Archivio mensile:gennaio 2015

Il post dei bei propositi, tipo quando inizi una psicoterapia e ti chiedono quali sono i desiderata per quel particolare percorso e tu sai bene che l’unica cosa che ha senso dire è “Essere felice più volte di quante mi scappa da cacare…” e poi chiedi subito dopo dov’è il bagno…

Cosa ci si aspetta da un percorso di psicoterapia? Io non lo so… ma mi sembrava la cosa più sensata per spiegare a voi stronzomerdoni, oggi, che è giovedì e la peste influenzale è tornata e mi tiene a casa, un semplice concetto: oggi, giovedì, ho deciso che “dal prossimo mercoledì”, giorno per cui questo post è programmato, quindi voi leggete pure “dal prossimo mercoledì” come se fosse scritto “Oggi”, si cambia! joe-bastianich-lancio L’ho deciso perchè molte situazioni che sembrano belle o molte situazioni che sembrano brutte lo sembrano perchè sono loro a comandare. E non è mai bene lasciare che siano le situazioni esterne a comandare i tuoi sentimenti. Non è mai bello sapere che la tua felicità, la tua stitichezza o la tua diarrea emozionale siano comandate da una situazione esterna. Altro conto sono le corse al bagno fisiche e fisiologiche… quelle spesso dipendono da fattori di tua esclusiva scelta come alimentazione e simili… oppure dal fatto che ti sei beccato il ceppo di peste influenzale che prende stomaco e intestino. Io ho preso quel ceppo due settimane fa… e non è stato piacevole. Poi sono guarito… e mi sono preso l’altro, quello che porta raffreddamenti e cazzinculo di temperatura… ed oggi sono bloccato a casa e questo post mi ronza nel cervello e nelle orecchie che fa un casino allucinante perchè… le situazioni si stanno mettendo di traverso nella mia vita e stanno decidendo loro, troppo e troppo spesso, se devo essere felice o mi deve scappare da cacare. Al netto di tutto, in questi giorni, mi sta scappando troppe volte da cacare. Non sono un demente… non sono Julius Evola… se le situazioni intorno ti rendono felice molto più di quanto ti fanno scappare da cacare non è il caso di stare lì a sindacare… è il caso di prendere la vita come viene. Se ti scappa troppo spesso da cacare per colpa di situazioni esterne… è il caso di intervenire immediatamente. Gli eroi sono quelli che fanno stupidamente il contrario di quanto su affermato, nella loro vita banale. Oppure quelli che non hanno una vita banale e non sono felici e non gli scappa da cacare perchè devono salvare il Mondo. Che come cosa potrebbe anche essere piacevole, se non fosse che salvare il mondo è una grandissima rottura di coglioni che toglie molto tempo libero al guardare porno, serie tv, passeggiare col cane, cazzeggiare fuori al bar. Io non ho un Mondo da Salvare! Ho una vita banale e voglio viverla non come un eroe… 600px-TWDS2E07_11 Con la felicità e lo scappare da cacare, regola aurea, non è mai troppo il caso di fare gli eroi. Anche per non sminuire con una cosa banalissima che si chiama “autodifesa” una parola enorme come “eroe”… che è tecnicamente uno che salva il mondo ogni tre per due… tipo un Jeeg Robot d’Acciaio, un Punitore o, che so io, un Joe Bastianich. Ma meglio ancora un Soldato Bunny di Platoon oppure uno Shane di The Walking Dead… che è un eroe vero e proprio! E davanti al rischio evidente di passare più tempo seduto sul cesso che davanti allo specchio a compiacersi del sorriso che ti si disegna in faccia, forse è il caso di mettere da parte ed espellere con l’ultima, sofferta cacata, tutta una serie di scorie e fecalomi che hanno il nome di “immotivati sensi di colpa”. E’ il caso di ristabilire delle priorità. E’ il caso di ricordarsi che la condizione essenziale perchè ti scappi meno volte possibile oltre il fisiologico da cacare è sempre e comunque quella che sia tu a mettere al primo posto la tua propria felicità… che siccome non esistono eroi se non nei cartoni animati, nei fumetti o in Masterchef… nemmeno sulla FOX o in un film sul Viet-fottuto-Nam… nessuno baderà alla tua felicità prima che alla propria. platoon_bunny-7527 E allora, sulle prime, se uno prende e mi chiede… (lo sapete quanto mi piace la storia del “prendere e…” tipica del linguaggio pugliese di capoluogo di regione, cioè tipo della provincia di Bari) se uno prende e mi chiede: “Che ti aspetti di poter fare per diventare una persona felice?” io rispondo che è un demente! Perchè la felicità sta in un paese lontano e tutto da scoprire e da trovare… però da soli, con la propria auto e senza nessuno a fianco a dirti la strada e a distrarti. Posso rispondere solo a chi decida di chiedermi “Che ti aspetti di dover fare per cominciare a cercare con calma la felicità?” e ad una domanda del genere rispondo: “Senti, non è che lo so ancora bene… ma credo di dover innanzitutto smettere di far decidere ad altri se posso essere felice oppure se deve scapparmi da cacare!”. jeeg-robot Per questa e solo questa esclusiva ragione se oggi, present day di chi legge, cioè significa Mercoledì 4 febbraio… le altrui vicende dovessero continuare a farmi scappare da cacare… io sottoscritto domenicomortellaro, autore unico di questo blog e povero cristo che “volevo vivere felice… poi m’è scappato da cacare”, decido che le cose che pretendono di scegliere per me sono cazzinculogravissimi e devono stare alla larga. Perchè, credetemi, le cacate su commissione che faccio in questi giorno mi stanno letteralmente spossando e non credo sarei in grado di resistere ancora per molto! the-1920-1080-wallpaper E non è bene!

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Allora sentite, no, chiariamolo subito… il nu-metal è assieme all’emo un insopportabile fenomeno di costume!

Il problema è uno solo: le armonie.
Guardate voi non avete neppure idea di che cosa si può combinare di brutto con le armonie. Soprattutto con le diminuzioni. Soprattutto con le scale di genere… e con tutti i ritrovati della musicologia. Tu prendi quattro accordi e li trasformi in qualcosa di psicoattivo, di struggente, di clamorosamente disperato. E freghi le persone. Soprattutto gli adolescenti. Anche per voi le donne! E questa cosa si chiama tecnicamente “una delle ragioni dell’incomprensibile successo del nu-metal e dell’emocore”.

Jimmy-Eat-World

I succitati sono generi tristi e aggressivi spesso suonati per adolescenti disadattati, solitari, un po’ troppo esclusi dagli adolescenti famosi e popular delle scuole. Che se sei popular e di sesso fai M sei il figone con cui tutte vorrebbero uscire… solitamente di professione c’hai scritto quarterback e non studente. Se sei F di sesso, sei la mignottona della scuola e di professione c’hai scritto sulla carta d’identità ragazza pon pon più che studentessa. O altre amenità fallocentriche. Se non rientri nelle succitate categorie fai parte o della categoria che con quei due suddetti soggetti anela ad uscire o della categoria bullizzata da tutto il resto del mondo. Anche, per dire, da tuo padre, tua madre e i tuoi germani minori e maggiori.

Se ascolti il nu-metal sei uno sfigato. Che ha voglia di reagire.
Se ascolti l’emo-core sei uno sfigato. Che ha voglia di soffrire.

Papa-Roach

In entrambi i casi il tuo cervello è sottoposto a stimoli sonori con cassa in quattro quarti, ritmi sostenuti e accordi lancinanti tutti stonati, perchè primariamente accordati in Re-diesis o Mi-bemolle che dir si voglia. Che voglio dire in chitarrologia è una cosa che non si fa! Eccovela l’alchemia dell’irriproducibile suono della sofferenza. Se provate a suonarlo con l’accordatura in Mi non è la stessa cosa. Perchè tecnicamente dovrebbe esserlo: ti cerchi gli accordi con l’accordatura in Mi ed il pezzo lo trovi. Ma non suona uguale. Non suona strutto (non consumato ma proprio lancinato). Non suona triste abbastanza. Semplicemente perchè la tensione primaria delle corde è ancora troppo alta per suonare così dimesso, incazzato, emo-core.

