Applichiamo adesso il modello erotico del “Vedo e non vedo” a…

Da che erotismo è erotismo… cioè da quando imparando dai bonobo e dagli scimpanzè abbiamo capito che pestare il vicino di botte magari in compagnia degli amici ci aiuta a scaricare i nervi e fare pace con la giornata storta… ma anche che giocare col vicino a telo, melo, glielo è ancora più meglio assai… abbiamo imparato che ancor più della meccanica, è tutta una questione di chimica. Cioè, per capirci.
Giocare solo a telo, melo e glielo… o anche a selo, visto che l’amore che ti dai da solo è il più migiore ma di meglio assai che c’è, visto che come abbiamo più volte detto: “Ti puoi fare Claudia Schiffer e dirlo al tuo amico di pippa… tanto lui si fa Randy Ingerman #perdire”… giocare a tutte queste cose di dentro e fuori e bagnato e asciutto è di sicuro bello… ma è terribilmente più interessante quello che succede prima – dopo no, di solito sigaretta e tutti a nanna oppure sigaretta a tutti a casa… sempre dopo le salviettine igieniche – o al massimo durante dentro la testa di ciascuno.

Stockings and leg lingerie isolated
E quando i professoroni sono andati ad aprire la testa di qualcuno per vedere che razza di Salottino – storico cinema porno barese – si facevano quelli che giocavano nel loro proprio cervello, hanno scoperto che molto più dei muscoli, quelli che si attivano, o meglio, che fanno attivare i muscoli, sono i recettori. A meno che tu non sia una bestia che si accoppia ad ogni comando e che ha erezioni indipendentemente dal contesto… (tipo che ne so dal barbiere, durante una camera ardente perchè sai sta cosa delle cose che scottano, guardando Domenica In perchè quell’In…) solitamente qualcosa ti predispone ad “alzare la testa” o “schiudere al mondo le persiane” (femministe femminucce… citte tutte… al mondo è inteso comunque con chi dite voi non con tutti!). Quel qualcosa può essere un odore (non per forza e solo la puzza dei piedi o delle ascelle… magari quel particolare profumo della pelle che è come un’impronta digitale e ce l’ha solo lui o lei… e non è detto che sia un profumo che ti piacerebbe obiettivamente… ma lo hai sentito quando un trasporto forte ti prendeva e sei fregato finchè non senti il prossimo profumo diverso provando lo stesso trasporto o magari – si spera – un poco più forte). Quel qualcosa può essere un dettaglio (#perdire un neo di una forma particolare o in un posto particolare e non per forza le manette, le palle rosse con le corregge di pelle, i perizomi o le mutande della nonna… quei particolarissimi tacchi anatomici per usci creativi e compagnia cantante). Quel qualcosa può essere anche solo il corto circuito tra quel che vedi e quel che immagini.

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Quando giochi a telo, melo, glielo… non tanto quando fai selo… tantissimo quando vorresti giocare a velo… ma non si è sempre così fortunati da poter constatare che in due è amore, in tre o più è una festa… una delle cose più belle del mondo quando giochi a telo e melo e glielo è constatare con enorme piacere che quel che vedi ti eccita, ma quel che devi ancora immaginare, pregustando nella speranza che quella cosa ti venga poi data, offerta anche solo alla vista, è ancora più meglio assai! E quel vedere e non vedere diventa l’ossessione per cui, se vuoi farti un selfie d’amore a casa (che fuori sono atti osceni in luogo pubblico) alla crudele ti prendi un viedo di Tory nostra nazionale, te lo spari a basso volume che vuoi mai l’ottuagenaria vicina comincia a chiamare l’esorcista del condominio, e il lavoro è presto fatto. Allzi lì la testa, ti presenti pronto impettito al presentat arm… e vai giù di bolina. Se invece il selfie te lo vuoi fare con una esperienza diversa scegli – per dire – Tinto Brass o i “Capolavori del Proibito” di Panorama (metà anni ’90, collana di VHS con confezione cartonata rossa…) tipo #perdire “Il postino suona sempre due volte” che c’è un trombatone di quella grandissima cougar di Jessica Lange con un arrapatissimo Jack Nicholson che rinverdiscono un grande classico di ogni numero di “Corna vissute” che si rispetti, cioè il sesso della casalinga con ogni maestranza di tipo maschile che capiti per casa (idraulici con battutacce comprese).

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In quel caso il selfie attiva con sè non già un campionario delle prossime attrezzature ginniche da utilizzare per presentarti non solo fantasioso ma anche prestante al prossimo melo e telo e glielo… ma anche tutta una serie di scoperte su come funzioni, su quel che ti piace, su quel che ti accende ancora più meglio assai dell’ultima volta… che tipo avete giocato al dottore “…ma non vale il gastroenterologo, amore! E non farmi fare l’infermiere!”. E ti scopri ogni giorno diverso. E di sicuro la coppia ne beneficia, che il melo e telo non è più la routine pantofolaia ma diventa tipo scoparti sul divano di casa di fronte alla finestra che si apre sulla locale Times Square che fa molto Tokyo Decadence. “Perchè io so’ chi so’ io… e voi nun siete un cazzo!”.

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Oh… il vedo e non vedo funziona anche coi tag di facebook, con le modifiche sulla privacy, con tutta una serie di pronti ammenicoli che Zucchinborgo da Harvard ci ha regalato, fornendo il suo social network dei più migliori ritrovati della tecnologia stealth. Il problema è che Zucchinborgo non è Satana… e comunque anche se lo fosse… di pentole ne ha preparate moltissime… ma si è dimenticato tutti i coperchi. E quindi ogni tanto, ciclicamente, qualcosa che qualcuno voleva tenere nascosta salta fuori. Facebook non ha rovinato le persone… Facebook ha rovinato codardi e bugiardi. E succede che tu vedi e non vedi… e quello che non vedi – misteriosamente ma mica tanto – ti attira comunque più di quel che vedi. E attiva dentro di te i lati migliori e più salutari. Ti fa scoprire quanto sei intelligente. Ti fa capire ancora una volta di più quanto sei innegabilmente superiore a tanti altri. E ti fa dire che la tua mania di leggere al fondo le istruzioni e le clausole contrattuali fino in fondo – possibilmente sul cesso di casa mentre fai la cosa che sulla classifica delle cose più belle del mondo viene per seconda dopo Mangiare e prima di Dormire (quarto classificato scopare) dopo aver imparato da anni a memoria meglio dell’avemaria i bugiardini dei tampax – a qualcosa serve. Perchè sai dove andare finalmente a vedere quello che tecnicamente è nascosto sotto il velo del non vedo. Per dire: c’era quel benedetto fiocchetto proprio lì sul perizoma dove credo di averlo intravisto dal velo semitrasparente del babydoll che le regalai anni or sono?

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Sì, l’avete capito… a me eccita il gioco del vedo e non vedo… perchè so che tanto di vedere riesco sempre a vedere!

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4 thoughts on “Applichiamo adesso il modello erotico del “Vedo e non vedo” a…

  1. Firstime In Boston ha detto:

    Splendido.. davvero. Racconti l’importanza della visione singolare dell’eccitazione, ciascuno é attratto da elementi diversi, del resto la custodia de “I Capolavori Del Proibito” potrebbe procurarmi un’erezione senza che guardi la pellicola.. la sola idea che dentro quel VHS vi sia un film erotico..

    Piace a 1 persona

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