Equitalia, la burocrazia che ti fotte ed il fascino discreto del blindfolded-handcuffed…

Perchè alla fine è incontestabile il teorema di Domenico secondo il quale se ti fermano gli sbirri in ogni altra parte del mondo… chessò tipo in Francia, con addosso il classico dresscode da skinhead, la testa rasata, il bomberone militare, le cult ai piedi… vicino ad una sinagoga… tu ti senti sicuro… ma al minimo controllo di libretto/patente in Italia, alla vista di un carabiniere, un vigile… o peggio una guardia (stracit… beccate di chi!)… te la fai in mano!

Perchè non si capisce come mai, in Italia l’autorità fa paura. Sarà mica che negli altri paesi del continente e del mondo conosciuto i genitori non minacciano i figli nemmeno tanto degeneri con espressioni come: “Adesso il vigile ti porta in galera per furto di dolci (ibidem di cui sopra)” e quindi domani, da grande, tu pensi che farai la fine di un Caruso qualsiasi se ti prende un Carabiniere (che a differenza del vigile c’ha pure la mitraglietta) perchè ti becca, chessò, a mangiare il gelato alle spalle del Maresciallo dei Carabinieri del paese tuo?! Fatti e personaggi testè narrati sono reali ed assolutamente non frutto delle mie invenzioni. Invenzioni e reinterpretazioni della realtà come la storia di Raffaele Cutolo che ha ammazzato la mamma ed i figli mangiandoli dopo averli fatti saltare in aria con il tritolo da cava… o come la storia del Signor Anonima Sarda (che io da piccolo immaginavo come un singolo bipede) che scavalcava i cancelli delle ville, prendeva a calci in culo i cani da guardia (guardate che non è solo un cit. di un racconto di un libro fantastico… anche io le pensavo queste cose e per questo adoro l’autore di quel libro) e ti rapiva e ti portava in un posto lontano lontano per scambiare quel che rimaneva del tuo corpo al netto delle orecchie con del denaro che la tua famiglia gli avrebbe dato.  O come la storia dei Black Blok a Genova.

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In Italia l’autorità fa paura e la polizia non porta solo una sfiga epocale ma s’incazza, spesso senza alcun motivo… e ti ammazza. E, tipo come la celere, la fa franca perchè dietro il casco c’è il conceto di polizia, non quello di poliziotto. Non è una sottigliezza da feticisti che si segano sulle disquisizioni sociologiche attorno alla burocrazia del signor Max Weber… è Genova 2001.

Ed è anche Equitalia… da quando è nata.
Perchè Equitalia è peggio di un posto di blocco dei carabinieri quando dopo un pasto epulonico ti ricordi di aver bevuto solo una tourtel o qualche altra analcolica birra inutile del pianeta. Perchè Equitalia tocca le corde più marce del nostro sentire… quelle del portafogli. Ed in Italia, ammazzami, ficcami un manganello in culo chiamandomi brutta checca zecca rossa… ma non mi mettere le mani nel portafogli.

Questo terrore si scatena anche e soprattutto nella gente per bene che paga le tasse, attende tutte le principali regole del vivere civile con zelo e con ancor più scrupolo le regoline scritte in minuscolo punto 6. E’ la storia del terrore che prende i itmorati di Dio, non gli scioperati. Perchè in Italia se spari ad un posto di blocco ad altezza d’uomo contro una pattuglia dei carabinieri con un canne mozze e dopo difficile inseguimento ti acciuffano su un auto rubata con dentro una santabarbara finisci ai domiciliari (e voglio dire, sai quanti scrupoli devi farti ad uscire da casa per un caffè, una primiera a padrone e sotto o una rapina a mano armata?!)(cose che succedono davvero tipo tra Giovinazzo e Bitonto)… se pensano che tu abbia saltato una singola registrazione di contratto di affitto… ti bendano, ti ammanettano, ti mettono appecorato in una stanzina buia e ti inculano a sangue. Senza bavaglio o palla rossa di plastica allacciata alla bocca… perchè se gridi si eccitano. Quelli che ti inculano e quelli che guardano il filmato di te inculato dalla burocrazia (che è tanta gente che fa cose che permettono ad una entità di esistere e far girare degli ingranaggi) in una stanza buia, senza sapere chi dei tanti te lo sta buttando al culo e chi ti fa più male e chi te lo spinge più in fondo e compagnia cantante. Ed il bello è che tu hai tutte le carte per dimostrare che hai pagato ogni singola cazzo di registrazione ma… ma ti cachi sotto ugualmente! Al solo pensiero che per una qualche ragione tu finisca ammanettato, legato, bendato e rottoinculo da chi non si sa!

