Parte due di: Se sei stato contagiato dalla peste influenzale puoi vivere da solo… ma non “in mezzo al borgo” che più o meno vuol dire nella piazza principale del paese.

Vabbè allora niente… non pensate che io sia vivo. Avevo ultimi scampoli di forze e vi spiego ‘sta cosa.

Uno se ne va di casa: ma se ne va bene, proprio bene, ciooè tipo che tutti sono d’accordo, tutti contenti, tutti Felici e pure un poco Giorgetti… non si sbattono le porte e ci si vede spesso, sempre, ogni giorno… però più o meno ognuno a casa sua. E ti accorgi che non vuoi più tanto e sempre uscire la sera di casa per una ragione fondamentale: prima lo facevi perchè sempre in mezzo ai piedi i genitori, sempre tu in mezzo ai piedi loro, non è che puoi stare sereno, dire le parolacce, fare fumazza, fare zapping per vedere le pubblicità invece dei programmi, parlare di oscenità, pomiciare… cioè capito ‘ste cose qui!

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Poi esci di casa, te ne vai a vivere da solo e scopri che non hai più bisogno di uscire così tanto. Più che altro, sai perchè? Perchè le cose che ti dovevi mettere a fare fuori di casa non erano tecnicamente cose che volevi fare ma scuse per uscire fuori di casa a fare qualiasi cosa non fosse stare in mezzo ai piedi ai tuoi e soprattuto avere i tuoi in mezzo ai piedi… che solo perchè ora sono uscito fuori di casa non dico in mezzo alle palle… che non frequentare assiduamente le persone ti fa capire che un sacco e mezzo di frizioni che c’avevi con quelle persone erano solo roba dettata dal fatto di starsi reciprocamente in mezzo ai piedi o in mezzo alle palle.

Per dire fumo molto meno. Per dire non è che con la PayTv e il Pc e nessuno che sciama per casa, tipo mi sto ammazzando di pornazzi. Voi lo sapete che li guardo… ma senza fare le pugnette… solo con piglio sociologico o per farmi due risate. Per dire dico molte meno oscentià… sì, d’accordo, quando sono fuori dal blog.
E vivere soli ha i suoi risvolti positivi, tipo cucinarti e farti la spesa da solo – ma soprattutto –  scoprire che non acquisti solo schifezze, che non hai ancora comprato la bottiglia di cocacola o l’aranciata guizza sanguinella – che è chimica ma buonissima – oppure che non hai ancora aperto una grappa di franciacorta buona da sborrare che ti sei comprato intenzionato a farti il goccetto prima di dormire! Per dire… è grandioso per la propria autostima vedere che non hai ancora dato un festino a base di alcool e da poco maggiorenni (anche se sospsetti ci siano da poco maggiorenni che vorrebbero) oppure che non ti sei sputtanato un sacco di soldi con una escort outcall che ho scoperto un sacco di gente lo fa! E’ fantastico, insomma, scoprirti persona quantomeno responsabile e affezionato alla propria morale… anche se poco, molto poco seria (non la morale, tu come persona)!

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Vivere soli è bellissimo! Poi prendi la peste influenzale e tipo ti scappa da vomitare in continuazione e c’hai la febbre altissima tipo 37.5 che è l’anticamera della morte di peste influenzale e i dolori alle ossa tipo i dolori della crescita che un saco di mamme dicono “Gli facevano male le gambe e le ginocchia ha avuto due giorni di febbre poi si è rimesso, si è alzato ed era tanto più alto”… seee le puttanate! C’hai la peste influenzale e dici: “Me la caverò!”. E sì, scopri che te la cavi…
… poi però escono fuori piccoli intoppi:

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In pigiama stai per uscire ad aprire le persiane che qui al sud noi “fuori alle” finestre abbiamo le persiane e devi aprirle per far entrare luce che il mio motto è sempre : “Ah santa luce di biondoddio… dobbiamo stare millenni poi con la luce spenta, almeno finchè siamo vivi…” e tutto questo ha un sacco a che fare coi petti che cercano l’ultima luce di Foscolo… e se cito Foscolo a manetta sento proprio che sto per morire! Stai per uscire ad aprire la persiana e scopri che: “Cazzo ma ‘sta finestra è proprio “in mezzo al borgo” che nel paese mio vuol dire “Nella piazza principale del paese” che se voi del nord non ce l’avete l’agorà mi dispiace per voi ma è come dire che apri la persiana in mezzo a tutta la cittadinanza dell’orbeterraqueo del paese tuo! E quindi, niente, ti metti il giaccone da neve prima dell’operazione… e però sotto c’hai i pantaloni del pigiama e “se qualcuno mi vede con questi osceni pantaloni del pigiama?!” e ti infili da sopra i jeans… e comunque sono rotture di coglioni! E soprattutto capisci che tutta quella fantasia molto Tokyo Decadence di fare cose decadenti e sessualissime contro la finestra di quel balcone con le persiane aperte non lo farai mai che tipo non è tecnicamente il massimo per certe persone che ci passano per sotto e tra poco capirete il perchè!

