Catarsi è una parola che non si comprende… fino a quando non si sferra per bene un cazzotto… contro un muro innocente, contro una porta incolpevole, contro un sacco che è fatto apposta.

Close up of boxing gloves on the ropes of a boxing ring.

Il tatuaggio è un linguaggio che si cuce sulla pelle ed accompagna fino alla tomba. Anche quando perde colore, rimane lì a dire qualcosa di te. In molti sapete tanto di quel che porto cucito addosso… e questo lo sappiamo, lo abbiamo detto mille e mille volte nelle settimane passate, giusto? Sì, giusto. Ci sono soggetti che dovrebbero trovare spazio su di me… ma che per una ragione o un’altra rimarranno non scolpite, non vergate sulla mia pelle. A ben guardare la ragione è una sola: lo stile old-school non mi piace per niente, non riesco ad immaginarmelo addosso. Ed il soggetto di cui parlo principalmente, quello che avevo in testa oggi prima di sedermi di fronte alla tastiera del PC è uno ed uno solo: la lametta da barba.

La lametta è uno dei simboli più usati da pugili, carcerati ed appassionati dello stile antico del tatuaggio. C’è molta disinformazione sul significato di questo disegno. In molti associano la lametta al suicidio, al tagliarsi le vene. No, siamo decisamente fuori strada. Come pure siamo fuori strada se parliamo di droga – specificatamente eroina. Non c’entra nulla… ma proprio per niente. Più o meno la storia delle pere è assimilabile ad un soggetto differente, il rasoio… per le ragioni di cui sopra. Alla fine la scelta dell’eroina è quella di un suicidio delegato ad altra mano… o altro strumento dal rasoio. La lametta con tutto questo non c’entra. La lametta è un disegno che si adatta specificamente al pugile… in senso esteso al guerriero. Perchè un guerriero è solitamente un pugile… che combatte le sue battaglie metaforiche fuori dal quadrato del ring.

tattoo-sketch-razor-blade-roses-snail

Storia breve della lametta da barba a bordo ring. Che cazzo ci fa la lametta da barba a bordo ring? Semplicissimo. Guardatevi Rocky I e II (min.2.00 ma guardatelo tutto perchè è un momento lirico della mia infanzia ed un video cui il mio cuore per mille ragioni anche molto vicine è legatissimo) per capirlo. Ok vi tolgo l’impiccio, pigroni: la lametta da barba si usa per incidere leggermente le palpebre quando sono talmente gonfie da non riuscirsi più ad aprire. Diciamoci la verità fino in fondo: non è una leggenda metropolitana, questa, ma una storia che affonda le radici in una boxe che non esiste più. Perchè ormai da decenni,quando si sanguina e si sanguina tanto, quando le ferite non si rimarginano, l’incontro viene interrotto per sanguinamento e chi sanguina perde a tavolino. Si chiama KO tecnico… ed è una gran rottura di palle. Quindi tranquilli: nessuno più fa cose splatter a bordo ring. Anche perchè solitamente con gli occhi chiusi interviene la stessa sospensione dell’incontro… quindi non esistono ragioni di usare la lametta.

file1382970390_17r4w250h375-articlephoto-

Nella boxe dei tempi che furono, invece, la lametta si usava eccome. E non era un gran bello spettacolo.
Visto e considerato che il tatuaggio è un linguaggio antico, che parla spesso di un mondo che non esiste più e ne parla sempre per metafora cercando un simbolo o un segno che descriva un tratto… la lametta indica lo spirito così indomito da essere pronto a soffrire e soffrire e soffrire, fino alla mutilazione, pur di rimanere in piedi e non vedersi o farsi raccontare sconfitto.

Non fatelo voi, non fatelo mai… salvo non ne sentiate davvero drammaticamente il bisogno… ma vi assicuro che tirare un pugno contro un muro è una esperienza liberatoria, catartica. Ecco, non mi è mai stato chiaro il termine catarsi finchè non ho tirato io per primo un pugno contro un muro. Un muro non lo rompi con facilità. Un muro a mani nude non lo rompi… credo avrebbe faticato anche Lennox Lewis a sfasciare un muro con un cazzotto. Molto più probabilmente a dire ciao sono non tanto le nocche quanto le complicate ossa del metacarpo ( e presto vi vorrò raccontare di quando con il settore V del metacarpo destro sfasciato, trovai il tempo di recitare la parte di Giovanni dalle Bande nere che si fa amputare la gamba dicendo al segaossa “Tranquillo, le faccio luce dottore” con la dotoressa di ortopedia e mi misi anche in testa di provarci). Molto meglio il sacco, ve lo garantisco. Molto meglio il sacco che è fatto a bella posta per essere riempito di pungi. Il sacco è duro, non immaginatevi una cosa morbida da prendere a pugnetti. No! Il sacco è tostissimo. Prendere a pugni il sacco stanca, accascia. Ci si ritrova sudati. Ci si ritrova senza fiato. E se metti il paradenti perchè ti piace avere contatto fisico con il sacco, ti piace abbracciarlo, beh potete trovare anche sangue nel paradenti se avete le gengive fragili – come le mie.
Nella preparazione pugilistica efficace le ripetute al sacco – che sarebbero una scarica di pugni tirati in rapida successione senza mai fermarsi e con un ritmo altissimo ed una buona dose di forza – sono pane quotidiano. Servono a condizionare la velocità articolare e a far irrobustire la fibra. Ma il dolore dopo poco ti fa bruciare le spalle e le braccia. Dopo un po’ se non sei davvero allenato, le nocche ti dolgono parecchio e i pungi non li senti più. Senti solo la voce del maestro… o se sei solo senti solo la tua voce in testa che ti dice: “Ancora uno ancora uno ancora uno ancora venti secondi ancora trenta secondi non mollare dai dai dai dai tieni il ritmo…”. E se sei solo ad allenarti di solito parli molto di più e inciti molto di più se stai davvero male e ti sei messo al sacco perchè stai male, perchè soffri, perche c’hai un dolore che vuoi mandare giù, un vuoto da colpamre, una solitudine da spegnere.
E poi senti la campanella della fine dell’esercizio e se l’hai fatto bene ti inginocchi un attimo e… ti mangi e ti bevi quel dolore.

