Allora la bestia animale stronza nazista NON sono io!

Checchè ne dica qualcuno o qualcuna… io non sono uno stronzo. Io non vi ho ancora per esempio parlato di quella cosa bellissima che è la mia fascistissima teoria Malthusiana sul fatto che se muoiono un po’ di vagonate di persone al pianeta e ai suoi abitanti non è che poi faccia così male. Io non vi ho ancora parlato del mio personalissimo Protocollo Bikini, ovvero di un sistema che, partendo proprio dall’esperimento condotto sull’atollo di Bikini, risolve i problemi di fame nel mondo, elimina in un colpo solo i cinesi e Vissero Tutti Felici e Contenti. Io non sono ancora riuscito a rivelarvi il mio lato oscuro e terribile per il quale esistono malattie rarissime con una incidenza dell’1 su un miliardo che NON andrebbero curate per il solo fatto che… coi soldi spesi per curare quella malattia si curano centomila malattie molto più comuni e distruttive. Io non vi ho ancora per esempio spiegato che a mio modestissimo parere se uno muore facendo una cosa idiota… se ne può ridere a crepapelle di quella morte perchè questo si chiama Darwinismo. E quando oggi mio fratello mi ha detto “Guarda che tu una volta completamente ubriaco hai fatto una cosa idiota cioè stenderti sulla statale in curva al buio…” gli ho detto “Guarda che se avessi fatto una brutta fine voi DOVEVATE ridere di me e della mia idiozia ed essere felici: un corredo cromosomico difettato in meno sulla faccia della Terra, un idiota che si riproduce in meno…”. Non compatirmi. E questo, il fatto che io non viva le singole morti come una tragedia pensando piuttosto ad evitare le morti e le sofferenze su grande scala la dice tutta su quanto io NON sia stalinista. Pur ammirando ferocemente i dittatori. Io non credo che una morte singola sia una tragedia e un milione siano una statistica. Io credo che esistano morti che sono tragiche ed ecatombi che sono funzionali… come sofferenze di massa che siano insopportabili e morti singole che siano liberatorie.

Re-inactment of a heroin user burning heroin on a spoon. Heroin is a narcotic drug which is also used for medical purposes as a strong painkiller. Heroin is a white brownish powder that can be smoked, sniffed or dissolved in water and injected. It produces sensations of warmth, calmness and drowsiness. Long-term use induces the need for greater amounts

Di tutto questo vi parlerò nella settimana dedicata a Malthus… che mi farà perdere il 78% dei lettori e farà dire a qualcuna che conosco “Ah cavvolo, visto che sei un nazista di mmerda?”. Di questo vi parlerò in seguito… magari dalla prossima settimana. Oggi io vi voglio raccontare, oggi che è domenica per voi, un fatto successo stamattina che è giovedì, proprio a me. Un fatto che come conseguenza ultima ha il fatto che “Dovremmo legalizzare le droghe pesanti e darne in omaggio gran quantità agli eroinomani a condizione che si facciano – anche gratis – dove lo diciamo noi e mettano la siringa dove lo diciamo noi… e così se ne vanno tutti in brevissimo tempo di overdose, loro sono contenti e noi stiamo più larghi e più sani!”. Che è una cosa malthusiana, darwinista, cattivista o cattiva… ma è una cosa in cui ho sempre creduto, ultimamente molto di più, oggi proprio è diventato un dogma! Perchè tipo stamattina me n’è capitata sotto gli occhi una da innegiare a Torquemada, Himmler, Arkan, la EMSA argentina e pure il Dottor Birkermehier.

