Vetriolo 10 – Romanzo di azione e fantascienza di Domenico Mortellaro

Voce troppo alta, decisamente troppo alta, urlata nell’orecchio perché lei fosse sicura di farsi sentire, galleggiare sopra lo tsunami di cassa in quarti. Con un gesto della mano dissimulò tornando a voltarsi verso la postazione. Fretta di ordinare, di riguadagnare l’aria aperta, anche il sole a picco. Tutto, pur di non rimanere ingabbiato lì. La voce stridula di una delle ragazze al bancone provò a svettare sulla musica: “Braccialetto e free drink: che prendi?”. Lasciò cadere una cinque euro sul bancone: “Un Monkey Tonic…” la fissò tirando giù gli occhiali “Monkey vero!” e strizzando l’occhio le indicò col mento la banconota stropicciata. Il caschetto rosso elettrico della bartender si mosse accentuando il movimento compiaciuto della testa. Lo straccetto di filigrana sparì rapidissimo nella sua mano mentre si voltava di spalle per recuperare la bottiglia tozza e panciuta di gin e cominciare la preparazione. Intanto qualche spinta di troppo sul fianco sinistro comunicò che la spappina dalle treccine bionde aveva guadagnato il fronte del bancone. Ancheggiò colpendolo sul fianco per attirare l’attenzione, avvicinò le labbra all’orecchio e lasciò andare un troppo squillante: “Cazzo, braccialetto e contanti? Allora l’ho trovato quello giusto!”. La guardò senza dire una parola. Certe affermazioni non si esaurivano così velocemente. “Dai, mi hai capito, no?”. Scosse la testa continuando a cercare gli occhi di lei dietro quel delirio di colori e simboli. Gli spinse la spalla impertinente. Continuò ad urlare: “Oh sì, sì che hai capito…”. Accennò un sì con il mento, sorrise inarcando solo un angolo delle labbra, poi quando la ragazza dal bancone gli porse il granity stracolmo di ghiaccio le urlò di farne un altro per lei, indicando Treccine Bionde lì di lato. Scambio di sguardi: dal dubbioso al severo quello della barista, complice e assertivo il suo. La ragazzetta con gli occhiali di Janis Joplin si fermò a cercare di capire come sarebbe andata a finire. Quando di fronte agli occhi si materializzò il bicchiere, lo guardò: “Ma che hai capito?!”. Esplose in una risata fragorosa facendo di no con la mano, quasi salutasse. Provò a lasciarla lì, a far ciao-ciao invece che no al posto che avrebbe lasciato vuoto. Treccine Bionde invece lo artigliò dall’avanbraccio: “Oh e almeno aspetta… beviamo insieme no?”. Senza aspettare la sua risposta gli si lanciò dietro, approfittando della facilità con cui sembrava fendere la folla, guadagnando l’uscita laterale, quella che invece che sulla spiaggia, dava su un piazzale pavimentato e sulla zona dei cessi chimici.

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5 thoughts on “Vetriolo 10 – Romanzo di azione e fantascienza di Domenico Mortellaro

  1. ysingrinus ha detto:

    Sospetta e pericolosa la ragazza. A rischio innamoramento!

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