Inutile negarlo. Se so qual è spesso il destino degli animali di pezza…

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… è solo perchè tantotempofà (con l’accento perchè se si fa l’accento non ci va… come su va… se è fà di tantotempofà l’accento ci va… ma su va non ci va)…  in un domenicomortellaro ormai tanto lontano, un topogigioenorme, grigiotopo e non giallo come topogigiotheoriginal, col ciucciotto anni ’90 in bocca (e ora mi chiedo se da adolescente m3mango quei ciucciotti li portasse al collo o al braccialetto del cioè) e il gembiulinoquadrettato bianco e celeste, fu fatto a pezzi con le enormi forbici da sarto che padredidomenicomortellaro usava per ritagliare gli articoli del giornale da conservare.

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Gli fu tagliato un orecchio; quel drammatico snuff movie senza videocamera cominciò così. Non lo so perchè quel serial killer di pupazzi, anzi, quell’assassino di pupazzo che fino ad allora non aveva mai ucciso nessun animale di pezza, decise che quel topogigioenormegrigiotopo regalatogli al compleanno dei diciassette anni dovesse soffrire, dovesse cominciare a sanguinare ovatta e polistirolo. Dovesse morire piangendo lacrime mute. John Wayne Gacy, detto Pogo il clown, si vestiva da pagliaccio per fare la terapia dei pagliacci ai bambini dell’oncologico di Detroit. Quell’assassino di topogigiogrigiotopo poche settimane prima si era messo a piangere, commossoescosso, sentendo la notizia di abusi e violenze in una clinica specializzata in pazienti sordomuti affetti da sindrome di down. Gli faceva schifo e impressione che ci si potesse accanire su chi non riusciva nemmeno a dirti quanto gli stavi facendo male. Oltre a non poter capire il perchè. Ma quel giorno cominciò tagliandogli l’orecchio.

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La conoscete la storia del Canaro della Magliana? A me fa paura solo pensare di dovervi scrivere cosa fece al “Puggile” che poi ritrovarono scompostissimo e mezzo bruciato in una radura della Magliana che all’epoca era tipo il far west e i buchi edilizi li potevi chiamare radure come quelle degli scontri epici di sguardi tra Eastwood e Volontè. Furono cose fumettistiche e definitive. Wes Craven prese spunto per “Ultima casa a sinistra”, sapete? Non è vero… me lo sono inventato. Ma verosimile lo è tutto! Tutto davvero!

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In quel domenicomortellarontanolontano, quell’assassino di animale di pezza accoltellò il topogigioenormegrigiotopo sessantasette volte. Un lago di palline bianche di polistirolo per terra. Più complicate del lago di sangue da pulire. Che non servono le pezze ma certosina scrupolosità a non lasciare ai RIS di Parma nessunissima traccia. E poi gli forò il sedere, per fargli il buco. E poi gli strappò il ciuccio dalla bocca. E lo infilò nel buco di sotto. Poi lo portò fuori dal balcone. Gli aveva già tagliato le vibrisse, gli aveva tolto un occhio. Gli aveva infilato il ciuccio in culo praticandogli un buco che servisse da buco di culo dove infilare il ciuccio. Lo portò fuori, sul balcone. Gli diede fuoco. Lo guardò bruciare, lentamente. Mentre bruciava scattò delle foto. Dettagli catturati con lo zoom della reflex. La OM1 della Olympus. Quante volte in un domenicomortellaroancorapiùlontano, in quela foto si erano impressionate le foto del suo faccino gentile di bambino sempre troppo ometto e troppo cresciuto? Che se lo vedevi, non l’avresti mai detto che da grande avrebbe fatto l’assassino cattivo e stuprapezza di animali di pezza ricevuti al compleanno dalle fidanzatine dell’epoca. Quella pellicola per fortuna si perse. Tracce troppo pesanti di una violenza troppo inaccettabile.

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Io lo dico, lo dico chiaro e veo, forte e adesso: la mia è una completa confessione, Signori della Corte. La mia è una piena assunzione di responsabilità. Era un domenicotantolontano, ma ero comunque io. Topogigioenormecolorgrigiotopo l’ho ammazzato io. E ne ho villipeso il cadavere. Ed ero capace di intendere, sapevo che era Male. Ed ero capace di volere, che sapevo cosa stavo facendo. Reato d’impeto, Signori della Corte, l’è vero. E mi si carichi l’essere incensurato… e le attenuanti generiche. Il reato non è prescritto ma… vent’anni passano adesso, giusto? Con lo sconto di pena… sono libero, vero?

