Incipit

Che era sparito se ne accorsero per primi quelli che non era così scontato se ne sarebbero accorti. Quelli che non era mica detto che l’avrebbero notato, quelli che non credeva avrebbero scommesso un soldo. Tutti gli altri, quelli che lui pensava si sarebbero accorti subito… pensarono ad uno scherzo e non si allarmarono. Si disse solo dopo che era scontato, normale, sarebbe andata così. Quelli che se ne sarbbero dovuti accorgee per primi avevano preso a darlo per scontato da tempo immemore. E a dare per scontata la sua affidabilità. Al punto di non accorgersi che gli impedivano di sbagliare. Al punto da non acccrogersi di non avergli mai insegnato a sbagliare. Al punto da non vedere che forse stava sbagliando, quella volta… ma che sbagliava per rivendicare il suo diritto a sbagliare… o a farsi sentire dire “Hai ragione” quando aveva ragione. Che era sparito, che sarebbe sparito, alla fine lo sapevano poche persone che di lui non avrebbero dovuto nemmeno per sbaglio avere cura in un mondo come il suo. Che sarebbe sparito e che lo avrebbe fatto per davvero alla fine non ci credeva nessuno. Ma lui non lo fece per capriccio. Sparì perchè non sopportava il confronto, non sopportava la lite, non sopportava di arrabbiarsi e mandare a quel paese le persone a cui voleva bene. Non sopportava l’idea di essere, lui per primo, ormai incapace di vedersi con occhi propri, tanto da non riuscire a vedersi più, tanto da non riuscire a vedere la sua trincea, anzi, da vederla benissimo… perchè stava sempre e comunque alla fine nella trincea nemica, a sparare contro la sua. Non riusciva a guardarsi perchè mai nessuno aveva avuto la grazia di non approfittare di quel suo tratto così insopportabile che pure tanto comodo aveva fatto a tutti… quello di non essere capace di dire di no. Le guerre civili sono odiose per questo. Perchè costringono a sparare. Anche chi non vorrebbe sparare. Chi vorrebbe solo vivere. Non sempre, ma almeno un poco sereno, almeno ogni tanto felice… senza dolori, senza che bruci, senza che faccia sempre male! La guerra e la rabbia sono pessime cose. Ma i terremoti servono, si disse, mentre spariva… “So vulere e Die! Fanno bene alla Terra!”. E così sparì… e chi gli voleva bene se ne accorse più di un attimo dopo. Se ne accorse quando gli orologi cominciarono a girare male, a perdere secondi, minuti… se ne accorse quando i Natali furono sempre formato ridotto, se ne accorse quando le stanze si svuotarono e… e slo allora si accorsero che era sparito. E si dissero che di fronte quella situazione lasciava due sole possibilità: amarsi a distanza senza pretendere un giorno di ritrovarsi e ritrovarsi diversi… o semplicemente dimenticarsi e accettare che si era sbagliato, finalmente, un po’ tutti… e non si era mai voluto tirare un bel tratto e scrivere bene quella parola: Amore!

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3 thoughts on “Incipit

  1. ysingrinus ha detto:

    Davvero molto bello.

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  2. chezliza ha detto:

    introspezione bellissima.

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  3. Lemniar ha detto:

    La fuga per calmarsi, tutti ne hanno bisogno prima o poi e pochi hanno il coraggio di andare. Molto bello questo incipit

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