Archivio mensile:giugno 2015

Radio Quindinononvatuttobene – LA radioheadiana…

Si comincia con la Idioteca…

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Ma tu l’hai mai vista…

… la catalessi che ti scordi di postare perchè dici “Sono le due di notte… mi faccio una doccia calda, mi rilasso, scrivo due stronzate per questi stronzomerdoni che leggono e poi me ne vado a dormire…” e di colpo dopo la doccia calda ti butti sul letto ed il mondo si fa di orzata e sambuca… e felce azzurra classic… e tu scivoli in quel mondo denso e ovattato… e ti risvegli che è passata l’una e ti ricordi solo alle tre che ci sono gli stronzomerdoni che aspettano?

Eh, oggi è andata così
La doccia fa dormire…
E’ stupida la doccia (cit.)…

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Radio Quindinononvatuttobene – Tornano i post, eh… tornano…

Considerato che le sorprese fatte sono bellissime… ed è sempre bello siano bellissime anche per chi le riceve…
E’ bello saperlo… è bello sempre…
Devo ricordarvi che sebbene estate… vorri vicino a questo mare (mare) venisse qualcuno a portarmi via per un po’… anche solo qualche giorno eh!

Radio Quindinononvatuttobene – E niente dice che…

Dice che oggi ho detto che basta tristezze, basta ansie, basta paure… ora mi sono rotto le palle. Io sorrido alla vita e se la vita mi si mette di mezzo, da oggi, calci nel culo e avanti andare. Basta. Perchè se ogni volta la vita si mette a fare gli occhi dolci e la faccia del peccato poi mi vengono i sensi di colpa… e l’unico modo di non sentire gli occhi dolci e la faccia del peccato… è quello di essere io per primo il più bravo…e poi vediamo se non m’incazzo!
E quindi non so perchè, ho messo per montare questa canzone…

Radio Quindinononvatuttobene – E devi…

… devi essere bassista new wave scarparo e cioccio per capire quanto questa canzone possa piacere per il suo incedere così ’80… ed a me quell’incedere piace perchè sono un bassista ciuccio e scarparo new wave!

… e vai!

Contro ogni pronostico lo mise a terra al la seconda ripresa. Il primo a non crederci era Mimmo. Dopo il primo gong, all’inizio della prima ripresa, Gianni era partito all’attacco. Colpo di cortesia per cominciare e poi subito sotto. L?avversario aveva leve più lunghe. L’avversario aveva braccia che arrivavano più in fondo. L’unica era togliergli il margine per colpire. E così si era fatto sotto. Ed in una ripresa aveva tirato una quarantina di colpi. A segno poco più della metà. Abbastanza da togliere il fiato e toglierselo. Tornato all’angolo col favore di almeno due punti di scarto nel giudizio, le grida inferocite di Mimmo che gli ripeteva in continuazione “Adesso non hai più nulla da dare… adesso non hai più benzina… quello si chiude, ti fa sfogare, ti fa spompare e poi ti butta giù… bravo coglione!”. R lì a ripetergli di chiudersi, contenere, gestire. Non aveva mandato i suoi sì di sopportazione, si era voltato al suo coach e non aveva trovato di meglio da dire che “Lo butto giù…”. Mimmo aveva fissato i suoi occhi in quelli di Gianni: “Tu finisci giù, così… e io non ti alleno più!”. E al suono della seconda campanella, mentre quello provava a gestirlo, fu Gianni a diventare incontenibile. E’ una scommessa, quella che fai in questi momenti: “Se gli rompo la guardia e lo prendo due tre volte per bene, tutta la riserva mi basta e tutto quel che può dire dopo non serve…”: E così Gianni provò il tutto per tutto. Quando vide che la guardia si rompeva forzò di destro, a guardia rotta cercò le energie che erano rimaste nei polpacci e nella suola degli stivaletti… tre colpi: destro destro e montante sinistro scompostissimo sotto. Bum, Ko. Non che gli avesse spento la luce… no… quello da terra si stava facendo i suoi calcoli: gli serviva un Ko vero e proprio per vincere… ed aveva sempre meno tempo sulle tre riprese. Restò a terra, mentre Gianni non stava fermo un attimo all’angolo, con Mimmo che gli urlava “Recupera, non hai finito, recupera…”. Poi la campanella, il verdetto… e la risata di Mimmo, isterica, arrabbiata: “Tu se non mi ascolti, con me finisci male!”.

Radio Quindinononvatuttobene – Dormire da soli…

…dormire da soli è triste. Ed è una cosa che non voglio più fare… sempre che dormire da soli non sia l’alternativa, unica, praticabile, al non vivere più!