Ecco, tu sei la signorina volgarotta ammanettata sulla cavallina ginnica in un dungeon discutibile coi muri fatti in cartone pressato, con una benda di raso attorno agli occhi (cazzo ci fa del raso in una segreta? ah il gusto estetico inutile di certo sadomasochismo) e con dietro una fila di negroni nerboruti che si fanno i loro porcissimi e discutibilissimi comodi nel tuo sedere. E non ha senso che tu gridi tanto sei in uno sudio di posa. E quel che più ti atterrisce non è il dolore, quanto il non sapere con chi prendertela… se non con il sadomasochismo ed il dungeon in sè… visto ch in faccia non ci vedi nessuno dei tuoi carnefici… o meglio dei carnefici in primis del tuo ano. Il fatto che il portafogli sieda solitamente sotto il nostro culo… solitamente un po’ più a destra dell’ano, è assolutamente casuale.

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Perchè il problema è proprio questo. Quando ti arriva una cartella di Equitalia e tu sei innocente, se non vuoi pagare devi recarti ad uno sportello dell’Agenzia delle Entrate e dimostrare tu che non hai colpe. Davanti ad un funzionario che non è colpevole di quel che ti sta succedendo… che magari è gentile e collaborativo. Non era uno di quelli che ti fotteva. Ma fa parte del dungeon. Magari non è nemmeno quello che ripulisce la stanza prima che tocchi ad un altra signorina. Magari è quello che trucca le signorine. Non è quello che ti incula. E tu vorresti inculartelo lì, mentre fuori la gente attende il suo turno. Inculartelo senza palla rossa in bocca. Ma ti dici che quello è un povero stronzo che fa il suo lavoro.

E qui sbagli. Perchè forse contro la burocrazia che si nasconde dietro se stessa per romperti il culo e farla sempre franca… sarebbe necessario instaurare un principio di redistribuzione casuale delle sofferenze. “A me dispiace, Signore, rompere il culo a Lei… pensi che non sono nemmeno un ricchione e teoricamente il culo di un maschio non mi piace un granchè… ma oggi io Le rompo il culo… perchè questa è l’unica forma di ristoro per quello che mi avete fatto! Sì, lo so, Lei tecnicamente sta risolvendo un problema… ma Lei è una rondella di un ingranaggio… e per tale Lei paga il conto… salato, me ne rendo conto… ma doveroso. Quando domani si saprà che a Lei, povero zelante impiegatuccio, qualcuno ha rotto il culo… forse tanti altri Suoi colleghi zelanti e sinceramente commossi, chiederanno che sotto ogni cartella esattoriale ci sia una firma… non foss’altro per non fare la Sua fine… e magari, domani, tutti noi vessati sapremo a chi ricambiare correttamente il favore… Andiamo, forza, faccia l’uomo… o per parafrasare un grande del Pianeta come Clint Eastwood… Coraggio, su fatti inculare!”.

Vi prego, se mai doveste decidere di far questo… insistete ed enfatizzate le maiuscole di cortesia sul Lei, sul Suo/a.. sul Signore… ecco sì, esatto, chiamatelo Signore. Ci tengo sempre molto alla cortesia come sapete. E ricordate, quando verranno a prendermi incolpandomi di essere un cattivo maestro come un Toni Negri qualsiasi… che ogni volta che scrivo indosso occhiali a specchio, perchè voi, guardandomi negli occhi, possiate vedere ben chiara la vostra stessa sofferenza impressa nei miei. Peccato che quello che vedete siano solo “vetrine”. Il grande Michael Douglas, immenso in “Un giorno di ordinaria follia” ha purtroppo gli occhiali rotti ed è stato scelto non solo per curiosa assonanza ma soprattutto perchè altrimenti in onore al cit. di cui sopra, di un satana qualunque, avrei dovuto mettere un Massera, un Videla o un Pinochet qualsiasi. E mi stanno sul culo i comunisti, è vero, ma non tanto da credere che quelle tre merde succitate, come un Adolfo o un Benito qualsiasi, non siano, per l’appunto, sterco dell’umanità!

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4 thoughts on “Equitalia, la burocrazia che ti fotte ed il fascino discreto del blindfolded-handcuffed…

  1. ysingrinus ha detto:

    Contro la presunzione di colpevolezza bisogna rispondere in maniera dura ma eduata. Su questo non ci piove.

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  2. lindae ha detto:

    imparo assai cose nuove grazie a te. mai favourit teacher.
    sul porno e non solo, eh.
    tenchiù

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