Oh niente, allora… le dipendenze sono una coperta…

E tu non sei mai in grado di percepire quanto questa coperta sia corta. E questa coperta si chiama dipendenze e non “una dipendenza” oppure “ogni tua singola dipendenza”. Definiremo quindi sin da ora quella coperta come un patchwork risultante di tutta una serie di piccole e grandi dipendenze che insieme vanno a costituire l’archetipo della dipendenza, il tuo essere sempre e comunque dipendente.

plugin-wordpress-statistiche-sito

Quale sia il grado del tuo essre dipendente a livello archetipico puoi solo intuirlo quando vedi crescere il numero di pacchetti acquistati al giorno, quando percepisci la frequenza dei click su certi portali, quando cominci a smaniare per un nuovo tattoo, quando cominci a chiederti con sempre maggiore insistenza se la spesa che hai in frigo è sufficiente, quando ti accorgi che il numero di serie attualmente in download sul tuo mysky è superiore alla capienza dello stesso.

astinenza-metadone

Ho osservato attentamente questo numero e valutato la situazione.
Houston abbiamo un problema!
Però sulle prime non chiami Houston che nel codice militare americano non significa nulla. Tutti pensano che Houston stia lì per H… e quindi Home, Casa nel senso di Famiglia, Nido. No… H si dice Hotel… che propriamente non è il tuo nido ma il posto dove ti accampi. Scherzi della fonetica criptata militare.
Sulle prime non chiami Houston che nella missione dell’Apollo 13 – che salutiamo e ringraziamo per aver coniato la splendida espressione  – era Casa, Nido, Home… per un semplice fatto. Te la devi vedere da solo oppure finirai a declinare in altro modo una nuova forma di dipendenza, quella dagli affetti. E non va bene schiacciare una dipendenza con un’altra dipendenza illudendoti che stai risolvendo un problema.

Equilibrare dipendenze da solo non ti salverà! Il tuo problema non è equilibrare le dipendenze. Il tuo problema è “dipendere”. La soluzione è tendere al non essere dipendente.

Orbene… identificate le dipendenze scopri che nell’ordine sei più incasinato con le sigarette e col cibo, che hai dei surrogati molto potenti nel tatuaggio, che hai dei lenitivi momentanei nel controllo delle statistiche di accesso al tuo blog che leniscono la tua ansia di controllo, che non consideri le relazioni come una forma di dipendenza, che ancora non vivi i tuoi affetti più cari come forma maniacale e che, sostanzialmente, il porno e la pornografia non fanno parte del pantheon degli dei da venerare e da cui dipendere per lenire il tuo bisogno di dipendenza stesso. Mammaepapà e Tory Lane non sono parte del Patchwork.

4272263003_4f98b8f2e3_o

Evviva!

In una serie ossessiva di prove e controprove di bilanciamento hai notato che al decrescere delle sigarette fumate si innalza la voglia compulsiva di mangiare, di cibarti di qualcosa, solitamente giuggiole, latte condensato da spremerti in bocca direttamente, caramelle club… difficilmente salsicce e derivati della carne. Più probabilmente nodini di scamorza affumicati. Al decrescere delle sigarette fumate cresce la panza. Qualcuno mi ha detto di provare con la cocaina… sono assolutamente certo che la cosa non risolverebbe il problema. Temo di dover aggiungere un Anzi!
Il problema serio è che non aiuta contollare maniacalmente ed ossessivamente la pagina delle statisctiche del mo blog. No… non aiuta per niente. Paradossalmente, essendo una operazione molto breve e noiosa, nella rilettura pedissequa di ogni statistica e nell’intreccio dei dati… mi ritrovo a cercare il pacchetto delle sigarette per accenderne una perchè mi sono convinto che fumando rifletto meglio.

Il ricorso al tatuaggio pare essere una forma di surrogato molto molto potente delle sigarette. Il problema è che è una storia parecchio costosa. Il problema è che lo spazio finisce. Il problema è che tatuarsi ha dei tempi di decompressione da cicatrizzazione non proprio da one shot.

