Vabbè quindi io comincio oggi la rubrica della durata di una settimana e qualche cosa sul tatuaggio… o meglio sulle mie braccia tatuate e su che cazzo significano. Così chi mi segue e chi mi legge, quando mi incontra, non mi fa ripetere tutta la storia… che ci vuole tempo!

Allora piano piano cominciamo a parlare degli scarabocchi che ho sulla mia pelle. Adesso posso farlo, ora che i “pezzi” sono tutti quanti sulle braccia e c’è solo da mettere i riempimenti. I pezzi sono otto, anche se a voi comunque sembreranno sette. Risultano otto perchè c’è un pezzo nascosto, stilizzato, che invece in motivo classico si ripete quasi in ogni pezzo che ho sul braccio… e guardandoli uno o uno ve ne accorgerete.
Ma di quest’ultimo parliamo a parte perchè ha un significato importante assai.

Tutti quanti i lavori sono stati eseguiti dall’artista del tatuaggio Peppe Jack, al secolo Beppe Cariello, nello studio Gioko’s Tattoo Shop di Barletta. L’inizo dei lavori data 26 giugno 2014 e la fine con le chiusure augurabilmente a maggio 2015. Del costo non si parla perchè non si mischia arte e denaro qui. Comunque nemmeno poi tanto. Credo, davvero, il giustissimo!

Altra premessa fondamentale. Per il lavoro sulle braccia ho scelto il linguaggio del tatuaggio giapponese tradizionale, se si eccettuano due pezzi che hanno un sapore un po’ più real del tradizionale in senso stretto. Li ho voluti differenziare leggermente per il semplice fatto che assieme costituiscono un unicum inscindibile. Ho scelto lo stile japan un po’ per mia indiscutibile propensione fascinosa verso la terra del Sol Levante, un p’ perchè utilizzare per iniziare lo stile siberiano, che era comunque il mio preferito, imponeva una serie di pezzi distaccati, senza grandi possibilità di utilizzare chiusure e riempimenti degli spazi bianchi che non mi seduceva affatto. Inoltre, il tatuaggio siberiano va praticato solo dopo un attentissimo studio dei significati e delle rispondenze, onde evitare spiacevoli equivoci e spiacevolissime avventure. E io guai ultimamente non ne voglio passaqre. Non escludo di utilizzare il siberian per una parte importante e rilevante come la schiena.

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Passiamo ai pezzi già pronti e sistemati. E cominciamo dal primo. E’ stato realizzato a giugno 2014 ed è, com’è chiaro dalla foto, una Koi, ossia una carpa giapponese. Lo so che tutti state dicendo: “Ah il Mortellaro (che bello il Mortellaro, lo diceva emmecci, chissà se lo dice ancora, mi sa di sì) si è tatuato la Carpa Koi!”. Beh, io fossi la Koi, la carpa, mi incazzerei di brutto. Che vi chiamo, per dire, Ysingrinus Ysingrinus o Lindae Luciani Lindae Luciani? No! E allora che cazzo ripetere a fare la Carpa Koi? Carpa è Koi in Giapponese. Koi è Carpa in italiano. Oh seh, basta!

La carpa fa bella mostra di sè come tutti gli altri tatuaggi sulle braccia. Le braccia sono la sede dell’azione diretta, dell’offesa e della difesa, della pace e del confronto con gli altri. Sono lo strumento attraverso il quale noi protestiamo attivamente la nostra presenza sulla Terra. Era giusto dunque che tutto quello che parlasse di come io sono e come mi relaziono al mondo, trovasse spazio sulle mie braccia.
Allora, sul braccio, precisamente quello sinistro, a partire dal gomito per arrivare alla spalla, in senso ascendente e verso sinistrorso, è disegnata la mia bella Koi, la mia bella Carpa. Salta dal fiume e si tuffa in un’onda ben visibile sulla spalla. Il movimento scelto ed il braccio scelto non sono casuali e sono frutto dell’attento studio di cui sopra vi ho parlato. Il lato sinistro del corpo, come ogni movimento che da destra va a sinistra, definisce un significato come inconscio, dice che una cosa sta nascosta dentro di te, parla di qualcosa che tu non sai, non vuoi, non riesci a vedere… ma ci sta. Tipo lato oscuro? Eh… secondo voi si dava del “sinistro” a cazzo alle persone misteriose? No. Perchè da che mondo è mondo la mancinità è sinonimo di cosa aliena, strana… e quel gran cazzaro di Freud lo diceva che sinistra è la regressione e quindi l’inconscio, l’immaturità, il non conosciuto. Allora la carpa sta a sinistra, cioè in un luogo dove io non sempre posso essere sicuro di vederla ed essere cosciente della sua presenza. Cioè, ora lo so, visto che la vedo ogni giorno. Eh… serve a questo tatuarsela, a dire che c’è. E serve a questo tatuarsela a sinistra, per dire a quelli che ne capiscono di tatuaggi e adesso anche a voi ignoranti stronzomerdoni, che io devo convicnermi che sta, ma ancora non lo so bene.

