Treccine bionde era fantastico come racconto! Che poi è la tristezza enorme per i cannibali contemporanei che non citano alcuni maestri e vivono di rendita al limite del plagio.

“Treccine Bionde” di Matteo Curtoni

è un racconto splendido che mi tenne sveglio la notte.
Gioventù Cannibale, 1996. Einaudi, Stile Libero.
GIOVCANN
Poche pagine, poche righe. Scarno, dritto al dunque.
Gratuito e se vogliamo surreale. Non grottesco. Surreale… cioè sur-reale, sopra il reale… più vero del vero, insomma. Splatter, con i dettagli anatomici delle budella esposte e del sangue sulle mani mentre il protagonista per sbaglio, pensando di cingere una splendida ragazza dalle treccine bionde, si accorge di cingere un cadavere sbudellato.
Gratuito. Perchè fino ad allora in Italia una “porcheria” del genere difficilmente l’avresti letta su Einaudi. Una porcheria messa lì senza motivo… che all’Italia questa ragazzina sbudellata proprio non serviva.
Qualche anno. Una produzione ricchissima, forse pure troppo, di materiale librario. Di carta e inchiostro.
Aldo Nove, Matteo Curtoni, Stefano Massaron , Nicolò Ammaniti, Alda Teodorani… li ho conosciuti lì.

E li ho approfonditi. E loro sono andati avanti.
Ed il bello di quella Antologia è che ti apriva agli occhi, all’epoca in cui avevi capito che l’orizzone non può essere Salinger o Kerouac o Svevo o Hesse o Bevilacqua, su un mondo che guardava il mondo intorno, lo leggeva con occhi simili ai tuoi, occhi veloci e disincantati… e non te le mandava a dire. E sceglieva il registro che preferiva, fregandosene di come avrebbe scritto un Salinger o un Kerouac o un Joyce. Senza dissacrare. Semplicemente mettendo un punto e senza andare a capo, lasciando lo spazio in bianco, andando all’altra pagina. Saltando un po’ di pagine.

VAMPIRA4

Non è vero quel che pensavo, che non si possa o non si debba fare più cultura e letteratura cannibale, perchè è già detto. Semplicemente perchè quel “cannibale” non etichettava uno stile… ma un modus operandi. Non è vero che il cannibalismo è un mostro sacro a cui non ci si deve rapportare con la scusa o la giustificazione del “non son degno di te”. Altrimenti, voglio dire, tante cose non avrebbero senso. Anche perchè quel mondo e quella Italia sarebbero già detti. E non è detto che siano già detti questo mondo e questa Italia… che va tutto così veloce che non è già detto nemmeno l’oggi rispetto all’avantieri.
Credo semplicemente lo si debba fare con un rispetto differente. O scegliendo, come al solito, di sovvertire le regole di quel rispetto… ma facendo capire che le conosci o le hai comprese. Altrimenti per chi ti legge è difficile capire dove si ferma il plagio e incomincia la sovversione.

Sentivo il bisogno di buttarla lì questa considerazione per due ordini di motivi:
– sto leggendo una raccolta di racconti – per la verità vecchiotta – di un giovane autore adesso molto affermato. Purtroppo il libro che ho cominciato a leggere con enorme entusiasmo, dalla prima si è rivelato un po’ troppo già letto, già visto, già sentito. E non sta bene. Anche perchè nei ringraziamenti non è citato uno dei carburanti più grossi dal punto di vista dell’ispirazione… e se è vero com’è vero che tutti gli altri autori non sono citati… non citare Nove e Curtone, che compaiono non episodicamente ma quasi in ogni riga dei racconti finora letti… a mio parere è una grave dimenticanza o un pessimo tentativo di damnatio memorie… che dice di scarsa riconoscenza. Ma il libro è stato scritto un quinquennio fa… e magari col nuovo la musica cambia. Spero. Davvero!

Giancarlo-Magalli
– sto assemblando per davvero un’opera che poi dividerò in due o tre opere – sì vulcanico, grazie pubblico leggente gratis – e credo che questa sia anche la necessità, tipo il bisogno, di creare un piccolo memorandum per non sbagliare io per primo.

Si può essere “cannibali” ancora oggi… si può guardare il mondo attorno con un occhio disincantato e dissacratorio. Si può ancora scegliere di non mandarle a dire e di confrontarsi con la banalità peggiore, più trita e volgare che ci circondi, quella di tutti i giorni e di quasi tutti quanti… però credo sia inattuale farlo con un pedissequo ripercorrere dei passi già tracciati e – per dire – già abbandonati da chi quella stagione la visse ed ebbe il coraggio di farla!
Il rispetto e la voglia di genere, credo debbano partire da qui!

Domani ricominciamo con la merda e le zozzerie, giuro…  che oggi sono stato troppo serio… ma sarà stato davvero oggi?

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2 thoughts on “Treccine bionde era fantastico come racconto! Che poi è la tristezza enorme per i cannibali contemporanei che non citano alcuni maestri e vivono di rendita al limite del plagio.

  1. macchinadelpopolo ha detto:

    ma guarda che te nelle zozzerie non te ne rendi conto ma sei ancor più serio.

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