Fa meno male…

Fa meno male di quel che credevo… oggi fa meno male di quel che pensavo. I conati di vomito della mattina sono svaniti, complice un bel risveglio. E ora sotto con tutte le me incombenze. Non è vero che sono sereno… ma è una energia differente. E’ la voglia di prendere a pugni il mondo… è la voglia di farmi spazio a suon di ganci e montanti, muovendo le spalle e colpendo. Entrare a spinta in una vita che non sento ancora completamente mia. Guardare tutti a pari… senza ergermi… ma nemmeno restando con gli occhi puntati in alto come un bambino coi genitori. I genitori a 36 anni vanno mandati in pensione… a 36 anni si è grandi abbastanza da fargli capire e sentire, anche a muso duro, che sei grande abbastanza… E che tra poco saranno loro ad aver bisogno di te, a guardarti dal basso curvi sotto il peso della loro età. E il momento più bello in quei casi è abbassare tu il punto di vista e continuare a metterti alla loro altezza per guardarli negli occhi da pari a pari dicendo “Vedi, mi abbasso per stare alla tua altezza, perchè ti voglio bene, perchè ti amo, perchè adesso tu hai bisogno di me… ma siamo grandi tutti e due!”. Perchè gli sguardi dispari impongono posizioni impari… e nelle posizioni impari il contrattualmente e dialetticamente più debole soccombe. Ma io non voglio soccombere più… e quindi… quindi sul ring della vita voglio fare un bel KO, voglio spegnere la luce a chi mi si mette di fronte. Oggi, un bel KO ai volti dei famosi e inarrivabili, ai volti dei vincenti, ai volti dei palestrati… e questi sono KO di capriccio e gelosia. Poi un KO ai miei bracci di ferro… Ed un ultimo KO per dimostrare a me stesso che quando butto a terra qualcuno o qualcosa io sono bravo… anche se vorrei sentirmelo dire. Sono bravo lo stesso anche se non me lo dite. Sono bravo perchè me lo dico io e lo vedo che sono bravo. Ed è oggettivamente evidente. E se casco, quando casco, sono bravo due volte… perchè ho il diritto di cadere. Sembra sciocco… ,a vorrei un bravo anche a terra, a tappeto, se mai ci finissi… un bravo anche allora, perchè finalmente ho sbagliato, sapendo di aver sbagliato!

Radio Quindinononvatuttobene – Vorrei poter fare di nuovo il sogno bello di avantieri…

… e per domani, vorrei il sogno si avverasse.
Essere il Guerriero corretto, il cavaliere… non quello invincibile, ma quello che combatte con Onore.
E vorrei rivivee, davvero, quella felicità del sogno di ieri… dolce e terribile oltre ogni limite.

Ad un giorno solo…

… dal momento in cui sarà alla fine davvero chiaro ed evidente che un sogno si è polverizzato… io non so ancora come prenderla. Nel senso… so bene che quel sogno è rotto, svanito, alle spalle… ma è legato ad una data che oggi, emntre scrivo, è solo ad un tiro di sputo di una manciata d’ore. Spesso si dice che siano le date, nella mia vita, ad essere ammantate di salvificità… oppure ad essere poratrici di enormi sventure, disgrazie, verità. E’ sempre stato così in un gioco di profezie autoavveranti che non aiutano me per primo e chi mi sta intorno dopo a fare qualcosa. Io quel gioco l’ho rotto, l’ho provato a rompere… e so che esistono solo due date davanti a me: una è quella di domani, la data in cui finalmente, passata, potrò prendere atto del fatto che, vuoi o non vuoi, il sogno si è rotto… e indietro non si può tornare. Da domani, ieri per chi legge… io potrò usare l’avverbio temporale yesterday per accompagnare la locuzione verbale dovevo sposarmi. Oggi, che ancora sento addosso il peso di quel domani, oggi mi sento male, malissimo. Ho la pancia che mi scoppia… ho preso decisioni importanti, ho chiuso partite di fondamentale pregnanza per la mia vita futura. Non l’ho fatto con l’ansia del domani… nè col peso di tutto quel che sento dentro. Semplicemente l’ho fatto perchè in questo anno ho sopravvissuto convivendo con questo rimpianto che aveva ancora la forma del sogno. Basta. Quel rimpianto non svanisce col giro di calendario, lo so ed è chiaro… e non devo aspettarmi che sia così, no, per niente. Basta. Nel senso che da domani devo semplicemente ricominciare a desiderare… riformulare desideri, riformulare una whishlist… e provare per una volta a farlo davvero. Imparare a farlo…visto che per anni, decenni, non ne sono stato fino alla fine in grado. Voglio desiderare. Voglio sbagliare… voglio dire io per primo a me stesso che sono bravo, che ho ragione… voglio cominciare a fregarmene degnamente dell’approvazione che non arriva da chi m’aspetto. Perchè probabilmente è il caso di imparare che non esiste aspettativa peggiore di quella che è frustrata in partenza. Per questo e solo per questo ho scelto solo un’altra data nella mia vita. Ho scelto di dare solo un’altra possibilità ai calendari. Ma è una data che attendo come un ultimatum, una data che attendo nella speranza che qualcosa cambi, che ci sia tempo per rimediare. Dopo, dopo non vorrò più date… e non vorrò più rimediare a nulla. Dopo vorrò solo voltare pagina definitivamente.