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Solitamente…

Solitamente non mi chiedo mai che effetto possa fare dar la mano a qualcuno. Solitamente non mi chiedo mai come do la mano o come stringo o come mi muovo o come bacio. Dovrei? Non lo so… non lo so davvero… mi sembrerebbe tutto poi così finto, così irreale. Mi sembrerei diverso da me se stessi a guardare a come faccio o non faccio qualcosa. Poi, figuriamoci, ansie del genere ti vengono regolarmente quando hai di fronte azioni che sono tutte collegate alla sfera dell’emotività… non rifletti sul come compi il gesto di scrivere o di stare acciambellato a guardare la TV o simili.

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E niente… mi era venuto questo pensiero… meglio, questa paranoia. Più che altro perchè spesso comunico o troppa respingenza o troppa affettività e quindi… boh, magari ci sta che la gente mi dica: “Così non mi piace” o “così ti viene bene”. Però un conto è saperlo, un conto è finire per arrivarci per vie sghembe. E… credo sia normale, alla fine, farsi venire un minimo di ansia.

Eppure mi sono informato: c’è gente che gradisce jogurt bianco e pompelmo… mah!

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Viste le mie paure dovete anche sapere che…

Se siete F o M e state pensando di venire a trovarmi a casa… come dire… sono molto ma molto felice della cosa. Lo so che c’è la fila ma… con le giuste e dovute prenotazioni non c’è problema.

So che siete gente previdente e avrete visto perfettamente che non ho nessuna ragione di avere un phon in casa, giusto? Bene!

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Se state pensando di approfittare della mia ospitalità per farvi la doccia e lo shampoo… o se siete delle zozzone di sesso femminile che vogliono rascinarmi sotto la doccia per vedere di nascosto l’effetto che fa… accomodatevi pure: non abusate della mia generosità visto che sono ben felice che voi lo facciate, è chiaro… ma ricordatevi:

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HO IL TERRORE delle scosse elettriche dopo la doccia… quindi se avete pensato di bagnarvi i capelli, avete pensato di portare un phon e vi siete dimentocati/e le adeguate protezioni per i vostri piedi (alias spidirozzi di tavola e/o scarpe con suola consona) sappiate che non vi permetterò di asciugare i capelli con strumento elettrico ma dovrete provvedere con i vecchi e medioevali metodi del calore naturale. Altrimenti mettetevi le mie crocs e potete andare avanti ad asciugare i capelli. Con tutta quella gomma un phno non basta ad ammazzarvi!

Non transigo… sappiatelo. C’è chi dice che questa fobia mi abbia portato a rasare tutto!

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Le paure… come ieri ma una puntata nuova

Se mi volete bene non mettetemi in condizioni del tipo:
Strette vicinanze a mamma con pancione in evidenza o comunque in evidente stato interessante. Sto male, sudo freddo, mi allontano, scappo… mi viene addosso una paura forte ma forte proprio

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Se mi volete bene non azzardatevi mai e poi mai a darmi in braccio un bambino, un poppante, un lattante, un affare che abbia meno di un paio d’anni. Io non lo dico per me che finisco scosso dai tremori, dalle paure, dalle ansie, dai sudori. Lo dico per lui: perchè nel terrore e nell’ansia di farlo cadere o potergli fare del male finisco per stringerlo, stritolarlo – ma forte proprio… e senza comunque farlgi male cazzo si vede che non so prenderlo e il piccino è proprio a superdisagio!

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Oh quindi: se siete incinta alla larga (e mi avevano detto che era bello farlo con una incinta… io mi sa che cambierei anche letto e mi sposterei sul divano)… se avete pupi teneteveli in braccio per conto vostro!

