Clockwork Orcas 4.1

Clockwork Orcas 1 – Di Domenico Mortellaro.
Il primo romanzo di una saga a cavallo tra mythpunk, clockpunk e dieselpunk.

“… gli hai strappato pistoni e connettori, hai scavato nella sua carne putrida per tirare via viti e bulloni… e cosa resta adesso? Un pezzo di carne che forse nemmeno respirerà più tra qualche ora… ”. La profondità fastidiosa di una voce rimbalzava nel buio denso, cambiava tono e velocità. Rallentava per poi rincorrersi e tornare normale. Si tendeva elastica e tremolante per tornare abissale e lasca, come una molla tirata che avesse terminato il suo momento.

Gli occhi si schiusero debolmente. Giusto quel poco che permetteva alla luce dei neon di filtrare, accendere una candela fioca e grigiastra su quella stanza che sapeva di rancido. Verdi. Le pareti erano verdi. Di un verde slavato, scalcinato. Qua e là cedevano il passo ad un bianco sporco, polveroso di calce. Muri scrostati di quella che sembrava una vecchia scuola. Riuscì ad intravedere la punta di un piede dalla sua posizione. Forse il suo, inguainato in uno stivale militare. Poco più in là, oltre la punta lucida di quell’appendice, che non era sicuro di sentire sua, la sagoma slavata di una donna, avvolta in una mantella mimetica scura. Capelli neri corvini che, credette, dovevano incorniciarle appena il viso per poi finire a seguire i contorni della mandibola e del mento. Non più lunghi di tanto. Non era sicuro, però. Mettere a fuoco quel che vedeva attraverso gli occhi ridotti a due fessure era impossibile. Più che contorni, le sagome si distinguevano per macchie di colori. Era una voce di donna, quella che aveva sentito prima, che lo aveva senza volere richiamato da un limbo fatto di buio e silenzio, un limbo che puzzava di pelo di cane bagnato e di fiato fetido. La luce si spense di nuovo, passando di colpo una pennellata di nero su quel riquadro confuso. Le palpebre, pesanti, dovevano essersi richiuse. I suoni, invadenti, continuarono a muoversi confusi lì dove non c’era luce, confondendo i pochi riferimenti che era convinto di aver guadagnato poco prima.

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