Archivi categoria: C’è sempre un perchè dietro le cose

(3/2) Abilità conversazione sopravvivenza ++ lingua francese e Voyager attrezzato caravvaning campeggio cercasi

Tutta questa dotta disquisizione a cosa è servita? Spiego brevemente e molto facilmente. Siamo una società di giovani e “non più così giovani” che si confronta con un mondo del lavoro respingente, nel quale solo pochi ed a gravi compromessi, riescono a fare quel che vogliono. Molto spesso non facciamo quello per cui abbiamo studiato. Molto, molto spesso, quando ne abbiamo la fortuna siamo sottopagati e sfruttati. Capita spesso, spessissimo, che tanti smettano di cercare lavoro e decidano di fare “altro”.

Io, in attesa della concretizzazione di possibilità, nel campo della ricerca, ho deciso di irrobustire la mia posizione di ricerca e nel frattempo tenermi allenato con quel che mi piace fare: scrivere, narrare storie e vicende. In un mondo che si evolve e da a tutti la possibilità di confrontarsi con tematiche come l’autoproduzione e la scrittura artigiana, ho deciso di battere ANCHE questa via. Non ne avevo le competenze? Ho preso ad acquisirle. Non avevo le conoscenze giuste per capire i meccanismi del mondo della editoria self-publishing? Ci sto lavorando, studiando il mercato.

Ne parlavo oggi con un amico che mi invvitava a seguire dei corsi di cucina: ieri impasto, oggi pasticceria. Lui fa l’ingegnere, ha del tempo da dedicare, uno stipendio credo dignitoso ed una bellissima vita LONTANO DA QUI! Gli ho risposto che quel che mi serviva, in cucina, io potevo trovarlo su Youtube, nei tutorial. Ha minacciato di schiaffeggiarmi. A ben donde: che cazzo ti insegna? Puoi fargli domande? Farti venire curiosità sui procedimenti? Ha ragione, non puoi. Gli ho risposto che per quello che serve a me, che non voglio per ora andare oltre, quello strumneto è sufficiente… preferisco investire le mie energie su impegni diversi perchè le abilità di cui ho bisogno nei prossimi mesi sono differenti dal cooking and baking. Ha convenuto che anche il mio punto di vista era saggio.

Cosa vglio dire? Ha senso nel nostro mondo, ricercare programmi ampli per orizzonti lontani? O cambiamo così in fretta da aver bisogno di skill e programi a breve medio termine? Arriveremo anche noi all’host di implemento abilità? Proprio come un “solo of fortune” qualsiasi, anch’io acquisterò a pochi credichip del silicio con su impresse istruzioni e skill nuove per la mia campagna di primavera/estate? Fateci caso… da un po viviamo con questa filosofia. E quando lo facciamo con consapevolezza, ne siamo anche felici!

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(2/2) Abilità conversazione sopravvivenza ++ lingua francese e Voyager attrezzato caravvaning campeggio cercasi

… Riprendiamo il discorso di ieri. Oh allora, se tu devi programmare la tua vita in questo modo, a breve e medio termine, hai anche bisogno di conoscere i tuoi limiti in modo chiaro e cosciente. Dunque, se devi spostarti in Colombia o a Marsiglia e sai solo Inglese ed Ungherese… devi programmare un modo per acquisire il minimo indispensabile di conoscenza della lingua che ti permetta, in loco, di interagire per il necessario e lì, eventualmente (sicuramente) migliorare. Per fare questo, tu, che fai? Un programma a breve termine. Esempio? Esempio:

“Il prossimo anno, in Colombia, per un anno intero, una agenzia no profit seguirà un progetto di risistemazione di una struttura per l’infanzia e cerca manodopera. Ho un contatto in loco, acquisito durante una precedente comune permanenza a Manchester per la preparazione di un festival di danze estivo di tre mesi… (non sgranate gli occhi funziona così). Mi ha avvisato perchè sa del mio interesse. Ho un problema con lo spagnolo, nel senso che non lo parlo. Ho un problema coi contanti per il biglietto, nel senso che non li ho. Ho un’amica a Valencia che lavora nell’ambito della giocoleria presso ospedali: bene! Ho un Voyager trasformato in camper per i miei spostamenti in UE. Benissimo!”.