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Le nevrosi, le paure, le fobie e ci scherzo su

Allora: se volete avere a che fare con me sappiate che massimamente io come scritto qualche post indietro: ho una fobia costruita e stratificata per i platidattili muraioli anche definiti gechi. Di loro conosco tutto, mi sono ampliamente documentato coprendo – meglio, facendo corpire, le immagini sui testi di scienza. Dispongo a casa di una nutrita bibliografia sulla bestiola in questione. Tutto si è – come sapete – sviluppato con il mio primo contatto con un essere morto: Susanna. Poi le evoluzioni sono state incomprensibili e strutturate a cazzo loro. So solo che se li vedo fermi su una parete sono inquieto e passo molto tempo a guardarli per essere sicuro non si muovano di lì. Anche perchè quando si muovono, come dire, sto malissimo, li sento camminare addosso… una roba da non dire!

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Temo si tratti di una fobia alle mie latitudini invalidante a livello proprio sociale… nel senso: non esci d’estate andando in quei locali con le rampicanti o i muri di tufo… e simili. Non ti accoppi in casotti di campagna perchè vuoi mai che te ne trovi uno sullo stipite della porta entrando… e simili. Cazzinculogravissimo!

Era giusto lo sapeste. Prima che cerchiate in buona fede di rendervi utili, sappiatelo: non c’è cura non c’è rimedio.

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La casina delle api!

La casina delle api è quel posto bello bellissimo, sospeso sulla testa dei poppanti, che sostanzialmente serve a rincretinirli, strappar loro qualche sorriso al posto delle lacrime e del pianto… inpotizzarli. Un attrezzo che, a ben guardare, sembra servire più ai genitori che ai bambini stessi.

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Invece no. Perchè le vite della gente che è nata e cresciuta senza casina delle api e simili – il discorso vale però dall’invenzione della casina delle api e non può essere retrodatato – è di solito caratterizzata da campi tematici ingrigiti, una esistenza refrattaria alla musica e dunque al bello, immani difficoltà a relazionarsi col prossimo in chiave positiva o ironica. Chi non ha avuto la casina delle api è solitamente un essere schivo e diffidente, spesso, troppo spesso contrito nell’autocompiacimento, nell’autoosservazione, nell’automasturbazione. L’automasturbazione è quanto di più triste esista, ai limiti dell’autismo autoinflitto. Auto, auto, auto… un mondo triste che si riflette.

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E quando qualcosa irrompe, nelle esistenze di questi soggetti, è per tradire, far male, irrompere, scompigliare, distruggere. Ne stiamo avendo la prova provata di là, su Karashò. Quel che fa noia, ma noia mortale, è che – proprio in virtù di quanto detto poche righe fa – tutta la critica mossa, dall’alto di non si comprende bene quale sommo vaticinio o quale unta autorialità (unta dal signore, per carità di Biondoddio!) sia una critica che si muove lungo i binari abusati ed infantili del pregiudizio. Ancora, il bello, è che di fronte a una persona che con semplicità ed onestà descrive un mondo, da consigli, recensisce o intervista, si debba subito adombrare il tutto con un “oh vedrai se non ti chiederà qualcosa in cambio”… con trucchetti da PNL a condire il tutto: “Secondo voi è entusiasmo e buona fede O strategia di marketing?” in una accumulazione al peggio per cui, se devi dire strategia devi negare incontrovertibilmente la buona fede o l’entusiasmo (la grammatica delle congiunsioni disgiuntive non l’ho inventata io, che pare avrei però scritto l’esempio di come NON autoprodursi causa un inesistente lavoro di editing… cit.). So solo che per fortuna con la PNL al massimo ci vendi ancora una scopa elettrica alla casalingua di voghera del 1960… quindi siamo al limite della circonvenzione di incapace, per sopraggiunti limiti d’età!