“In un tempo che tende all’infinito la fuoriuscita da una dipendenza si declina in varie forme: momento della sofferenza, momento della catarsi, momento della cicatrizzazione, momento della guarigione”. Il momento della guarigione è una ascensione reale. Quello della catarsi è paradossalmente il cazzinculo gravissimo… perchè sei a terra che soffri a bestia. Questo per dirvi che al momento essere passato da 40 e passa a 10 sigarette sta provocando negli ultimi giorni delle atroci complicanze. Ed alla catarsi ancora non ci sono arrivato. Pare che la catarsi sia il momento in cui ti scopri a cedere alla dipendenza proprio quando gli effetti del dolore sono spariti, quando il disagio non c’è più, quando la sofferenza tende smisterisoamente allo zero. La catarsi è il renderti conto che ce l’avevi fatta ma assaporare il pessimo gusto di una violenta ricaduta. Nella mia condizione Catarsi sarebbe passare ad acquistare un altro pacchetto da dieci in un giorno. Spero non avvenga mai!
Sono nella fse della sofferenza ancora. Secondo le persone che ci sono già passate sto sublimando e somatizzando moltissimo il semplice nervosismo dovuto alla astinenza. A me sembra di vivere delle vere e proprie crisi fisiche. Ho uno spillo arroventato in testa, tra gli occhi, mi tirano le vene e i tendini degli avambracci, sono irritabile. La gamba sinistra non sta mai ferma. Ma vi do una notizia… chi non mi conosce non se n’è accorto. Maschero bene.Il problema è il firgidaire. Esco coi soldi contati… non acquisto più giuggiole. Le scamorze a nodini in frigo sono contate e devono raggiungere il giorno di martedì prima di essere di nuovo acquistate. So cosa mi sta aiutando: il fatto che l’orso sulla spalla destra continui a pizzicare. E’ la prima volta che spero non si cicatrizzi così in fretta… ma so che domani o dopodomani non lo sentirò già più.

sigarette-e1343891398343

(ho appena buttato lontano il pacchetto mntre lo stavo aprendo…).

Devo sublimare. Non voglio chiamare i miei, non voglio chedere aiuto. Non voglio chiamare Tory Lane, non voglio chiedere aiuto. Certo, in situazioni come queste “il godimento triviale di una situazione di massimo degrado appaga chi ha compiuto compromessi non già con la propria morale ma con la comprensione delle meccaniche della morale”. Come dire “so cosa è bene e cosa è male ma non faccio del male”. E mi gusto quel “male” solo nella misura in cui so che è un “male” finto. Come quelli che si sono visti tuti i Guinea Pig e se li sono stragoduti ma stanno malissimo a guardare il finale di Avere Vent’Anni… o hanno un conato di vomito emotivo quando a “The Darkness” il bambino pieno di lividi chiede alla mamma non aiuto dal padre manesco ma “un bicchiere d’acqua” e in quel bicchiere d’acqua c’è tutto quel che serve a farti rovesciare l’anima. Se chiamo Tory Lane le regalo addosso una copertina di linus che avrò sempre, poi, voglia di stapparle via per coprirmici io – che le dipendenze sono coperte – e saremmo punto e a capo. E poi le dipendenze in quel caso darebbero problemi sociali. “Povera vicina ottuagenaria…” a sentirsi le urla e le parolacc di Tory Lane… che certe espressioni sono slang americano… ma i sospiri sono come il calcio: una lingua universale.

22004480771_352e09d808

Scrivo. Ecco!
Ecco ilperchè delle note professionali che compaiono sulla mia bacheca da qualche giorno.
Scrivo. Ecco il perchè di Clockwork Orcas… che è strettamente collegato ad un percorso di ascesi e di scarabocchi sulla pelle.

Scrivo, va… devo tenere le dita occupate. Scrivo, rannicchio le ginocchia e tiro su i piedi perchè la coperta basti. Scrivo, che non fumo!
(sono le 15 e me ne restano 9…).

 

 

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

28 thoughts on “Oh niente, allora… le dipendenze sono una coperta…

  1. alidivelluto ha detto:

    letto fumando la prima sigaretta del mattino. Credo di capirti. 🙂

    Piace a 1 persona

  2. ysingrinus ha detto:

    Quando inizio a dipendere dalla una cosa che non mi piace elimino quella cosa forzandomi di ridurre tutte le altre cose perché so che quelle saranno aumentate. Diventa una battaglia contro me stesso e non voglio arrivare a dire che sono piú forte di me ed uscirne sconfitto.

    Piace a 1 persona

  3. Nuvola Rossa ha detto:

    Una funzione nevrotica? Hm.
    Non saprei. Ma ti dico una cosa, non tanto un consiglio ma un suggerimento. Prova a scaricare con lo sport. Con del movimento. A me all’epoca non lo consiglió nessuno. Ovviamente deve essere una cosa che ti piace. Non so cosa ti possa piacere. Piscina? Calcio? Camminate? Devi scaricare, quando torni a casa non devi avere nemmeno la forza di fare nulla. Però funziona con una cosa che ti piace se no lo fai una volta e poi non lo fai più.

    Mi piace

  4. m3mango ha detto:

    L’unico modo per abbandonare una dipendenza e cominciare con una nuova, che in genere (almeno per me) è peggiore di quella precedente.

    Piace a 1 persona

  5. m3mango ha detto:

    Azzz non mi sgridare per un e senza accento, my dear Cortese!

    Mi piace

  6. m3mango ha detto:

    Ma che versione hai di WP? Quella deluxe?

    Piace a 1 persona

  7. Lemniar ha detto:

    Questo è uno dei tuoi articoli che rileggeró tante volte, lo vedrai dalle statistiche magari… mi piace, è tutto tuo ma fa riflettere me 😥

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: