Archivio mensile:maggio 2015

Radio Quindinononvatuttobene – E questa forse l’ho pure già messa…

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Ma il giro di basso mi piace ed è quasi ironica postata oggi… con questo giro di basso così carino e gentile… dopo il post di stamane… Massì… che lo sapete che ci credo davvero ed ho solo coraggio di dire quel che voi pensate tutti ma non avete il coraggio di dire… Tutti vorreste essere Kilgore che dice che il Napalm da di vittoria a prima mattina

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Allora… della questione del metodo Bikini…

Cos’è il metodo Bikini? E’ un protocollo di mia ideazione che serve a ridurre drasticamente la popolazione, i livelli di inquinamento ed il problema della fame nel mondo. Prende il suo avvio ed il nome dall’esperimento condotto nell’atollo di bikini dall’esercito americano in occasione dello sganciamento di una bomba atomica da svariati megatoni. Prima dell’esplosione il meglio della biologia americana visitò l’atollo e censì tutte le specie presenti… riportando tutto su un comodo taccuino. Poi sganciarono una bomba… allontanando solo la popolazione umana dall’atollo.

E lo so… ok, ci sono morte un sacco di bestie e di piante.. ma credete a me si sono sacrificate per la sciena che non ha una morale intrinseca.

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Quando a distanza di 5 anni i biologi sono tornati hanno reigstrato sullo stesso tacuino i livelli di radiazione… riportandoli. E sono tornati sull’isola ogni 5 anni censendo sempre ogni cambiamento. Sapete che cosa hanno scoperto?
Che con calma e tranquillità e soprattutto senza alcun tipo di intervento umano… la natura dopo 50 anni aveva talmente tanto rimesso a posto le cose che i livelli di radiazione erano scomparsi e che tutte le specie esistenti erano ritornate al loro posto. Ovviamente questo è stato possibile perchè l’atollo di bikini è un isolotto in mezzo al mare e quindi le specie viventi ci tornavano a nuoto. Come le alghe che non nuotano ma si spostano nell’acqua… come le palme e le piante che si lasciano trasportare dai pollini. Alcuni umani volontari hanno ripopolato l’atollo. E stanno tutti bene!

Cinquanta anni… e il mondo guarirà

Ora… cosa bisogna fare per ridurre drasticamente i livelli di sovrapopolazione e l’inquinamento? Avere accesso ad un arsenale nucleare… Bombardare completamente e contemporaneamente un posto di pazzi sovrariprodotti come la Cina ed i cinesi… essere sicuro di aver raso al suolo tutto e tutti… fabbriche inquinanti e due miliardi di persone che hanno con il mondo circostante un rapporto poco corretto e troppo invasivo… ed aspettare cinquant’anni. Se si tolgono le radiazioni… figurati gli altri agenti inquinanti. Quello è un posto fertilissimo. Sai che fai poi? Ci sposti sopra i popoli dell’africa, quelli che per conformazione metereologica e territoriale non hanno accesso ad alcun tipo di risorsa… e che mi stanno anche simpatici a patto che non suonino il reggae… Li sposti lì e consegni loro un posto bellissimo e fertilissimo dove vivere e coltivare senza avere accesso a quelle risorse che sono causa del loro malessere come popoli… ossia diamanti e altri minerali preziosi che li rendono schiavi di dittatori che si venderebbero anche la madre oltre alle miniere per un pochetto di potere.

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In un sol colpo hai ridotto la popolazione, risolto un problema annoso come quello di garantire con la cellulosa asorbenti alle donne cinesi che sono più o meno un miliardo, liberato una serie di popolazioni sfortunate dall’ansia di doversi far sfruttare per colpa di risorse contenute sotto un territorio inospitale e sostanzialmente non produttivo di risorse alimentari (non puoi mangiare diamanti)… e costretto noi occidentali a combattere per contenderci quelle risorse senza rompere i coglioni alle popolazioni che poverine quei territori li vivono nell’incoscienza di quel che contengono nel sottosuolo. In questo modo garantisci anche a noi un bel po’ di sano darwinismo con una bella guerra del tutti contro tutti che ci fa pure bene.
Non abbiate paura dell’America in tutto questo: gli americani avranno già speso tutto il loro armamento atomico e non faranno mica più tanta paura. Poi, voglio dire, noi italiani storicamente ci accontentiamo di territori esigui quindi… con gli americani alla fine nemmeno combateremo!

