Su “The dark side of the moon” non c’è un cazzo di interessante…

… e quando Syd Barrett dei Pink Floyd l’ha capito è stato il giorno che si è rinchiuso, attorno al 1969, dalle parti di Cambridge – cioè le stesse parti dov’era nato – fino alla morte avvenuta in circostanze misteriose solo per i dettagli. E’ devastantemente triste pensare e rendersi conto di quanto la gente investa e creda sia importante credere in quel che sta dietro. Nelle verità nascoste dietro le domande che solitamente non ti faresti.
Questo è profondamente giusto, questo è profodnamente vero.

A patto che, per puro diletto, nella vita non consumiate più sostanze psicoattive che generi di primo conforto…

…e vi convinciate che proprio dietro la Luna, che è una palla di pietra del cazzo che ci sta troppo appiccicata sul culo, ci deve stare per forza il primigenio mistero del tutto di tutto. Eh, mi dispiace. In quel caso vi tocca fare la fine di Barrett. Dietro la luna, sulla faccia scura della luna, ci sta semplicemente la copia della faccia bianca. Solo che i brufoli, i frungi e le pungine sono posizionate in maniera diversa. Noi abbiamo rischiato equipaggi, soldi dei contribuenti, cristiemadonne per scoprirlo. Forse perchè, sotto sotto, è vero che certi cantanutori degli anni ’60 e ’70 erano a libro paga dei servizi segreti e venivano pagati per convincere le giuovani generazioni a consumarsi nelle dipendenze invece di rompere il cazzo ai governanti. Ed è anche vero che, ogni tanto, per liberarsi di qualcuno senza fare troppo rumore, i governanti univano l’utile al dilettevole. E quindi per fare fuori Barrett dal libro paga e devastarlo assicurandosi che non avrebbe fatto parola di niente, hanno fatto sta spedizione che ha spiegato che lì dietro non ci sta nulla… e quello se n’è andato così sotto che lo hanno liquidato e reso inattendibile agli occhi di tutti senza doverlo uccidere. Non era più comodo un clistere di ketamina? Sì, anche più economico. Ma i governanti spesso fanno cose incongrue e dal dichiarato sapore di megalomania.

Per dire, quando un mio simpatico avo psichiatrico voleva accertarsi che nessun successore nato in un certo anno avrebbe mai potuto metere a repentaglio il suo regno, fece sterminare tutti i primogeniti di quell’anno… un altro diede fuoco a Roma… uno ancora se la prese con tutti i passeri e con tutti quelli che avevano gli occhiali.

Non divaghiamo… le verità nascoste dietro le cose più facilmente apparenti. Ecco… Santexuperì direbbe che “L’essenziale è invisibile agli occhi!”. Agli occhi sì… perchè tu intuisci che la luna non è un disco e lo vedi che dietro c’è dell’altro ma ti è invisibile quindi pensi – se hai letto Santexuperì – che lì dietro ci stia l’essenziale. Manco per il cazzo. L’essenziale non sta lì dietro ma… per cominciare… dietro la domanda: “Cosa cazzo ha quello stronzo che io non ho?”.
Bene: l’essenziale è questo: “Non te ne frega un cazzo di che cosa lui ha che tu non hai…”. Per dire… di sicuro lui non ha cose che tu hai, no? Eh appunto… visto? Beh.. andiamo avanti. L’essenziale – che è quello a cui devi tendere perchè deve interessarti adesso solo l’utile e non il superfluo – sta dietro la domanda “Cosa cazzo ha quello stronzo che io non ho…”, ma non è la risposta a quella domanda.

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E’ il suo ribaltamento.

L’essenziale, ogni volta che come un demente ti trovi a guardare una luna qualsiasi… che spesso nella vita dei neo-single è il ricordo dei tempi andati (sei sicuro che non facciamo assolutamente BENE ad omettere l’aggettivo bei parlando dei tempi? pensa agli ultimi mesi e fermati lì… sei il sottoprodotto di scarto di quei mesi…)… l’essenziale a cui tendere non è la mappa dei crateri di quel che sta lìm dietro, su quella faccia… ma la semplice banalissima constatazione che esiste sempre un punto di vista diverso, che ribalta la domanda e ti fa dire che l’importante non è rispondere alla domanda che ti è venuta in testa ma, fare un passo di lato, guardare meglio e formulare una domanda diversa, che sia il ribaltamento di prospettiva di quella differente. Per dire… hai già aderito per troppo tempo ad un punto di vista che non fosse il tuo e questo esercizio è quello che ti aiuta a riscoprire che dentro di te i TUOI punti di vista ci sono tutti.