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Peggio ancora, summa delle summe… una vigliaccheria che fa male “al santo ed alla festa” come si dice da certe parti. Mai che si usi il nome e cognome delle cose e delle persone… tutto sempre sottaciuto, sottinteso. Tristezza, ma forte proprio! Soprattutto quando arriva da autori che hanno 30 titoli a catalogo, che hanno cominciato regalando il download dei propri libri e che non perdono occasione here and there per usare le stesse strategie che identificano come “presenzialismo” per promuovere il loro materiale.  Ah sì… perchè tengo alla cortesia… sto ancora aspettando – credo e temo invano – la risposta sulle tempistiche circa una intervista che ho inviato 12 giorni fa. Mi sa che dovrò riempire la casella lasciata vuota e rinviata già di due blocchi settimanali con qualcos’altro!

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Nel frattempo ricordo a tutti l’importanza paideutica ed emozionale della casina delle api per i vostri nascituri. Acquistatela ed usatela con fiducia… bimbi meno boriosi, meno bulli e meno inutilmente diffidenti in arrivo! Che dabbenaggine non è per forza il contrario di diffidenza sul pregiudizio!

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Le insolazioni son “gente simpatica”

hqdefault-1Cito e quoto Guccini Francesco nella canzone Keaton, quando parla di elettricisti. Io non li trovo così simpatici. Sono di certo i più puliti tra i “mesti” ossia le maestranze che lvorano in edilizia come le si chiama al paese mio… però sono pure le più esigenti e fifì della galassia. E cazzo… come ce l’hanno e lo fanno loro, nessuno! Vabbè, sarà ironia Gucciiniana e io e solo io non l’ho capita…

Comunque, esplicata la formalità del Cit. solo una cosa… che poi è il primo dei post promessi ad Ysingrinus: La “roba” del fatto di Padre Pio che ha una casistica sterminata di nefandezze compiute post Mortem morribondeggiando per le vite e le visioni ed i sogni/incubi altrui.

Una volta, avevo 13 anni (cit.), con amici decidemmo per la solita uscita in gommone. Eravamo lupi di mare esperti e non ci allontanavamo mai oltre la boa dei cento metri, per cui, tranquillo, ci facevano fare. Lo stabilimento balneare poi era quello di mia nonna… eravamo sicuri che alle brutte qualcuno ci avrebbe di sicuro aiutati… Quel giorno andò tecnicamente così… ma era ormai troppo tardi. A dispetto di mille raccomandazioni di vecchi lupi di mare veri, uscimmo con il “mare a vaiolo” ossia vento forte da terra che increspa il mare – che si muove verso terra e quindi incontrando vento forte contrario si increspa su se stesso e sembra una faccia butterata. Non si esce così, si finisce preda di correnti che tirano a largo, così.

Padre-MaronnoRiguadagnammo la riva dopo 4 lunghe ore, sol vento forte che non ci faceva sentire quanto battesse il sole. Rimasi a giocare con gli altri al biliardino fino a quando uno strano formicolio non intervenne a farmi desistere e convincermi che era meglio andare all’ombra. Sì, ma all’ombra avevo freddo. Tanto freddo. Così tornavo al sole… insomma, dopo un paio d’ore di barcollamenti vari mia nonna controllò la fronte e “Madonna santa e tu scotti!”. Doverosa premessa: la mia normale e regolare temperatura corporea è di 35.4# una bestia a sangue freddo. Avevo 39.4… fui subito portato a casa e ricoverato al fresco in una stanza buia. Mi furono applicate generose spugnature di alcool etilico. Bastarono pochi attimi e nel deliquio che mia madre riconobbe, fu chiaro a tutti che le mie parole erano: “Cacciate quel vecchio con la barba… vuole uccidermi!” Quando mi dissero che non c’era protestai che era vestito da frate ed aveva gli occhi del demonio e la barba bianca e voleva uccidermi…

maccio capatonda ispettore santoSecondo mio zio, ateo come me, il mix pericoloso tra vapori alcolici ed insolazione potrebbe aver generato una dispercezione visiva… io quel giorno vidi Padre Pio… ma non guarii grazie a lui. Presi solo un terribile spaventio che provocò, di sicuro assieme all’insolazione ed alla ubriacatura da spugnature alcoliche, uno svenimento in stato di precoma che perdurò per le successive ventisei ore.