Programma: Chiamo la mia amica le chiedo se può ospitarmi per una o due settimane e se conosce posti dove io possa trovare una stanza a poco prezzo. Una volta in loco, sviluppando per sopravvivenza ed adattamento il minimo necessario di linmgua spagnola, trovo da dormire e da lavorare, nell’ambito della ristorazione o simili. Vivo come ho imparato, al risparmio e senza però farmi mancare nulla. Accumulo denaro e skill spagnolo sopravvivenza ++ (ossia non solo come fare per raggiungere questo posto, grazie prego, buongiorno buonasera, il cesso dov’è?). Appena possibile faccio il biglietto. Il progetto durerà un anno: non potrò portare con me il mio voyager camperato: appena possibile lo rivendo a persone come me (Valencia e simili sono piene) interessato a questo tipo di mezzo di trasporto, spostamento, vita. Il gioco è fatto: Colombia, arrivo!
(lo so che sembrava un 2/2 ma ci vediamo domani per la conclusione! Ah se solo aveste più pazienza di leggere!:P)

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Ucronie da correggere

Ecco, quando uno dice… eh ma io sono un filantropo! Sì, ma ce ne vuole, di coraggio, intendo. Non modifico un post che avete letto da poco e che si lodava sulla mia vittoria su FB. Da qualche parte, qui, avevo scritto che zucchinborgo non dovrebbe mai mettersi a ciurlare nei manici di persone che non conosce rievocando come spiriti maligni i ricordi. Massimamente quelli di storie andate, passate, svanite. Oh, invece lo stronzo che fa? Si inventa la funzione ricorda e… vabbè, ricorderete anche voi la vicenda! Oh… scopro poi, da qualche parte la settimana scorsa, che una nuova funzione di FB prevede che cosa? Se non lo sapete fate finta di leggere quindi a fanculo voi e la razza vostra.

Prevede che tu cancelli una relazione e FB automaticamente rimuove tag e tutto dai tuoi contenuti condivisi insieme, per essere sicuro di non farti provare, domani, esperienze negative. Prevede anche che la relazione tu+ex si cancelli automaticamente in modo che per tornare amici tu o ex debba richiedere l’amicizia.

Beh, io tutto contento dico: “Ho vinto!”… manco per il cazzo! Perchè queste modifiche non sono assolutamente retroattive… e, per dire, FB continua a mostrarmi ricordi che io non voglio vivere, non voglio vedere… non per chissà quale ragione… per fastidio! E perchè mi appaiono di un “inutilmente ironico” pauroso! Mi sono detto: vabbè, la battaglia l’hai fatta per gli altri, visto? Hai portato un raggio di sole nella vita di tanti che da oggi si lasceranno e non vivranno più proprio più esperienze negative.

Mi sono detto… “Mi sarei anche rotto un pochino il cazzo di fare sempre per gli atri… io c’ho le cose mie da fare… ma lo sapete a che ora mi sono svegliato stamattina? Alle 7 meno un quarto! Oh, menunquarto! La bambina ha vomitato l’anguria nel cassetto dei calzini oh!”.(malincocit.)

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Una lettera da scrivere?

Giusto perchè si è filantropi. E giusto perchè secondo molti le cose belle e giuste, quando non possono essere più dette, andrebbero affidate al mare, così, con noncuranza… coscienti che arriveranno… che comunque sono state dette e pronunciate. E allora ci provo, con cuore franco e sincero e con la mia proverbiale cortesia che mai e mai come oggi è schietta e non di facciata:

Caro clone,

Potrai sinceramente pensare, dal luogo lontano in cui sei e ti trovi, che io porti e serbi verso di te atavico rancore e profonda invidia. In verità, sbagli profondamente. Non ti invidio, nella tua triste posizione. Essere scelti poichè cloni comporta sempre una perdita della propria identità che è triste, faticoso ed osceno da dover accettare! Non c’è invidia… neppure odio, poichè caro – e caro lo dico davvero – provo invece per te profondo senso di colpa. Eri, di sicuro, una persona felice e spensierata… magari, a vedere tanto, un po’ malinconica. Quel che ti è capitato, che adesso deve apparirti come uno splendido dono del destino, tra poco diventerà un macigno, un fardello difficile da portare, pesante, fastidioso. Non ci vorrà molto… tanto sotto il cielo mi dice che sta già succedendo. Bene, provo senso di colpa perchè, sinceramente, sono responsabile diretto di almeno 2/3 di tutto quel che di brutto ti capiterà. Credimi, saresti salvo e lontano da tutto questo, se tu non fossi stato eletto e scelto perchè tanto simile a me. Nessuna sofferenza ti sfiorerebbe, come ti sfiorerà, invece, nei prossimi mesi. E’ solo colpa mia… se puoi, perdonami!

Oh, mi sento più sollevato!

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Memorandum per neo-single… attenti ai cloni

Scoprire di avere un sosia in giro per il mondo non è una esperienza entusiasmante. Ne abbiamo tutti sette. Il problema è che il corredo genetico che ci porta ad avere quella faccia di cazzo, quel colorito di cazzo, quei capelli o non capelli di cazzo… non corrisponde al vissuto emotivo, alle esperienze, al tuo assorbimento dell’inconscio collettivo, non corrisponde a quel che porti, oltre alla tua faccia di cazzo. Per dire, oltretutto: il tuo sosia potrebbe essere la tua versione calva, capellona, cicciona, magra, incanutita, vecchia bambina. Non è un fatto di sosia.