20121106-siringhe-

Oggi arrivo in fumetteria alle 9:15… felice come una Pasqua. Prima di fare la spesa in un posto raggelante e splendido come la Metro di Bari mi ero deciso ad avere un pochetto di soddisfazione personale attraverso l’acquisto di un bene di consumo primario come Gli X Men. Arrivo, parcheggio in una piazzetta attigua, con sopra i giochi pe bambini. Accanto a me parcheggia una signora di una 40ina d’anni. Nella sua opel bianca – persecuzione – una bambina che avrà avuto 4/5 anni, seduta dietro, tranquilla e felice che aspettava l’ordine della mamma per scendere. Ordine arrivato. Io ero giù che chiudevo la mia. La bambina diligente scende a comando e sputa fuori un grido di quelli da far gelare il sangue… e comincia ad urlare e piangere. La mamma corre a vedere e inizia ad urlare e piangere e bestemmiare e gridare aiuto aiuto aiuto. Corro. La bambina con le scarpette ad occhio di bue aveva pestato – rompendola – una siringa di quelle piccole, da insulina o da mmmerda. L’aveva pestata e si era graffiata. La siringa non aveva il cappuccio dell’ago. Aveva l’ago scoperto. La bambina aveva delle escoriazioni o taglietti sul bordo del piedino. La mamma urlava disperata. La bambina urlava disperata. A me è scappato un conato di vomito… ed ho fatto interventi e interventi su scena del crimine… non era il sangue… era la rabbia. Ho provato a rassicurare la mamma. Le ho chiamato il 118. Le ho detto di non muovere nulla, di non toccare nulla di aspettare il 118 e di far prendere agli operatori quella roba perchè potessero constatare se era una siringa da insulina (non credo purtroppo ormai esistono le pennette monodose) oppure altro. E le ho cercato di spiegare che dopo qualche ora la siringa ed il virus sono comunque inattivi… e che per fortuna non era detto che la persona che l’aveva usata fosse infetta.
Però non ho potuto non ricordare il terrore che avevamo da piccolini quando si sparse in giro la leggenda metropolitana delle siringhe infilate nelle cornette del telefono o sotto le panchine. Il terrore delle aiuole. La paura dei tossici. Poi lo schifo. Poi la rabbia… per le vite che distruggono, con la merda che si buttano in vena… le vite loro e degli altri. Per il dolore che seminano. E per questa volgare stronzata di lasciare queste mine in giro, alla mercè di una bambina di 4/5 anni che stava semplicemente andando a giocare sulle giostrine che – quasi sicuramente, lo spero – non si sarà infettata ma per due anni ogni sei mesi dovrà passare sotto le forche caudine dei controlli ematici. Penso alla paura ed all’ansia della mamma di quella bambina. Penso ad una famiglia che felice per i prossimi due anni non potrà mai davvero esserlo. Voglio dire… io che non ho avuto contatti pericolosi nella mia esistenza quando feci gli esami completi del sangue ero terrorizzato non già dall’idea di un positivo ma ddirittura di un falso positivo… non voglio immaginare che sarà per quella famiglia. E tutto questo perchè? Perchè devi farti e non sai buttare la tua merda in un cassonetto che – ne caso di specie – è lì a tre metri?

drug-overdose

Non dite che sono stronzo e nazista… ma sono convinto che se tanto mi da tanto, tanto vale regalarla l’eroina ai tossici, permettere che si strafacciano fino a morire… a patto che lascino le siringhe dove diciamo noi. E poi vaffanculo… staremo più larghi. Pensavo l’avessero giustiziata gli anni ’90 e l’AIDS l’eroina… invece no! Non sono io il nazista… sono loro che sono pezzi di merda… e siamo già troppi sulla faccia della Terra.

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15 thoughts on “Allora la bestia animale stronza nazista NON sono io!

  1. dovebatteilcuore ha detto:

    Non so perché,ma credo di sapere chi sia quella “qualcuna…”

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  2. ysingrinus ha detto:

    Purtroppo alcuni virus muoiono dopo qualche ora e se era mattina presto, qualche rischio potrebbe correrlo la bambina. Maledizione.

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  3. stephymafy ha detto:

    Uno dei miei incubi peggiori, cazzo, qui dalle mie parti girava tantissima eroina fino a fine anni 90, c’era sempre attenzione a dove mettevi i piedi, per strada, al mare. Da madre, capisco il terrore di quella mamma e di quella famiglia, per molto tempo vivranno nella paura e nell’incertezza…e fa rabbia, tanta. Spero non ci siano problemi.
    Un bacio.

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  4. rachelgazometro ha detto:

    No che non sei nazista, sono loro ad essere stronzi. Per certe persone non dovrebbero esistere vaccini, antibiotici, pronto soccorsi. La selezione naturale della specie dovrebbe fare il suo corso.
    Speriamo bene per la bambina.

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  5. chezliza ha detto:

    cazzo .
    notizie della bimba?

