Archivio mensile:marzo 2015

Radio Quindinononvatuttobene

Ti ho promesso di postare oggi solo quello che mi avresti chiesto tu. Mi hai detto che c’è un film che vuoi per forza vedere. Non so se sia vero o no quel che dici, cioè che è l’unico film di Gondry che non hai visto. Tutto ha di sicuro a che fare con il tema dell’abbandono, della fine, della memoria. Sai bene che non c’è bisogno di prendere in giro nessuno, perchè tutti qui sanno perchè vuoi guardare quel film. E questo è chiaro anche a me. Io, Dòme, non voglio farti torti, quindi lo metto qui. Ma tu devi sapere, per bene, per forza, che le sceneggiature spesso non calzano sulla vita reale. Oggi, lo sai, non ho potuto dedicarmi quasi per nulla a questo tuo spazio perchè novità non proprio felici ci hanno scosso la giornata e dobbiamo un pochino dividerci tra te e chi altrove ci chiama. Tu sai bene che domani tornerai qui, in una situazione serena ma non proprio felice. So che ti farai forza. Anzi, so che vuoi esserci. E per fortuna so che lo vuoi a prescindere da tutti i consigli che a cuor gentile e sincero ti sono stati dati in merito. E so che domani sera vorrai vedere quel film. So che lo vorrai fare con me, me lo hai chiesto ed ho accettato. Non so se sarà una esperienza felice ma so che è una cosa che ti è stata concessa e che assieme potremo fare. Carey mi piace molto come attore, Gondry come regista un po’ meno. Ma è quello che ci ha sempre divisi: la delicatezza a volte troppo indie che a te piace, a me un po’ meno. Ti chiedo solo di essere deciso, forte e sereno se vorrai farlo domani. Altrimenti, Dòme, ti prometto che troverò sempre e per prima cosa il momento giusto, per guardarlo con te. A patto che tu mi dica: “Oggi va bene, oggi non può far male!”. Promesso, Dòme?

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Se ben ricordo

levante5

Questa volta obbedisco a quel che mi dici di fare, Dòme. Alla fine lo hanno detto un po’ tutti i “professori”che molto probabilmente ti rinforzerà, tra qualche giorno, avere un confronto franco e forte con la realtà. Secondo quasi tutti, questi giorni ti hanno lasciato in dote la consapevolezza che gli “esami di realtà” sono fondamentali. Che le programmazioni a lungo termine sono nocive. Che i “noi” si costruiscono partendo dagli “io” e non da altro. Così oggi, nella speranza sia l’ultimo giorno che ti tiene lontano da qui, nella speranza che le vacanze di Pasqua tu le faccia qui, con noi, rispettando le promesse che hai fatto a tutti e gli impegni che ti sei preso, allora posto questo saluto e questo tributo a “Levante”. Vuoi mandare un saluto a quella Levante di cui parlavi mentre scrivevi quel post su Levante. Cosciente che le metafore saranno comprese – sempre che siano lette. Magari sarà ricambiato, magari no! Lo sai anche tu: probabilmente sono solo coincidenze e nessuno dei destinatari sta leggendo. Lo sai anche tu, questa è una possibilità. Ma mi hai detto che senti di avere le spalle forti abbastanza per accettarlo. Mi hai detto che hai mille cose da curare. Mi hai detto che mille lavori ti attendono. E so bene che è vero.

Così accetto di fare qualcosa che mi chiedi tu, per una volta. Lo accetto e ti dico solo fatti forza, perchè forse sei fuori di qui, almeno fisicamente. Fa uno sforzo col tuo cuoricino aritmico e da domani – se tutto andrà bene – vivi, vivi cercando innanzitutto di ricostruire, mattoncino per mattoncino, la tua sicurezza incrollabile. Ti è sempre piaciuto disegnare, costruire case! Ci sarà tempo per ogni esame di realtà, per ogni chiarimento, per ogni chiacchierata. Forza Dòme, dai!

