Archivio mensile:marzo 2016

Radio Quindinononvatuttobene – Pazzo di te

Mad about you – Hooverphonic – che erano un po’ copiatini ma questa era proprio bella!

Contrassegnato da tag , , ,

my 365 09

Poi uno disse che c’erano più farfalle sulla schiena della gente che nei prati! Aveva ragione.
Questa non c’è più… al suo posto ce n’era una più grande con una D… credo la D sia cambiata

iPhone4 2010 iphoneografia

IMG_0028.jpg

Contrassegnato da tag , , ,

Le paure… come ieri ma una puntata nuova

Se mi volete bene non mettetemi in condizioni del tipo:
Strette vicinanze a mamma con pancione in evidenza o comunque in evidente stato interessante. Sto male, sudo freddo, mi allontano, scappo… mi viene addosso una paura forte ma forte proprio

Prurito-pancione-gravidanza

Se mi volete bene non azzardatevi mai e poi mai a darmi in braccio un bambino, un poppante, un lattante, un affare che abbia meno di un paio d’anni. Io non lo dico per me che finisco scosso dai tremori, dalle paure, dalle ansie, dai sudori. Lo dico per lui: perchè nel terrore e nell’ansia di farlo cadere o potergli fare del male finisco per stringerlo, stritolarlo – ma forte proprio… e senza comunque farlgi male cazzo si vede che non so prenderlo e il piccino è proprio a superdisagio!

crescere-protetti

Oh quindi: se siete incinta alla larga (e mi avevano detto che era bello farlo con una incinta… io mi sa che cambierei anche letto e mi sposterei sul divano)… se avete pupi teneteveli in braccio per conto vostro!

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Vetriolo 07 – Romanzo di azione e fantascienza di Domenico Mortellaro

Zio, lo so, non vi voglio mancare di rispetto, ma lo sapete come lavoro io… ” portò il granity di polipropilene azzurro elettrico alle labbra, mandando giù un sorso generoso di Monkey Tonic. Il picciolo della ciliegina candita gli stuzzicò la punta del naso, il ghiaccio colpì il labbro e tornò indietro, mentre un granello di pepe gli finiva tra le labbra prima e tra i denti poi. Il pepe nero era un vezzo che non poteva mancare, quando beveva d’estate. Poggiò il bicchiere sul muretto, rimise gli occhi in faccia all’uomo che aveva di fronte: “Se sto parlando con voi è perché per me il lavoro si può fare, ma mi prendo sempre una decina di giorni prima e qualche cosa di soldi, a piacere vostro, come anticipo… “. Lasciò sospesa la frase per non ripetere che era già stato chiaro con chi gli aveva accennato al lavoro da fare. “Sì, va bene, ho capito, ma dieci giorni mi pare ‘n esagerazione figlio mio… che qua si tratta solamente di togliermi un rompicoglioni davanti, e che maniera!”. Lo zio si lisciò il baffo cercando di recuperare la serenità apparentemente perduta. Non smetteva di guardarsi attorno, di sicuro anche indispettito dal viavai chiassoso di strafatti che sciamavano dal bagnasciuga alle pedane della pista, martellati da un dj più fatto di loro che in quel momento roteava sui piatti l’ultimo singolo di Sven Vath. “Mi dispiace, queste sono le regole… “ fece spallucce riportando il bicchiere alle labbra “Nemmeno Roma l’hanno fatta in un giorno.”. Schioccò le labbra indispettito l’uomo di fronte e con un gesto fin troppo plateale della mano lo indicò per poi tornare con le nocche sui fianchi a far sporgere ancora di più una pancia esageratamente tesa sulla indecente mutanda da bagno rossa: “E chi lo sapeva che avevamo chiamato Romolo e Remo a farci questo piacere!”.

Contrassegnato da tag , , , , ,

Radio Quindinononvatuttobene – Strade…

Portishead – Roads – Lo so l’ho già messa altre volte ma mi andava di ripetermi

Contrassegnato da tag ,

Quelle povere Criature ha bisogno di voi! :)

Diamo tutti un segnale, di quelli forti fortissmi: “Quelle povere Criature” ci piace. Ha appassionato tanti di voi dalla prima comparsa, attorno a Gennaio. Voi tutti ne avete seguito la gestazione con un amore ed un affetto verso il sottoscritto che sono stati davvero inaspettati ed hanno riepito il cuore di gioia. Ho un amore viscerale per la figura di Don Michele Russo.. tanti e tanti di voi hanno avuto modo, negli ultimi capitoli, di capire quanto profondamente “politico” fosse il suo personaggio, oltre che dotato di una sua morale ed una sua umanità molto peculiari.

