Clockwork Orcas 1.2

Clockwork Orcas 1 – Di Domenico Mortellaro.
Il primo romanzo di una saga a cavallo tra mythpunk, clockpunk e dieselpunk.

La porta si aprì, al lato della stanza. Passi decisi e sicuri, svelti. Nessun tremore nel finire avvolta da quel gelo affilato, anzi. Sguardo fiero puntato verso il tavolo. Costretta dietro il tavolo, la donna in uniforme e mantella arricciò la narice mirando con le bocche di fuoco dei suoi occhi dritto in faccia alla nuova arrivata. Scossa da un tremito non nascondeva affatto un desiderio intenso di saltarle al collo e sbranarla senza pietà. La ragazza appena entrata sostenne lo sguardo, senza cedere apparentemente ad alcun sentimento. Capelli rossi tenuti stretti da una coda alta e marziale che si muoveva ondeggiando proprio al centro, lì dietro. Il braccio sinistro piegato all’altezza del gomito e sull’avambraccio, ben saldo con gli artigli su un manicotto di feltro spesso, un giovane falcone dal piumaggio bruno e dalla fronte spiumata a disegnare un cerchio di qualche centimetro di diametro al centro, poco sopra gli occhi.

La ragazza dai capelli color del fuoco si avviò spedita verso l’altro capo del tavolo afferrando un capo del trespolo ed invitando con un gesto delicato del viso il falcone a salirci su. Quando il rapace si fu sistemato, al centro del rebbo e perfettamente di fronte al tavolo, la ragazza si frugò nella tasca del camice bianco che indossava, tirando fuori, assieme alla mano, una cuffia di cuoio chiaro con una lente trasparente di vetro spesso su una delle facce ed una scatolina di metallo con un meccanismo a carica poggiato sul lato destro del piccolo copricapo. Senza che il falcone rendesse l’operazione complicata, calzò lo strumento sulla sua testa, sussurrando parole che lo rassicurassero e ne lenissero la tensione mentre il copricapo veniva assicurato attorno alla sua calotta cranica. Solo un serrare più forte gli artigli ed una impercettibile contrazione all’altezza delle scapole avrebbero raccontato ai più attenti che si era trattato di una operazione fastidiosa per l’uccello. Una volta sicura che la cuffia fosse in posizione, la ragazza avviò il meccanismo di carica con una serie di giri completi. Quando rilasciò la chiave un singolo scatto metallico annunciò l’avvio di un qualche meccanismo interno alla scatolina. Il falcone pestò il rebbo due o tre volte, cercando la posizione più comoda, poi, come con un ampio e deferente inchino, abbassò la testa puntando la lente che svettava al centro della cuffia verso la superficie liscia del tavolo di fronte.

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5 thoughts on “Clockwork Orcas 1.2

  1. ysingrinus ha detto:

    Mi ispira la falconiera!

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  2. lamelasbacata ha detto:

    Mi sta piacendo molto 🙂

    Liked by 1 persona

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