Haile Selassie tijdens staatsbezoek  *januari 1969

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Radio Quindinononvatuttobene – E quindi questa canzone che è spettacolare…

Perchè io voglio che alla fine di tutto questo casino…
… qualsiasi cosa succeda…
… non voglio vergognarmi di correre e correre e correre e arrivare dove non mi sente più nessuno… e gridare… e far saltare fuori tutto. Ma proprio tutto!

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Cioè che se poi ci ripenso bene…

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Pure questa attrice (Diane Fleri) è una Biondoddio… ed è una Biondoddio perchè io so che somiglia ad un pezzo importante della mia vita. E il cazzo è che questo film insieme non è stato ancora possibile vederlo… e a me piace tanto. Perchè tipo dentro ci sta tutta la contraddizione dell’evoluzione di uno che deve fare il cattivo per forza, insieme ad uno che deve fare il buono per forza… quando sono piccoli… e sono fratelli… e poi tempo dopo finisce che il cattivo per forza diventa buono per scelta ed il buono per forza diventa cattivo per scelta… (un po’ coglione più che per scelta perchè quella stagione l’hanno fatta ragazzi bravi ed intelligento che ad un certo punto hanno dato d’aceto)… ed è quello che stiamo passando all’incontrario io e mio fratello che ci staimo scambiando i ruoli ed il disilluso un po’ fascista sono ormai io… anche se lui fascista non lo è stato mai… e finisce che tra un poco lo vediamo condurre una colonna di blindati russi… di quelli ancora legati alle memorabilia del settantennio che fu…

E quindi sto film mi piace tanto per quelle cose… e mi piace tanto perchè c’è lei che mi ricorda tanto ma proprio tanto un pezzo della vuta mia, mi ricorda, mi ci fa pensare non mi ricorda che non è che è mai finito… e però sai qual’è il cazzo? Che io in quel film non sono e mai sarò Scamarcio. Perchè mi ritrovo molto più in Accio… che di mazzate ne prende dall’inizio alla fine ma è cattivo per scelta, cosa che non riesco ad essere, che non sono riuscito ad essere mai. E io in Accio mi ci ritrovo dalla testa ai piedi in quel film… e allora crepo d’invidia… perchè alla fine quella Biondoddio con quella che ci farei che sta in questo film a letto se la porta Scamarcio. Ed a quel pezzo della mia vita che mi ricorda anzi mi fa pensare a questa Biondoddio con quella che ci fafei Scamarcio piace. E pure tanto. E ne sono sempre stato geloso, io, di questa storia… ma proprio sempre e di più!

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Radio Quindinononvatuttobene – E questa purtroppo o per fortuna ci stava… eh… il sogno…

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Sì il pezzo era questo…
Che è anche il magistrale commento sonoro al magistrale piano sequenza del magistrale gangster movie di Scorsese “Quei bravi ragazzi”… lui e lei che entrano al club!

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E niente interrompiamo la Malthusiana perchè…

…perchè stanotte mi sono risvegliato e me ne accorgo ora… mi sono risvegliato e avevo fatto un sogno… ed era un sogno strano. Perchè quel sogno l’avevo già fatto. Mi capita spesso di sognare cose che ho già sognato e di sognarle tipo identiche sempre, identiche sempre a com’erano anche anni prima…
… per dire sogno ancora di stare alla villa di Vincenza l’amica di mamma alle Grotte di Castellana, e sogno che è tipo luglio e loro danno lì una grande festa… e niente lo sogno ancora che ad un certo punto io sono solo e c’è una fuga di stanze identiche in questa casa e c’è uno che mi rincorre e c’è uno che mi uccide e c’è uno che è me che mi rincorre e mi uccide… ma io ancora adesso che nel sogno so che sono io che mi ucciderò continuo a non vedermi in faccia se non alla fine dell’ultimo momento che è quello in cui invece di scorrermi di fronte i titoli di coda della mia esperienza sul mondo che si chiama vita mi dovrebbe scorrere la vita davanti tutta al’incontrario…