Guardatevi dai vecchi frati con la barba…

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Cominciò come gioco, finì per riflessione

La dedica potrà apparire a m3mango… ma è una riflessione più profonda sulle identità, questa volta non del sè…

Perchè se ben ci ripenso, ho un cassettino pieno di quelle eredità di vite che hai preteso di lasciare, senza che fosse richiesto. Non c’erano quote di legittima da rispettare, ma sei stata in questo ferrea e categorica. Sono eredità che frequenti, che mi si preclusero o non vollero conoscermi se non dalle parole che, tu, di sicuro, avrai loro elencato. Come aggettivi di piombo in fila. Li avvertivo puntati contro di me, incamiciati e pronti allo scoppio del “puntar+mirar+fuoco”. Ed io cadere.
Restano piombo e tu lo sai… che poi lo sai anche tu ed io lo so bene. Restano piombo. Nella favola del soldatino di piombo sarebbero i rinforzi prussiani. Indosserebbero inutili e antigeografici berrettoni incongrui da guardia reale inglese. Sarebbero inutili, a far da guardia, loro, a quello che più tu non sei. Sei stata e lo sai e so che lo sai, ballerina di carta di riso. Ed io ignifuga guardia reale.

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Abbiamo fatto role playing. Non più provocante e troia studentessa spendacciona disposta a pagarsi il fitto di casa a botta di pompe e pompini… non quel genere di role playing. Abbiamo scambiato un po’ i ruoli mischiando le carte. Di carta io, di carta di riso, ballerina improbabile, come gli ippopotami di Fantasia. Tu e i tuoi aggettivi raccontati alle identità lasciate nel cassettino siete trasfigurati in soldatini di piombo. Buoni per il fuoco… non più per far fuoco. Ho messo in mano i tuoi aggettivi. Avrei potuto caricare il tamburo del revolver che ho come app sul telefonino. Caricarlo dei tuoi aggettivi di piombo e puntarlo alla testa. Quante volte l’ho detto: “Lo faccio!”? Li ho dati al caminetto, perchè la fine fosse più lenta che al gabinetto, come suggeriva Dalla, Lucio. Ho guardato disciogliersi tra le fiamme i tanti “massimilculo”, le nane ritorte dal peso dell’odio del mondo le nuove genoveffanastasie e le serpi cui vomitavi odi e rancori con le quali non smetti adesso di zuccherare i caffè. Ero sul tavolino, “pliè depliè battman e arabesk”, li ho guardati squagliarsi. Ed ho sorriso, lontana dalle fiamme, ballerina dal tutù fasciante peggio d’un laccio emostatico.  A mattina, finito quel gioco di ruolo di scambiarsi i ruoli togliendotene uno e immaginandoti a recitare l’altro, ho trovato straccetti asciutti di metallo freddo. Gli ex aggettivi di identità improbabili. Non sparano più, non fanno più fuoco, non fanno paura. Nè rabbia. Li ho puliti dalla fuligine e messi in un cassetto. Quel che ci trovo al fondo mi dona pensieri che leggo domani!

Facciamo una cosa bella… non guastiamo nulla… restiamo estranei!

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Allora… una cosa strana, ma strana forte!

Io non so quanta attenzione voi prestiate in un modo o nell’altro alle forme della nuova editoria. Da conversazioni che qui intrattengo con alcuni di voi, in separata sede, mi rendo conto che in tanti non siete appassionati di pubblicazioni digitali e di e-book. Lo confesso, ero anch’io molto restio a questa forma, poi mi sto adattando per questioni di spazio e soprattutto di comodità. Ho la fortuna di essere incredibilmente adattivo e quindi di aver superato il “feticismo” (non connoto mai moralmente i termini, lo sapete) della pagina, del profumo, del peso.

