E niente questo è il penultimo post sulla questione dei tatuaggi… Però va finito…

E niente qui siamo quasi alla fine… Con uno dei disegni più importanti per me: la Lupa… Non perché io sia romanista visto che io sono interista… non perchè io abbia ansia di allattare Romolo e Remo come qualcuna ha detto… ma perchè la lupa a chiusura di questo percorso ha il significato più impotante di tutti.

img_7039
Quando qusto progetto è iniziato mentalmente io sapevo che a breve mi sarei sposato. Poi m’è scappato da cacare e lo sanno tutti. Questo però non vuol dire che io abbia completamente abbandonato il progetto non tanto o non esclusivamente del matrimonio… ma soprattutto il progetto e proposito di costruire un piccolo branco, una famiglia. Avere dei figli, dei cuccioli. Io non voglio allattarli, non ne sarei in grado, lo sapete, non ho mammelle galactifere – che bel neologismo mi sono inventato con l’uso di lingua morta di greco… mi da di galassie, di robottoni, di guerre stellari.

Waterfall_Wolves_Tattoo_by_WildSpiritWolf

La lupa è nell’immaginario collettivo diversa dal lupo… che in Europa grazie ai fratelli Grimm è il pedofilo, in buona sostanza. Il lupo è la forza primigenia del male, del caos che si mangia il sole – Asgard – della caccia, del portare morte e distruzione. E’ un simbolo che velatamente si pone come caos riordinatore, come distruzione dell’universo e dell’orizzone finora conosciuto e rinascita. Il Lupo è il Satana di Carducci, la forza dell’istinto. Come la Tigre giapponese ma con una connotazione morale – che noi occidentali ci dobbiamo mettere sempre perchè detestiamo un mondo che non sia ordinato per concetti quali amico e nemico. Oh…
… ciò detto io sul braccio non ho un lupo!

La lupa, nella tradizione occidentale – visto che in Oriente questo animale non ce l’hanno – ha una valenza completamente differente dal suo collega di razza ma non di sesso. Il cazzo è che nel tratto dipinto non ci puoi mettere i caratteri genitali – che in Giappone sono vietati – quindi devi dire ogni volta a voce: No, non è un lupo… è una lupa e non c’è niente di calcistico dietro… davvero… (precisazione sempre doverosa… io i romani romanisti li ho sulle palle… i laziali no: c’hanno stile ed un certo savoir faire che per esempio il mio caro amico e stilista d’interni Cristiano può capirmi visto che è laziale, minimal e molto serio).

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La lupa nella tradizone occidentale è la rappresentazione grafica della cura per i propri cari. La cura a prescindere da tutto e contro tutti. La cura che non conosce requie e ferie. La cura che si declina nelle parole: sostentamento, protezione, azione. La lupa non sta lì buona a guardare intorno quel che succede ed intervenire solo in caso di estremo bisogno… il cazzo… se volevo una bestia del genere mi sarei tatuato un panzutissimo leone. No… la lupa allatta, mangia le feci e beve l’urina dei propri cuccioli per tenere la tana pulita e far sparire gli odori che attirerebbero altri predatori, lascia la tana per cacciare, torna col cibo, lo rigurgita, lo da ai piccoli prima e durante lo svezzamento. E poi esce dalla tana a tener pulito da nemici e minacce il territorio circostante, per evitare che predatori o umani mettano in pericolo i propri cuccioli. Nel mondo occidentale e nella cultura grafica occidentale, la prole della lupa diventa la famiglia, gli affetti più cari, le persone cui si vuol bene. Un simbolo di protezione che non conoisce confini di tempo e spazio, si declina a chilometri di distanza, ad anni di distanza a piani esoterici di distanza… quindi è anche cura della memoria dei defunti. O cura di chi, pur essendo forse sparito dall’orizzonte, è ancora vivo chissà dove e per il solo fatto di essere stato importante ha assunto un ruolo di cucciolo del branco. Anche e in età da cucciolo non lo è più. La lupa è anche una bestia fedele… e la fedeltà è un altro concetto molto importante. Per quanto brutti possano essere i torni subiti, per quanto inaccettabioli le sofferenze conosciute, la lupa resta lì a difesa… contro tutto e tutti… per il solo fatto di essere lupa e di provare un sentimento ed un bisogno di cura e protezione innata.

lupo

Proprio per questo ho preteso la lupa a chiusura del mio braccio. Proprio per questo ho costretto il mio caro amico e tautatore Peppe Jack ad un lavoro importante di costruzione di un tratto, di un disegno… su modelli di studi differenti. Proprio per far parte del mio mondo attivo e non riflessivo, la lupa è stata posta sul braccio destro. A monito di tutti ed a ricordo imperituro per me, la lupa accenna solo un movimento con la testa bverso l’interno… ma resta ben piantata al centro del braccio… tutti lo sappiano… io debbo ricordarlo… he per quanto terribile possa essere stata la sofferenza patita, avevo un sogno… e voglio mantenerlo, declinarlo diversamente, ma non voglio smetere di ricordare di avere dei cari da proteggere, sempre, ovunque essi siano.

Anche in questo caso, a chiusura del tutto, un’onda che si innalza al di sopra dell’immagine. A domani per la descrizione di questo ultimo protagonista!

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10 thoughts on “E niente questo è il penultimo post sulla questione dei tatuaggi… Però va finito…

  1. ysingrinus ha detto:

    La Lupa indica quindi il farsi il culo per il proprio mondo. Se collegato agli altri tatuaggi, al Ronin, per esempio, diventa un concetto sostenibile solo grazie ad una forza smisurata…

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  2. chezliza ha detto:

    Molto colpita dalla scelta…..

    Piace a 1 persona

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