Anale non fa male… se è sentimentale (che è un cit. d’un writer ignoto cui dovremmo dedicare una piazza, segnalando un certo qualche muro all’Unesco!)

Lo sai, l’hai sempre saputo. Sono schiavo. Tinto m’è Maestro. C’ho sempre avuto un debole, di quel misto di dominanza e natura che puzza di natura, di carne, banco di macelleria e mattatoio. Cella 21. Non ho mai saputo chi avesse scritto cella 21 su una delle porte del Mattatoio di Giovinazzo. Mi fa tanto film ero-gore di Jess Franco. Mi fa tanto Joe D’Amato. Mi Fa Ragazza del Vagone Letto. Torno ad Avere Vent’anni, sedici anni fa. E quando m’è capitato, vedevo scritto sul muro della stanza Cella 21. E non mi piaceva. Poi è passata… quando ho sentito che se lo facevi sentimentale, non facevi alcun male. All’inizio non ci credevo: in uno sfarfallio di neon nella mia testa quella scritta s’illuminava. Era lo sfarfallio dei neon dei sogni dell’agente Cooper di Twin Peaks. Poi lo sfarfallio è passato… restava l’abat-jour. Detesto il buio. Una luce soffusa. Detesto il buio, non ti vedo, non ho le tue espressioni da ricordare, più del profumo che lasci nel letto.

… ho sempre pensato che “il senso del possesso che fu prealessandrino” puzzasse di culo, lo dico molto schiettamente. Perchè le cose, Signora, van dette! Ed ho sempre pensato che non contassero poi alla fine tanto gli odori, quanto il possesso. Che il senso di tutto fosse il possesso.

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E tu sai che eri sentimentale, c’era sentimento. In te, ogni volta! Sei me, chiariamolo! Ora e per sempre, sei me!
Casa mia è piena di tubetti, lo sai. Un ragazzo tatuato ha sempre la sua scorta di Bepanthanol. “Ma quello è grasso, curativo… non ha nulla di sentimentale… val bene per il culetto rosso dei bimbi!” – “E per i tatuaggi arrossati dei grandi, dei bimbi grandi!” ho sempre risposto a chi mi diceva che quell’unguento curasse solo l’arrossamento del sederino dei piccoli . Casa mia è piena di tubetti mezzi spremuti. Non c’è nulla di magico dentro: pasta grassa, pomate. Alcune hanno la consistenza insipida della cromatina. E una odore sgradevole, strano, non più piacevole della puzza di culo! No, il Bepanthanol è quello che dovresti spalmarmi, timida o risoluta, quando mi farò pungere ancora. Dico pungere, come un tossico. Ha letto bene, Signora: PUNGERE!

“Oh mio Dio, Franca, i drogati… quei giovani senza valori, quei giovinastri senza famiglia, queli che scippano, rubano, uccidono e si pungono e ciondolano e poi crepano con la siringa nel braccio tra le panchine delle nostre città!”… e sgranate tra le mani le perle delle vostre collane di perle di gioielleria – non quelle altre più creative che v’addobbano i colli di notte. Verrebbe quasi da dire che quegli stupri sui treni, nei films italiani che copiavano i films americani, ve li cercavate. Anche se poi, alla fine dei films suddetti, erano tutti lì a tifare per il marito – suo malgrado ed a sua insaputa cornuto – che alla fine in un gran sangue di mattatoio anni 70, cella 21, (vi?) si vendicava.

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Ma casa mia, lo sai, è piena di tubetti. E ne ho di sentimentali. Il bagno di servizio delle case di tutti conosce più segreti dei confessionali delle sagrestie. Molti di più. E il mio bagno di servizio è pieno di tubetti molto più sentimentali del Bepanthanol. Lo sai, in casa di un pugile la vasellina non può mancare. “Che ci facciamo? Emoliamo. Non i culi, mia cara. Non i culi. Non il culo. Ci emoliamo il viso senza imbellettarlo. Luccica un po’, è vero. Ci evita il rossore, ci evita l’attrito, ci evitiamo le bruciature dei pugni che invece di strusciare, scivolano addosso. E a volte non li senti…”. E’ poetica del pugilato applicata ai tubetti. E’ sentimentale, la vasellina, se la applichi sul corpo. Anche sul culo. Anche nel culo. Anche ora.