Da un po’, anche per altre questioni moltopiù legate a scelte che devo fare, monitoro il mondo del self-publishing e di amazon/kindle. Al netto delle doverose perplessità su un sistema che appare di tipo monopolitsico e che spesso fa storcere il naso a tanti, è quella la piattaforma da cui cominciare, quella che garantisce una maggiore visibilità. Monitoro con terrore le top100 di genere. Tengo d’occhio con curiosità le top100 assolute…

I dubbi, ormai, non sono più su: “sarà valido come percorso” ma su “Tra dicei anni cosa dovrò scrivere, io e tanti altri… se il mercato è questo?”. Guardate… guardate le teste delle classifiche. Guardate qualcosa come l’opera di Cristina Chiperi ed il successo editoriale di una castroneria come il suo My Dilemma is You, poi ne paliamo. Qui non c’è da chiedersi se possa parlarsi di scrittura ed editoria quando ci si avvicina ad un testo adolescenziale scritto male via cellulare e poi uploadato su un social di condivisione via cellulare come wattpad. Quella non è scrittura e ci sta un fenomeno gratuito di download e di “appassionamento”. Lo scarto è quel contratto Fanucci, quelle totmigliaia di click, quelle (forse gonfiate forse no) tot decine di migliaia di copie vendute. Il porblema sono i sequel e i servizi giornalistici.

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Più di tutto, più che tutto, per me che non sono convinto mission della scrittura buona (poco importa se di genere o autoriale) sia chissà quale elitarismo, anzi… più di tutto per me il problema è: cosa leggerà tra dicei, quindici, vent’anni la gente? Forse, quello a cui non voglio arrendermi, è che ci sono arrivato tardi: che siamo un popolo destinato ad assistere all’analfabetizzazione progressiva e funzionale delle nuove generazioni. Siamo destinati a vivere da vecchi in un mondo in cui i giovani, lontani da uno studio reale e da una forma di applicazione mentale che è “lettura” ma anche “capacità, nella lettura e grazie alla lettura di astrazione e comprensione di piani differenti di esperienza, rispetto a quella acquisita empiricamente” saranno sempre meno caapci di descrivere qualcosa se non attraverso la propria esperienza. E se non sapranno descriverla è perchè non sapranno comprenderla a pieno. E’ perchè rifiuteranno di immaginare. E’ perchè non sapranno più farlo.

Il Nulla Avanza Atreju!

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I fantasoldi

Convinto da un caro amico e supportato dai discorsi di altri amici – nessuno dei quali broker, questo vorrei fosse chiaro – mi sono lasciato trasportare.
Io sono uno che… non azzardatevi mai a mettergli in testa una passione che abbia minimamnete qualcosa a che fare con il “controllo delle vite” con il “controllo delle esistenze” con il “controllo delle variabili”. Con le decisioni che cambiano il corso degli eventi leggendo quel che accade nel presente.

Sembra una forma molto ben composta e tollerata di delirio di onnipotenza. Non proprio: più che altro la definirei la sindrome del Dio alla terza media, quello che si diverte a fare il lavoretto e plasmare il mondo che creerà ed osservarlo sotto il vetrino.

Sono un maniaco scatenato di quasiasi gioco di simulazione di approccio strategico. Sono sindaco di una megalopoli spaventosa nel gioco SimCity4: 28 lotti occupati con 22 quartieri e 6 zone di discarica… questo solo per dare un minimo cenno. Sono Allenatore alla Ferguson (uno di quei padri padroni che tutto decide giocando col portafogli del presidente) di un Foggia stellare che in 6 anni è arrivato anche alla Champions League… con talentini di 22 e 23 anni niente ma proprio niente male. Quando gioco ad Europa Universalis scelgo stati semisconosciuti o molto suggesti tipo, che so(?) Armenia, Antiochia, Regni Templari, Serbia, Bari (da quando si può giocare anche un mod “Tutti contro tutti” in cui non esistono stati ma ogni singola regione può potenzialmente sprimere una autonomia. In quel caso Bari è Ortodossa. The Sims? Altra droga pesante! Ho una famiglia bellissima con lui Campione diFootball Americano, lei Manager in carriera e la figlia piccolo prodigio degli scacchi e della chitarra! Poi ne ho cominciata una nuova… più autobiografica: lei nel settore della ristorazione (tipo maitre di sala, ora) lui autore di blog affermato (ma siamo solo a 4/10 della carriera… diventerà Stephen King). Non hanno figli… non ancora.

