“Figliolo c’è qualcosa che vuoi dirmi?” che poi nel mondo delle pornometafore è scrivere peeping-tom e leggere “padre confessore”

Ci starebbe un post da scrivere in quindiciminutinetti. Una eternità…
Il cazzo!
Quindiciminutinetti lo devi scrivere tutto attaccato che vola. Quindiciminuti volano, c’è poco da fare. E c’hai slo quindiciminutinetti che tra quindiciminutinetti devi far vedere un garage ad un tipo che forse vuole prenderlo in fitto e già pensi che non hai voglia di uscire in questo primo martedì veramente freddo. E già pensi che il casino sarà rileggere il post in cerca dei soliti refusi che fai perchè quindiciminutinetti dovrai rileggerlo lentamente perchè l’occhio non è abituato a questa parola lunga strana e tuttattaccata e pensi che quindiciminutinetti non ti basteranno e quindi rileggerai fumando la tua marlboro touch dopo, dopo pranzo. Che il post lo scrivi di martedì ma esce venerdì. E ste cose si chiamano ucronie e vi avranno già rotto le palle. Toccherà parlare di ucronie. Prima o poi. Ma non in quindiciminutinetti… che le ucronie sono belle cose e ci vuole più tempo.
Che in quindiciminuti netti parli di cose che ti stanno sulle palle. Ne parli volutamente male. Che è una pornometafora del cazzo che se sei intelligente e non hai troppe remore con quello che ti hanno fatto credere per anni, ci sei già arrivato da solo.

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Quel che diremo oggi è solo un abbozzo, perchè quindiciminutinetti sono troppo pochi… sulle questioni meramente teologiche ci torniamo, promesso. Oggi facciamo solo la metafora. Tipo compitino del cazzo.

Per ricordarmi che sono quello che ad un certo punto della sua carriera scolastica ha smesso di crescere perchè è passato da un liceo classico selettivo di città ad uno di paese molto più accondiscendente e capì subito che poteva campare di rendita e “Signora è bravissimo, sarebbe ancor più bravo – bravissimissimo se fosse licenza poetica – ma proprio non si vuole applicare… vive di rendita”. E le cose le fa sciacquate se non gli va di farle. Le fa perchè le deve fare.

Quindicminutinetti comincia adesso… che avevo preso i cinque minuti precedenti per l’introduzione per parlarvi dei quindiciminutinetti e spiegarvi perchè avrei sciacquato. Però vedo che tempo ce n’è… ed allora i quindiciminutinetti diventano quindiciminuti netti… ed è già tanta roba.

Lo so che vi siete appartati tutti, almeno una volta. Ho scoperto solo qualche anno fa che si dice “in camporella”. Da noi si dice “infrattarsi”… e “in camporella” te lo dicono i genitori. Ma i miei erano troppo pudichi. E i miei amici troppo zozzi. Quindi l’ho scoperto da poco. “In camporella” o “infrattato” c’hai comunque un grosso problema: il voyeurismo altrui. I guardoni. E se non sei cattolico i guardoni ti stanno sulle palle a prescindere, non perchè devi far vedere alla tua lei che hai a cuore la faccenda perchè i guardoni sono pericolosi… nè perchè la tua lei o tu dovete far vedere che avete a cuore la faccenda per questioni anche di pudore e riservatezza o discrezione oltre che per ragioni di sicurezza e di terrore del “mostro di Firenze” anche fuori regione ed oltre la data di scadenza.

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I voyeur non sono solo quelli che vengono a vedere come scopi o fotti o fai all’amore per farsi una sega e godere del piacere di un porno in diretta e senza stare nel cinemino o a casa a guardare le nuove prostitute in cam. I voyeur sono quelli che si fanno i cazzi tuoi in generale. E di regola tu dovresti vivere il farsi i cazzi tuoi come una sonora rottura di scatole.
Voglio dire, sono cazzi miei… lasciameli fare in pace. Fammi andare in camporella in pace. Fammi andare a puttane in pace. Fammi toccare da solo in pace. Invece no… il guardone no… quello no… quello è allarme sociale della comunità delle coppiette.

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Il confessore è una figura centrale invece nell’osceno e volgare mondo della religione cattolica.
Ora… ripeto che sul senso di colpa più che sul rapporto eucaristico come fondamento della religione cattolica parleremo più in là…
Quel che volevo farvi notare è che il peeping tom, il tipo che guarda da dentro l’armadio o da dentro lo stanzino delle scope e non ci si capisce come ci sia arrivato… ma serve solo a far capire che qualcuno spia e sentirsi come lui e fare la maggior parte delle riprese con una mascherina che simula la serratura o l’anta dell’armadio (c’è un genere pure così, gettonatissimo da certi signori in abito nero e con un curioso pezzo di plastica bianco al collo tipo medaglietta del cane)…

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…quello è semplicemente lo specchio di quel signore che, nascosto in uno stanzino di legno dentro un edificio che si chiama chiesa che i sovietici recuperarono all’uso sociale sottraendolo a chi spacciava l’oppio ai popoli, ascolta i fatti tuoi e di solito, se sono piccanti perchè sei stato sincero, perchè la sua soglia di morboso interesse è bassissima e perchè nessuno è davvero immune da quello che loro definiscono peccato e l’uomo in realtà vive come piacere (ne riparleremo giuro)… come il peeping tom appena può corre in bagno e “mi fo una sega!” (cit.).

Pensateci bene… pensateci davvero, prima di creare problemi ad un guardone la prossima volta.
Pensateci bene… prima di accusare chi si fa le seghe sulle vostre scopate in camporella perchè vi guarda.

A me i guardoni stanno sul cazzo…
… però io i cazzi miei ai confessori mica vado a dirli!
Coerenza!

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7 thoughts on ““Figliolo c’è qualcosa che vuoi dirmi?” che poi nel mondo delle pornometafore è scrivere peeping-tom e leggere “padre confessore”

  1. così domenica dopo domenica, ci confessarono bene o male… (cit.)

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  2. 321Clic ha detto:

    E infatti non ci vado a confessarmi. E di che poi? Secondo la chiesa io avrei vissuto nel peccato per un terzo della mia vita, e da una anno a questa parte sarei addirittura da inferno… il mio punto di vista sui peccati che davvero meriterebbero l’eterna dannazione è leggermente diverso… appena appena…
    Ma poi, pensandoci bene, se quel Signore lassù sa tutto e vede tutto, che bisogno c’è di confessarsi ad un suo rappresentante in carne e ossa che spesso pecca quanto e più di me?

    Piace a 1 persona

  3. […] e non gli vengono i capelli bianchi ma il bozzo sotto la tunica e questo si chiama “Peeping Tom emozionale dei cazzi miei” e quindi, tecnicamente, io su questo blog ho svelato i misteri […]

    Piace a 1 persona

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