Coglioni è tutta una fregatura. E’ tutto un accorgimento tecnico. E soprattutto voi non avete bisogno di finti miti.

Siete solo adolescenti frustrati e vi capisco perchè sono stato anch’io adolescente frustrato. Poi mi sono fatto furbo e ho iniziato a tirare cazzotti, senza il nu-metal a ispirarmi. E senza inventarmeli (i cazzotti che tiravo) per poi continuare a prenderli senza restituirli come un emo-core qualsiasi. Ok, sono stato fortunato a non avere il nu-metal come genere da pescare nel cilindro della pesca miracolosa dei generi “salvamidalsuicidioadolescenzialedelbullizzato”… e ancora adesso, però, non sono completamemte immune dell’ondata di malinconia e predepressione che canzoni come “End of the story” dei The Rasmus oppure “Hear you me” dei Jimmy eat world (che come nome sarebbe bellissimo se non fosse che vogliono farci credere che sia il nome che il fratellino del chitarrista aveva scritto sotto un disegno fatto a 4 anni un anno prima di morire investito dall’auto dello zio). Che questo è tecnicamente un post contro una persona che ha fatto una chiavetta usb emo-core-nu-metal nel bar dove lavora e che io ho eletto da decenni a mio personale “Ufficio per il tempo libero” ed in alcuni momenti della giornata mi salta sulle palle e mi fa venire tristezza… anche mentre leggo la campagna acquisti della Beneamata Internazionale Football Club che per un interista è sempre motivo di vivida ed illusa gioia!

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Eh cazzo aprite gli occhi per Gesummaria benedetto! La vostra è una broken family, una famiglia disfunzionale… d’accordo… ma guardate che fa figo avere una famiglia disfunzionale… a norma di DSM IV sono disfunzionali i 4/5 delle famiglie occidentali! Non dovete amare sentirvi esclusi come i comunisti che adorano essere diversi… senza grembiulino a scuola e con religioni diverse tipo i protestani che stanno sempre a protestare in piazza e mai un giorno di lavoro (stramegacit. del caro F.S.). Ci scrivonoi libri divertentissimi sulle famiglie disfunzionali tipo quello di Douglas Coupland “Tutte le famiglie sono psicotiche”. Ci fanno serial tv sulle famiglie disfunzionali, tipo Sheldon con la mamma ultrareligiosa. Ci nascono serial killer veri nelle famiglie disfunzionali… ed essere un omicida seriale è ancora abbastanza figo… più di un femminicida suicida per dire!

E, soprattutto, tenete pure conto che chitarristi e cantanti nu-metal ed emo-core che abbiano successo sono in età da famiglia propria… e sono probabilmente già disfunzionali coi loro figli e con la partner… Difficilmente possono cantarvi con sincerità come si sta nella barricata “figli”… e non se lo ricordano neppure… che di disfunzionale non hanno nemmeno la voglia di spillarvi denaro e sperare che un giorno uno di voi muoia per loro aumentando sensibilmente le vendite di questo o quel prodotto dell’industria musicale.
Quello non è disfunzionale. Quello è tecnicamente “Ragione primaria per cui scrivo queste banalità ben messe in una quarta di seno”…

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Per colpa vostra ora, merdoni, sono costretto ad una oscena ricerca su google per rintracciare alcune canzoni perse nella mia mente della memoria di un cantante italiano che porta una sfiga epocale (cit. osceno di un gruppo osceno) ma che nel suo primo album inanellò una serie di questi pezzi “acquistaminchioni” o “Acquista, Minchione!“(il vocativo è un gran bel signore) e sono costretto a ricercare con la mano sul pacco per ravanare scaramanticamente a quel Biondoddio ed evitare che per colpa di questo artista di cui non scrivo il nome mi capitino oggi una serie atroce di cazzinculogravissimi per esclusiva colpa vostra. Le canzoni… che sono Emo-Core nell’approccio, non stilisticamente, sono “Perchè lo fai?” e “Cenerentola innamorata”. Sappiate che… non c’è alcuna differenza con “Numb” dei Linkin Park o “Face everything and Rise” dei “Papa roach” ossia “Babbo scarafaggio”… Tutte parlano ad una banda di sfigati – voi – che non avete problemi personali realmente tragici ma problemi personali identici a quelli della media matematica dei vostri coetanei, quindi diffusissimi in quella cosa bellissima che si chiama Mondo Conosciuto.

Nessun artista italiano con il nome puntato M. e il cognome puntato M. è stato malmenato durante la fase di elaborazione di questo post.

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E quindi, niente, no, non va tutto bene, ma il post di oggi è brevissimo perchè ci sono concetti non miei che io ho fatto miei con un plagio imbarazzante che non puoi tradurre in tante parole ma vanno contenuti in poche semplici frasi che fanno più o meno così…

L’Amore, che tu ci metti la maiuscola ma poi alla fine è come tutti gli altri amori con la minuscola, l’amore è tipo quella cosa che succede quando tu non sei mai andato nel paese che si chiama Felicità ed una ragazza che a te piace tanto – non ai termini del “Biondoddio con quella che ci farei…” ma tipo in modo pure più profondo (che qui vi potrà sembrare impossibile ma si può, anche da questa parte del monitor) – ti dice:

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“Oggi ti porto nel paese che si chiama felicità! Però guida tu!”. E tu sei lì che guidi e sei sempre più felice e dici tra te e te: “Che bello sto andando in un posto che si chiama Felicità! Evviva!”. E mentre guidi non stai attento alla strada che stai attento alle cose che ti dice lei e nemmeno, per dire, alle sue autoreggenti o alla sua scollatura. E quindi, niente, quindi no non va tutto bene perchè tu sei lì che ascolti e la strada la guardi solo per le curve e gli stop delle macchine davanti a te – che nel paese Felicità si va di notte quando tutto intorno è buio e non puoi vedere nulla di quel che c’è intorno, così non ti ricordi come ci si arriva… – e non sapresti tornarci, ma tanto che ti frega, c’è lei che ti dirà sempre la strada. Ed arrivi in questo paese che davvero si chiama Felicità e tu sei felicissimissimo. E poi arrivate nel centro della piazza di questo paese e tu non sai come ci sei arrivato e dici: “Chi se ne frega, tanto c’è lei che sa la strada per tornare…” e le dai le chiavi della macchina perchè tipo ti impicciano nei pantaloni e ti fanno la forma e invece tu vuoi essere bello e impeccabile vicino a lei e…

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E niente, hai fatto la cazzata della tua vita. Perchè quel posto si chiama davvero Felicità, ma tu dove sei non lo sai nemmeno per l’anticamera del cazzo o del cervello. E tu sei lì che sei fermo in fila tipo ad una bancarella a comprare – non sai nemmeno perchè anche per lei – due panini con la porchetta e tutto quel biondoddio che ci può stare di sottoli e sottaceti e robe grasse e pensi che la Felicità è pure un’imprevedibile e radicale modifica delle abitudini alimentari… e poi paghi e con fatica ti infili il resto nella tasca tenendo i panini in una mano sola con l’olio che ti cola ma chi se ne frega, sei nel paese che si chiama Felicità e sei felicissimo pure sporco in quel modo di merda e torni dove lei ti aspetta…Featured image

E niente, lei non c’è più.
E non ci sono più le chiavi della tua macchina.
Che anche se ci fossero sai che risate? Non sai dov’è parcheggiata.
E niente non sai nemmeno qual’è la strada, ad avercela la macchina, per tornare indietro.
E tu sai che la festa finirà, intorno. E tutti torneranno a casa:
E questa Felicità da vivere tra poco da soli senza chiavi della macchina e senza saper tornare alla macchina e senza saper tornare a casa sa tanto, ma proprio tanto d’un cazzinculo gravissimo!

Bisogna sempre stare attenti alle maiuscole usate con la parola Amore!