Copertina

Credo voi tutti sarete felici di sapere che anche grazie al vostro contributo, “Quelle povere Criature” sta salendo e salendo… ora è attorno a metà classifica, tra i 20 ed i 50… ed è ancora in offerta.  Non tutti magari lo sanno ed allora lo ripetiamo: è un romanzo thriller/horror ambientato nella Napoli del 1861. Io di per mio sto diffondendo in giro… Vi chiedo solo una mano, una mano piccola piccola…
Un po’ di buon e sano passaparola, se ne avrete voglia, sarebbe davvero utile. Se vi va, se credete che ne valga la pena… come Ysi ribloggate pure la notizia, questa notizia. Sarà non solo un successo mio che l’ho scritto, ma anche un successo vostro che con il piccolo ma determinante contributo avrete contribuito a fare arrivare questo piccolo romanzo lì dove, da solo, non poteva!

Don Michele vi adora… Sappiatelo. Mi dice di dirvi: “Signore e signori, per vuie, sempre a disposizione!”

My 365 08bis

Conoscete anche lui, Michele, quello delle letture in poltrona!
Mettevao dischi assieme quella sera!

 

iphone4 365 iphoneografiaIMG_0066.jpg

Contrassegnato da tag , , , , ,

Le nevrosi, le paure, le fobie e ci scherzo su

Allora: se volete avere a che fare con me sappiate che massimamente io come scritto qualche post indietro: ho una fobia costruita e stratificata per i platidattili muraioli anche definiti gechi. Di loro conosco tutto, mi sono ampliamente documentato coprendo – meglio, facendo corpire, le immagini sui testi di scienza. Dispongo a casa di una nutrita bibliografia sulla bestiola in questione. Tutto si è – come sapete – sviluppato con il mio primo contatto con un essere morto: Susanna. Poi le evoluzioni sono state incomprensibili e strutturate a cazzo loro. So solo che se li vedo fermi su una parete sono inquieto e passo molto tempo a guardarli per essere sicuro non si muovano di lì. Anche perchè quando si muovono, come dire, sto malissimo, li sento camminare addosso… una roba da non dire!

geco

Temo si tratti di una fobia alle mie latitudini invalidante a livello proprio sociale… nel senso: non esci d’estate andando in quei locali con le rampicanti o i muri di tufo… e simili. Non ti accoppi in casotti di campagna perchè vuoi mai che te ne trovi uno sullo stipite della porta entrando… e simili. Cazzinculogravissimo!

Era giusto lo sapeste. Prima che cerchiate in buona fede di rendervi utili, sappiatelo: non c’è cura non c’è rimedio.

Contrassegnato da tag , , ,

Clockwork Orcas 1.1

Clockwork Orcas 1 – Di Domenico Mortellaro.
Il primo romanzo di una saga a cavallo tra mythpunk, clockpunk e dieselpunk.

C’era una temperatura quasi polare nella stanza. Forse l’ampiezza delle volte, lo spazio negativo, tanto, tra il lungo tavolo al centro, le sedie tutt’attorno e le pareti così distanti. Più probabilmente le finestre lasciate aperte sulla notte gelida. Il centro della stanza pareva fumare: la condensa che disperdevano nell’aria le figure sedute in attesa che qualcuno, tra loro, decidesse di rompere il silenzio e cominciare.

Ad un capo del tavolo l’alta uniforme nera dell’esercito distingueva immediatamente il vertice della catena di comando. Capelli brizzolati che cedevano al grigio ed al bianco ampie praterie di quello che una volta doveva essere un mare calmo di nero corvino. Alla sua destra, la giubba mimetica stretta di una giovane ufficiale, coperta sulle spalle da un mantello nero. Il basco amaranto a celare gran parte della chioma tagliata corta, acconciata a caschetto. Si sarebbe detto un viso da occhi grandi e profondi, se non fosse che in quel momento erano strette bocche di fuoco puntate sugli altri presenti. Al fondo, due iridi che nel verdino elettrico della luce al neon quasi sembravano colorate di viola.

Di fronte si era accomodato placido e impassibile un uomo in abito talare, nero anch’esso. Un cappuccio aguzzo nascondeva il viso. Le mani intrecciate proprio sotto il mento, a sorreggerlo, non erano quelle di un anziano. Accanto due uomini in abiti civili, scuri. Uno di loro aveva occhiali tondi da orologiaio, l’altro, di fronte ad un vecchio stenografo, ingannava l’attesa e zittiva un nervosismo galoppante lisciando insistentemente un baffetto da sparviero rossiccio, unica traccia di peluria sotto una testa glabra e lucida. Infondo al tavolo, a segnare l’ennesima postazione, un trespolo da rapace sistemato al posto di una sedia. “Se ci siamo tutti… – dal capo del tavolo, l’uomo in alta uniforme prese la parola – Gevorg, procediamo!”. L’uomo dal cappuccio puntuto annuì, disegnando con il suo copricapo un tratto corto e rapido. Premette con indice e medio della sinistra il tasto di un interfono sistemato sul tavolo: “Miriam, prego entra e porta con te il Visore.”.

Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,

Radio Quindinononvatuttobene -On AIR

Radiohead – The wolf at the doorwolf-at-the-door-2.jpg

Contrassegnato da tag , ,