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… e per dire ci sta il sogno delle ombre che si parlano dove io sono una persona l’altra è un’ombra che mi dice che devo fare una ed una sola cosa importantissima…  e però ancora oggi che lo sogno quell’ombra non ha la faccia della persona che nella vita reale impersona quell’ombra… e nemmeno ora che quel sogno e vecchio e ne abbiamo parlato… nemmeno ora su quell’ombra compare quella faccia.
Invece in questo sogno sì… oggi, stanotte sì… Quella faccia è venuta fuori. Ed era proprio lei… ed il sogno era identico ma era proprio lei. Ma veramente… senza scherzi. E mi sono svegliato sudato e incazzato…
Chiedendomi chissà se le ombre nei sogni sognano ancora ragazzi rasati!
E niente questo è il sogno così come lo trascrissi anni fa… dopo averlo fatto… quando ancora non sapevo che quella figura del sogno una faccia ce l’aveva!

E poi mi ha baciato!

…che è un po’ come dire che c’è voluto solo un secondo in più e mi sono risvegliato. Che è un po’ come ammettere che tutto era un sogno. Però era davvero uno di quei sogni che si chiamano così perché sono proprio quello che ti aspetti. Ti risvegli ed avessi uno specchio ti riscopriresti a ridere inebetito. Perché è successo. Ancora? Di nuovo? E’ successo e tanto basta. E’ successo… anche quando credevi che un bacio non avresti più saputo darlo. Perché è andata tutta proprio come quella sera. Quella sera che la sognasti la prima volta. Solo… solo che è successo di nuovo. E forse non ci speravi. Ridi perché proprio come quella prima volta lei aveva indosso quella maglietta nera, la famosa, famosissima maglietta nera che non aveva su nessun colore. E nessun disegno. Con il colletto solo un poco a V. Perché se lo mangia di timidezza quel colletto…

…E ridi perché, proprio come la prima volta, avevi indosso il tuo elmetto tedesco della Wermacht. Che a muoverti con indosso quel padellone duro e tutto di ghisa spesso ti ci facevi male. Ma meglio quel male piccolo, di quelli da chiamare realisticamente fastidi, piuttosto che il male di prendere craniate dalla vita, sprangate dal tempo, morsi alla testa da tutto quello che ti circonda. Perché senza quell’elmetto non ti senti solo nudo e vulnerabile. Senza quell’elmetto sei solo. Ci sei solo tu. Ed ormai ti fa troppa paura essere solo.

E ridi perché è stato proprio tutto così.

Perché in sottofondo c’era questa canzone. E tutti ballavano. Come al solito facevi la guardia all’uscio. Accendevi le sigarette con il tizzone di quelle appena fumate. Guardavi da sotto la visiera dell’elmetto, stretto tra le spalle. E poi lei, come sempre, s’è fatta largo stringendosi nelle spalle. Era come l’hai sempre sognata. Ma ancora, era come quella volta, come quel primo bacio sognato. Tutto come quella volta. Ecco perché ridi. Perché quando stretta stretta e piccola piccola tra tutti gli altri, s’è fatta spazio venendo verso di te col lecca lecca in mano, scartato e lucente, aveva occhi solo per te. T’ha abbracciato, e non lo ammetterai ma ha preso le tue mani e se l’è messe ai fianchi. Perché ha letto che non ne avevi il coraggio. Poi t’ha detto solo “Balliamo?” e hai ballato. E ridi perché sapevi che lei te l’avrebbe detto di nuovo… ma non ce la facevi ad aspettare.