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Ogni canzone, che poi è un pezzo musicale, dovrebbe restare fuori dalle vite private. Perchè sì…

Ogni pezzo musicale deve rimanere confinato nella scatola dei pezzi musicali.
Non puoi mettere nella scatola con su scritto “Vite” (non viti, quella si chiama ferramenta) le cose che stanno nel cartone “pezzi musicali”. Senò l’unica cosa che fai è un principio di disordine emozionale che non è mica da poco!
Ogni pezzo musicale, dopo essere stato ascoltato ed usato, come i giocattoli, va riposto nel suo contenitore.

Tranne Nessuno. Quindi tutti? Tranne Nessuno!
E questo ultimo rigo si chiama tecnicamente Ulisse contro Polifemo!

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Nella scatola dei pezzi musicali ci si mettono tutti i pezzi musicali che si ascoltano. E se uno è poliedrico come il sottoscritto, si tratta di una scatola molto grande dove ci sono sopra sopra i pezzi che piacciono a tutti. La filosofia è come quella del fustino del Dixan dove conservavi i giocattoli quando avevi l’età per i giocattoli. Siccome li usi di più sono quelli che stanno più fuori e quindi quelli che quando rimetti tutto dentro finiscono sopra sopra. Forse è per quello che i giocattoli brutti te li dimentichi e cominci a non scegliere più i giocattoli belli… per pigrizia e perchè ti sei convinto che se le cose stanno sopra sopra… vuol dire che le usi di più, ti piacciono di più… sono più rispondenti a te.
Il cazzo! I fustini del Dixan dei giocattli andrebbero sempre rovesciati tutti per terra prima di cominciare a giocare!

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I cartoni dei pezzi musicali sono così… solo che non puoi rovesciare tutto a terra e scegliere perchè poi i CD si graffiano. E non suonano più bene! I cartoni con su scritto “pezzi musicali”… anzi, “Canzoni” che è femminile plurale e ora che abbiammo scritto la riga “Tranne Nessuno” possiamo usare la parola “Canzoni” e non “Pezzi musicali”… il cartone con su scritto “Canzoni” non lo rovesci. Ci infili una mano dentro e tiri fuori. Tanto sono CD ma hanno al tatto una cosistenza ognuno particolare che tu sai riconoscere appunto al tatto. Come un cieco con i pallini del Breil. Scusate Braille… Breil è un orologio senza pallini che ad un diversamente vedente non serve a un cazzo.
E questa si chiama: tragica e linguistica ironia della sorte!

Quando uno è polierdico come me, ma con molta dignità, ha delle canzoni nel contenitore “Canzoni” che non vuole far sentire a nessuno. Per etsremo senso del pudore. E questo si chiama Guilty Pleasure (piacere colpevole per quelli che non usano la sterlina). A casa mia quelle canzoni contenute sotto sotto nel contenitore “Canzoni” si chiamano esattamente “musica neomelodica”. Ebbene sì. Se c’è gente che non si vergogna di ascoltare i Tokyo Hotel oppure Michele Zarrillo o qualche altro grande del melopop italiano o delle boyband straniere… io non devo vergognarmi di Alessio, Raffaello e soprattutto di quella splendida figliola di Teresa Langella. Che (tra parentesi)(cit.) Biondoddio con quella che ci farei! (parte due). E nemmeno di vedermi le loro produzioni videografiche al limite dell’assurdo.

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Ai confini della realtà non abitano gli alieni ma i registi dei pezzi neomelodici e gli operai degli studi di registrazione neomelodici che a cottimo compongono ed arrangiano al giorno 12 pezzi per i cantanti neomelodici che pure loro vivono Ai confini della realtà.

Io la musica neomelodica l’ho sempre ascoltata per atteggiarmi e per ridere con gli amici in macchina degli sguardi della gente che a Bari o in questi posti così sa che in quelle macchine da dove escono i suoni neomelodici ci abitano persone che la madre media non vorrebbe che il suo proprio figlio medio frequentasse. Figuratevi la sua propria figlia media. E ti guardano e abbassano gli sguardi. Io mi ci ammazzo di risate su queste faccende. Io però prima la musica neomelodica l’ascoltavo solo pochissimo, che avevo un altro Guilty Pleasure allucinante che era Viola Valentino, i suoi cravattini paillettati e Raffaella Carrà e il suo caschetto biondo e le mossettine di Raffaella Carrà e Rosso un amore che non posso e Questa sera voglio fare rumore e A far l’amore comincia tu. E pure la Brunetta dei Ricchi e Poveri che di sicuro Brunetta è il cognome perchè tanto alta non è! Però poi gli hipster del cazzo hanno cominciato a dire che certe sonorità andavano recuperate e hanno riempito le loro scatole con su scritto “Canzoni” di queste perle del trash e io ho preso le distanze e mi sono rintanato del neomelodico spinto tipo amanti, amori impossibili, bambine madri e sparatorie e latitanti e Natali senza papà.

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Però dentro c’ho tante canzoni anche normali, lontane dai Confini della realtà… e niente volevo semplicemente dire che tante canzoni le tiri fuori dal cartone, le ascolti e ti sembra che siano diventate di colpo oggetti da mettere dentro il cartone “Vita tua” oppure dentro il cartone “Vita tua con gli altri”… perchè sembra proprio che dentro ci stiano un casino bene, che sembra che ti parlano dei fatti che ti succedono o di come ti senti e tanta carne. Se ve lo dico è perchè so sulle mie scatole che succede. E scatole è una eufemistica metonimia per quella parola che comincia per “cogli” e finisce per “oni”!

No, non si fa! Si fa solo confusione così. Tu non sei l’attore del video di quella canzone che hai tirato fuori dal cartone con su scritto “Canzoni” e ti sei sentito di mettere nel cartone “Vita Tua” oppure “Vita tua con gli altri”. Questo tecnicamente si chiama “vendere dischi convincendo la gente che stai parlando di lei”. Questo si chiama “Come ha fatto successo Fabio Volo“. Questo si chiama “Jim Morrison sarebbe un poeta!” e succesivamente e per causa esplicita “Sono morto pure io in una vasca da bagno affogato nel mo vomito per una iniezione di marjuana”. Non si fa!

Evitiamo il becero disordine emozionale dovuto ad oggetti imporpriamente infilati in scatole che non sono fatte per contenerli. Evitiamo di pensare di aver scritto noi le canzoni di Ligabue. Evitiamo di pensare a Ligabue come uno che ha capito tutto della vita… soprattutto della nostra. E sooprattutto evitiamo di dire che “Lo Stato Sociale” pensa e scrive cose giuste perchè, davvero, sembra di leggere le stronzate che scriverebbe un grillino pentito qualsiasi con un minimo di infarinatura da Bignami su concetti pericolosissimi e perniciosi al mondo quali Marxismo, Precarietà e Germania Uber Alles. cf4a4b716726a297cfd26da5b3098e37_w668_h376_cp_sc

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Vi prego credetemi spero qualcuno si ricordi di quanto era bella e utile la visita dei tre giorni al militare…

Io sono uno di quelli che è stato miracolato dalla Legge Martino che abolì per sempre la naja e congedò tutti gli stronzomerdoni che avevano cominciato il servizio militare o lo stavano cominciando. A conti fatti non è stata una grandissima esperienza. Io all’epoca ero fregato in testa da tutte quelle stupide idee comuniste secondo le quali solo gli scemi e i fascisti andavano a fare il militare, che era tempo perso. I fighi, gli intelligenti, si davano obiettori. Il cazzo! Io non c’ho mai avuto l’ambizione di servire la patria… che ho sempre pensato sia una stronzata e continuo a pensarlo… anche perchè all’epoca non si chiamava ancora Costa Italia che il Premier Schettino stava ancora a guidare i pescherecci però dava già prodigiosi segnali di cedimento…

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Solo che avevo già capito che questa storia di fare l’obiettore di coscienza mi avrebbe portato solo a precludermi carriere tipo il supersbirro ed il criminologo… e io all’epoca ci tenevo perchè non avevo ancora ben chiaro il complotto comunista contro la mia persona per cui tutte le riforme e le cose belle che potevano capitare nel periodo in cui io potevo beneficiarne, i comunisti le dicevano soltanto e non le avrebbero mai fatte… tipo che so ultimamente Future in Research e tipo allora la riforma Minniti che prevedeva l’assorbimento diretto dei superspecialisti da parte delle Questure e dei Comandi dei Carabinieri e dei Ministeri di Interno e Difesa.