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Vabbè, dite voi: questo c’ha una carpa dentro e non lo sa? Sì… è così. Ma non basta. La carpa sale e non scende. E si muove verso sinistra. Liquidiamo subito la storia del movimento verso sinistra: se la carpa va in quella direzione non fugge dal centro ma ci corre verso, ossia si muove da fuori a dentro. Non porta via il suo significato, anzi lo conduce a me. Indi, siccome sta a sinistra e non lo dovrei sapere che c’è… lei salta verso di me e mi dice: “Cazzone! Sono qui… eh!”. Per questa ragione si muove verso dentro, sinistrorsa e non verso fuori, destrorsa. Perchè adesso che lo sto spiegando può sembrare strano, ma io volevo dirlo a me stesso il fatto della carpa, non fuori da me, quindi non aveva senso proiettarlo verso l’esterno. A me di quello che sanno gli altri di me, frega poco. Tranne per il fatto che mi sono scritto tutte ste cose di me che vi spiego passo passo addosso, ma questo è un altro discorso che vi sarà chiaro alla fine delle otto puntate sui miei tatuaggi (parte prima). La carpa inoltre sale e non scende. Si muove verso la testa e non già verso la mano. Perchè le cose che si muovono verso la mano sono sempre armi nelle tue mani contro gli altri. Se le cose le tieni porte verso di te indicano serenità, pace, disponibilità al dialogo. E non sembrerà… ma io sono persona parecchio pacata. Per dire, quando passate un coltello, un paio di forbici… come fate? Li porgete tenendoli dalla lama e al destinatario allungate il manico, no? Eh, lo stesso!

Allora la Koi dal fiume salta nell’onda che si alza, muovenodis usl lato sinistro del mio corpo salendo a sinistra. Quindi io voglio far sapere a me stesso, in senso dialogico, che… che la Koi, la carpa, è parte di me. E lo voglio fare senza che questo sia un pericolo per alcuno!
Mo… cos’è la Carpa?
La Carpa simboleggia nella cultura giapponese Coraggio, Disprezzo della Paura, Ardire di fronte al Pericolo, Orgoglio di fronte alla Morte e capacità di muoversi Controcorrente. La carpa è un pesce cazzutissimo, tenace e volitivo, sebbene spesso appaia come un pesce demente, brutto, ciccione e sostanzialmente imbolsito. Il cazzo! Imbolsito, stupido e brutto un par di palle. Nella cultura giapponese e segnatamente nella mitologia, la carpa è quel pesce che risale la corrente fino alla sorgente e poi… poi salta fuori. Tutti direte: coglione, salti fuori e muori! No, il cazzo! Perchè parliamo di mitologia, non di biologia. Fuori dalla sorgente, cioè alla sorgente della sorgente, ci sta la “porta del drago”… e chi passa la porta del drago diventa un drago. Una bestia saggia, immortale, invincibile. Per cui, cazzoni miei, la Carpa vive la sua vita tra mille pericolo per riuscire in quello in cui nessuno può riuscire, se non la carpa… cioè diventare drago, immortale, invincibile, il massimo!

Koi è un simbolo tipicamente maschile, carico di riferimenti alla virilità, alla alterità, alla determinazione. La gente spesso se lo tatua come dimostrazione di un carattere indomito e coraggioso. per cui nel tempo se la sono fatta addosso criminali, delinquenti e cazzoni di ogni sorta. Peccato! Koi come simbolo è anche utilizzato da chi, chiamato folle o stupido o peggio minchione dal resto della folla… decide invece di perseverare nei propri progetti spesso col solo scopo di dimostrare che infondo non è cretino, idiota o stupido, ma ha una cosciente visione di vittoria ed affermazione. Come dire: te la do io l’Apocalisse! E sfasci tuta la chiesa col martello in mano pur essendop un prete perchè tu, sì, lo hai capito dove si va a parare! La storia del coraggio e dello spregio del pericolo, inoltre, testimoniano una naturale predisposizione al ritrovarsi a fronteggiare i cazzinculo gravissimi a denti stretti… tipo quando ti chiedono l’ora e sono le otto meno venti e tu lo dici e quello ti risponde “apri il culo e stringi i denti!”, no? Eh, così: sempre disposti all’estremo sacrificio, però con in testa chiaro il fatto che non c’è da aver paura, c’è solo da viversela con orgoglio. IL fatto che io sia crollato nei gorni passati è normale… sarebbe successo a chiunque. Il problema è capire con che testa si riprende a camminare, se si vuole camminare, tra un po’.
Inoltre ed infine, la Carpa spesso ce la si mette addosso per simboleggare l’inizio di un percorso di vita che può condurre ad evoluzioni inattese e spesso ritenute impossibili dai più. Tipo che ti auguri che da un momento all’altro Gesummaria e Biondoddio si prendano per mano e ti prendano per mano in mezzo a loro e che quindi loro si tengono per mano grazie a te e ti danno la realizzazione della tua vita. Quindi, io lo tatuai quando due progetti seri cominciavano: uno di cuore, l’altro di lavoro. Quello di lavoro è andato bene… quello di cuore va zoppo attualmente, zoppo… ma questo vuol dire solo che la cosa vada affrontata da carpa e non da stronzomerdone qualsiasi.
Per ultima cosa… chi si tatua una Carpa sente di essere destinato a cercare sempre una corrente da sfidare… tipo fare il bastian contrario sempre. Io ho scelto la carpa, per dire Pablo Daniel Osvaldo ha detto: “A ‘sto punto mi faccio un salmone!”… io Osvaldo lo amo letteralmente pur non essendo un frocione… ma lui ama l’old school io il japan quindi tanto tanto il salmone per la carpa non lo potevo fare!