E quando l’hai sentito è stata una liberazione: “Te lo togli questo? Non ci riusciamo quasi a guardare… come possiamo amarci così?”. Non l’hai buttato giù tu. Non l’ha buttato giù lei. Ridi perché ti piace ancora pensare che sia caduto da solo. E la musica continuava… anche se non la sentivi… sempre la stessa canzone! Questa stessa canzone…

…E poi mi ha baciato!

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Radio Quindinononvatuttobene – Montaggio Fronte del Porto mode…

Questa proprio mi scatena istinti bellicosi…

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Allora… del perchè Malthus aveva ragione…

Innanzitutto in nuce che diceva Malthus?
Innanzitutto chi era questo signore? Va bè… se non lo sapete documentatevi perchè non è che ora possiamo stare a scrivere tutta la storia di questo protosociologo un po’ darwinista ma deragliato dai binari del Darwinismo reale…
Cosa diceva in nuce il signor Malthus? Che siamo troppi sulla faccia della Terra e che i medicinali hanno creato un pochetto di casini e che avremmo rimpianto laa rivoluzione agricola e quella industriale… e che troppa igiene è sbagliata e che sostanzialmente dovremmo accettare con più serenità che essendo parte di un sistema complesso che si chiama Mondo che non è assolutamente al nostro servizio… anche noi dobbiamo con serenità morire.

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Io questa è una cosa che dico da un sacco di tempo. Siamo tanti, troppi… e non sempre nel riprodurci ed occupare casellette che si chiamano spazio, nel pianeta, lo facciamo con criterio ed a giusto diritto o a giusta ragione. Ci riproduciamo troppo e inibiamo, col nostro riprodurci e col nostro evitare a tutti i costi la morte, una serie di sistemi di blocco (veri e propri interruttori naturali di riequilibrio) che la natura aveva creato per riportare il numero degli abitanti umani del pianeta terra a livelli accettabili e sostenibili.
I cavalieri dell’Apocalisse se li erano inventati gli ebrei – che hanno indiscutibilmente il dio più figo di tutti – per giustificare il fatto che la Natura ogni tanto ti scatenava contro delle cose mica male in quanto a cattiveria e sadismo nei confronti del genere umano che da soli rimuovevano camionate di persone… e riequilibravano la bilancia con la natura.
Che cos’è questa bilancia? Semplice, l’equilibrio tra risorse comunque date dal pianeta, risorse prodotte e popolazione. Quando il saldo di questa bilancia è in favore delle risorse o è in pari il pianeta sta bene… E NOI STAIMO BENE… quando il saldo è passivo per le risorse… il pianeta soffre. E se il pianeta soffre si attivano questi sistemi di blocco che inculano il genere umano e lo riducono in numero drasticamente.

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Allora… prendiamo il ‘300… venivamo da due secoli di sostanziali progressi in campo della salute, della salubrità, della produttività. Gli anni bui dell’alto medioevo erano alle spalle, si stabilizzavano gli stati… e la popolazione cresceva… nel 300, arrivati ad un limite non sostenibile di popolazione per le risorse date e le capacità di sfruttarle… Pum: la Peste del ‘300. Camionate di persone crepate… e poi… poi non siamo morti tutti. Sono sopravvissuti i più forti (non i più ricchi o fortunati) ed abbiamo assistito ad una cosa bellissima e splendida che si chiama Rinascimento: il 400 ed il 500… no? Vogliamo dire che non è vero? Accettando passivamente la Peste, decimandoci, siamo tornati in saldo attivo per le risorse sulla bilancia e siamo stati così bene che… tipo… abbiamo scoperto le Americhe, la proporzione nel disegno, ci siamo inventati sistemi di governo nuovi e moderni, le banche, la medicina, abbiamo migliorato molto gli standard architetturali, abbiamo imparato a dire con la signoria di Siena che “Solo senza paura l’uom franco cammina…”. Mica poco. Solo che siamo cresciuti troppo… e dopo poco… nel 600… altra ondata di peste… più forte perchè ervamao cresciuti veramente troppo. Bum! Drastico calo degli abitanti del pianeta… ma mica una tragedia… poi… poi il ‘700, l’illuminsimo…  tutto quel che ne comporta.
Sì, d’acordo… tutto quello che ha portato a questo sfacelo… tipo dopo qualche tempo l’invenzione della medicina così come la conosciamo e della penicellina… bastarrdo d’un fleming… però… vogliamo negare che la pestilenza era funzionale al riequilibrio della bilancia?
Vogliamo negarlo per il fuoco? Vogliamo negarlo per la carestia? Vogliamo negarlo per la guerra che si attiva sempre e comunque di fronte ad un momento di ridefinizione degli assetti spaziali e di accesso alle risorse tra popoli che si sono troppo espansi?