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Così, siccome volevo fare il supersbirro criminologo, feci i tre giorni e feci di tutto per farmi prendere militare dopo la laurea ed il supermaster de La Spaienza con il Ministero di Interni e Difesa. Che alla fine non avrei nemmeno perso un anno. E così dopo il 110 e lode di quel Master… che era cosa serissima e cazzutissima e se io sono bravobravissimo lo devo a loro… e non alla facoltà di Bari se non al professor Semeraro padre… provai a partire militare. Quello stronzo di Martino mi congendò… me come tutti gli altri partenti, dicendo “Niente più naja!”. Che due palle!
Mi ero sognato nonno… mi ero sognato di fare le cose più atroci alle spine. Mi ero studiato perfettamente il piano per diventare nonno senza passare da essere spina… invece niente! Il cazzinculogravissimo è che sul congedo come destinazione primaria mi avevano scritto Fucilieri di Marina – Battaglione San Marco, che c’avevo tutti 1… pure a psiche, fate voi… però come giustamente dice il mio comico preferito, maestro di vita, V.S. (dove V è il puntato del nome ed S il puntato del cognome), non era un cazzinculogravissimo che noi le guerre non le facciamo e non facciamo tutte quelle cose pericolose e non siamo nemmeno in grado di andare a riprenderci i marò da una terra dove muoiono di fame però le vache sono sacre e non si possono mangiare ed è pieno di vacche! Quindi mi sarei divertito di fronte ad uno specchio o in palestra a diventare una bestia fisicata e tatuata già da allora…

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No, comunque niente, congedato prima del via! Il cazzo è che tecnicamente sono richiamabile fino a quasi 50 anni come se avessi già sparato… che poi io ho sparato ma non è che posso andare a fare la guerra per davvero come se avessi fatto un anno di militare e i corsi di aggiornamento tipo Israele!

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Comunque, chiacchiere… qui voglio dirvi che la visita di leva, passaggio prodromico che all’età mia durava tre giorni e si faceva poco prima di fare il diciottesimo e si andava in un centro di raccolta grossissimo e si stava tre giorni a fare vita militare e ti facevano di tutto a livello di ispezioni e controlli corporali… di tutto e male… era una cosa che serviva un botto. Tipo il militare che se io divento signore e padrone della Costa Italia rimetto immediatamente il militare! Serviva un botto perchè ti insegnava ad obbedire senza chiedere perchè… che tecnicamente è una cosa sbagliata e ingiusta ma serve… soprattutto perchè da quando non c’è più… i ragazzetti non capiscono un sacco di cose e non si abituano ad un saco di cose…

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E capivi un sacco di cose tipo alla visita del militare: tipo che gli analfabeti non erano solo alcuni coetanei di tuo nonno ma pure alcuni tuoi coetanei. Tipo che c’erano tuoi coetanei che venivano alla visita di leva coi carabinieri e dormivano coi carabinieri e non con te perchè stavano in galera – che si chiamava riformatorio ma all’epoca era come una galera. Tipo che c’erano tuoi coetanei che non andavano a scuola non lavoravano a bottega ma facevano i pastori e non avevano mai visto un cinema porno. Che era bello andare ai cinema porno in comitiva di ragazzi che fanno la visita di leva. Che non erano vere tutte le leggende metropolitane sulle cameriere del Mix di Taranto che ti facevano il pompino in bagno se tu facevi loro un segnale convenzionale. Che Taranto oltre all’Ilva ed al rione Tamburi ed al MaricoLeva di Taranto dove si faceva la visita dei tre giorni non aveva niente e la riforma Martino avrebbe ucciso Taranto… e tante altre cose.

Soprattutto capivi che la media di lunghezza dei cazzi italiani era sui 13 centimetri. Capivi che Rocco Siffredi non era la media degli italiani. Capivi che c’era gente, tanta, che riguardo a quello stava messa molto peggio di te… e capivi che la microfallicea era una cosa serissima… ma era una cosa che funziona per pochissime persone. Persone che il militare poi non lo facevano e venivano riformati con 4 a organo riproduttore e 4 a psiche per far vedere che non erano impotenti ma che erano microfallici… e venivano riformati per evitare loro situazioni terribili tipo le docce insieme a tutti gli altri ed il bullismo di ritorno da caserma. E capivi che, insieme, gli adolescenti, sono sempre e comunque teste di cazzo. E mentre capivi che il militare serviva, anche e soprattutto a crescere, capivi che è vera la cosa per cui si cresce quando si prendono le distanze dalle cose che non ti piacciono. E capivi che i sorrisini degli inquadratori – che erano ragazzi di leva, quindi gente di un anno di più di te – e le batute dei medici della visita di leva erano il potere… e tu potevi scegliere da che parte stare: obbedire in silenzio dicendo che non saresti stato mai nella vita – e non nel militare – stronzo così tanto… oppure che stavi da quell’altra parte della barricata e se tipo arrivava il 7 giallo che stava di fianco a me perchè io ero l’8 giallo… e il sette giallo non si toglieva le mani dal pacco, lo faceva per imbarazzo perchè sapeva di non essere assolutamente dotato, ma purtroppo per lui manco di poco pochissimo… e sapeva che non sarebbe stato facile abbassarsi le mutande. E si mise a piangere. E tanti risero. Io no… ma tanti risero, quelli che stavano dall’altra parte della barricata. E tu capivi allora che tu stavi bene, anzi, meglio di tanti… e che tanti erano stronzi. Che il potere è stronzo… ma esiste… e tu ti ci devi rapportare.

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Io sette giallo non l’ho più visto. E’ stato riformato immediatamente… anche e soprattutto per evitargli una mezza giornata di sfottò. In questo il militare era giusto, paterno, comprensivo. A me dispiace per sette giallo… ma quel giorno, non grazie a sette giallo ma grazie a tanti altri… capii che io lì sotto non avevo problemi… ma che spesso da lì sotto i problemi si estendevano alla testa. In un senso tipo sette giallo o nell’altro senso tipo gli stronzi… capii che il militare serviva anche se era stronzo, capii che subire il potere ti faceva crescere e capii che io il militare volevo farlo! Anche perchè non era affatto vero che facendo l’obiettore crescevi di più. Come tutti i comunisti, gli obiettori stavano attenti attenti a non fare un cazzo e crescevano solo imparando che se ci riesci, grazie agli amici, ti fa un anno senza fare un cazzo, fingendo di essere utile ad una cosa che si chiama persone con problemi!

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Se la vita da single superseri e scrittori come primo mestiere – perchè di secondo siete birai e psicologi da bancone di birreria – vi arrapa vale la pena voi sappiate che…

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Vale la pena voi sappiate che io sulla carta d’identità alla voce professione non c’ho scritto un cazzo!
Vale la pena voi sappiate che io sulla carta d’identità alla voce professione ho fatto studi che comunque non mi avrebbero permesso di scrivere primariamente una professione riconosciuta… tipo che so… criminologo, perchè, sulla nave Costa Italia che voi chiamate ancora Nazione, la figura del criminologo è un doppiolavoro che serve a fare figo in televisione ma che non da pane se prima non ci scrivi le parole psichiatra/psicologo/supersbirro. Anzi, per essere precisi non che non da pane… non esiste proprio!

kinopoisk.ru
Vale la pena voi sappiate che io sulla carta d’identità alla voce professione finirà che mi scriverò il doppio lavoro che ho, quindi birraio e ristoratore, perchè sulla nave Costa Italia che voi chiamate ancora Nazione, se non c’hai una professione che sia un minimo riconosciuta nell’album panini delle professioni rispettabili… la gente ti guarda dall’alto in basso e ti dice che sostanzialmente vali poco quanto un cazzo e due barattoli!

