Racconti, Incipit, Gianni, Francesca, Vito Zucchio e Michele… quel che penso e mi ripensa e finisce in Radio… ed io?! Io quando?

25 aprile…. aspettative frammiste a speranze, frammiste a disillusione… non so che giorno sarà! Ed il bello è proprio questo!

Qualche giorno fa uno splendido Whatsapp di una persona che si sta rivelando davvero gentile… davvero buona. Una persona che mi chiede “Tu cosa sei?”. E le rispondo con una serie di cose fatte, una serie di dettagli sulla mia vita… e ancora una domanda: “No, aspetta… ti ho chiesto tu cosa sei?”. E allora le rispondo di getto. Rispondo di geto a questa persona:
“Cosa sono? Un pugile suonato, ecco cosa! Un pugile che quest’anno ha perso i due incontri della vita perchè erano truccati. E quando si è ripresentata l’occasione per paura, una paura fottuta, getta la spugna mentre è in vantaggio. Questo sono! Complicato da montare… sono un puzzle 2000 pezzi della Hasbro!” Ed ora aggiungo, d quei puzzle che ti sale l’ansia a montarli. E siccome il primo a montare dovrei essere io… ecco spiegato perchè da giorni non mangio più sereno, mi scappa da cacare come sensazione in continuazione tra l’inizio e la fine del pasto, vado al cesso e non c’è niente da fare… mi scappava solo da cacare. E in mezzo alla gente ho il bisogno di fare scorregge incredibili… e però non è che lo puoi fare sempre. Ed alle cene importanti devi alzarti ed uscire ogni 15 minuti… e ti sale l’imbarazzo, ti sale l’ansia… non ti godi niente. E le cialde di carbone non servono, sono una bugia come dio e l’immacolata concezione… le cialde di carbone mi stanno sul cazzo.

Ed allora è vero, sono un pugile. E di questo giorno dopo giorno ne sto parlando come mi ha consigliato la “professoressa”. Ma sono anche uno che per colpa delle ansie che ha, ultimamente gli scappa da cacare in continuazione – e di questo ne parlerò presto, molto presto… – ma sono pure, e lo sapete tutti, non fate finta di non saperlo, sono pure un Interista. Che alla fine è come dire il pugile suonato… ma con una serie di sfumature in più. Per cui forse val bene parlarne di questa cosa.

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Da anni, diciamo dal 1994 o giù di lì, l’Inter è diventata un pochino lo zerbino d’Italia.
Io Interista lo ero molto ma molto prima di tutte queste brutte storie. All’epoca ero già interista sfegatato. Ed avevo visto lo scudetto dei record del 1988, con Trap in panchina. Lo scudetto dei record perchè con il campionato a due punti a vittoria, noi avevamo il punteggio più alto mai accumulato a fine anno. E c’erano Zenga, Bergomi Brehme, Matteoli Ferri Mandorlini, Bianchi Berti Diaz, Matthaus Serena. Un anno da incornicaire. Un anno da record. Poi… poi più nulla… tipo per due lunghi decenni bui. Cioè, no, ed è indicativo… dopo Trap Orrico… cioè un allenatore che leggeva Il Manifesto. Cioè una scelta azzardata, incomprensibile… cioè dire… buttiamo tutto per aria per paura di ripeterci. Per paura di dirci che possiamo farcela. Per paura di dimostrare che ce la facciamo!
Due decenni bui. Se si eccettua una coppa Uefa vinta nel 1995. Ma le coppe Uefa sono le coppette di consolazione europea e quindi fanno più male che bene al morale. Tipo che ti dici: “Dai, almeno la coppa Uefa…” mentre tutti festeggiano la Coppa dei Campioni.

Nessuno ha mai capito perchè quella alchimia magica del 1988 non si sia più ripetuta. Eppure c’erano soldi soldi e soldi investiti. Eppure c’erano fior fior di campioni che arrivavano all’Internazionale Football Club. E invece niente. Niente di niente. Nessun risultato. “Il ragazzo ha potenzialità per essere il migliore… ma è come se avesse paura di esserlo!”. E tutti giù a parlare di Inter Pazza, di Pazza Inter… come di quella squadra capace di perdere misteriosamente uno scudetto nel 2002, il 5 maggio, buttarlo, anzi, no, peggio, regalarlo nelle mani della Juventus così, con noncuranza, mentre il mondo calcistico guardava dalla finestra con le mani nei capelli. E con lo schifo di aver vinto scudetti e sentirsi dire dagli Juventini “Eh ma noi eravamo in B” oppure peggio “E ma ci avevate mandati in B” o ancora peggio “Eh ma noi risalivamo dalla B”… Come dire: Ti IMpegni e ti squagli alla fine per paura di farcela… oppure quando ti impegni e ce la fai… “che cazzo ci voleva a farcela?”. Atroce, scoraggiante. Ma non è solo questo, c’è di peggio.