Lo sapete come fanno a disinfestare gli ambienti i disinfestatori seri quando i ratti superano di gran lunga un limite imposto entro il quale le esche e i rimedi funzionano? Semplice: metodo Chernobyl: si cementa e si piomba tutta l’area e si ritorna dopo un anno solare… quando il numero sarà drasticamente calato per cannibalismo e malattie collegate alla sovrapopolazione. Quando sarà possibile tornare ad intervenire con metodi tradizionali.

Malthus sostanzialmente afferma che la natura si muove e vive secondo una legge singola: funziono bene e sto bene se sono in equilibrio tra risorse prodotte e popolazione che vi accede. E’ idiota ed autodistruttivo ogni sistema che cerca di falsare questa regola aurea. Pensateci ogni volta che vivete con una sciocca felicità l’idea che siamo così tanti sulla faccia della terra!

i cavalieri

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Radio Quindinononvatuttobene – E qui sì, lo ammetto, comincia la Malthusiana…

La settimana di Malthus… settimana forse è troppo, ora vediamo…
Comunque a me la storia di Malthus non so perchè fa venire in mente Fogerty… la sua voce… che evoca una ejaculazione di quelle prepotenti mentre guidi e tipo una milfona da paura che la gente se la guarda dice “ma che quella per davvero è così?!” ti fa cose fumettistiche e definitive mentre guidi…
… e quando mi vengono in mente certe cose poi mi viene in mente la guerra…

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… e poi mi viene in mente Brad Pitt che in Seven acusa il serial killer di farsi le pugnette leggendo riviste di armi immerso nelle sue feci…
… perchè le parole orgasmo e guerra non vanno d’accordo secondo le persone che chiamano gli assassini “mostri”… solo perchè fa molto più comodo tenere una pulsione naturale come quella al sesso lontana da una pulsione altrettanto normale come la catarsi della violenza… e tenere lontani da se quelli che invece non hanno timore di ammettere che ogni tanto cedere con l’esorcizzazione a demoni quali il sesso e la guerra (forze generatrici e distruttrici) fa bene…

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In buona sostanza a me la voce di Fogerty fa mettere assieme la forza generatrice e quella distruttrice… mi fa sentire un piccolo Dio in miniatura di quelli simili al Dio di Israele che se si incazza so cazzi… e quindi… con Malthus sentirete solo I Creedence Clearwater Revival…

(che voglio dire il ’68 ha partorito cose belle come la rivoluzione sessuale e la contestazione al vietnam ma pure la Family di Charles Manson… e questa è la grande contraddizione di quella cosa dove la gente scopa per fare figli e si ammazza per togliersi davanti che si chiama Mondo!)

(LA5) LOS ANGELES, Dec 2--CULT LEADER--Charles Manson, 34, was described today by the Los Angeles Times and attorney Richard Caballero as the leader of a quasi religious cult of hippies, three of whom have been arrested on murder warrants issued in the slayings of actress Sharon Tate and four others at her home.  Manson is in jail in Independence, Ca., on auto theft and arson charges.

