Le palle Bonus, la vita, le occasioni, le vite…

Capita di guardarsi indietro. Quante occasioni ci regala la vita? Tante. E abbiamo il benedetto vizio sempre di considerarle infinite. No, manco per il cazzo. Esattamente come nei videogiochi i tentativi sono limitati. Acquistiamo alla nascita un gettone e durante il corso della partita accumuliamo vite bonus o perdiamo vite di default. I videogiochi antichi (coin op) erano tarati sulle tre palle, i tre tentativi. Double Dragon ne aveva due ma lunghe… tipo che per farti male ce ne mettevi!
Poi dovevi fare la continua… cioè il sistema di permetteva di inserire entro dieci secondi una nuova monetina e ricominciare da dove eri morto con altre tre vite di default. Le vite all’epoca mia si chiamavano palle… perchè eri ancora tutto ingolfato negli anni ’70 – ’80 e quindi ragionavi in termini di pinball (che alle nostre latitudini si chiamava flipper) e lì i tentativi erano fisicamente rappresentati dalle palle argentate.

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Io oggi (qualche giorno fa in realtà perchè questo è un post ucronico, perchè ho ripreso con le ucronie, perchè sono settimane un poco sbattute di lavori e preparativi e quindi non ho sempre la possibilità di aggiornare Live i post più lunghi) io oggi scendendo di casa ho pestato senza accorgermene un brick di cartone di quelli dei succhi di frutta. Un brick senza cannuccia. Sono quei gesti che fai dicendo… “Massì che cazzo vuoi che mi succeda?!”. E invece ti capita che il lato del forellino per la cannuccia, se come ho fatto io pesti il brick col piede destro, sia a sinistra. Perfettamente direzionato contro la tua, di caviglia sinistra. Tra i 360 possibili gradi, il più giusto. A cercare di farcela altre cento volte… tutti fallimenti.
Vabbè… ma perchè in terra dovrebbe mai esserci un brick pieno? Te lo chiedi, è lecito chiederselo. Che cazzo lasci a fare un brick da 20 cl di succo di mela per terra? Appena aperto? Non ha senso… a meno che il destino non ti stia simpaticamente comunicando qualcosa. Il brick era pieno. Mi sono annaffiato la scarpa ed il pantalone. Qualcuno sorridendo mi ha urlato “Tu c’hai addosso il malocchio!”. Io lo so che ho addosso il malocchio… forse non è il caso di dirmelo ogni 3×2 ma va bene uguale.

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Questa piccola umana sciagura, rapportata ad un evento di proporzioni catastrofiche che ha investito la mia vita recente, ossia la scoperta che una postazione di lavoro da me molto frequentata per mesi nell’anno passato era potenzialmente senza tante virgolette una vera e propria sedia elettrica che attendeva solo il consenso per trasformarmi in un cerino acceso e poi spento, mi ha convinto del fatto che fino all’anno passato io debba aver attinto a piene mani da questo cestino delle palle, dei bonus, delle vite. Tipo… non sono saltato per aria nè mi hanno trovato bruciato e croccante a giocare con le mani nell’acqua…
Questa affermazione fa il paio con un altro curioso evento avvenuto attorno al 2010… un evento che assieme al cedimento fisico del mio organismo rispetto ad un caro amico come l’alcool, mi ha convinto che è davvero bene che io resti fermo sulle ultime quantità di liquido da bicchiere non assimilabile all’H20 e non cerchi di forzare il destino. Correva l’anno 2010, tipo… febbraio/marzo. Di ritorno da una serata nemmeno distruttiva di metà settimana mi accorgo di avere in corpo qualcosa come due bottiglie di campari… o una di campari ed una di padre peppe. Già bevute, non sigillate. Io mi sarei tolto la patente anche a piedi… scatta il posto di blocco dei carabinieri. Alcool test ben in evidenza. Io mi dico simpaticamente: “Ecco nessuno se n’era mai accorto adesso spiegalo tu a mamma e papà che sei un beone!”. E invece il carabiniere che interagisce con me è gentilissimo… controlla i miei documenti, habla con migo, mi fissa, chiacchiera sulla serata e sulle condizioni meteo… mi restituisce i documenti e mi dice anche “Buonanotte signore grazie per la collaborazione, gentilissimo!”. E io lì a gridarmi “Hai sentito bene, ingrana la marcia saluta con cordialità e metti la freccia… poi dritto a casa con calma olimpica e da domani non bevi più!”. Perchè na roba del genere i bonus li prosciuga.

DoubleDragon

Ho la netta sensazione di aver esaurito le palle bonus in tutto ormai. Ho la netta paura di sbagliare ancora… e non avere più palle bonus da sprecare. E’ per questo che ultimamente sono ansioso, spesso me ne vado in palla, spesso me ne vado in panico… spesso, al solo sferragliar di rotaia lontana prevedo il deragliamento di un Italo intero nel mio deretano. Perchè la vita non da continue, belli miei. Non hai gettoni di riserva. Mamma e Papà ti hanno dato quella duecento lire e se vuoi giocare fattela bastare. Per cui eccomi a chiedervi un consiglio… per riaccumulare bonus… e riguadagnarmi il diritto a sbagliare… come si fa?

pinball ball

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2 thoughts on “Le palle Bonus, la vita, le occasioni, le vite…

  1. ysingrinus ha detto:

    Bella domanda, a cui non so dar risposta però.

    Piace a 1 persona

  2. chezliza ha detto:

    The answer, my friend, is blowin’ in the wind,

    The answer is blowin’ in the wind……

    Piace a 1 persona

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