Avrei voglia…

… oggi avrei voglia di raccontarvi del rissone digitale pazzesco che ho scatenato sulla bacheca di una animalista. Non prendetela a male… io gli animalisti d’accatto e da Facebook ce li ho sul cazzo. E lo sono stato anch’io, quando ero uno smanettone facebookaro (che non è una parolaccia che c’entri con la pratica del bukkake) ingenuo, giovane e stupido. Però poi sono stato un attimo a guardare le cose di lato. Ed ho capito. Ed ho smesso. Sono 5 anni, signori, che non mi occupo più di animalismo d’accatto su facebook e vivo bene.

Il rissone in questione si è scatenato perchè, complici una serie di sadiche testate satiriche in circolazione, c’è una sovrabbondanza di link divertentissimi e spassosissimi ad articoli altrettanto divertenti e spassosi che denunciano le peggiori turpitudini e nefandezze contro il mondo degli animali. In nessun caso quel che si vuole è scatenare il panico. Sono semplicemente notizie divertenti e un po’ cattive messe lì, con la consapevolezza che tantissimi, ma proprio tantissimi creduloni, terrorizzati, le posteranno sulle loro bacheche per lasciare campo libero ad un vero e proprio scannatoio pubblico per repressi e frustrati che, in commento, vomiteranno la loro violenza verbale sui presunti autori del terribile fattaccio, per poi, nella migliore delle ipotesi, tornare a leggere e rileggere giallozafferano o ilgrandecomplottoplanetario. O, nella peggiore delle ipotesi, diffonderanno a loro volta la notizia – seminando il panico e contribuendo alla diffusione di leggende metropolitane tres chic.

Quella di ieri era godibilissima… e dice tanto sul livello culturale medio del mondo animalista italiano. Oltre che sulla credibilità dal 75, 80% delle tesi sostenute dagli animalisti italiani… per non parlare delle campagne generali di accorato allarmismo su questo o quel brutale fenomeno di violenza sugli animali.
Si sosteneva nell’articolo di ieri che un tale Stah Link, artista eclettico, avesse immerso un cane vivo nel cemento a presa rapida per la creazione di un’opera d’arte che immortalasse ad imperitura memoria la sofferenza di fronte alla morte. La foto a corredo era questa:

canescultura2

Ora… sia onesto ed alzi la mano chi non conosce questo cane. Pompei vi dice niente? Ecco… appunto. Chiunque abbia frequentato quanto meno la scuola media con un minimo di dignitosa attenzione e sia stato poi lasciato uscire incolume da quegli edifici con un certificato di licenza media in tasca dovrebbe conoscere quella foto. Invece no: “Ammazziamolo” – “Colassi i figli suoi in quel cemento davanti agli occhi della madre” – “Sto rincoglionito, sciogliamolo nell’acido!” – “Blokiamo questa fiera de la vergognia (sic.)” – “Ma questi sprimenti addove li fanno! (sic.)” – “Povero peloso mio, guardate quanto soffre!”.

Io sono abbrutito, desolato, deluso. Incazzato no, ma provo pena. Provo pena per i tanti che, in buona fede, (io purtroppo costretto) ogni giorno contribuiscono con il loro denaro – ed in tempi di crisi è tanto! – al sostentamento in vita di creature del genere, attraverso diavolerie che si chiamano contribuzione fiscale e sistema sanitario nazionale. Questi dovrebbero estinguersi.. chi maltratta gli animali per davvero, finire in galera!
Provo pena per i figli di queste persone, squisitamente cresciuti nel rispetto di ogni forma vivente – anche dei “moscerini evitati perchè non si schiantino sul parabrezza” – ma palesemente esposti alla cialtroneria, all’idiozia ed alla più crassa ignoranza da parte di genitroi che, in buona fede, quei piccoli devono vedere come eroi. Genitori che, di sicuro, seminando stronzate, leggende, storie improbabili e palesemente false di terrore nella mente di quei bambini e quelle bambine, contribuiscono a creare i presupposti per un mondo impaurito, manipolabile, ignorante.

cane

Ecco… oggi io in realtà avevo voglia di parlarvi dello scaffale della Feltrinelli che avevo sotto gli occhi ieri mentre mi gustavo il concertino di presentazione dell’album “Maximilian” di Gazzè. Ma mi sono lasciato prendere la mano. Di pornografico mi viene in mente solo una battuta alla Luttazzi: “Vuoi spiegare cos’è la satira ad un animalista da tastiera? Buona fortuna, accomodati… è come se un toro sordo di inculasse. Sai, per cavartela è difficile. Sussurrare ai sordi è complicato!”.

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3 thoughts on “Avrei voglia…

  1. ysingrinus ha detto:

    Io li odio, si eccitano vedendo la sofferenza degli animali. Non pubblicano mai foto di animali felici e sani, sempre torture degne di hostel. E poi non solo non riconoscono i falsi ma neanche i nomi degli artisti.
    Tra le mie cazzate preferite comunque c’era Gracco che l’agnello pasquale lo condiva vivo, con rabbia e sdegno degli animalari.

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