Vale la pena voi sappiate che avrei potuto benissimo scrivere sulla carta d’identità Docente Universitario l’anno prossimo al rinnovo del documento… ma non posso, diventerà inoccupato o ristoratore, e tutto questo si chiama Puglia Migliore, Future in Research e “Rock nelle periferie come strumento di contrasto alla criminalità organizzata” insegnato a Criminologia, settore Bioetica, come se fossimo che so io al DAMS di Bologna o a qualche altra scuola di balletto o di graffito(ciola/cazzo)sul muro e non per l’appunto a Criminologia settore Bioetica.

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Io non voglio, in merito, rivelare la preghiera che ogni notte prima di dormire rivolgo nel sonno a Gesummaria su una cosa che deve splendidamente capitare a quello che insegnerà “Rock nelle periferie come strumento di contrasto alla criminalità organizzata” perchè poi magari Gesummaria mi ascolta e finisce che la magistratura italiana, che si mette i crocifissi nelle aule ma crede davvero poco al potere taumaturgico in senso lato delle Teogonie, invece di dire: “Le sue preghiere sono state esaudite” (non esaurite come scrivono le troie sugli annunci, che esauRiranno tutte le tue fantasie… e non si riferiscono a svuotare il serbatoio delle tue fantasie, semplicemente fanno un errore)… invece di dire “Le sue preghiere sono state esaudite” dicono: “Questo è il mandante di una cosa che sembra essere un cazzinculogravissimo!”.
Solo per questo non vi dico cosa chiedo ogni notte a Gesummaria. Però sappiate che Gesummaria esiste! Ed è grande proprio come il signor Mr. Cristo o Monsieur Allah o qualche altro grande di quella enorme stronzata che si chiama: religioni riconosciute.

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Vale la pena che voi sappiate che di fronte a queste cose, però, spunta anche il mio animo operoso di buon uomo che in terra si zappa la riconoscenza “divina” con tutta una serie di espedienti che si chiamano “darsi da fare con quello che ti piace fare finchè non sarai messo in condizione di fare quel che ti piace in senso istituzionale!”… ed è per questo che dopo questo post di Lunedì… che serve a cominciare bene la giornata e la settimana… anche se è scritto un bel po’ prima… si comincia a scrivere le cose serie di cui io qui vi parlo per aumentare la vostra curiosità in vista della fine della scrittura, del periodo successivo di editing e soprattutto della ricerca (che sarà breve e facile) di un editore che stampi e distribuisca il mio libro per lettori adoranti e divoratori e per Mollica che scriverà che è “Bellissimo, magniloquente, definitivo” e per una volta avrà ragione.

Nel frattempo qualche coordinata sul vivere da soli come scrittori in attesa di riaprire il pub primaverestivo che possedete e nel quale lavorate come un dipendente qualsiasi…
Vi conviene sapere che:
Non è vero ciò che si dice sull’insalata in busta… nel senso che si tratta di un prodotto ormai standardizzato, valido dal punto di vista dei valori nutrizionali, sicuro dal punto di vista igienico-sanitario, capace di farvi tagliare tempi morti quali pulire l’insalata, lavarla, sistemarla: apri, sistemi, condisci, lasci riposare 3/5 minuti, mangi. E si conserva pure bene se non siete single sciattoni che prendono le cose e senza rimbustarle e senza usare le mollette per tenere chiuse le bustine le infilate in frigo. Tecnicamente non è nemmeno vero che il palinsesto Sky Cinema vi salvi la vita ogni sera. Per dire… togliete immediatamente l’osceno pacchetto… presto o tardi (in realtà spesso prestissimo) tutti i film proiettati sul palinsesto Cinema finiscono nell’album panini dei film on demand… e quindi te li guardi come quando e dove vuoi tu, in casa… basta spostare il televisore e puoi vederli pure sul cesso. Sempre rimanendo in tema cinema… ad un rapido sguardo il pacchetto zozzolercio di sky è utile quanto un cacciavite a stella sbrecciato: c’è tutto quello che troveresti mediamente su Xvideos solo che costa dieci euro a film… inconsistente e truffaldino. Alla stessa maniera, attenzione a farvi fregare dal NON avere un pacchetto calcio e acquistare solo gli eventi che volete voi… finireste in bancarotta dopo tre giornate di campionato. Passate fiduciosi all’attivazione del pacchetto suddetto: vi costa al mese quel che vi costerebbero due partite al giorno… anzi meno. E questo tecnicamente si chiama terrorismo commerciale!

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Infine ricordate poche semplici regole del vivere felice: se avete da leggere e volete leggere, ciondolare davanti ad una serie televisiva con la scusa che on demand è gratis, vi allontanerà sempre e comunque ogni giorno di più dalla parola fine del libro dandovi l’illusione di avvicinarvi alla parola fine della serie televisiva. Guardatevi le serie… io non sono il tipo che dice che sono il Male… però andate a letto mezz’ora prima di quel che il vostro fisico vi dice: ne guadagnerete in lettura. Tanto la serie sta lì, non si muove!

Ancora… Non crediate di poter vivere sereni di fronte al monitor di un computer ad ammazzarvi di porno e simili… Non è assolutamente vero che si diventa ciechi ma è altrettanto vero che poi, se non li guardate con distacco e piglio sociologico… finisce che tutto quel movimento viene a noia al vostro amico… e però dopo a piangere siete voi.

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Cosa altrettanto importante, anzi massimamente importante: di sicuro siete persone con una vita sociale almeno lievemente superiore a quella di un asparago… evitate posti tipo “Chatroulette” e “Ciaoamigos” o simili… come più volte vi ho spiegato riguardo alla chat, il numero oscuro degli uomini con nick da donna disperati, bisognosi di sega, pronti ad irretire giovani single nel pieno delle loro tempeste ormonali subissandoli di foto della propria povera inconsapevole consorte o di troiacce che mettono gli annunci in internet sui siti delle zoccole è altissimo. Poi loro vi contattano, vi dicono questo e quello, vi dicono che sono di vicino casa tua, vi dicono che vogliono incontrarvi per ciulare quando il marito non c’è (dipingendo la moglie, visto che di lei parlano fingendosi lei, come una bestia di satana inferocita e desiderosa solo di “sentirsi una vacca”)… vi chiedono di farglielo vedere, vi lodano l’attrezzatura per un dieci minuti dicendovi che peccato che non ho cam senò ti facevo vedere quanto sono fradicia… (e non ti spieghi ancora perchè pensavi di avercelo piccolo), poi vi fanno toccare e fare tutte quelle cose che solitamente si fanno da soli mentre si guarda che so io xvideos o se siete dementi un sito a pagamento o peggio la paytv zozzalercia di sky… e dopo vi lasciano con la tastiera del pc inutilizzabile e lercia, madidi e sudati, con gli occhi iniettati di sangue che se ci fosse tua madre penserebbe che ti sei fatto dodici canne con quella merda di agente segreto CIA di Bob Nesta Marley… e loro passano oltre… voi rimanete mezz’ora a chiedere al nulla quando vi vedrete per fare quella fantasmagorica ciulata che avreste fatto quando il marito non c’è. Prima che lo pensiate: la mia tastiera è linda, io non sono un coglione ma uno che queste cose le studia, io di solito non mi esibisco a cazzarmato di fronte ad una webcam!

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Le Iene – se fossero persone serie – e non io dovrebbero fare servizi su questa piaga sociale… visto e considerato che se fate cose del genere siete più sprovveduti di un bambino che finisce nelle mani di un pedofilo… e vi assicuro che statisticamente la rilevanza del dato per cui un maschio sotto i 40 anni finisca irretito in situazioni del genere è molto molto più alta di quella di un bambino. Se non altro perchè il maschio sotto i trenta, pure trentacinque, facciamo quaranta, single… spesso, se non ascolta i miei consigli e non li capisce bene… è esposto a rischi da stimolo sessuale molto di più di un bambino… alla mercè di qualsiasi malintenzionato.

