Riflessioni a dieci giorni…

Tipo così: arriva un tizio che si chiama Rohani, incidentalmente un capoccia di uno stato islamico di fede sciita, a ricambiare più o meno la visita di una tizia che si chiama Serracchiani, tornata da quello stato tipo da due settimane… e in Italia si scatena il patatrack. Le statue dei Musei Capitolini, quelle più zozzolerce, vengono messe sotto un enorme burqua di cartone per evitare di turbare la sensibilità dell’ospite. Il tutto dopo che la nana vicepresidentessa del PD, durante la visita, per non turbare la sensibilità di chi ospitava (sarebbero sempre ospiti però poi si fa confusione) si è velata con uno chador.

Come a dire che: o questi signori iraniani sono proprio gente ultrasensibile oppure il principio di reciprocità nei rapporti tra stati, il galateo istituzionale ed il buon senso, oltre che l’amor patrio (quando mai – dubito – ce ne fosse stato) si sono disciolti nell’indifferenza, come uove di scimmia di mare. UovE, avete letto bene, è un cit.

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Tipo così: questi signori che abbiamo ospitato e che – duole dirlo ma bisogna dirlo – a casa loro pretendono che noi rispettiamo le loro usanze, tipo velarci, non baciarci in pubblico, toglierci le scarpe per entrare nelle moschee… hanno così tanta difficoltà ad accettare che le nostre usanze siano quelle dell’orgoglio con cui testimoniamo il nostro primato (ne abbiamo pochi, è il caso di testimoniarli con orgoglio) nell’arte e nella buona cucina? No! E dunque noi, da stronzomerdoni senza amore per noi stessi, mettiamo il burqua alle statue. Molto offensiva. Ben oltre i limiti dell’autolesionismo come cosa.

Punto 1: dopo aver rispettato te, io PRETENDO tu rispetti me a casa mia… se ti da fastidio vedere due sise e una passera liscia liscia e senza spacco che pare quella della Barbie ti porto sul GRA (visto che la tua cultura religiosa da rispettare non conosce l’abitudine alla produzione plastica o grafica di supporti artistici) ma, mi spiace per te, le mie belle cose non le copro!
Punto 2: dopo aver rispettato te, io PRETENDO tu rispetti me, anche solo per una questione di mera dimostrazione di autostima. Io ti ho offerto comprensione, rispetto e tolleranza (guardate che conformarsi seriamente ai dettami di buona educazione, non solo di civiltà, islamici, è un casino!) tu fai lo stesso! Mi dici: “scusi, ci sono sise? Perchè se sì gradirei guardare altro, mi riporti alla pagina dei gattini! (come su flickr davanti a contenuti rated 18+)(mai pagina dei cagnolini… sono Satana per l’islam… ecco perchè il politically correct flickr non dice pagina dei cagnolini o dei serpenti ma dei gattini).
Punto 3: stiamo sempre a fare la guerra coi francesi! Abbiamo perso anche stavolta… ci resta solo la coppa del mondo… perchè quelli, quando lo stesso signore molto impressionabile ha obiettato: “Il vino a tavola no!” hanno detto: “Va bene stronzo, non sai che ti perdi… a letto senza cena, al massimo colazione di lavoro e succhi di frutta!”.

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E no… noi siamo il paese che finge di ignorare che siamo di fronte al capo di stato di uno dei nuovi CONSUMER LEADERS di audiovisivi pornografici. Iran, Iraq e Afghanistan, dopo Enduring Freedom in Medio Oriente, hanno conosciuto una “POrno Renaissance” che è stata studiata come fenomeno di mercato nello scorso decennio da fior fior di economisti. A ‘sti zozzoni, però, gli copriamo le sise delle statue. Siamo sicuri che nelle loro stanze d’albergo sia stato messo il parental control a sky? Avete inibito i digital channels “Radio Maria”, “Teleradio Buon Consiglio” e “Radio Padre Pio”?. Avete inibito l’accesso a quel contenitore truffaldino che è Primafila? Dve stanno i porno amatoriali di merda? E se questo non è stato fatto: avete guardato la distinta spese delle loro camere? potrebbe riservare interessanti sorprese il numero di “eventi a pagamento” acquistati… sì, se non vi scrivono cosa: è un porno!

