Le vite degli altri…

Vivo da giorni con la consapevolezza che dalla prematura scomparsa del gettone telefonico in poi… i nostri spazi di riservatezza privati sono disintegrati. Per dire: un sistema integrato di videosorveglianza accessibile via telefonino, incrociato con un sistema di allarme che segnala con un sms ad amici e parenti e medici curanti segnalati a dovere sulla centralina del sistema di sicurezza di cui sopra… ti impedisce serenamente di fare le zozzerie nel tuo ufficio… nel tuo locale pubblico… nello spazio che hai inteso proteggere con quel sistema. Perchè? Presto detto…
Tu ti acchiappi la presona con cui fare le zozzerie… poi la prendi… poi arrivi di fronte alla serranda del tuo ufficio, casa, locale pubblico. Per favore non fate i moralisti… tutti voi sognate di accoppiarvi a quel biondoddio sul posto di lavoro. Eh, sì… ma poi che succede? Che quando disinserite l’allarme… scatta un messaggino a tutti i segnalati. E tipo se quel messaggino scatta in orari non comuni… ossia tecnicamente quelli in cui ti vai a fare le frecazze… è del tutto evidente che gli altri destinatari di quel messaggino di sicurezza entrino in allarme… “Che succede al fortilizio?”. E vai: è un attimo. Esci dall’app dei messaggini, entri nell’app della videocamera. E lì osservi quel che succede. E tecnicamente mi vedi che mi faccio le frecazze.

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Non va bene! Ringraziamo tutti il fatto che io non abbia bisogno di questo… ringraziamo tutti il fatto che io non abbia in animo l’idea di farmi frecazze sul posto di lavoro. Però, tipo, saperlo di certo non ti fa sentire sereno, non percepisci la tua sfera privatissima al sicuro.

Se a questo aggiungiamo che comodamente quando attivi per una qualche ragione whatsappete… beh… chiunque vede che sei online e può tranquillamente raggiungerti con un messaggio privato e chiederti – così, come se fosse la cosa più gentile, normale e comune di questo mondo – “Online alle cinque?!?!?!”… vi renderete presto conto di come la stessa privacy e la stessa sfera non contrattabile di esistenza privata si percepisca IMMOTIVATAMENTE sotto assedio. Sapete che ti arrivava gentilmente alle spalle e con un sorriso dolce ed all’apparenza – ma solo all’apparenza – remissivo ti diceva “Ah anche tu da queste parti?” o robe simili? Gli agenti della Stasi, della Sigurimi, della Sigurnost e simili… cioè tecnicamente tutti gli agenti del Patto di Varsavia. Noi all’occidente, in Italia soprattutto, non siamo stati mai così raffinati. Per dire… vuoi mettere Nicolò Pollari con la Vedova Nera ossia Natasha Romanov?

Wiesler (Ulrich Mühe) wird von einem neugierigen Kind kritisch beobachtet.

No… noi così raffinati non lo siamo mai stati. Forse è per questo che viviamo con enorme sofferenza gli atteggiamenti inquisitori e tecnologicamente scorretti degli stalker “a fin di bene” a loro detta che si aggirano attorno a noi. Fatto sta che sapere di essere perennemente sotto l’ombrello indiscreto di più di un occhio… mi inquieta. Non m’affascina. Mi inquieta. E ad essere sincero non m’affascinerebbe nemmeno stare dall’altra parte del monitor. Cazzo… sapere tutto toglie ogni sorpresa ed ogni gusto alla vita. E’ così bello essere come i pesci rossi… memoria sul tutto resettata ogni 37 secondi… “Che cosa abbiamo qui? Oh Un Castelletto di sabai… Meraviglia!”  e dopo 37 secondi, dopo aver completato il giro della boccia… “Che cosa abbiamo qui? Oh Un Castelletto di sabai… Meraviglia!”  e dopo 37 secondi, dopo aver completato il giro della boccia… “Che cosa abbiamo qui? Oh Un Castelletto di sabai… Meraviglia!”  e dopo 37 secondi, dopo aver completato il giro della boccia… “Che cosa abbiamo qui? Oh Un Castelletto di sabai… Meraviglia!”  e dopo 37 secondi, dopo aver completato il giro della boccia… “Che cosa abbiamo qui? Oh Un Castelletto di sabai… Meraviglia!”  e dopo 37 secondi, dopo aver completato il giro della boccia…

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4 thoughts on “Le vite degli altri…

  1. ysingrinus ha detto:

    La penso esattamente come te.

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  2. Piero ha detto:

    A parte i dovuti complimenti per il delizioso stile narrativo, sottolineo più volte il brillante concetto di “privacy sotto assedio” che hai evidenziato. Leggi, regolamentazioni e organi di controllo nulla fanno giacché a tutte le istituzioni e a tutte le organizzazioni commerciali serve sapere dove abbiamo i peli e quanti siano. Non fa piacere a nessuno credo. Tuttavia, se siamo scesi in piazza per esempio per conquistare il diritto allo studio, al voto o al divorzio ma non lo faremmo mai per rivendicare la privacy. Anche perché saremmo terribilmente spaventati di stare in mezzo alla folla, dopo aver passato anni a comunicare nascosti dietro la tecnologia. Di nuovo complimenti! Ciao!

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