Meglio di quelle frociate commerciali della durex, buone forse solo per i massaggi, restano sempre i vecchi rimedi delle nonne. Che anche tra le nonne… Perchè è sempre preferibile e più sentimentale, per certe pratiche, un lubrificante medico chirurgico non completamente a soluzione acquosa. Meglio la vasellina. Sarà un po’ più duro da lavar via… poeticamente resterà lì a lubrificare il nulla ancora un po’, dopo. Ma almeno non farà male. No, non ne farà. I lubrificanti acquosi non scivolano. L’acqua non cancella gli attriti. L’acqua non conosce sentimenti, quella inodore-incolore-insapore-inutile-insipida che non è altro. Massimamente sotto la doccia, senza bagno schiuma.

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E casa di un pugile di vasellina è piena. Ne avevo. Ne ho. La spalmo, con delicatezza. Cortese come il Mortellaro? Sì, anche! Anche sì… se sei sentimentale, non fai male. Mai! Resta ferma, così. Non fa male: è sentimentale. Sinceramente sentimentale… che i sentimenti con le gambe corte sono quelli delle nane finte, quelli corti perchè torti dall’odio. E dalle bugie. E questo tubetto adesso ha la forma del mio cuore, spremuto com’è. Una spremuta di cuore fa solo bene. Le spremute fanno bene, non ricordi? L’influenza e il raffreddore vanno via… le si scaccia a furia di spremute. E pure il dolore. Questo tubetto a forma di cuore spreme una vasellina sentimentale che t’indora i buchetti della vita. Ora più carnali. Adesso solo carnali.

Adesso solo quello.

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Voglio essere io, il primo. E prego il solo.
Perchè, domani, la vita, che sentimenti non ne ha, spesso, troppo spesso…
…la vita, che non è un tubetto magico a forma di cuore spremuto per spremere la vasellina che t’indora il culo…
…perchè domani, non sia la vita a farti male.
Perchè tu sappia quanto t’amo… quanto t’ho senza altri participi dietro, quanto ti possiedo… senza farti male.
Cortese… tanto sentimentale da non farti affatto male!

 

 

(mi sono ufficialmente innamorato delle modelle di Jordi Gual… non sono belle come m3mango in foto… ma… mi sono innamorato delle modelle di Jordi Gual… e presto proverò qualcosa di simile… e scriverò qualcosa di simile)…

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27 thoughts on “Anale non fa male… se è sentimentale (che è un cit. d’un writer ignoto cui dovremmo dedicare una piazza, segnalando un certo qualche muro all’Unesco!)

  1. ysingrinus ha detto:

    Sono uno schifoso villano io con la sputazza, lo so.
    Il monumento al writer ignoto è importante!

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  2. Do ha detto:

    Io non ve lo dico… ma ecco trovai questo:

    il senso del possesso che fu pre-alessandrino: Il verso alessandrino fosse chiamato così perché è la forma metrica che venne usata per scrivere il Romans d’Alexandre, un poema mitologico francese sulla vita e le gesta di Alessandro Magno. E quel verso ebbe molto successo sia nella poesia spagnola che in quella italiana del duecento, soprattutto tra i poeti della scuola siciliana.Ora, questa scuola siciliana era l’avanguardia del Dolce Stil Novo, movimento poetico in cui la donna amata era vista come una divinità, come qualcosa di sacro e inafferrabile.
    L’amante stilnovista non desiderava possedere la sua amata, o meglio non osava nemmeno pensarlo. Tutto ciò che voleva fare era contemplarla e struggersi.
    Insomma dallo Stil Novo, e quindi dal verso alessandrino, il senso del possesso cessa di esistere.Ecco perchè è pre-alessandrino.

    cit.: ilminimonecessario.blogspot.it/2011/03/anatomia-di-un-battiato.html

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  3. m3mango ha detto:

    Gli omaggi all’anal, con una vena sentimentale. Non è da tutti.

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  4. chezliza ha detto:

    Se Ami Fotti cm vuoi.
    Punto.

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  5. Gintoki ha detto:

    È poesia metropolitana la scritta sul muro

    Piace a 2 people

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