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Se Nadia Toffa e Piff non fossero le persone odiose che io so che sono… avrebbero fato un servizio del genere. Meno male, stronzi merdoni, che ci sono io…

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E niente sappiate che “Era una notte buia e tempestosa” oltre a far cacare come incipit porta una sfiga epocale (cit.)…

Sì, io sono Charlie… ma non Charlie Brown. Io a Charlie Brown lo stimo tanto perchè pure io sono malinconico, metto la coperta di Linus (non è che non c’entri niente… badate bene…), mi faccio le seghe mentali, soffro e mi struggo… cioè mi consumo. Però proprio per questo non sono Charlie Brown… perchè ognuno c’ha i cazzi suoi per cui andarsene in paranoia… e i cazzi miei sono diversi da quelli di Charlie Brown anche se gli effetti poi sono gli stessi.

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Proprio perchè non sono Charlie Brown, a maggior ragione non sono nemmeno Snoopy. Io amo i cani… anche quelli da caccia per dire. Ma soprattutto amo i cani “Nondimarca”, i meticci… i bastardi, capito no? La mia cagnolona è una bastarda doc… figlia di mischiamenti di “cani di marca” vari, i più vari. Ma alla fine è bastarda. Questo non mi impedisce di voler bene a Snoopy che è un bracco italiano con tanta dignità. Però non sono Snoopy. E quindi posso criticarlo sapendo che voi siete coscienti del fatto che nella mia critica non esiste nè razzismo interspecifico, nè cinofobia, nè altro. Solo una obiettiva analisi dei problemi.

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Ci sono mille modi per cominciare a scrivere un romanzo. Che di solito è la cosa più difficile da fare quando vuoi scrivere un romanzo. Uno non scrive un romanzo con lo stesso spirito con cui va a fare la spesa. Più che altro uno scrive un romanzo con lo stesso spirito con cui invita una strafiga a cena… o uno strafigo… e notate quanto rispetto delle diverse sessualità io abbia che non metto uno maschio o uno femmina che invita… così il mondo resta vario e resta bello.

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Insomma tu il romanzo lo scrivi con la stessa voglia di invitare una a cena. Ed è ovvio che la buona impressione starà tutta raccolta nella prima battuta o nel come ti vestirai, che sono più o meno i primi tre righi del romanzo. Ecco…
…strettamente per queste ragioni: “Era una notte buia e tempestosa” non va usato come incipit.

Tecnicamente non saremmo di fronte al plagio o alla violazione dei diritti d’autore… visto che Snoopy quel romanzo non lo ha mai pubblicato. Siamo di fronte all’autotutela di fronte ad un incipit che porta sfiga… infatti Snoopy oltre “Era una notte buia e tempestosa” non ha mai scritto un beneamato cazzo.

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Questo per dirvi che “Era una notte buia e tempestosa” non è e non sarà mai l’incipit di “Volevo vivere felice poi m’è scappato da cacare“. Credo che l’incipit di quel romanzo sarà:
“E niente, sono Domenico Mortellaro ed ho un problema… in ogni momento della mia vita, soprattutto quando mi sembra di essere felice e mi sembra che tutto ma proprio tutto vada bbbene con 3 b… mi scappa da cacare!”.

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Allora tipo tutti sono convinti che io supererei qualsiasi selezione pr un format di successo… anche se non ho alcuna delle qualità x esso richieste… solo perchè sono un personaggio…

Tuto questo ha poco a che fare con il discorso su un capo d’abbigliamento che mia madre da piccolo non mi ha mai voluto comprare e che adesso è stato giustiziato dalla storia. Questa è una roba che comincia lunedì sera, questo passato, con l’amica F.S. – quella dei voli pindarici, non la beneamata compagnia di trasporti su rotaia – che mi dice: “Guarda che tu ad un format come Affari tuoi, ma pure a Masterchef e forse pure ad X factor saresti preso subito… perchè tu hai un curriculum ed una storia e delle competenze che non c’entrano nulla con come appari…” e rivolta al suo uomo: “Cioè, capisci? Uno criminologo, superspecializzato, che ha scritto libri… tutto tatuato come un ceffo da galera, o peggio un calciatore, vestito come un debosciato, che dice le parolacce, si esprime in dialetto…”. Stava per dire: “Una epifania per una cosa come un format televisivo”.

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Io me medesimo sono la ragione per cui Viola ha resistito a Masterchef per 6 puntate!

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Oggi sono di poche parole, sarà che è sabato il giorno in cui leggete e siete sempre meno il sabato a leggere e quindi non ha molto senso perdere oggi, martedì, tempo per voi… ma niente molto velocemente:
A me piace vestirmi ed apparire in modo molto più aggressivo ed inconcepibile di quel che potrei.
“Uno della narcotici…” sorvolando sul fatto che la narcortici in Italia non esiste. Un infiltrato, per dire. Eh, no… il cazzo… vai a vedere i questurini della digos mischiati ai ragazzini studentelli o agli anarcoqualchecosapunkabbestiacomunistidimmerda… impeccabili col jeans liso e la camicia fuori dai pantaloni. Peccato, davero peccato per le scarpe blue di vernice… roba che gli anni ’80 le hanno giustiziate in pubblica piazza per decapitazione del tacchetto.

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Il tutto perchè adoro gli smanicati che non fanno tanto bravo ragazzo, il tutto perchè adoro il jeans sdrucito o strappato o consunto… il tutto perchè adoro i rayban specchiati a goccia… montatura acciaio.

Quello che “ne mai più” (cit.) potrò avere è il montone jeans. Il giubbetto jeans con dentro la finta pelliccia di pecora. Una roba sinteticissima che nei negozi non trovavi, solo al mercato americano… di imitazione Uniform, ElCharro, Levi’s. Era l’alternativa nationalpop all’Henry LLoyd… che i paninari non si mettevano il montone jeans ma i giacconi da barca e invece tu che a 8 anni per fare a gara col cugino che aveva il fartello maggiore paninaro e copiava il fratello maggiore, facevi il paninaro in mezzo alla strada ma volevi il montone. A mia madre non andava bene… a mia nonna men che meno… visto che venivo per sua colpa a 8 anni portato nel celebre boutiquone di paese e messo sul tavolo per essere vestito con maglioni da “mongoloide” (autocit.) e il montone mai e poi mai perchè: “Che devi fare il vaccaro?!”.
Non siamo mai stati classisti in famiglia… mai! Solo alcuni rigurgiti medievali di mia nonna!

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E niente voglio essere ancora più trucido e crepuscolare… voglio avere il montone di jeans quando in inverno non posso avere lo smanicato. Solo che non lo fanno più, non si trova più… e da quando li hanno colonizzati gli hipster, io nei negozi vintage (cioè di roba vecchia), non entro.

Sarebbe bello giustiziare la storia e non farle giustiziare più oggetti. Troverei il mio montone jeans… ed una bottiglia di Biancosarti… giustiziato dalla Storia e dalla fine del contrabbando di sigarette nell’Adriatico. Invece no, non si può!    biancosarti

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E poi a trent’anni guardi Romanzo Criminale e vuoi fare il Criminale… però nessuno se la prende col Freddo o col Dandi… tutti con Sollima!

Che, per dire, visto il gradimento delle serie televisive come genere pop… che mo’ la guardando tutti, specialmente voi “i nerd di wordpress” e vista la iperproduzione di serie televisive pop, poteva chiamarsi “E poi a trent’anni guardi Gomorra e vuoi fare il Camorrista… però nessuno se la prende cu’ Genny la Carogna, Ciruzzo l’Immortale o Salvatore Conte… tutti con Sollima!”.

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Ma tant’è… a tutti sembra che la scimmia gli è uscita adesso con Gomorra (che il film non se l’è cacato nessuno perchè era terreo e plumbeo e ci stavi male per davvero… mica con le musichette pop e i vestitini e le battutine….) ma la storia comincia da lontano e per l’esattezza da quando Alemanno si incazzava perchè i bulli romani avevano nuovi “sistemi valoriali di riferimento” che si chiamavano tipo Banda della Magliana e se la prendeva con Sollima, non con gente tipo Carminati che di quella esperienza era, tipo, l’ultimo dei Mohicani celebri sopravvissuto – anche se misteriosamente nel Romanzo lo fanno morire.

Forse Alemanno pensava che prendersela con Carminati avrebbe fatto venire fuori il fatto che Carminati non era morto e succedevano bordelloni giudiziari inenarrabili ed avrà detto: “Per questi bulli io mo me la prendo con Sollima tipo Marylin Manson per la Columbine High School e ci metto pure ‘sti gran cazzi e nessuno scopre niente!”.

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Io non sono immune da questo discorso di emulazione fanatica dei comportamenti e dei codici sociali di espressione. A me piace un casino, quando vedo una serie che tipo mi piace, atteggiarmi. E’ un fenomeno normale. Si chiama immedesimazione. Si chiama fare il tenebroso con le ragazzette. Si chiama cementare attorno a delle obiettive stronzate un gruppo di persone che guardano le stesse cose e si sentono parte di una esperienza di gradimento… fino a fingere di traslarla nella realtà. Io grazie a Biondoddio e soprattutto a Gesummaria non ho mai usato droghe varie, tranne tipo qualche volta e gli effetti sono stati sempre così drammatici che ho sempre detto: “Che testa di cazzo che sono… lo so che mi fa malissimo…”. E questo si chiama tecnicamente non accettare che sei un ansioso cronico e che quindi non puoi fumare che al minimo effetto te ne vai in paranoia e ti ripeti “sono drogato sono drogato sono drogato” e sbocchi e ti gira il mondo intorno e ti stendono sul divano con la pezza bagnata sugli occhi per mezz’ora.
Non fumando non vengo a contatto con circuiti criminali. Non fumando i circuiti criminali li osservo e li studio nella vita di tutti i giorni. Quindi tecnicamente in Romanzo Criminale sono Scialoja… che è pure figo e tenebroso… ma mai come il Freddo che di quella serie è il mio criminale preferito.

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Io quando ho visto Romanzo Criminale sono diventato il Freddo.

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Io quando ho visto Gomorra sono diventato Ciruzzo l’Immortale fino a quando non è chiaro che Ciruzzo l’Immortale è una bestia sanguinaria assetata di sangue e dei soldi del Clan Savastano e del potere del Clan Savastano e di tutta quella roba lì… ed è uno che siccome non ha la mamma non sa quant’è grave dire “Me vennisse pure a mamma pe diventà comm’a vuie!” che sopra Napoli è “Mi venderei addirittura mia madre per diventare come voi!”. A me se da Immortale togli la T il personaggio non piace più… che io sono – o meglio sarei stato se avessi fumato, che gli spinelli sono l’anticamera di diventare un boss della malavita che fa una brutta fine nel giro di dieci anni – io sarei stato un criminale vecchio stampo. Di quelli che non ci sono più.

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Per dire: io ho visto “Il mostro di Firenze” ma non ho mai voluto fare il Mostro di Firenze. Non fa per me. Quello è un personaggio che non mi stimola. Perchè è un cattivo di quelli che non piacciono se non a gente sadica e malata con seri problemi. Quei cattivi a D&D hanno “allineamento Caotico-Malvagio”… cioè hanno finalità e modi da stronzi!
Vallanzasca no! Io la verità è che da quando l’ho visto sui giornali, ho sempre di molto apprezzato il personaggio di Renato Vallanzasca. Già il soprannome: Il Bel Renè… e vuoi mettere? Anche da piccolo, quando tipo mi dicevano che “adesso viene Renato Vallanzasca e ti rapisce!”(che è un cit. di un testo celeberrimo, purtroppo a me dicevano che veniva l’anonima sarda e questo la dice lunga su una serie di fatti, tipo che essere rapiti da un anonimo è una cosa tristissima che mette anche a rischio il tuo orecchio…) io non avevo poi così tanta paura, solo nel dubbio mi facevo un po’ più accondiscendente! Poi ho visto il film e ho capito che era una bella storia farsi rapire da Renato Vallanzasca!

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Negli anni ’70 se sui giornali ti scrivono “Il Bel Renè…” sai il codazzo di ragazzette! E poi sei riconosciuto dalla stampa nazionale “Bello” anche se nella vita a professione potresti scrivere Rapinatore Incallito e tipo “Bandito!”. Troppo Bello. E c’hai le stesse skill abbigliamento e stile di quelli della Banda della Magliana ma mille volte prima e mille volte meglio… e sei a Milano! Che dite quello che volete ma il dialetto romano non è da fighi come quello milanese e il dialetto napoletano, che io pratico benissimo, è da ricottari!
Il Bel Renè se fossi stato donna ci avrei sicuramente provato… anche se di recente, uscendo per andare a lavoro, gli hanno fregato la bicicletta e questo è un mondo dove davvero non c’è più religione se rubano la biciletta a Vallanzasca! Il Bel Renè era un grande! Solo rapine, niente droga… anzi, un suo amico stretto che aveva casini con la droga lo ha pure giustiziato. Il Bel Renè era pure lui un tenebroso… sì vabbè, c’ha gente sulla coscienza… ma lì, nel suo sistema di valori la cosa funzionava con un “Rapino le banche non rapino la gente… le banche sono assicurate… non mettetevi di mezzo e nessuno si fa male… anche perchè se sei sbirro nessuno te la fa fare la cosa di venirmi dietro seriamente… che ti fotte? I soldi non sono i tuoi o la pensione della vecchietta…”. Per questo di sicuro i suoi modi erano più o meno malvagi, per dire, mica entri in banca con una sachertorte… però nemmeno entri in banca e di prima fai una strage e ti violenti le anziane in coda allo sportello che ti urlano “Pensi a mio nipote con la febbre, sono venuta a prelevare i soldi per comprargli un giocattolo..” e lui lì che abusa ancora di più della povera vecchietta e poi la soffoca con la borsetta tipo sacchetto di plastica!E questa è una cosa che si chiama X Agosto di Pascoli:

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

Ditemi se non è l’emblema dello stronzo Caotico-Malvagio uno che ammazza un uomo in circostanze misteriose con due bambole in dono per i figli che aspettano a casa il ritorno di un padre e le bambole in dono… roba da pezzi di merda per cui l’Inferno non basta… ci vuole la sedia a gas senza cena per gente così… tipo quelli che danno un calcio in culo ai pastori tedeschi e quindi tipo Toni Negri (altro cit. celebre che è un ibidem di quello di sopra).

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Però possiamo davvero dire che le sue – di Vallanzasca – finalità erano quelle di far del male alle persone? No, dai. E allora di sicuro se il suo scopo era quello di far soldi e sputtanarseli nella bella vita milanese e comunque di far cose che la media delle persone non sono proprio convinto dica che sono il Male… non era male nemmeno il suo codice di valori del tipo “Non rompere il cazzo e non ti faccio niente!”.

Caotico-Legale… e non voglio discussioni. Quindi crepuscolare e tenebroso. Quindi di sicuro successo col pubblico femminile. Quindi di sicuro esposto al thrilling di una vita sempre al di sopra delle righe…
Quindi, sì, a me sarebbe tanto piaciuto essere Vallanzasca. Senza K che lo ska a me non piace! Anzi, mi sta sul kazzo… e mi SKAzza.

Per questo più che le serie criminali a me piace e strapiace il film sulla vita di Vallanzasca che ha fatto quel cazzutissimo foggiano di Michele Placido… che faceva il Commissario Cattani, quindi il protagonista di una serie poliziesca con enorme dignità. Se ai ragazzini in strada piacesse più Vallanzasca di Ciruzzo l’Immortale o di quel gran testa di cazzo odioso del Dandi, sono convinto che l’Italia sarebbe un paese migliore! Perchè gli eroi positivi non tirano decisamente più… e ci vuole qualcosa che stuzzichi il lato oscuro ma lo faccia con morale e dignità! Così invece di scippare la vecchietta fuori alla posta o di malmenare tua madre per comprare la droga… smetti di pungerti e tipo rapini una banca… visto e considerato che in merito, un gran cattivo maestro cone Bertold Brecht ha affermato che “Il vero ladro non è chi deruba una banca ma chi la fonda!”. E non la rompi come un black blok del cazzo con il bancomat del babbo, quindi il babbomat in tasca… la rapini e ti sputtani i soldi in festini alcool e regali alle decine di ragazzette che vogliono ballare con te in un locale vip e non in una discoteca del cazzo!