14393132053_bfcb025017

Allora ci sei stronzo… allora ci sei… allora sono vivo!“.
Un sacco di persone inutilmente sostengono che la boxe aiuti a scaricare i nervi per il semplice fatto che tirare pugni farebbe diminuire la tensione. Non è un procedimento meccanico che associa il cazzotto tirato alla sfogata di nervi: picchio dunque mi scarico. Niente ergo cartesiani. No… colpisco, colpisco e colpisco quindi avverto la fatica, lo stress muscolare, la sofferenza. Nel frattempo sudo e produco endorfine. Le endorfine si vanno a impastare con il dolore che sento e che mi regala la percezione del vivere… perchè sono le emozioni e le sensazioni forti a farci sentire vivi… e quel benessere chimico regalato dalle endorfine nel nostro cervelo si salda alla sensazione di vitalità regalata dal dolore… e ci convinciamo che la boxe ci fa bene. Ci rilassa. Ci libera dalle tensioni.

Tutto questo non vale, ovviamente, se il pugno è uno solo e lo schiantate contro muri o superfici dure incolpevoli. Sapete perchè? Non c’è produzione di endorfine… e la sensazione di dolore, impetuosa ed in unica soluzione, vi darà solo il piacere di distogliervi dalla preoccupazione o dalla sofferenza che vi ha fatto scagliare il pungo. Omeopatia. Che non serve a parere dello scrivente, ad un cazzo di niente.
Don’t try this at home… anche perchè le fratture al metacarpo sono di solito dure a passare completamente. E non sempre l’ortopedica è una donna sui quaranta bellissima, con un profumo delicatissimo, con delle mani tenere di una gentilezza comprensiva, che cercando di fare di tutto per rimetterti a posto la mano senza farti soffrire, ti sussurra “Gioia mia calma… scusami se ti fa male ma dobbiamo fare così… ma come hai fatto gioia mia? Dai resisti, piano piano che ho quasi finito… madonna povero quanto starai soffrendo…”. No, non va sempre così. A volte ho avuto culo nella vita lo ammetto. Ma questa ve la racconto domani… ve la racconto domani così un po’ ci ridiamo… su!

20081126121758_pugile_coma_800_800

Ho trovato il tempo di riaffezionarmi ai guantoni, ai paradenti, ai sacchi. Ero fermo da tempo per colpa di una brutta disavventura di strada di cui poi vi parlerò un giorno… tra qualche giorno… giusto perchè adesso non voglio mischiare sofferenza, rabbia e disillusioni (che spero di deludere) nobili, con qualcosa di terra-terra.
Non lo so perchè sempre nella mia vita sessioni di quel mondo fantastico che è la mia passione coincidano con la terza decade di aprile, con la riapertura di Fronte del porto, con tutto questo. Ma anche l’anno passato negli stessi giorni, reagivo alla vita nello stesso modo. Mentre cominciava qualcosa di importante, tanto importante, troppo importante, infinitamente importante. C’è un sogno bellissimo: risvegliarmi il 25 aprile e scoprire il piacere di un ciao.

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , ,

13 thoughts on “Catarsi è una parola che non si comprende… fino a quando non si sferra per bene un cazzotto… contro un muro innocente, contro una porta incolpevole, contro un sacco che è fatto apposta.

  1. ysingrinus ha detto:

    Purtroppo sapevo la cosa, non fosse altro per la visione di Rocky, dico purtroppo perché sono sensibile agli occhi…
    I muri possono regalare fratture e sangue, le porte invece, quelle meno buone almeno, possono rompersi bene…

    Piace a 1 persona

  2. chezliza ha detto:

    Tra Rocky e Toro scatenato…i vari incontri di Alì e Benvenuti…mi hai fatto tornare bimbetta in braccio a mio padre…a schivare colpi
    virtuali…alle lacrime e alle risate…
    e al ricordo di una mano lussata contro una porta di ciliegio a 15 anni…grazie bellodizia…

    Piace a 1 persona

  3. Lemniar ha detto:

    Niente ergo cartesiani…. per me lo sta diventando la corsa. Corro corro e corro quindi avverto la fatica,lo stress muscolare,la sofferenza. Ma quando arrivo in fondo al percorso cavolo… è un momento mio. Questo articolo rientra nei miei preferiti, molto bello!

    Piace a 1 persona

  4. […] scriversi “Il gessista è gay!” sul gesso che ti fascia da metà avambraccio fino a tutte le nocche non è tecnicamente la […]

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: