Gli anni ’80…

… gli anni ’80 hanno rovinato i nati negli anni 90… molto più che noi nati alla fine dei ’70. Perchè sono stati anni beceri di tronfia autoesaltazione – spesso al di sopra di ogni possibilità – e perchè sono stati anni banali e di becero intrattenimento. Anni di città da bere e di soldi da fare. Anni ruggenti del ruggito di quei conigli che quando riesce fuori il lupo… scappano via.

Gli anni ’80 hanno rovinato i nati negli anni ’90 che si sono avvicinati al decennio precedente per moda e ci sono rimasti invischiati in quella ricerca che partiva dalla rockizzazione della new wave e del brit 80 pop, proseguiva all’hipsteria collettiva del vestiario e del modernariato, finiva con le letture di Craxi e DeMichelis (Guida alle migliori discoteche di europa, prefazione dell’ex minisro degli esteri Gianni De Michelis tutto vero). 1992 ha peggiorato la cosa, dipingendo una donna rampante e fragile che abbisogna di feroci disillusioni, parla come se recitasse il copione di un consiglio per gli acquisti, veste come una vamp e si ubriaca male, bevendo male ed in maniera disoprdinata e dunque subendo il fascino di chi ti speiga come bere e star bene senza farti male. Io dovrei per togliermi da pene e da affanni, offrire cocktail fatti con la benzina agricola… almeno non romperebbero più il cazzo!
E quello che mni ha scioccato è stata proprio una conversazione stile consiglio per gli acquisti avuta un ora fa o giù di lì…
“Scusa… sta fissa che ti piaccio che mi cerchi dappertutto, mi chiami alle 4 di notte e simili… emi chiami per bere e perchè ti dica come e cosa bere… tu non stai bene, è evidente…” – “Ti sorprende?” – “No… figurati… se sono sane non le vogliamo…”. Silenzio non imbarazzato ma astutamente calcolato… Rompo il silenzio: “Scusa ma per capire… cioè… di me che sono 13 anni più grande… cos’è che ti piace?”… “Tu piaci alla gente che piace!”.
Tentazione numero uno: “Le sfondo il tulip di gin tonic con ghiaccio in faccia”.
Tentazione numero due: “Sollevo uno di questi splendidi sgabelli in alluminio e le sfondo i reni”.
Tentazione numero tre: “Ora la sputo!”.

Mi risolvo per una fragorosa risata. “Che c’è da ridere? Che ho detto che non va?” – “Niente… solo che sembravi uscita dalla pubblicità della Y10… e devi capire che a me piace piacere per piacere… non per far piacere gli altri… sai, quelle cose che si mettono in mostra? Ecco se tu ci provi… io rutto, scorreggio… ti rovino la reputazione!”. Abbassa gli occhi, li solleva, conscia di aver detto una stronzata che metterà nel catalogo delle espressioni da usare altrove e coin alttri… perchè comunque è convinta facciano un gran bell’effetto… e perchè non rinuncia al fatto di dire che lei piace… anche quando deve spiegare perchè le piaci. Ti guarda e sommessamente dice: “E che slogan ti piace?” – “Fa le cose per bene… come Locatelli…”. Mi guarda e mi chiede speranzosa se “quindi con me adesso lo fai per bene?”. Mi alzo, vado verso la cassa, pago il conto… torno fuori e dico: “Sì… infatti adesso me ne sto andando a casa… sta tutto pagato…”. E sorridendo: “Per le stronzate non chiamare più alle 4… io non sono Stefano Accorsi… e tu non sei nessuna delle personaggette di 1992!”.

Speriamo passi il concetto…
Speriamo passi questa smania da anni ’80 da parte di chi non sa nemmeno cosa siano stati!

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