Forse…

… forse Adelmo l’ha capito.
Forse, semplicemente, svegliandosi una mattina e guardandosi allo specchio dopo essere arrivato a Giovinazzo a fare il restauratore, coi suoi pantaloni di velluto a coste large sotto il pantalone di tessuto tecnico bianco dei restauratori che sembra la tuta del RIS di Parma. Forse, proprio quel giorno, guardando fuori dalla finestra quel posto provinciale di provincia, il paesino più piccolo del circondario, comunque animato da più di diciottomila residenti, impossibili da conoscere tutti… eppure facce che vedi e rivedi ed ogni giorno ti verrebbe di alzare la testa in un cenno di saluto che ti sembra di conoscerli tutti… forse proprio il giorno dopo che è arrivato.

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Lui non si chiama Adelmo. Ha la possibilità di chiamarsi Adelmo molto più bassa – per dire – di quella di chiamarsi Giuseppe. Io non lo so come si chiama. MA lo chiamo Adelmo, mi sono convinto che si chiami Adelmo. Chi scrive storie e sogna racconti da raccontare non può guardare una persona che lo colpisce e dimenticarsi di darhli un nome.

Lui si chiama Adelmo, ha una figlia piccola piccola e bellissima, una bici, una pastrano color cammello che sembra caldo e bellissimo e sono convinto sia un restauratore perchè lo vedo spessissimo in abiti da restauro. La moglie di sicuro lavora da qualche parte in università. Forse archivista. Un Restauratore sta con una archeologa o con una archivista, credete a me. Secondo me Adelmo è più giovane di me di un anno o due.

Càpita. Questa cosa Adelmo l’aveva capìta. Gli era capitato di riuscire a capire che in un posto ci capiti e ti capita di essere felice. Di ritrovarti felice, di riscoprirtici felice dal giorno dopo che ci sei capitato. E ti capaciti di questa cosa qui senza capirci nemmeno poi tanto. Basta, ti svegli ed è così.
Paf!
E giri in bici sorridendo, porti tua figlia sulle spalle sorridendo, torni da lavoro sorridendo, ci capita di incrociarci e non ci conosciamo e mi sorridi e chissà che nome mi dai mentre mi vedi da lontano e decidi che mi sorriderai anche oggi come io sorriderò a te. Senza slautarci, senza conoscerci. Senza essere omosessuali che non sanno come provarci con “lunlaltro”.

John_Frusciante.jpg

Capiti in un posto per capacitarti del fatto che hai capito di essere capitato quel giorno nel posto giusto al momento giusto.

Io tutta sta storia l’ho scritta perchè avevo da un po’ in testa l’idea di mettervi al corrente di questo gioco che faccio su personaggi che incontro per strada a caso. E da stamattina mi ero svegliato con in testa il gioco di parole tra capire e capitare… e mi sembrava bello… e quindi, no, non dovete rompere il cazzo!

Poi stasera vi dico una cosa su queste foto scelte!

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9 thoughts on “Forse…

  1. ysingrinus ha detto:

    Hai il marchio di approvazione di Ysingrinus con questo tuo càpítare!

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  2. lamelasbacata ha detto:

    Quando mi capita di leggere parole così belle non tento di capire a livello conscio, mi accontento di immergermi

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  3. chezliza ha detto:

    ogni volta che mi capìta
    lo faccio anche io
    senza capire il perche’
    ma e’ bello😊

    Piace a 1 persona

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