Vetriolo 09 – Romanzo di azione e fantascienza di Domenico Mortellaro

Una massa informe gli pulsava addosso. L’odore stucchevole delle creme da sole si mescolava nell’aria a quello umidiccio del sudore e dei corpi ammassati. E sì che era un primo pomeriggio di sole a picco. Guadagnò con più di qualche nervosismo una delle postazioni beverage, scegliendo quella un po’ più discosta dalle zone di ballo sfrenato. Scelta non proprio utilissima, visto che erano stati parecchi dei nuovi arrivati a fiondarsi in quella direzione. Quanta ketamina e quante anfetamine a ramificazioni le più varie stessero in quel momento saturando la circolazione della folla, non era dato sapere. Di sicuro, in valori assoluti, il numero restituito era impressionante. Pupille contratte come spilli indicavano la strada a corpi sudaticci che si muovevano sorretti dai ritmi, quasi d’inerzia. Percezioni accelerate indicevano i proprietari di quei sistemi nervosi a brusche frenate ben prima dell’utile. Dovrebbero specificarlo, quando vendono quella roba: “Spesso gli oggetti ti appariranno più vicini di quanto non siano”. Stampigliarlo sulle bustine, come fanno sugli specchietti retrovisori delle auto. Chi arrivava in senso opposto si fermava bruscamente un metro e qualcosa prima, per poi riprendere a muoversi sempre un attimo più tardi dell’utile. Spalla contro spalla era il dogma. Poi c’erano quelli che tamponavano, quelle che sciamavano sui piedi ridendo sguaiate e trascinandosi in gruppetti di due o tre a polso serrato. Gettò uno sguardo al fondo della pedana, verso il mare, verso quella che sembrava una uscita da guadagnare con enorme pazienza ed altrettanta difficoltà. Fosse stata più vicina, al cocktail ci avrebbe ripensato. Tanto valeva pagare in un qualsiasi chioschetto e tornare al lettino ed all’ombrellone. Il giornale sotto braccio strofinava mortalmente sotto l’ascella. Ancora qualche minuto e sarebbe stato inservibile. Prese a farsi strada spingendo con decisione, spostando chi rallentava, scartando rapidamente quando chi lo incrociava si fermava, rallentava, provava a sua volta a spostarsi. Fastidioso, stressante, quasi più del diluvio di bassi che lo investiva, coi woofer poggiati sulla pedana della console e non a terra. Raggiunse il bancone sgomitando, conquistò il suo spazio tenendo larghe le braccia e ben piegati i gomiti. Uno spintone alle spalle, prima che potesse ordinare, lo fece girare di scatto, sull’onda del nervosismo per la traversata. Sguardo feroce e mascella serrata lasciò andare dalle narici larghe un sospiro lungo e rallentato. La faccia che si trovò di fronte, incorniciata da treccine bionde, gli occhi dietro delle improponibili lenti a specchio multicolor con serigrafata sopra una A cerchiata su una lente ed il simbolo della pace sull’altra gli fecero chiedere se davvero una craniata su quella faccia da tossica sarebbe servita a qualcosa. “Scusa è che, sai? Queste spingono da dietro…”.

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8 thoughts on “Vetriolo 09 – Romanzo di azione e fantascienza di Domenico Mortellaro

  1. ysingrinus ha detto:

    In certe situazioni bisogna starci con l’umore giusto altrimenti vien voglia di sciogliere tutti quanti.

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  2. Tati ha detto:

    manca l’aria… confusione, fastidio, nervoso e odio per il mondo…
    mannaggialochetta se hai reso bene!

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