mi soddisfa, ma prima o poi la troverò.

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    • domenicomortellaro ha detto:

      Allora… sopra nell’ordine
      Spalla gomito esterno: carpa
      Avambraccio esterno: Hannya e un Tanto giapponese con una frase scritta sopra in giapponese
      Avambraccio interno: un ronin
      ascella gomito: motivo floreale e fascioni di raccordo tra le varie figure.
      Ci sono anche le classiche onde grafiche giapponesi, due con una forma molto particolare che è stata una personalissima richiesta!

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      • 321Clic ha detto:

        Prima curiosità soddisfatta… Ma me ne viene subito una seconda: sei sicuro che la frase in giapponese sia esattamente cosa tu pensi che sia?
        P.S.: anche il “fatti i cazzi tuoi”è una risposta plausibile e accettabile, il dubbio è dato dal fatto che guardando qualche giorno fa una scritta in arabo sul braccio di un altro uomo, è uscito fuori che a 10 anni di distanza lui ha scoperto di essersi tatuato un nome maschile causa una piccola ma fondamentale differenza di scrittura….

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        • domenicomortellaro ha detto:

          Ho dato la frase italiana a un amico di penna di hokkaido e x essere sicuro ad un lettore dell’universita’ e ad un prof. Ho poi controllato la rispondenza e scelto una delle 3… Differivano x qualcosa ma a norma di google translate il significato era lp stesso

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