Ora: io rispetto tutti e con enorme rispetto mi progo verso tutti. A casa loro. A casa mia pretendo rispetto per i tratti identitari che mi caratterizzano… altrimenti, a differenza mia, ti comporti da ospite sgradito e vai fuori. Se proprio voglio essere cortese ed educato EVITO di farti entrare a contatto con quel che ti urta ma… voglio dire… se vuoi andare ad un museo io te lo dico: “Siccome tu non sei abituato a ‘ste cose dei musei, delle statue, delle sise… e sei impressionabile, vieni ti faccio vedere il Colosseo, l’Altare della Patria, le Scuderie del Quirinale, Piazza di Spagna, sali fino al Pincio e scendi chissà smazzi…
Eh cazzo! Sentite i giapponesi non ti chiedono di spixelare cassi e patate, quando vengono ai musei. Provvedono loro a casa. Credo abbiano una apposita app per spuntinare e spixelare cazzi e fiche. Ma provvedono di loro… e rimuovono dalla memoria. Lo facciano anche i premier iraniani. Oppure, porca pupazza, si impari noi a dire: “Mi spiace, non fa per te… mi ha detto tua mamma che non puoi” (perchè poi pare n’altro poco che siano dei minorenni in gita: “Attenzione non può bere alcolici, non fategli vedere zozzerie e…”).

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La verità è un’altra. Che con questi zozzoni, le cui donne affollano i reparti più troieggianti delle boutique di intimo… perchè impressionabili con le statue ma maiali repressi sotto le lenzuola di casa loro… noi abbiamo bisogno di fare affari adesso che non sono più cattivi e nucleari. E quindi loro hanno il coltello dalla parte del manico e noi, per trenta miliardi di denari ci siamo vergognati di avere statue con duzzinne da paura! Perchè è questo che abbiamo fatto… ci siamo vergognati di far vedere che sappiamo cogliere e dipingere o scolpire il bello, facendone vanto. Anche perchè, grazie a Biondoddio e Darth Vader e Riccardo Schicchi, nè Venere nè Moana sono state mercificate in quelle statue ed in quei film… semplicemente poste ad icona. Un francese, ch l’ha mandato a letto senza cena, farebbe bene a dire: “La Gioconda? No, non te la do… sei così pirla che se viene uno jemenita (quelli che alle donne fanno mettere il Niqab) lasci solo gli occhi di fuori ad un velo nero… che cazzo te la do a fare, la Gioconda?”.

Gli angioletti del Giudizio Universale ringraziano che siano stati saltati i Musei Capitolini e la Cappella Sistina… sai che palle riesumare il Mutandari e fargli rimettere le braghe dopo che per 300 anni erano stati palle all’aria ed avevano sperimentato la fantastica sensazione di non avere costrizioni addosso, soprattutto lì?

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18 thoughts on “Riflessioni a dieci giorni…

  1. vikibaum ha detto:

    completamente d’accordo con te: l’ ipocrita ignoranza legata alla proverbiale stupida ignavia di chi governa ci ha fatto fare l’ennesima figur’emmerda! buondì

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  2. lamelasbacata ha detto:

    ” quegli occhi allegri da italiano in gita
    e i francesi ci rispettano
    e le palle ancora gli girano” bei tempi quelli di Bartali!

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  3. ysingrinus ha detto:

    Tutto molto tristemente vero.

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  4. cinemadegenere2014 ha detto:

    Vero, verissimo e arcivero. Ho incontrato ora ora il tuo blog e mi piace parecchio! Continuerò a seguirti con interesse!

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