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Allora… io mo proprio esco da un periodo brutto. Un periodo fatto di paure e di angosce… soprattutto un periodo fatto del terrore e del timore dell’incertezza. Cioè… sono pure stato lontano di qui senza poterci tornare per questa storia della paura. Ancora non parlo bene per questa storia della paura. Ma voi non dovete guardare il momento singolo… ma il percorso. Mica la Koi ci mette un momento a fare tutto questo. Ci mette una vita… per cui, sì, sto vivendo questo momento atroce… ma è pur vero che, vuoi o non vuoi, nascosti dentro di me ci sono gli strumenti mille volte usati per fare fronte a questo momento. Ecco perchè l’anno passato scelsi la Koi per cominciare il percorso. Perchè, in un momento di debolezza in cui tutto attorno crollava, avevo la necessità di ancorarmi decisamente ad una certezza, una sola… che esattamente come le altre tante volte in cui mi ero sentito sotto le macerie, mi sarei rialzato, anche a costo di prendermi dai capelli… e mi sarei rilanciato oltre l’ostacolo. Ecco perchè da destra la carpa va a sinistra… perchè sono io il primo che deve sapere che dentro hha tutti gli strumenti per affronatre le crisi, anche quelle che fanno più paura!
Devo saperlo, devo affrontarle… devo saltare fuori dal fiume!

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Ah, sì, piccolo dettaglio non inisgnificante: la carpa è l’unico animale che fuori dall’acqua non rompe i coglioni e muore zitta, ferma ed in silenzio. Per questo si dice che anche ancora viva, sul tagliere dell’uomo che vuole farla a sushi non si muove… perchè non teme nemmeno la lama del suo carnefice. In realtà la carpa è un pesce furbo… trattiene l’ossigeno e non ne spreca dimenandosi… nella speranza di ritornare in acqua.
Ah sì, seconda precisazione: tanti disegnano la carpa drago, ossia la carpa con la testa di drago… per dire che loro sono già mezzi draghi, che ci stanno già arrivando. La mia scelta di una carpa che sta per spiccare il balzo nell’onda è invece il segno della mia profonda umiltà… ma di questo ne parleremo tra due incontri, ossia quando parleremo del terzo pezzo.

Per ora beccatevi questo sproloquio!

(Ah sì, la mia è l’ultima foto, col braccio ancora arrossato ed il fisico non proprio palestrato… ma comunque sono parecchio dimagrito da allora eh!)

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9 thoughts on “Vabbè quindi io comincio oggi la rubrica della durata di una settimana e qualche cosa sul tatuaggio… o meglio sulle mie braccia tatuate e su che cazzo significano. Così chi mi segue e chi mi legge, quando mi incontra, non mi fa ripetere tutta la storia… che ci vuole tempo!

  1. ysingrinus ha detto:

    Al diavolo le ripetizioni dei nomi a meno che non si stiano usando i nomi di Linneo ed evviva l’umiltà: solo i piú umili possono permettersi di non sembrare umili. Tutti gli altri sembrano delle macchiette quando ci provano!

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  2. chezliza ha detto:

    “Una carpa coraggiosa e perseverante riuscì a risalire la cascata situata sulla porta del Drago, lungo il Fiume Giallo, superando ostacoli e spiriti malvagi. Gli dèi, impressionati da tanto coraggio, la trasformarono in un grande drago.”

    E’ bellissima… complimenti al tatuatore ,nn vedo l’ora di vedere gli altri…(magari alla fine ,potrei fare una galleria e parlare di chi li ha fatti ,col tuo permesso naturalmente.)

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  3. maximwalker ha detto:

    Meravigliosi tatuaggi, meravigliosi significati, attento in resto.

    Piace a 1 persona

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