Sì, mi sono dovuto vestire per aprire le persiane della casa in mezzo al borgo. Mi sono dovuto vestire per una operazione che prende più o meno 7 minuti secondi. Perchè io c’ho stile e dignità! E mi rivestirò per chiuderle. Per i motivi di cui sopra… e però… che rottura di coglioni. Scopro solo ora che c’è qualcosa che tecnicamente non posso fare come la facevo a casa mia che c’aveva l’atrio personale interno dalla parte di “cameramia” tutt’attaccato: non puoi presentarti al “mondo” più o meno come ti gira di farlo. Perchè finchè il mondo è quella cosa ristretta e privatissima dell’atrio di casa tua è un conto… quando rischi che il sindaco del tuo paese – che tu non odi ma che è un figuro che altro non aspetta che avere un pezzetto di privato tuo a suo dire esecrabile per sputtanarti sul piano pubblico in mezzo alle comare del mercato e provare a minare la tua credibilità – oppure che un consigliere comunale di maggioranza proveniente da un osceno paese vicino, che per lui stesso ha il gusto estetico nel vestirsi di un osceno disadattato (tipo giubbotto nei pantaloni o maglione nei jeans… e c’ha appena 40 anni…) e pure lui non aspetta altro che avere un pezzetto di privato tuo a suo dire esecrabile per sputtanarti sul piano pubblico in mezzo alle comare del mercato e provare a minare la tua credibilità…
… quando rischi che gente del genere ti veda…
… capisci che c’è poco da fare: sei obbligato a vestirti per aprire le persiane e far entrare un pochetto di luce. Accetterei il compromesso della luce elettrica, se solo non fosse che temo di stare davvero per morire!
E…
[…]”Rapían gli amici una favilla al Sole
a illuminar la sotterranea notte,
perché gli occhi dell’uom cercan morendo
il Sole; e tutti l’ultimo sospiro
mandano i petti alla fuggente luce.”[…]

Spero mi leggiate venerdì, cioè tipo quando tutti i post attualmente in coda saranno terminati. Altrimenti, miei cari stronzi, credetemi, almeno un pochetto v’ho voluto bene!

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(ah sì cioè te lo fa venire duro a quel Biondoddio sapere che cercando su google Piazza Vittorio Emanuele col nome dopo del paese tuo scopri che tipo la prima foto è una TUA proprio TUA fatta da te lomo scattata con una Holga e sviluppata a tua cura e spese e poi scannerizzata che tipo è una cosa che prende un bel po’ di tempo ed energie e soldi e inviata su una guida turistica a Giovinazzo fatta tutta in lomografia).

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12 thoughts on “Parte due di: Se sei stato contagiato dalla peste influenzale puoi vivere da solo… ma non “in mezzo al borgo” che più o meno vuol dire nella piazza principale del paese.

  1. Mezzatazza ha detto:

    Hai presente i grembiuli con quelle fantasie tipo “disegno di donna nuda” o “divisa da cuoco”?
    Trova una vestaglia “camicetta e jeans” e per il sesso la tenda “Titanic” coi buchi per la faccia

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  2. 321Clic ha detto:

    Te con tutte queste pippe mentali per aprire le persiane, non ci posso credere….non ci voglio credere!!!!

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  3. Troppp divertente questo post!

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  4. nanalsd ha detto:

    Oddiodomoddio!
    Il fatto di vivere da soli e chiudersi relativamente in casa, tuttoverissimo.
    Io, ingenua ragazza che mi son fatta un annetto sola soletta, pensavo “vedrai, tutte le sere sex, drugs&rock’n’roll”, mentre il massimo della socialità son state le chiuse a carte sotto Natale, con la regola del morto, così i vicini dai muri di carta pesta non si lamentavano troppo.

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