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Radio Quindinononvatuttobene

Dòme dici sempre che detesti profondamente chi ti dice che ascolterà qualcosa e ti darà un parere. E poi non lo fa. Non ascolta o si scorda di dirti che ne pensa. Ti ha sempre fatto male chi ti proponeva e prometteva senza che tu chiedessi, senza che fossi tu a chiedere promesse e fare proposte. Per poi non mantenere! Non sei mai riuscito ad abituarti al fatto che in strada, sul lavoro, anche in amore tanti sono così! A parte non poter sapere adesso se questa canzone è stata ascoltata o no… ma siamo proprio sicuri che sia utile chiederselo? Dici che questi li detesti. In effetti leggendo queste pagine un certo astio è evidente. Ma allora perchè è così vitale sapere se l’ha ascoltata o no?

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HEY YOU – PINK FLOYD

Un Blog un po' così

“..Hey you, don’t tell me there’s no hope at all,
Together we stand, divided we fall..”

Buon Ascolto
Stephy

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Se ben ricordo

Sul fatto che la sinistra italiana ti avesse deluso siamo d’accordo. Sul fatto che tanta della tua vita abbia sofferto delusioni da parte di chi vedeva in te un credito di fiducia inesauribile, siamo d’accordo. E poco importa se ultimamente queste delusioni siano state umane e prima siano state ideologiche. Non ho mai capito, all’inizio, questo tuo bisogno di distruggere tutto quel che ti deludeva. Ma l’ho accettato. Come accettai il manifesto che scrivesti in onore di questo tuo periodo creativo in cui correvi in stazione con la macchinetta analogica lomografica al collo a scattare, senza sapere cosa. Aiutato solo dall’intuito e dalle tue “visioni”. Quel manifesto trasudava di un futurismo, di richiami ad un momento storico e ad un pensiero che hai sempre violentemente osteggiato. Passando anche sopra alle occasioni di lavoro in Polizia. Passando sopra anche alle risse ed alle denunce. Poi ho capito cosa c’era sotto. Esorcizzavi quella delusione. Oggi non riesci più ad esorcizzare. O forse non vuoi farlo. Senti colpe non tue, Dòme. E credo che tutto questo dipenda dal fatto che le delusioni oggi sono umane, troppo umane, perchè tu abbia la forza od il coraggio di esorcizzarle. Perchè non hai mai saputo conoscere violenza. Perchè – purtroppo, lasciatelo dire – non sei mai stato capace di anteporre te a tutti gli altri, a tutto il resto.
Oggi condivido qui una tua foto che mi entusiasmò, se non fosse per quel fascistissimo manifesto che qui ho l’obbligo di trascrivere, per non farti alcun torto “ideologico”. La stazione è un punto di partenza, di scalo, di sosta. A 35 anni non può essere un punto d’arrivo, lo sai! In stazione ci passano i treni. Le locomotive. Rimettersi in marcia sarà possibile. Un giorno, fidati, molto presto!

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Io sono la pannellazione che racconta la corsa, la luce che impressiona per quanto va veloce… e se passo sono già andata e non puoi rincorrermi. Sono il fotogramma che segue il precedente e quasi precede il successivo. Sono le immagini troppo veloci perchè l’occhio le colga. Così le lascio spaventate su una lastra. Atterrite. Poco importa se confuse, a tratti spezzate, a volte ripetute. Sono vere. Non conoscono codici binari ma solo l’acciaio duro delle parallele che guidano il treno. Quelli che mordo sono i soli binari che io conosca. Sono il treno. La locomotiva. E deraglio e strido e gracchio contro il rumore finto ed il pannello digitale. Prova a prendermi!