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  6. EdFelson ha detto:

    I tossici sono il dito, il problema credo che sia la luna.
    Poi sul fatto che facciano schifo – ma non schifo per un qualche motivo etico, morale o sociale, ma semplicemente per il fatto che non si rispettano – e che siano autoreferenziali nel loro piacersi quando stanno male e, anche, nel loro essere un po’ codardi, se vogliamo, sono d’accordo.
    Ma esistono perché è la struttura che crea i presupposti perché ciò accada.
    In qualche modo siamo tutti, tutti sovradeterminati, e non ci sono cazzi.
    Esistesse il welfare, la società non si basasse su canoni malati di competizione sfrenata, fossero diverse altre due o trecento milioni di cose, le droghe sarebbero solo un puro svago dispercettivo. E si avrebbe anche l’accortezza di buttare via i propri rifiuti.
    E poi, sticazzi, è vero che si potrebbe dire che drogarsi è una decisione attiva. Ma si potrebbe benissimo rispondere che nascere con una sensibilità sovra sviluppata è una gran bella sfiga.
    Che lo si voglia o no, i tossici sono uno dei prodotti di questa società fantastica nella quale siamo tutti liberi, liberi di essere ogni cosa vogliamo, a patto che sia approvata dal consiglio dell’inquisizione.
    Io sono peggio di te forse, a me frega nulla anche della bimba. Che probabilmente un domani, quando sarà grande, voterà “ancora alla sicurezza e alla disciplina”, contribuendo a conservare e a mantenere questa struttura, questo sistema che produce poveri e si lamenta dei poveri, crea disagio e si stupisce del disagio. E ovviamente non è che proprio non me ne frega nulla: mi dispiacerebbe nel caso rimanesse infettata, ché non sono del tutto nazista, ché è ancora una bimba, in fondo, e i bimbi sono sempre innocenti.
    Però, ogni volta, quando sento parlare di tossici mi vengono i cinque minuti.
    Loro sono stronzi (e lo sono per davvero, ma più per il fatto che la dipendenza annulla la tua sfera sensibile), però la colpa non sta tutta dalla loro parte.
    Sono un prodotto, come tutto, come ogni cosa in questa società.
    Sono il dito, come detto. Il problema grosso però è la luna.

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    • domenicomortellaro ha detto:

      Vedi in molte cose la vedo come te ma non posso non guardare anche la ricaduta sul quotidiano dei comportamenti minimi. Il quotidiano di una siringa abbandonata che irrompe nel quotidiano di una bambina che gioca mi sciocca molto di più delle derive securitarie o del crollo di una società panopticale che non lascia nelle mani di chiunque la libertà è dunque la assoluta responsabilità del se… Anche perché da una parte e dall’altra di quel panopticon il gioco è semplice: farti credere di essere libero di dire no quando sempre e comunque ogni tuo atteggiamento è funzionale.

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      • EdFelson ha detto:

        Il problema è che la cura per queste cose si ritiene sia la repressione. Io sarò banale, però mia madre m’ha sempre fatto un culo tanto con questa storia del “non sporcare”. E non sono proprio un boyscout, ecco. Però – non so perché! – quando ci infognamo nei parchi a bere a prezzi popolari, io e i miei degni compari, le bottiglie riusciamo miracolosamente a portarle in un cestino, in qualunque condizione psicofisica possiamo trovarci.
        E quando c’era qualcuno che aveva anche qualcos’altro, anche quel qualcuno doveva rispettare la regola non scritta del lasciare tutto come lo si era trovato.
        Quindi la cura non è tanto la repressione, quanto un’educazione sensibile, per quanto questa parola mi provochi ribrezzo – educazione, non sensibile -.
        Il tossico che lascia la siringa a terra è quello che, da bambino, scartava il liuk e buttava per terra la carta.
        La droga è un fattore. Il problema è l’educazione, la consapevolezza d’essere inseriti in un contesto sociale, in una rete di rapporti e cazzi e mazzi – tanto so che sai cosa intendo 🙂 –
        E comunque è sempre un piacere, non è comune, di questi tempi, leggere “società panopticale” in una frase. 🙂

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        • domenicomortellaro ha detto:

          Sai… quando mi parli come hai fatto adesso di quotidiano, sono molto più incline ad accettare un punto di vista. Io sono ormai in una fase nella quale non riesco a non pensare che siamo troppi, troppo ineducati e che non esistono più strumenti per fare fronte a tutto questo. Per questo predico da tempo la affermazione secondo la quale solution is extintion!

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