L’inferno non è per forza un posto brutto, l’inferno esiste… ed in una stanza tipo cantina dell’inferno stanno le macchine per scopare… che sono la base di ogni inizio dei film di Tim Burton… e che tecnicamente sono qualcosa di vicino al clockpunk

Chi di voi non ha mai visto i film di Tim Burton? Se leggete questo blog probabilmente vi piacciono le stesse cose che mi piacciono (a me)… e quindi avete visto di sicuro non dico tutti ma una gran parte dei film di Tim Burton. Tipo… Big Eyes io non l’ho visto… pur essendo al cinema mentre lo proiettavano. Per dire… Big Eyes ho dormito!
In non dico in tutti, ma in una gran parte dei film di Tim Burton, la storia comincia con un carrello di camera molto molto dettagliata, ad altissima risoluzione, che inquadra una serie di macchinari – spesso fatti di meccanismi, ruote dentate, fasci di trasmissione e altre diavolerie della vecchia tecnica – che compiono lavori alienanti, ripetitivi, ciascuno per quanto gli compete. L’inizio non dico di tutti ma della maggior parte dei film di Tim Burton è una grande catena di montaggio fordista. Di sicuro Tim Burton non possiede una Ford. Di sicuro Tim Burton odia le Ford. Di sicuro Tim Burton è nel profondo un simpatico ma assoluto stronzomerdone radicale un po’ comunista e tanto luddista. Di sicuro voglio comunque bene a Tim Burton. Perchè in ogni inizio di film, non dico tutti ma la maggior parte, il Male è disegnato come una grossa catena di montaggio fatta di macchine che ripetono con il movimento delle ruote dentate e delle cinghie di trasmissione una operazione.

Per Tim Burton le macchine sono il Male. E di sicuro all’Inferno ci sono le macchine. E le macchine fanno il Male.

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(avete visto bene… c’è anche una riduzione per accendisigari, vuoi mai che la voglia ti prende in macchina?!)

Poi ti capita una sera di cazzeggiare sulla categoria Orgazm del portale youporn, per verificare se nei costanti aggiornamenti il trend resti invariato e sia sempre quello di una volta, un posto dedicato all’illusione che il sesso sia una bolla rarefatta dove la donna viene e viene e riviene senza parolacce e senza gridare e senza trapanare a quel Biondoddio. E viene sul set di un film porno e non a casa sua – che ci starebbe anche, anzi ci dovrebbe stare se si sta bene insieme e la donna non è affetta da qualche terribile male del secolo di quelli che fa più male a me che a te che si chiama frigidità. In buona sostanza volevo verificare se quel che avevo detto qui fosse corrispondente al vero e cioè che sul portale Orgazm ci vanno gli inguaribili sognatori, gli idealisti e i comunisti di una volta.

La tesi è confermata… anche perchè è uno dei pochi luoghi (il tag passionate-female orgasm) in cui alla donna non devi fare nulla di fumettistico se non farci all’amore… e quindi non la degradi e quindi la nudità è paritaria e quindi la donna non è oggetto che si vede in degna proporzione cazzo e culo e tette e figa (e non è colpa nostra se la donna ha più cose importanti da mostrare)… e quindi è un posto per idealisti di sinistra non ancora disillusi.

La tesi è confermata ma il casino è che mi imbatto, per colpa di una mancata disambiguazione, attraverso il tag female orgasm in una cosa che avevo visto e conoscevo ma non avevo mai approfondito seriamente… almeno non fino a quando non mi ero rivisto La Fabbrica del Cioccolato e Sweeny Todd… che cominciano con le macchine in stile clockpunk. Mi imbatto e decido di esplorare la categoria delle fuck-machine. Sì… ho un pessimo mondo interiore, è vero… ma mai quanto chi si è inventato la categoria fuck-machine e quanto chi le ha progettate e quanto chi ha richiesto materiale del genere ed è stato accontentato!