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Noi interisti siamo quelle brutte bestie abituate talmente tanto a soffrire, talmente tanto a fallire – spesso grazie alla nostra stessa paura – che quando abbiamo in mano tutte le carte per vincere e convincere e quindi stravincere, premiamo il tasto “Psicodramma collettivo” e inseriamo un pilota automatico programmato sulla modalità kamikaze. Noi siamo quelli che stravincono al Celtic Park per tre a due e finiscono per prendere un goal al 93’… d’accordo quella sera qualcuno mentre si attivava quel tasto non finiva nemmeno di dire “Ah ma sta vincendo l’Inter!”. Noi siamo quelli che il 5 maggio, con lo scudetto in tasca, sul 2 a 2 (risultato che ti fa vincere lo scudetto ma manca un tempo intero e quindi chiudersi vuol dire perdere) mandano in campo un difensore per un attaccante, coscienti che con una sola punta bisogna comunque insistere e il difensore è solo una cautela in più… e invece di continuare comunque a spingere si chiudono in difesa e fatalmente ne prendono uno… e invece di ributtarsi in attacco per pareggiare e vincere ancora lo scudetto ne prendono un altro perchè sono sotto shock, sono impossessati dalla paura. Noi siamo quelli che danno la fascia del Capitano Javier Zanetti ad un capitano che è il più psicologicamente fragile dei giocatori che io conosca… e siamo tutti con lui mentre a venti secondi dalla fine del secondo tempo, coi supplementari eventuali ancora da giocare visto che sei sullo 0-0, decide scientificamente di fare tutto il contrario di quel che deve fare un difensore che si chiami difensore su rimessa laterale avversaria di fronte ad un Higuain che è uno che si sa… non perdona. Dovremmo tagliare su di lui e stringerlo sul piede debole invece che facciamo? Ci allarghiamo sul lato contrario… sapendo che è la cosa più sbagliata da fare. Pazzi. Come Pazza è l’Inter.

Ma non siamo gente che non sa vincere. Siamo stati i primi in Italia a vincere due coppe dei campioni di fila… ’63-’64 e ’64-’65… contro il Real ed il Benfica… mica “pizz’e fichi”. Siamo stati i primi in Italia a fare il Triplete, 2010, Scudetto – Coppa Nazionale – Champions League. In panchina due persone che di calcio giocato, di calcio vero, non è che ne sapessero poi così tanto, eh… ma che erano grandi motivatori. Helenio Herrera e Josè Mourinho. Il primo lo battezzarono “Il Mago” perchè sembrava incredibile, ma, inspiegabilmente sembrava sapesse sempre e perfettamente cosa fare e quando farlo. Con lui l’Inter vinceva, vinceva, vinceva. Poi si scoprì, tempo dopo, che l’unica cosa che urlava era “Movimiento, Movimiento!”… cioè una sonora stronzata. Ma era lì, era lì col cuore… era lì capace di urlare, sudare, sgolarsi, soffrire con la squadra. Poi venne Mourinho. Uno che aveva capito che all’Inter serviva motivazione, serviva cuore, serviva non tanto la mano sul cuore di Hector Cuper (un perdente patentato) ma il cuore tra le mani… il suo cuore tra le mani dei giocatori… uno che dicesse “Siete voi che mi rendete speciale!”. Uno capace di toccare le corde del cuore e far capire ad un ragazzone sanguigno e ruvido… ma carico di gentili sentimenti, un samurai fortissimo capace di piangere come una geisha, uno come Marco Materazzi, che lui poteva essere speciale, decisivo, anche se nemmeno suo padre aveva creduto in lui come calciatore!   Marco era l’Inter… e imparò con Mourinho che poteva essere il migliore. E quell’anno lo fu! Determinante, sempre! Campione.

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Noi interisti siamo pazzi. Noi interisti siamo quelli che vincono e a dieci minuti dal fischio finale buttiamo via tutto, tanto da farci odiare dai tifosi, dai cuori che battono per noi. Ma bisogna essere interisti fino in fondo per capire che abbiamo bisogno non tanto del tifo, quanto di qualcuno che ci motivi, che ci dia una strada, un percorso e soprattutto un obiettivo. Che giorno dopo giorno ci sappia non incoraggiare ma far vedere perchè non abbiamo bisogno di quell’incoraggiamento. Perchè dentro lo sappiamo tutti che di quell’inconraggiamento noi non abbiamo bisogno… ma abbiamo bisogno non di sentircelo dire… ma di qualcuno che ce lo faccia vedere.

Ho perso Herrera e Mourinho a pochi giorni di distanza… o meglio forse ho solo enorme difficoltà a sentirli vicini… hanno lasciato la panchina, così mi sembra, perchè sto giocando malissimo alcune partite, perchè una partita molto importante poco tempo fa l’ho persa in modo incomprensibile, in modo folle. Da buon interista, proprio come fossi l’Inter, sono in ritiro. Se non possono risedersi sulla panchina… magari, che dire… potrebbero almeno fare una conferenza stampa e dire cosa serve per tornare sulla panchina e vincere. Sarebbe davvero una gran cosa! Perchè senza motivatore… è difficile farcela. Dico sul serio! Anche perchè ai quarti di finale dela Champions del 2010 io ebbi l’opportunità di comprare il biglietto per la finale… e mi dissi “Finale il cazzo… non ci vado a vedere altre due squadre che giocano se io sono uscito… sai che rottura di cazzo!”… e invece quell’anno avrei visto l’Inter distruggere il Bayern con le magie di Milito. Questa volta io il biglietto lo faccio… non per la champions, è chiaro… ma il biglietto lo faccio… anche se non è domani la finale… ma tra un po’ di tempo. Credo proprio che il biglietto lo farò! Occasioni così non dovresti farle mai scappare!

Vengo meno ad una questione di programmazione… questo video parla più di tutto il resto. Per come è andata a finire la storia raccontata da questo video. Voglio crederci… voglio credere a quella conferenza stampa di quel motivatore! Io però vi avviso… è possibile arrivi una esegesi di questo video, del testo di questo video!

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3 thoughts on “Racconti, Incipit, Gianni, Francesca, Vito Zucchio e Michele… quel che penso e mi ripensa e finisce in Radio… ed io?! Io quando?

  1. dmitri ha detto:

    Marco Materazzi non si è arreso.

    Piace a 1 persona

  2. 321Clic ha detto:

    “Ogni maledetta domenica” è un gran film… Un motivatore come lui rialzerebbe chiunque! 👏👏👏👏

    Piace a 1 persona

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