La spalla sinistra

Ed il sinistro in psicologia ha tutti significati introspettivi, di accartocciamento, di riflessione, di involuzione, di reverto, di torno indietro al passato. Nel mondo arabo ovviamente tutto è a specchio. Dipende dal nostro sistema di lettura. Come nelle composizioni fotografiche. Sinistra è Alfa, Inizio. Ma, ovviamente, già dal giorno dopo di Alfa, è ritorno, passato, ancoraggio… quindi non decisamente sempre un bene.

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A sinistra c’è una gattina vestita da santa bizantina. Ha addosso un pannolone, da sopra, perchè si veda. E’ una icona che misteriosamente volge le spalle e si guarda inidetro, mantiene un contatto visivo pur decidendo di andare via. E’ una figura che si muove, non resta statica. E’ una figura che si sposta continuando a fissarti con aria maliziosa, incomprensibile, enigmatica… Ha la faccia di Joy Blueyes… maliziosa, discola, inafferrabile. Eppure Joy Blueyes io la curai. Mi presi cura di lei… e lei arrivata ad esser grande… ma nemmeno troppo grande, che ancora poppava dalla sorella di sua madre mentre lei allattava i suoi piccoli – piccoli davvero – lei mi volse via le spalle. Rimanendo sempre a guardare.

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E’ la cura degli affetti più veri e profondi… quelli che, però, ad un certo punto della tua vita vanno via. Rompono le catene. Rompono le catene custodendo però sempre – intatta – una serratura sul lato sinistro della schiena, del petto… sul lato del cuore. Quella serratura è ancora una volta un mistero che non voglio raccontare. Ma c’è chi ha avuto un tempo il posto più sinistro e dolce della mia vita. E poi ci si è dati le spalle senza perderci di vista. Forse, purtroppo. Ed è un affetto che va via senza togliersi il pannolino. E’ un affetto che va via senza volgere lo sguardo. E’ un affetto che rompe le catene e mi chiede, mentre lo chiedo io a lei che si allontana: “Senza strada, ndò voi annà?” (che è un verso di una canzone dei Baustelle che si chiama Contà l’inverni e sta sull’album Fantasma) … dove vai senza me, senza noi… che siamo stati la strada e la Strada? Ah sì, le mani… denunciano liberazione con le catene rotte, le manette spezzate… ma restano verso il basso… e non benedicono come Maggie faceva prima.

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Ma questo è il lato sinistro, l’involuzione ed il passato. Per chi sceglie di tracciare sulla propria pelle, lì dove sa che nessuno mai lo vedrà, quel che tanto significa nella sua vita… il passato deve avere un posto di enorme cura e rispetto. Anche se fa male. Anche se il peso di quel che hai disegnato ti fa volgere la spalla all’ingiù con rabbia. Lo sentirai leggero… un giorno. Ogni giorno di più lo senti più leggero. Perchè già non pesa niente. Ma c’è stato… ed era giusto ci fosse. Tracciato. Questo è il secondo tatuaggio, il secondo tattoo che fa da secondo vertice del triangolo rovesciato che le icone bizantine 2.0 mi disegnano sulla schiena. Domani parliamo del terzo… il primo era già stato discusso qui!

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8 thoughts on “La spalla sinistra

  1. ysingrinus ha detto:

    La mappa del tuo spirito segnata sul tuo corpo. La tua pelle per capire chi sei. Capisco il fascino dei tatuaggi.

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  2. diamanta ha detto:

    Di tatuaggi ne ho anche io tre.

    Il primo fatto anni fa, non piccolo, non grande, nero, essenziale.

    Il secondo grandissimo colorato, più grande è il tatuaggio più racconta di quanto una cosa ti ha inciso e quanto profondamente.

    Entrambi fatti in zone che io non posso vedere, se non volutamente, con l’intenzione di farlo. Ed è stata una cosa voluta, il non averli sotto gli occhi, ma sulla pelle e dimenticarli.

    Il terzo, l’ultimo, di pochi mesi fa, invece l’ho voluto sotto gli occhi. Il primo tatuaggio che non nasce da un insegnameto che passa ttraverso il dolore, ma da qualcosa che nasce da me, attarverso l’apprendere senza dolore. Mi rappresesenta. E’ una scritta, non piccola, sempre sotto gli occhi ho quasi, che anche se capitasse di non ricordarmi, vederla lì, mi strappa un sorriso e la conferma di dove ho deciso di andare.

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  3. diamanta ha detto:

    (ho quasi senza h O__o perdona l’ignoranza dello scrivere in fretta)

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  4. m3mango ha detto:

    Io non li ho ma mi piacciono molto sugli altri, molto grossi e invadenti.

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