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Radio Quindinononvatuttobene

Dòme, hai detto questa ti avrebbe dato una scossa forte, visto che è stata la giornata triste per eccellenza. Va bene, scossa sia!
Lo avevi detto ad una persona speciale perché ami questa canzone, lo so io perchè questa canzone ti piace così tanto. I motivi non coincidono, lo so. Ma non è solo la bella voce della cantante. E’ l’atmosfera di quel video che hai sempre ritenuto perfetto per quanto evocative erano le immagini, puntuali i carrelli, profondi i dettagli. E’ un orgoglio che tu nemmeno immagini sapere di questa incredibile, viscerale passione per le immagini che si muovono e si combinano. Una passione che passa nel sangue e nelle parole attraverso il nostro rapporto, problematico, difficile a volte, ma sempre profondissimo, Dòme.

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Se ben ricordo

Ferriera13

Transgendering. 2011. Nikon d60, 50mm. Just cropping and framing on postproduction.
(lo ammetto, la didascalia l’ho copiata. Non so nemmeno cosa significhi e me ne vergogno un po’. Spero sia tutto giusto. So che ci tieni tantissimo a queste cose).

Questa fotografia in digitale, senza nessuna elaborazione o postproduzione, come amavi dire, ti aveva fruttato il premio al concorso fotografico sui luoghi dell’archeologia industriale italiana. Mi chiedo ancora, da anni, come mai non hai mai voluto vendere i tuoi scatti. Hai sempre detto che ti piaceva lasciare pure le tue passioni. Non mescolarle al denaro, ai soldi. Discorso sempre accettato. Possibile che tutto quel che hai fatto, con le tue mani, Dòme, solo con le tue mani, adesso non conti più nulla? Possibile che tutto sia distrutto dalla paura? No, che non è possibile, Dòme! “Volevo vivere felice… poi m’è scappato da cacare” lo ritroveremo, vedrai. Intatto. E lo sai che lo pubblicherai!
Chi ti vuol bene davvero, lo capisce. Chi ti ama davvero sa perdonare la tua paura di camminare, le tue piccole grandi ansie. E ti ascolterà. Vedrai. Tranquillo! Me lo dici sempre anche tu, da qualche giorno, no? Te lo sei scritto addosso anche tu: “Di tempo ce n’è abbastanza, per rimediare, se…”. E lo hai scritto sulla lama di un pugnale rituale giapponese. E solo oggi che mi hai confidato questo segreto, solo oggi che so che prima d’ora lo sapeva solo una persona e che hai voluto violare il segreto e mi hai detto: “ora non è più un segreto”, ho capito finalmente il perchè, qualche giorno fa, di quella canzone ripetuta all’infinito, nello stupore di chi si chiedeva come facessi a non voler ascoltare altro neppure per sbaglio.

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Radio Quindinononvatuttobene

Fa quasi piacere condividere questa canzone. La tua nuova sveglia. E’ da quando hai scoperto la funzione repeat del primo lettore CD di casa, (1987?) che rimpiangiamo l’invenzione del tasto repeat. Però questa piace anche a me. Certo, si potesse anche ascoltare altro! Ma lo diciamo con un sorriso. Va bene così! Se per te vuol dire così tanto, allora va bene così!

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Certe volte sei proprio un testone!

Spero di ritrovarti meglio nel pomeriggio, Dóme. Ti sei molto risentito per la foto che ho condiviso stamattina. Ti sei molto urtato per le mie parole. Dóme ne abbiamo parlato tanto. Il silenzio è una forma di rifiuto, vero. O una forma di strategia. O una forma di attesa. Tu, adesso, puoi semplicemente pensare a quel che ti fa è ti rende felice? A prescindere dalle figure del silenzio!
Comincia ad uscire di qui!
Comincia a camminare!
Comincia a parlare senza tentennare!
E se i silenzi restano tali, Dóme, anche dopo, allora ci penserai. Allora, quando sarai più forte! Credimi, pazienza. Magari non saranno belle notizie, ma non ci sarà silenzio! Ora però basta! Voglio che pensi a te. E basta!

Guarda la tua Maggie? Come te, Dóme: una burbera orsa col cuore tenero. Una burbera orsa capace di fermarsi e trovare il tempo di annusare un fiore. È uno dei tuoi scatti più dolci!

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