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Peccato che Brecht lo studi a scuola nella sezione Letteratura, Vallanzasca lo studi a scuola nella sezione Celebri, Belli e molto Monelli!

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La lista che non ti aspetti, non per il contenuto ma per la forma che qui si parla sempre di scappare da cacare ma si era promesso di non fare liste e invece…

Scappare da cacare può essere faccenda emozionale. E si parla di cazzinculogravissimi che ci inciampi nella vita e tipo dici “Ma perchè tutte a me?” ma non sei Balotelli visto che non ti sei sparato una santabarbara di tricketrack nel cesso di casa procurando un gravissimo incendio per chiamare i pompieri e vedere che succede.

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Scappare da cacare può essere faccenda fisiologica. E parliamo del gesto di espellere velocemente le feci con uno sforzo di intensità variabile e dagli effetti variabili. Sia quelli evidenti che quelli occulti. E’ di questo ultimo significato che parliamo oggi con una lista direttamente cit. dell’esimio coprologo Bepi Baba Altiero, rettore della facoltà di Bari Zona Industriale. Che se non ci fosse un caso umano dietro ‘sta faccenda non userei una lista… ma lui andava avanti per liste tipo Oltreuomo quindi…

Cacata normale: e niente, facile, no? Ti siedi al cesso, un po’ di spinta, vien tutto fuori, nessun problema nessun dolore, tempo di espulsione pochi minuti, non fumi, non fai un cruciverba non leggi che due pagine di una rivista generalista, non è successo niente a volte non ti senti nemmeno così tanto diverso.

Cacata media: e niente, facile, no? Ti siedi al cesso, un po’ più di spinta, qualche colonna in più orizzontale e verticale, qualche pagina in più di una rivista generalista o che so un paio di pagine di “Critica della Ragion pura” oppure mezzo libro di Fabio Volo, una due sigarette, non è successo niente per davvero. Solo che la guardi un attimo pensando: “Ma cazzo quella roba vien fuori da me? Cioè… così? Mah…” e niente ti alzi e te ne vai.

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Cacata preoccupante: e niente, facile, no? Non tanto. Perchè spingi e fa resistenza, spingi e fa fatica, spigni e diventi rosso. E infine vien fuori. E spesso cadendo nell’acqua del water ti bagna il sederino con la goccia d’acqua di rimbalzo. E però c’è voluta tutta la pagina sportiva della campagna acquisti della Juve e i retroscena su Pogba e la loro inguaribile invidia che se l’Inter gli ha soffiato Shaquiri loro si ricomprano Snejder che non gli serve per farlo giocare meglio senza sapere che non abbiamo bisogno di conferme, lo sappiamo. Eppure ne hai dette 4 a Fabio Volo che ha chiesto conto in trasmissione del fastidioso ritorno in cuffia che sentiva solo lui… ed erano i cristi e le madonne che gli mandavi. E quando ti giri a chiederti se quella roba è uscita dal tuo corpo, ti guardi anche alle spalle: “Sicuro che nessuno abbia visto che riesco a dilatare in questo modo il mio orifizio – madonna che bella parola – o sfintere? Senza sospetti sulla mia sessualità?”.

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Cacata allarmante: e niente, facile, no? Allarmante da allarme. Cioè questa non è che ti preoccupi, ti fa paura. Perchè ti sembra che non ne voglia sapere di uscire… perchè hai messo i piedi in alto. Perchè ti tieni al termosifone d’estate. Perchè prendi la presina da forno che hai fatto sparire a tua madre quando cominciavano ad accendersi i termosifoni e ti aggrappi al termosifone d’inverno con la presina di cui sopra. Perchè ti sembra che un aneorisma stia per portarti via. Perchè poco prima che esca non respiri. Perchè quando hai finito ti alzi e la guardi e ti senti spossato e dici tra te e te: “No vabbè sicuro in una vita passata quando qua costruivano case, a Roma già erano Froci… ed io ero il capomastro… o senò devo essere stato una grandissima pornostar!”. E poi ti chiedi terrorizzato: “Ma ‘sta roba sicuro va giù?”

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Cacata esagitante: e niente, facile, no? E’ la stessa cosa della cacata allarmante, solo che alla fine, in preda ad un raptus ed a un senso di liberazione innato, festeggi come un pazzo tipo rigore di Materazzi al Siena che rivinci il campionato con l’Inter ed esci senza pantaloni dal cesso con la carta igienica a mo’ di sciarpetta della tua squadra del cuore che se avete un cuore dovrebbe per forza essere Internazionale F.C. ex Ambrosiana Calcio sotto il fascismo… se siete persone serie. E se c’hai un petardo lo spari. E tuo padre ti da giustissimamente un DASPO perchè tanta la foga non hai scaricato!

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Cacata biblica: “e niente, facile, no? Lo sforzo è sommo… hai smesso di leggere perchè ti deconcentra dalla necessità impellente di espellere, di spingere. Ti senti una vergine avvisata da un predictor con ali da uccello corrispondente al nome di Gabriele alla quale ricresce l’imene mentre partorisce – quindi sai che casino, roba da farci le guerre com’è successo – e ti sembra di non farcela. Poi però, nel mentre tutto si compie… le acque del Mar Rosso si aprono e tu ti senti di aver preso dell’LSD o delle droghe simpatiche. Tipo i francobolli che tua madre diceva davano fuori a scuola. E rivivi, cacando, passi di quello splendido Best Seller che si chiama Bibbia e più precisamente Parte 1: Antico Testamento.

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Cacata Evangelica: e niente, facile, no? Tutto uguale a prima… solo che lo sforzo è sommo… hai smesso di leggere perchè ti deconcentra dalla necessità impellente di espellere, di spingere. Ti senti una vergine avvisata da un predictor con ali da uccello corrispondente al nome di Gabriele alla quale ricresce l’imene mentre partorisce – quindi sai che casino, roba da farci le guerre com’è successo – e ti sembra di non farcela. Poi però, nel mentre tutto si compie… ti crocefiggono o ti frustano o risorgi senza essere The Walikng Dead o ti scampano dalla lapidazione o dai di matto in un luogo sacro e cacci quelli che per accendere una candelina vogliono denaro o moltiplichi pani e pesci o il cielo e la terra si aprono e tu senti di aver preso LSD o delle droghe simpatiche. Tipo i francobolli che tua madre diceva davano fuori a scuola. E rivivi, cacando, passi di quello splendido Best Seller che si chiama Bibbia e più precisamente Parte 2: Atti degli apostoli.

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Cacata mistica: e niente, facile, no? Sei sempre drogato, lo sforzo è sommo. Semplicemente invece di rivivere passi di un libro, rivivi passi del libro che parla delle tue vite passate e future. E scopri che tenevi sempre la mano destra sulla pancia mentre confidavi “nella vittoria prima di pranzo” che è un cit….

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…oppure  che eri una ballerina del Bolshoi, oppure che davvero quando facevi le cacate preoccupanti c’avevi ragione e che in passato eri una capotroia niente male, oppure un grandissimo gay. O una perosna molto sfortunata che gli scappava da cacare per cazzinculogravissimi davvero troppo grossi.

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Cacata iperurania: e niente, facile, no? No, nient’affatto. Poichè questo è un livello teorico al quale io nemmeno medesimo sono mai arrivato ma si vocifera sia quella condizione in cui lo sforzo sublima il tuo se talmente tanto che di te restano solo gli abiti appallottolati a terra. E nel gabinetto non c’è traccia di feci. E tu sei sparito, disciolto in ogni singolo atomo nel flusso della vita indistinto. E’ esattamente quello che capiterà a me… tra pochi giorni.

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Così, in questo modo, è sparito il compianto professor Bepi Baba Altiero, coprologo… l’Accademia intera lo piange e questo è un post a sua imperitura memoria. Grazie prof. Altiero… altro che Majorana!

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