Vetriolo 05 – Romanzo di azione e fantascienza di Domenico Mortellaro

“Benvenuti nella filiale del Credito Cooperativo Salentino” ripetè suadente la signorina elettronica, in un impeto di programmata educazione “Vi ricordiamo che nei nostri locali è severamente vietato fumare”. “Questo l’avevamo capito…”. In quella posizione impallava la fotocellula, facendo riavviare il disco ogni trenta secondi, in assenza di altre interazioni con il bancomat. Ancora un minuto, ancora un minuto e tutto sarebbe finito. Lo sfrigolio del metallo che cominciava a ribollire, il rumore delle gocce di lega fusa che piovevano dense sul pavimento, gli suggerirono che mancava, forse, anche meno. Sempre più pratico, sempre più performante. Avvertì che lo spessore della protezione si assottigliava e prese ad avvicinare lentamente i palmi muovendo i polsi uno verso l’altro. La placca era satura, la reazione chimica sarebbe andata avanti anche senza il suo contributo, ormai. Aveva troppa fretta, però. Senti i goccioloni cadere con sempre maggiore frequenza, fino a quando non avvertì che anche l’ultima resistenza metallica veniva meno, quando i polpastrelli affondarono dietro la lamina ed il residuo di schermo, ormai violato, cadde sul pavimento colpendo la punta dello stivale sinistro. Si chinò rapido, rimanendo accovacciato sulle ginocchia. La pila da venti risultava quasi completamente esaurita, quella delle banconote da cinquanta euro era invece ancora carica per metà: ad occhio e croce una mezzo migliaio di banconote. Buttò fuori un respiro lungo, umido e serrò gli occhi. Vide l’uomo vitruviano affievolirsi e sparire. Strinse la destra e rilasciò i muscoli per due o tre volte, poi arraffò poco meno di metà delle banconote impilate nello scomparto da cinquanta euro e le infilò nella tasca destra dei pantaloni. Fece forza sulle ginocchia, riguadagnò la posizione eretta e rimase fermo, gli occhi aperti puntati sulla tastiera, per qualcosa come quindici o venti secondi. Vide i numeri sbiadire e ritornare a contrasto, sull’alluminio tempestato di ditate grasse. I colori del mondo riacquistarono quella che appariva come la giusta vividezza. Il senso di vertigine passò. Avvertì distintamente una goccia di sangue scoppiargli nella narice destra e con la mano corse a tirare su il collo di pile nero per evitare di gocciolare sulla postazione, lasciando tracce in giro. Il problema non era costringersi ad esplodere così velocemente, né scegliere di convogliare solo sui palmi tutta quella energia. Il problema era convincere quel che si scatenava dentro a tornare a cuccia senza troppe discussioni. Inspirò fino a riempirsi i polmoni per contrastare quel vorticare fastidioso della vista. Cacciò fuori l’aria con estrema lentezza.

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7 thoughts on “Vetriolo 05 – Romanzo di azione e fantascienza di Domenico Mortellaro

  1. lamelasbacata ha detto:

    Il problema non è mai appiccare l’incendio ma riuscire a domarlo 🙂

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  2. ysingrinus ha detto:

    Il rischio di perdere un controllo che in realtà non si possiede.

    Piace a 1 persona

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