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Perchè se esistono su youporn e simili… qualcuno le ha filmate, qualcuno le ha usate… ma quel che è peggio è che qualcuno ha pensato di averne bisogno, trovando subito qualcuno che le progettasse. Già, il cazzinculogravissimo è tutto qui. Quando uno chiede “nonna in carozzella spompina nipote” – fidatevi lo chiedono… è così che persi fiducia nel genere umano – non è difficile: trovi una vecchia, rischi la circonvenzione di incapace, la fai sedere su una carrozzella finta se non ci sta già su una vera… e il gioco è fatto. Quando scrivono incest… ci sono attrici e attori che recitano un copione. Quando dicono frustate, cinghiate, crocefissioni (altro che mister Grey…) ci sono le Jackass del sesso… di cui un giorno parleremo… che si fanno fare di tutto, ma proprio di tutto volendo… e avanti andare.
Ma la fucking-machine… ovvero la macchina del sesso… quella non esiste in natura, te la devi inventare. E quindi significa che c’è un ingegnere che si mette lì ed invece di studiare gli splendidi mondi segreti dell’automotive (che va di moda chiamarlo così adesso) si mette a progettare cinghie pulegge ganasce e robaccia simile che spinga uno stantuffo dentro qualcuna o qualcuno… che lo faccia vibrare, che sia analogicamente regolabile nell’intensità e nella frequenza. Ed è vero… è una cosa animata da corrente elettrica… ma è pur sempre una cosa che si muove con dei meccanismi analogii o addirittura meccanici. Ci vuole elettricità, ci vogliono lubrificanti minerali, ci vogliono componenti idraulici. Secondo me ‘ste cose costano. Tipo quella sedia famosa che c’ha in mezzo al posto delle gambe dieci lingue di materiale felpato attaccate a na cosa tipo mulino e tu con una manovella al lato azioni il mulino, la lingua di feltro si inzuppa in una specie di fonte battesimale poi t’arriva davanti e a seconda del senso in cui stai girando o va da su a giù o da giù a su… ma comunque si chiama cunnilinguus meccanico. Quando guardi quella sedia esposta nel museo del sesso di Pigalle ti fai una risata. Ti viene quasi voglia di sedertici su… soprattutto alle donne, mi ci gioco tutto quel che ho nello scroto.

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Con le fucking-machines no. Credetemi. Davvero, cioè, vi voglio bene e voi di sicuro volete bene alla vostra madonna… NON GUARDATE quella roba. Rischiate di stare male. Perchè i video promozionali sono fatti con gusto, con una produzione che costa soldoni… con un sacco di denari spesi. Solo ch sembrano davvero come gli inizi di alcuni film di Tim Burton… non tutti ok ma la maggior parte.
Si respira un’aria crepuscolare… di solito aria stantia di cantine e sotterranei, come nella migliore tradizione sado. E ste macchine pompano dentro e vibrano addosso a ste donne quasi sempre legate o impossibilitate a muoversi o in preda a spasmi allucinanti perchè queste cose stantuffano e vibrano manco fossimo all’inferno davvero. Il tutto per obbligare una donna ad una serie di orgasmi tutti meccanici, dovuti al sovrautilizzo continuo e incessante… (che è quello che un essere umano non può mai garantire)… che alla fine quella poveraccia non si vive nemmeno bene perchè tipo un ora in continuazione di vibra e spacca e sfonda e apri e chiudi e stantuffa… oh credo che poi ti fai pure male.
‘Sti video testimoniano il bisogno di tanti maschi di rivalsa violenta nei confronti di donne che loro non riescono a soddisfare… quindi zitta e ti faccio vedere per punizione che significa godere… che significa riuscire dove io secondo te fallisco. Queste macchine leniscono una ansia da prestazione maschile che raggiunge le vette dell’assurdo. Fino a che non ti collegheranno una presa con elettrodi dal buco del culo ai muscoli del tuo fratello minore incorporato… quei ritmi non potrai tenerli. Quindi che cazzo di ansie ti fai venire… che portano le ragazze giù nelle segrete e le attaccano a ste macchine con tempi da stakanov ed ordine fordista? Questi video dimostrano incontrovertibilmente come le catene di montaggio sono il male, come Tim Burton aveva ragione e come sempre ma proprio sempre in certuno immaginario maschile l’orgasmo femminile sia qualcosa di maledettamente detestabile.

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Voi però fatevi un piacere… credete a me, abbiate fiducia in me e non guardatevi quei video… senò io che ci sto a fare? A tirarmi inutilmente tutto l’orrore addosso per risparmiarvene la visione… e voi poi vi disgustate a vostra scelta con quel che vi dico di evitare perchè ve l’ho spiegato io? Mi sembrerebbe inutilmente cattivo nei miei confronti!

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6 thoughts on “L’inferno non è per forza un posto brutto, l’inferno esiste… ed in una stanza tipo cantina dell’inferno stanno le macchine per scopare… che sono la base di ogni inizio dei film di Tim Burton… e che tecnicamente sono qualcosa di vicino al clockpunk

  1. chezliza ha detto:

    Amo Burton…
    ho visto tempo fà una serie di puntate sù stà roba
    e nn mi hanno mai fatto pensare ai sui film..
    mhà.. -.-‘

    Piace a 1 persona

  2. ysingrinus ha detto:

    Se ti capita di fare una passeggiata su kink punto com c’è tutta la sezione delle fucking machines, che comunque impressiona meno della sezione device bondage a mio dire…

    Piace a 1 persona

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