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Vent’anni di questo, lo so, sono tanti, tanti davvero… e anche se questa non è via dei pazzi numero zero… chiedo perdono. Alla famiglia di topogigioenormecolorgrigiotopo. Perdono anche a te topogigioenormegrigiotopo, perdonami. Volevo, dovevi morire e dovevi soffrire. Certe cose non si regalano ai diciassette anni. Non è roba da compleanno per un ragazzo. E quando la regalante ed io ci mollammo… e lei cominciò ad essere insopportabilmente idiota… che eravamo giovani, sì… e stupidi entrambi… ebbi a pensare che fosse l’unico modo, non so se giusto, chiariamolo, per smettere di arrabbiarmi, ricominciare a mangiare, smettere di soffrire. Tu non avevi fatto niente. Ed io lo sapevo… ma seppi che dovevo farlo. E non lo dissi a nessuno. “Che fine ha fatto? L’ho regalato!”. L’avevo ucciso… e buttato nell’immondizia. Non mi chiesero mai cosa fosse quella puzza di bruciato. Pensarono alla sigaretta fumata di camorra… ed ero nervoso. Non mi dissero nulla. Non mi chiesero nulla.

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Non sono un serial killer di animali di pezza. Non ho più ucciso. Non voglio farlo ai più. Non lo farò, mai più, ve lo giuro. Credetemi, Signori della Corte… mai più. Io, però, tremo. Tremo perchè anche ne avessi, io, non lo farei… non ne ammazzerei più. Non ne sevizierei mai più… che è terribile. Insopportabile. E invece so, lo so bene, che la tentazione può venire. Anche se non c’è stata stupidità. Può venire e ora, da ex assassino di animali di pezza adesso pentito, la cosa di cui mi pento di più è di aver donato in un momento così complicato Piccolopoldopallo. Averlo esposto al rischio di un’abbandono. O peggio di un delirio di festa di sangue surrealistico e definitivo peggio di “Spell, dolce mattatoio” meglio noto ai più come “L’uomo, la donna, la bestia” film definito seminale e di rara comprensibilità opera di cavallone. Piccolopoldopallo è bruciato, strangolato dalla sua sciarpetta, con l’etichetta che si abbrustoliva e gli occhi che si scioglievano, in un fricasse di cucina qualsiasi(?) – che sul balcone vuoi mai sporcare?!

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Piccolopoldopallo è vittima di una tragica lupara bianca? Ci sarà una botola che batterà come un piccolo cuore rivelatore di animale di pezza a far scoprire il tutto? O triste e dimenticato Piccolopoldopallo marcirà nel prato di una discarica in chiusura, la busta lacerata dai gabbiani e dalle volpi, lì a perdere pelo, decomporsi, morire… solo? Topogigioenormecolorgrigiotopo torna ogni notte, in queste settimane, a ricordarmi quel che ho fatto. A raccontarmi ogni notte una fine diversa per Piccolopoldopallo. E io lo stringo, cadavere bruciacchiato sodomizzato dal suo stesso ciucciotto anni ’90. E gli dico perdono. E gli dico non volevo. Ma lui mi perdona, senza smettere di ripetere che – here and now – ogni notte – sta succedendo di nuovo. Come in Twin Peaks, che Laura Palmer e sua cugina sono la stessa attrice… e fanno la stessa fine. Lelan Did It. I was Lelan.

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Bisognerebbe fare come fece una mia ex di Bitonto. Parlano tutti male dei bitontini, però i bitontini certe cose le capiscono prima. Sarà mica perchè Bitonto negli anni ’70 era uno dei vertici del triangolo della Mala in Puglia?! Bisognerebbe fare come fece la mia ex di Bitonto. Bisognerebbe regalare pupazzi ed animali di pezza già sfregiati, scarabocchiati, violentati e distrutti. Non ti verrebbe mai di far del male a loro. Che non si torna dal regno dei morti… e non ci si può più tornare. Che una cosa rotta, brutta e distrutta fa solo tenerezza… ma quand’era viva… e poi ti fa tenerezza perchè l’hai fatta così tanto fuori… fa male dentro e non torni più indietro. Bisognerebbe regalare solo pupazzi di pezza ed animali di pezza già nati torturati, cuciti smembrati, fatti morti. Si soffrirebbe di meno… ci si farebbe meno sensi di colpa. Si andrebbe avanti prima. E meglio. Ti prego… non fare del male a Piccolopoldopallo… ti prego!

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Loro sono Childrenofthekorn e Lovelygiuietta… i due pupazzi  di pezza donati dalla di cui sopra. Non me ne separerei mai e poi mai. Sono già morti… eppure li ho amati da subito.

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184 thoughts on “Inutile negarlo. Se so qual è spesso il destino degli animali di pezza…

  1. ysingrinus ha detto:

    Poveri animali di pezza! Troppo spesso ce ne dimentichiamo.
    Conosco bene la storia del canaro ed è una storia non adatta a tutti in effetti…

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  2. vikibaum ha detto:

    gli animali di pezza sfregiati della ex di bitonto…mitici.io invece tagliavo la testa alle barbies, le odiavo,,,così finalmente non me ne regalarono più 🙂

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  3. nannà ha detto:

    Ma regalare quel pupazzetto a un bimbo non ti è venuto in mente? O.o
    Io da piccola, 4-5 anni, spogliavo le barbie e le decapitavo. Mia mamma mi chiamava “mercoledì” quando mi comportavo così…chissà perché xD

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  4. m3mango ha detto:

    Che film (dell’orrore)!

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  5. lamelasbacata ha detto:

    Nichilismo allo stato puro, a metà strada tra Palahniuk e Welsh. Avrei visto volentieri le foto del delitto.

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