Botti di fine d’anno, Santiago e gli animalisti d’accatto. Diventerò anti-volontari animalisti!

(ucronia off… mi ritrovo a condividere con voi una nota scritta ieri dopo un incidente verbale con gli ennesimi animari… ne scopro e ne blocco ogni giorno una decina!)

Io, lo dico veramente, sto pensando di cancellare qualsiasi forma di adesione o partecipazione ad iniziative benefiche o di sostegno alle associazioni che si occupano di animali. Lo dico col cuore in mano e con enorme rammarico perchè conosco persone che, quotidianamente e spesso con enormi sacrifici economici e di “tempo vita” si dedicano all’assistenza, al salvataggio, alla sistemazione in adozione di tanti ex randagi. Purtroppo, e lo dico a tutti, siete malamente assistiti dal mondo di Facebook e dal mondo dell’animalismo d’accatto. Siete mal assistiti dagli animalari! Poggiate tanto del vostro lavoro sulle spalle di “volontari”(?) pericolosamente imbecilli. Gente che, con il solo bisogno di apparire, di indossare dolore e tristezza come medaglie da esibire ad ogni manifestazione o fiera, riesce a mettere in mostra solo idiozia, ignoranza, violenza verbale, irrispettosità ed intolleranza. Oltre a tonnellate di umana insensibilità che farebbero impallidire esperti del settore come Hitler e Pol Pot. Piccolo dettaglio: la stragrande maggioranza di questi angeli vendicatori della causa animale, sanno a malapena distinguere un Terranova da un Jack Russel Terrier.