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Bene considerazioni finali

Il lavoro di Giuseppe Cariello sul mio braccio è finalmente finito. Per essere preciso il lavoro sulle mie braccia. Si chiude un cerchio in undici mesi. Si chiude un momento della mia vita molto denso e particolare. In tanti mi hanno sempre chiesto: “Certo che però ne hai messo di inchiostro su quelle braccia… e se poi ti stanchi? Se poi te ne penti?” Difficile pentirsi di quel che si è visto e considerato che quelle braccia raccontano quello che nel profondo sono e sono sempre stato… anche se per me per primo è difficile vederlo. Non so, è come Nino della canzone di De Gregori… Nino che ha paura di sbagliare un calcio di rigore. Nino lo sa che quel rigore può segnarlo e può sbagliarlo. Ma devev tirarlo. Infondo la vita è questo. E non bisogna avere paura di scoprirsi coraggiosi, non bisogna temere e provare imbarazzo per la propria gentilezza d’animo e grazia di spirito. E non si deve mai dimenticare che la Nobiltà, dentro, è solo un bel valore.

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Vedete, da quando ero piccolo io non avevo il permesso di giocare per strada. Da quando ero piccolo io dovevo aderire ad un modello da Piccolo Lord, dovevo essere l’ometto di casa. Non mi è mai piaciuto quel modello ma ho scelto, devo aver scelto che era l’unico possibile per essere davvero non tanto felice ma sereno. Non essendo stato educato alla scelta, non avendo potuto prendere confidenza con l’errore, consideravo che fosse imprescindibile aderire ad un modello di esistenza rassicurante, il modello che metteva d’accordo tutti. Solo in quel modo sarei stato sereno… poco a poco ho imparato che solo in quel modo sarei stato felice. Che infondo la felicità cos’è se non la sensazione dolce di veder realizzati tutti i propri desideri?

Io non sono mai stato un bambino viziato. Mai. E però, visto che producevo risultati attesi venivo sempre gratificato. Presto, molto presto, ho scoperto che il mondo lì fuori è un brutto posto… ed ho scoperto, ho sentito, di non avere unghie e denti a sufficienza per resistere al mondo di lì fuori. Così, così ho cominciato ad imbruttirmi volutamente, aderire al modello del Brutto, Sporco, Cattivo. Le lenti a specchio da “Narcotici” o peggio da “PInochet”… gli smanicati, la fissa per la boxe invece che per il calcio. L’Inter come modello di vita, non vincente ma sofferente, sempre in guerra, mai in pace. Così, appena ho potuto deisderare, mi sono reso conto che desideravo cose diverse da quelle attese. Per troppo tempo ho soppresso e respinto i miei desideri per paura di quel che si sarebbe potuto scatenare… per paura dell’ignoto. Poi ho capito che non andava bene… ed ho cominciato a ricercare… a desiderare.

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Ed ho desiderato scrivermi sulla pelle determinate cose di me… in un linguaggio cifrato che poi ho deciso di aprire al mondo per aprire a me stesso… che le cose dette a se stessi e non dette al mondo spesso non hai il coraggio o la voglia di sentirle mentre se le dici al mondo poi un minimo le devi mettere in pratica… senò sei un cialtrone. E io ho sempre odiato i cialtroni.
E niente un percorso è finito… uno si appresta a cominciare… ed ho come la sensazione che questo sarà un undici settembre emotivo per la mia vita. Un anno alle spalle… un anno denso ma anche incosciente… un anno difficile ma anche bellissimo… perchè la morte mi ha sempre trovato vivo.
E adesso con le mie braccia nuove e un po’ doloranti, esco al mondo con una buccia diversa. Il piccolo Lord non è che smetterà di essere Nobile e Gentile, aggraziato… Comincerà magari ad essere più coraggioso. Avrà meno confidenza con l’aria del cattivo per forza perchè imparerà che una volta ogni tanto potrà anche essere cattivo… ma vivrà, vivrà di nuovo.
Ecco il bello di ritrovarsi! Ecco il bello di riscoprirsi. Rieccomi!

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