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Gioco a Fantacalcio gestendo una formazione che ho battezzato assieme al mio socio amato e ansioso: Ordine e Pulizia. Ah, rimembranze di quel presunto fascismo che tanti riconoscono in me… mah! E lì in attacco abbiamo Higuain (che io odio ma 24 goal!) e Dybala (che io invidio).

Vuoi mai che mi dicevano: “Borsa Italiana mette a tua disposizione un servizio di portafogli virtuale per permetterti di giocare in borsa senza nessun tipo di esborso mettendoti nelle mani una quantità infinita di portafogli virtuali da 10.000 euro tutti tuoi giocaci, divertiti e vediamo che sei capace di fare!”… ed io non accettavo la sfida?!

Che roba ragazzi: in questo periodo poi… Con la borsa Valori che fa su e giù e brucia in un’ora i guadagni di un giorno, in una settimana quelli di un anno e il giorno dopo ci fai sopra tanti fantamilioni! Il primo giorno guadagnai quel che mi ero prefissato: 1%. Il giorno dopo ero sotto di qualcosa come il 10%… e mi dissi: “Ah, adesso mi spiego perchè piovevano uomini nel 1929 a NY”. Sono due giorni che ho la tentazione di accendermi un sigaro con una 500 euro virtuale. Peccato non abbiano consistenza. Un po’… troppo come nella realtà!

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Ucronie da correggere

Ecco, quando uno dice… eh ma io sono un filantropo! Sì, ma ce ne vuole, di coraggio, intendo. Non modifico un post che avete letto da poco e che si lodava sulla mia vittoria su FB. Da qualche parte, qui, avevo scritto che zucchinborgo non dovrebbe mai mettersi a ciurlare nei manici di persone che non conosce rievocando come spiriti maligni i ricordi. Massimamente quelli di storie andate, passate, svanite. Oh, invece lo stronzo che fa? Si inventa la funzione ricorda e… vabbè, ricorderete anche voi la vicenda! Oh… scopro poi, da qualche parte la settimana scorsa, che una nuova funzione di FB prevede che cosa? Se non lo sapete fate finta di leggere quindi a fanculo voi e la razza vostra.

Prevede che tu cancelli una relazione e FB automaticamente rimuove tag e tutto dai tuoi contenuti condivisi insieme, per essere sicuro di non farti provare, domani, esperienze negative. Prevede anche che la relazione tu+ex si cancelli automaticamente in modo che per tornare amici tu o ex debba richiedere l’amicizia.

Beh, io tutto contento dico: “Ho vinto!”… manco per il cazzo! Perchè queste modifiche non sono assolutamente retroattive… e, per dire, FB continua a mostrarmi ricordi che io non voglio vivere, non voglio vedere… non per chissà quale ragione… per fastidio! E perchè mi appaiono di un “inutilmente ironico” pauroso! Mi sono detto: vabbè, la battaglia l’hai fatta per gli altri, visto? Hai portato un raggio di sole nella vita di tanti che da oggi si lasceranno e non vivranno più proprio più esperienze negative.

Mi sono detto… “Mi sarei anche rotto un pochino il cazzo di fare sempre per gli atri… io c’ho le cose mie da fare… ma lo sapete a che ora mi sono svegliato stamattina? Alle 7 meno un quarto! Oh, menunquarto! La bambina ha vomitato l’anguria nel cassetto dei calzini oh!”.(malincocit.)

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