A convincermi di questo, ad esempio, le centinaia di accanimenti terapeutici che ogni giorno vengono diffusi online – a seguito di catene di Sant’Antonio al cui fondo c’è sempre e solo la richiesta di quattrini, soldi, denaro e bisogno di protestare una “sensibilità” molto distorta – con tanto di foto del povero peloso straziato da un incidente o ridotto ad una carcassa da una malattia cui spesso non c’è rimedio. Le persone che postano e diffondono queste “robacce” strappalacrime e strizzaportafogli, portando avanti album snuff con tanto dei dettagli piùstrazianti del “paziente” sono le stesse persone che quotidianamente invitano chiunque a firmare per le leggi sul “fine vita”, per la libertà di scelta “sul come e quando interrompere le proprie terapie” e invitano a supportare battaglie come quelle sull’eutanasia. Strepitano contro la Chiesa che pretende di imporre un “pensiero unico” in tema di morale, etica e vita privata, salvo poi manifestare un integralismo innato non appena si trovano di fronte al “dubbio”. Un uomo ha diritto di interrompere le terapie, se giudica la sofferenza che patisce eccessiva, se crede che la sua condizione mini insostenibilmente la propria dignità. Una bestia che sceglie di smettere di mangiare e di muoversi, per se stessa manifesta la voglia ed il desiderio di morire secondo ogni manuale di etologia, ma… “No, non può finire così! Io devo salvarti! Ogni giorno devo compiere un piccolo miracolo!”. In barba alla volontà etologicamente espressa della bestia in questione. “Perchè solo noi volontari sappiamo quel che lui prova, quel che lui vuole!”. Il peggio siete voi, miei cari. Siete voi l’ipocrisia più detestabile. Mi chiedo quale differenza ci sia tra il camorrista che gestisce come un lager un canile convenzionato con qualsiasi Ente collegato allo Stato, per lucrare sul numero e sul trattamento dei cani rinchiusi, e voi, che quotidianamente per gonfiarvi e appesantirvi il petto di “medaglie” questuate per continuare accanimenti terapeutici dolorosi, violenti e contro la dignità degli animali che dite di amare. Una differenza c’è: almeno il camorrista non finge. Non pubblicizza un mondo fatto d’amore. Un camorrista fa il suo lavoro: ingrassa le casse della sua organizzazione. Voi ingrassate soltanto il vostro ego, spesso senza alcuno spirito critico, continuando a diffondere richieste di denaro per raccolte fondi ormai finite causa “morte del peloso”. Spesso vi rendete comlici di accanimenti terapeutici al limite della tortura, su cani che solo veterinari senza scrupoli definirebbero “forse salvabili al prezzo di un miracolo”. Quel che è peggio, contro ogni spirito critico, rispondete con un bombardamento di insulti da santa inquisizione, augurando a chi solleva il dubbio di patire pene draconiane, malacci incurabili e compagnia cantante. Spesso dimenticandovi che pochi post più su avete diffuso il video promozionale della associazione Coscioni che si batte per una riflessione reale ed umana sul “fine vita”.
Siete davvero il peggio. Soprattutto perchè, molto spesso e per tantissimi, siete le facce dell’animalismo vero. Chiusi in casa e senza una vita reale da declinare giorno per giorno, lontani anni luce dalle mani sporche e dal tempo per la vita che non basta mai, perchè se ne dona più del dovuto alla cura quotidiana dei cani e dei gatti che stanno nei rifugi dei volontari, quelli veri. Pochi sanno che il vostro contributo all’animalismo è la diffusione acritica di tutto quel che vi arriva sulla bacheca, restituito ai vostri follower con un ricarico allucinante del vostro ego, della vostra distorta sensibilità, del vostro bisogno di apparire i più paladini tra i più crociati. Nella maggior parte dei casi, avete accarezzato un cane per strada venti volte nell’ultimo semestre.
E il peggio, il peggio ancora e di più, si scatena sui casi nazionali dell’animalismo. Prendiamo il povero Santiago, il cane di Ploaghe (SS) colpito al volto da una fucilata e salvato da un gruppo di bambini che lo avevano trovato rifugiato in una villetta del paese. Per un giorno intero avete diffuso dichiarazioni di guerra alla gioventù di quel paese, senza porvi mezza domanda, senza avere un quarto di dato, senza sapere dove fosse nemmeno, Ploaghe. Fosse successo a Giovinazzo, avreste fatto lo stesso. Se non ve ne foste accorti, con tutti impegnati nei preparativi del cenone, senza l’intervento di quei bambini e ragazzini che avete messo alla gogna, Santiago sarebbe morto tra quelle aiuole! Dopo aver augurato tutto il male possibile ad ogni singolo bambino o ragazzino di Ploaghe, colpevole di aver messo un petardo in bocca a quel cane, appresa la verità dagli organi di stampa, senza un briciolo di scuse, senza un millimetro di marcia indietro, vi siete sperticati in proclami antivenatori, augurando ai cacciatori, ai figli dei cacciatori, alle mogli dei cacciatori tutti le morti peggiori (io detesto i cacciatori ma conservo stretto al cuore il cosidetto minimo buon senso). E adesso… crocefiggete me perchè non firmo e non condivido la vostra petizione a che “Il sindaco del Comune di Ploaghe faccia tutto il possibile perchè Giustizia sia fatta per Santiago”. Dimenticandovi anche di porgere magari le scuse a quel primo cittadino, rappresentante istituzionale ed emozionale di quella comunità che fino a due giorni fa era animata da sadici massacratori di cani. Dimenticandovi che quel sindaco ha già garantito il pagamento fino all’ultimo centesimo di quanto dovuto ai veterinari che in queste ore stanno cercando di salvare quel cane. Perchè, si sa, Santiago fa notizia, oggi. Quale sia la differenza tra chi sfrutta l’immagine di qualsiasi animale per far soldi e voi che sciacallate sulle sofferenze delle bestie per fare bottino di ego, mi sfugge.
Infine, la nota di colore, la sottile ironia che butta tutto nel ridicolo più assurdo. Ricevo queste tre righe in croce da una persona che mi ritrovo sulla bacheca perchè sei o sette anni fa adottò un cane nel rifugio di Giovinazzo e mi chiese l’amicizia dopo che avevo augurato ogni bene a quel peloso, appena saputo della sua adozione. “Tu sei davvero un imbecille stronzo e cretino. Bravo continua così augurare la morte alle persone che sparano i botti contro gli animali. Noi dobbiamo far vedere che siamo bravi cristiani e non auguriamo il male e sensibilizziamo”. Questo perchè a differenza di altri, non sopportando le ipocrisie del politically correct, conscio che l’idiozia umana non ha mai fine, so che anche quest’anno si sparerà e anche quest’anno a farsi male saranno persone e animali. Purtroppo sono una persona che riflette ed a differenza dei tantissimi che in queste ore augurano mutilazioni, moncherini, occhi sfasciati, mi permetto di dire che preferirei la morte di chi spara un petardo alla sua menomazione. Non foss’altro perchè non si aggiungerebbero stupidi costi sociali che si chiamano pensioni di invalidità, soldi stupidamente detratti al bene comune per essere assegnati al sostegno dell’idiozia dei singoli. In risposta mi viene fatto notare che “Mio padre è invalido del lavoro come ti permetti di parlarmi di pensioni”. Mi vien da rispondere: “Tuo padre non si è cercato l’invalidità, tuo padre è stato vittima di un incidente e come tutte le vittime di un incidente o di un malanno vero ha tutta la mia comprensione. Sono ben felice di sostenere tuo padre contribuendo alla sua pensione. Sono cose diverse”. Alla fine, voglio dire, sarei più contento di versare quel contributo, piuttosto che alla pensione dell’idiota che si è fatto saltare una mano, al sostegno alle attività di un rifugio per cani. L’idiozia purtroppo galoppava verso altri lidi ed ho deciso semplicemente di bloccare il contatto.
Vedete, conosco tante brave ragazze e qualche bravo ragazzo a Giovinazzo che si sbatte quotidianamente e senza risparmio per proteggere e accudire tanti cani in una struttura quasi completamente autofinanziata. Nella maggior parte dei loro post riconosco la genuinità di un impegno costante e continuo, che assorbe la gran parte delle loro vite. Rispetto in loro il non partecipare alla stragrande maggioranza delle boiate mediatiche collegate all’animalismo. A loro ed a tante altre realtà simili, però, mi permetto di suggerire di selezionare meglio chi collabora alle loro cause qui nel web (che è purtroppo, ormai, il primo veicolo per le cause di solidarietà, per le adozioni, per le staffette). Quando la voce di un pensiero giusto ha un megafono rotto e che distorce, i messaggi arrivano sbagliati e tanti, ma proprio tanti, dopo un po’ si stufano. Tanti, dopo un po’ si convincono che non sono sbagliati quelli che veicolano i messaggi, ma che è il messaggio stesso ad essere sbagliato. E comprensibilmente, voltano le spalle.
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3 thoughts on “Botti di fine d’anno, Santiago e gli animalisti d’accatto. Diventerò anti-volontari animalisti!

  1. ysingrinus ha detto:

    Hai una ragione granitica ed impeccabile su ogni cosa. Compresa la questione sociale della stupidità.
    Gli animalari godono nel vedere la sofferenza di animali e uomini: quella sofferenza è il motivo per cui esistono, senza la sofferenza non esiste l’animalaro.

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    • domenicomortellaro ha detto:

      Guarda, ci siamo spesso trovati in sintonia su questo… e su tutte le analisi sugli animalari ma quel che è successo ieri mi ha fatto proprio saltare la mosca al naso, tanto da mandare l’ucronia a puttane! Accanimenti terapeutici immani e poi… “Ah ma non firmi la petizione di Luca Coscioni?” (a me che da due anni ripubblico l’appello ogni settimana)…

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