Vetriolo 18 – Romanzo di azione e fantascienza di Domenico Mortellaro

Il bic impolverato, pescato fuori a fatica tra sedili impolverati e binari di sedile incrostati e ingrassati di briciole, lubrificante e terreno, scattò con la sua fiammella al terzo o quarto tentativo. Portò l’ugello accanto alle labbra. Soffio due colpi forti e intensi per liberarlo da un batuffolino di lanugine incastrato lì chissà come. Le case andrebbero tenute pulite. Anche le case estive. Vincenzo considerò questo guardando i ciuffetti azzurrini sparsi sull’ampio cruscotto nella luce del tramonto. L’idea di una casa su ruota, che non fosse una necessità ma un’abitudine, però, gli restava densa proprio dietro il pomo d’Adamo, senza voler scendere. Si sentiva soffocare all’idea di una esistenza così zingara. Le precauzioni, cazzo, le precauzioni. Cercò il bigliettino negli scomparti vuoti delle carte di credito. L’aveva piegato ed infilato lì dentro. Lo aprì: il numero di telefono di Valeria. Dal borsello appeso al poggiatesta del sedile anteriore del passeggero tirò fuori un vecchio Nokia modello badante. Un GSM da museo, di quelli con la cover verde acido intercambiabile. “Cazzo è cambiato da allora? Prima ti vendevano la scocca, ora il guscio della scocca… a conti fatti i finlandesi stavano più avanti di Steve Jobs e cominciarono vendendo carta da culo…”. La batteria del telefonino finiva sempre troppo infondo alla tasca del marsupio, per essere presa con facilità. Si rigirò il fogliettino tra le dita della sinistra, indeciso se montare il telefono e chiamare la ragazza oppure no. Una sprovveduta strafatta come lei, di sicuro, era una di quelle persone da chiamare per non più di trenta secondi, il tempo minimo perché chiunque all’ascolto potesse intercettare la chiamata ed agganciare la cella. Le precauzioni, cazzo, le precauzioni. Poggiò tutto sul tappetino sotto il sedile, ci avrebbe pensato dopo. Aprì il portaoggetti del cruscotto, vinse la resistenza del giornale spiegazzato e lo tirò fuori riportandolo a grandezza naturale. Aprì e tirò fuori la busta da lettera bianca. “Facciamo un po’ di compiti…”.

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One thought on “Vetriolo 18 – Romanzo di azione e fantascienza di Domenico Mortellaro

  1. gianni ha detto:

    Un periodo fecondo direi!

    Mi piace

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