Questo non è – esattamente come tutti gli altri – un post a carattere pornografico o zozzolercio. Questo è – esattamente come tutti gli altri – un post di analisi sociale. Quindi condividetelo pure sulla vostra bacheca senza timore di essere tacciati per zozzoni depravati!

Quello che mi manda in bestia è la convinzione inscalfibile che un prodotto pornografico sia sempre e comunque per forza destinato ad un pubblico maschile. Che sia pensato, concepito ed offerto per soddisfare l’esigenze di porci che all’anagrafe sono catalogati come M. E’ una cosa su cui anche la ministra alle pari opportunità targata PD (cit.) dovrebbe riflettere. Anche perchè al netto di tante stronzate, una ministra targata FI (cit.), nel suo mandato, per la questione di genere e le pari opportunità ha fatto molto di più. Al netto di tante stronzate ed al netto di tanta mignottocrazia utilizzata come espressione clava dalla sinistra per screditare una donna. Per dire, se mignotta lo era lei, si replicava un giudizio cristallizzato in aule di tribunale. Con buona pace del De Voto-Oli che afferma che il termine Mignotta sia volgare e non consono ad utilizzo aulico (proprio della morigeratezza di costumi che si richiede ad un rappresentante delle istituzioni). Se racchia o inchiavabile è una ministra della sanità o una premier di stato amico, si sta usando il dileggio tipico del fascismo. Sofismi di certa sinistra!

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Ciò detto… Quello che mi manda in bestia è la convinzione inscalfibile che un prodotto pornografico sia sempre e comunque per forza destinato ad un pubblico maschile. E questa riflessione calza ancora di più se si guarda al parterre di offerte dell’industria di produzione culturale del porno contemporaneo. 2.0… così vi sentite fighi e su una rivista di costume di altissima autorevolezza!
Nell’era della pornografia che si declina anche attraverso i social e gli smartphone e non solo più dai tubi catodici o dalle pagine (spesso di terza o quarta sega) delle riviste che si chiamavano “giornaletti vietati” (perchè nessuno ne ricordava o conosceva i nomi e perchè proprio rispetto alle figure contenute i nomi e l’alfabetizzazione erano puri purissimi accidenti)… capita che si rivolgano a centri di ascolto (non sono negozi o concessionari) di imprese telefoniche persone che si vedono il conto in banca prosciugato da fantomatici abbonamenti a siti e prodotti digitali di carattere zozzolercio.

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Io non lo so perchè ‘sta roba capita sempre alle donne. Mamme e mogli. Spesso mamme di figli giovanissimi. Spessissimo Under 14. Che si presentano urlando e sacramentando sulle “spese pazze” del loro abbonamento ed alla scoperta del “Signora sono attivi alcuni servizi a carattere pornorafico sul suo device… servizi che le costano più o meno 25€ a settimana”, come madri coraggio piene di vergogna ma anche di tanta dignità, alzano gli occhi al cielo dicendo a mezza voce “ah quei manigoldi dei miei figli” riferendosi a pargoli di 4/5/6 anni. Cazzare!
Ricordando a tutti che la responsabilità penale e personale e che si è penalmente perseguibili solo dopo il compimento del 14° anno di età, ricordando a tutti che il carattere pornografico di un prodotto importa una rilevanza penale solo quando esso è caratterizzato da profili quali “pedofilia” – “Violenza tra non consenzienti” e “Utilizzo di animali”… non utilizzate i vostri figli come scudo per difendere una moralità che il vostro consumo episodico di prodotti culturali pornografici non intacca ireparabilmente. Non siete credibili quand volete far passare i vostri bimbi per smanettoni. Perchè se è vero com’è vero che molti di questi servizi si attivano con un click improvvido su un bannerino… è anche vero ed assolutamente incontestabile che banner di un certo tipo compaiono solo durante determinate ricerche. Ed è difficile che a 4/5/6 anni qualcuno sappia esattamente in quale sito andare per far comparire un certo banner e poi attivare un certo servizio!
Per dire, banner con tetteculifigacazzi non compaiono in un video di Peppa Pig. Purtroppo!
Ed inoltre, per dire, servizi di un certo tipo si concretizzano nell’invio, sul vostro device, di video e foto e gallerie che vengono segnalate da apposite notifiche. Non ve n’eravate mai accorte nelle ultime 4/5/6 settimane che sul vostro device comparivano video con Biondoddio che si facevano fare un enorme biondoddio da qualcuno/a?
Curiosa e poco credibile come versione. “La signora ogni tanto si smanetta!”… elementare Watson! Ma non c’è nulla di male! Spiegateglielo… che è molto peggio incolpare i bimbi per salvare una moralità che nel 2015 nessuno mette in dubbio. O peggio per salvare quella del marito… che è grande e maturo abbastanza per difendersela da sola.

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La verità è solo una: non riusciamo ad accettare che anche la donna sia una consumatrice di prodotti dell’industria culturale pornografica. Quel che è peggio è che sono le donne, le prime, a non riuscire ad accettarlo!

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5 thoughts on “Questo non è – esattamente come tutti gli altri – un post a carattere pornografico o zozzolercio. Questo è – esattamente come tutti gli altri – un post di analisi sociale. Quindi condividetelo pure sulla vostra bacheca senza timore di essere tacciati per zozzoni depravati!

  1. dmitri ha detto:

    Le mignotte sono solo quelle di FI, le altre sono donne emancipate.

    Piace a 1 persona

  2. 321Clic ha detto:

    La pornografia per le donne è come la masturbazione, pochissime lo ammettono ma tutte l’hanno fatto. Poi è anche questione di termini, la parola autoerotismo è stata coniata per noi, vuoi mettere quant’è più fine e meno volgare dell’originale? E anche nel porno la roba da donne si vede spesso etichettata come “soft”, come se ci dovesse essere un’aura di romanticismo tutto intorno a giustificare il fine che poi è lo stesso per tutti. Poi venitemi a parlare di emancipazione , siamo lontane ancora anni luce per nostra stessa incapacità .

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  3. ysingrinus ha detto:

    Che vita faticosa deve essere quella di queste donne sgrillettanti che vogliono far finta di non avere organi genitali e sopratttutto di non provare pulsioni sessuali.

    Piace a 2 people

  4. rachelgazometro ha detto:

    Evviva lo smartporn! Ognuno di noi diventa così l’unico responsabile di ciò che visualizza.

    Piace a 1 persona

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