Ed allora, caro mio, se la risposta non ti interessa più, l’essenziale o meglio la nuova domanda non è più “Cosa cazzo ha lui che io non ho?” ma “Cosa sono io che lei non ha?”. Se parti di qui, scoprirai che a quel punto la risposta non è più essenziale… perchè sarebbe semplicemente l’altra faccia della Luna, cioè di quella medaglia. Scoprirai che il passaggio successivo per tendere all’essenziale vero e proprio è, dopo aver ribaltato tutto, sostituire il punto interrogativo con quello esclamativo e modificare leggermente la domanda: “Cosa sono io, che lei non ha!”. E scopri che adesso i cazzi sono i suoi… perchè sostanzialmente è lei a non avere più qualcosa che tu hai. Te.

Visto? L’hai visto cosa c’è dietro la luna? In quel posto misterioso? Dietro lo specchio? Ci sei tu! Torniamo alla prima regola aurea e dimostriamo come sia profondamente validata anche dal gioco del ribaltamento.
“Cos’ha lui che io non ho?” – “Cosa sono io che lei non ha?” – “Cosa cazzo sono, io, che lei non ha più!”. Ed alla domanda che lei a questo punto si pone: “Cos’ha lui che io non ho?” tu e lei potrete rispondere reciprocamente: Io – Lui.
Non sei solo, tu.
Tu hai Te!
Lei quel te non ce l’ha più.

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Non sei obbligato a credermi subito. Non sei obbligato a non farti la domanda: “Sì, vabbè, scusa, ma lei non ha lui? Quel lui della domanda di prima?”. Non sei obbligato e ti suggerisco di affrontare la vicenda, se non vuoi credere a me, cercando un esempio validissimo nell’unica verità tanto falsa da essere assoluta che il nostro mondo conosca: il porno.

Ci siamo inseguiti per ormai mille caratteri esatti parlando di ribaltamento di punti di vista. Chessò… fai un esercizio… apri un qualsiasi motore di ricerca porno e cerca il genere POV (point of view). Ne abbiamo già abbondantemente accennato qui. Per i più pigri: si tratta di cose riprese con cam amatoriale, in cui l’occhio della telecamera e la prospettiva sono tutte a favore “dell’uom ricevente lo squisito trattamento”. E per te, uomo, sono belli e gustosi così… anche se cinematograficamente e fotograficamente sono lavori completamente sbagliati. Bello mio, col POV sei nel vivo dell’azione, lo sai, no? Adesso astraiti dal filmato che stai guardando… chessò uno dei tanti Housewife 1 on 1… (ecco sì, cerca così). Prova ad immaginare la telecamera tenuta in mano da lei. Cosa vedi? Pezzi del tuo corpo ripresi da una angolazione differente. Sei, bello mio, quello che sta praticando “lo gustso e squisito trattamento” di cui sopra. Ti sentiresti appagato? Ti sentiresti bene con te stesso a far l’amore con te stesso guardando na roba simile? NO!

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Proprio come non sei a tuo agio ponendoti queste domande. Proprio così. Il segreto? Ribalta, ribalta sempre tutto, ribalta la prospettiva con cui il complotto femminilgiudaicomassonico ti ha educato a guardare il mondo. Indossa lenti nuove… o meglio, reindossa quelle che avevi dimenticato nel cassetto anni fa… e accorgiti di come dietro quelle domande ci sono domande nuove da porre non risposte da dare. E come quelle domande nuove conducono a scoperte sensazionali… e non dietro la luna, sul “Dark side of the moon” dove, l’abbiamo detto, non ci sta niente di interessante o di nuovo.

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8 thoughts on “Su “The dark side of the moon” non c’è un cazzo di interessante…

  1. ysingrinus ha detto:

    Apprezzo il POV ma apprezzo ancor di piú l’album citato quindi non posso fare tanto testo.
    Posso essere d’accordo sul discorso del ribaltamento ma non sull’esempio spaziale perché ovviamente ridotto allo scopo dell’articolo.
    Detto questo è ora di smettere di parlare male di Nerone, quando si può, e si deve, ancora parlare male di Mao!

    Piace a 1 persona

  2. chezliza ha detto:

    Bellodezia tua…
    Pigliati una feria stellli’😕

    Piace a 1 persona

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