Anche se ti assomiglia parecchio. “No, attento, c’ha i capelli!”. Ok io li sto perdendo, tanta carne… ho il cervello che preme per fare aria togliendo cose inutili. Ho il cuoio capelluto condizionato al freddo ed alle intemperie, dunque sono meglio selezionato. Senza capelli sono meno molliccio… e mi sta bene!

Il problema è quando il sosia si mette all’angolo è compare il clone… uno che pensa quello che tu hai sempre pensato, ama le cose che tu hai sempre amato, condivide su FB le tue stesse cose, fa ragionamenti identici ai tuoi con la stessa pacatezza e lo stesso senso del relativismo. Io non ho l’esclusiva sui pensieri e sui gusti. Io non ho l’esclusiva sui gradimenti. Registro due cose di pessimo gusto: non sta bene esere felici di ricevere le stesse identiche dediche, non sta bene riciclare i like, non sta bene entusiasmarsi per cose identiche alle quali ti entusiasmavi con me.

Non sta bene massimamente se dici che sono un coglione. Non sta bene o per la sincerità che protesti in giro di avere… o per la quota minima di legittima della tua sanità mentale e della tua aderenza al reale.

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Non me ne vogliate, è un omaggio che sento di fare

Sulla struggenza, proprio la struggenza del personaggio tratteggiato. Che è qualcosa di più del misantropo non snob di Moretti, solito, molto autobriografico. No… è un essere umano fragile ed assoluto che esterna le sue paure, mettendosi a nudo mentre confessa un omicidio… all’inizio passando per matto, poi, con lucidità, accusandosi razionalmente. Davanti ad una legge che resta sgomenta da tanta emotività.

Credo sia forse il pezzo più alto della cinematografia di Moretti che, dopo, in aluni momenti, mi ha anche molto deluso.

Vi invito a guardarlo, anche se avete dei dubbi su Moretti.. perchè credo sia davvero un pezzo molto poetico

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Ispirato da quel che scrivevo a m3mango…

… che aveva perso il documento! Io le proponevo di ristampargliene uno. Con le presse e le timbrerie sono un grande specialista. Il falsario delle missioni impossibili. Le avrei fatto una CI nuova di zecca, con sopra un nome inventato. Avrei passato ore ad ascoltare le vite che avrebbe voluto vivere. I nomi che avrebbe voluto avere. Abbiamo tutti un nome con cui cambieremmo il nostro. O lo avremmo voluto un giorno cambiare e per del tempo lo avremmo usato Dice che è roba che ha a che fare con l’autoaccettazione. Adesso mi chiamo e Sono Domenico Mortellaro. Per tanto, tanto tempo avrei voluto essere Alessandro. Mio figlio lo chiamerò così? Sicuro ne avrò? Non so. Avrei voluto essere Alessandro ed abbreviarmi in alesk… e poi avere come cognome Kuntz, storpiando il Kurtz. Ma questa è una storia a sè. Con m3mango riflettevo sul fatto che una nuova vita l’avrebbe costretta piacevolmente a fingere con quella nuova carta d’identità. E come dici fingere in inglese? Pretend. E quindi fing, pretendi… se traslitteri. Ma pretendere significa desiderare così forte da non accettare compromessi… Non centra, vero?

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Cosa c’è da pretendere, da desiderare così forte… se lo vuoi, che non una vita tutta nuova? Una vita da fingere, da addentare forte e trattenere, digerire, fartela salire sugli occhi e sulla pelle per essere lei, anche solo un giorno o un mese. Ci vuole coraggio e cieca determinazione a volersi sentire un altro così tanto bene da fingerlo, renderlo credibile… essere quel documento che in tasca non dovrebbe starci, quello fuori da una stamperia clandestina… quello che certifica e rende vivo, pulsante e a “giusto” “buon” diretto semovente e a seè stante nel mondo… un individio che s’è descritto per desideri, per sogni, per vorrei ma non sono mai riuscito a…
Una cosa così la inventi… la fingi… (dal latino)… poi la fingi, perchè ti fingi… e tutto questo, oltre ad essere un “to pretend” diventa, deve diventare, deve essere specchio di una pretesa. Un pretendere.

Purtroppo, temo, m3mango questa proposta non l’accetterà. Temo sia ligia alle leggi dello stato ed a quelle del cuore che le fan dire, forse, va bene così!

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Ti pisciano in testa…

E tu dici che piove! Un ricercatore italiano è morto ammazzato in Egitto. Si occupava di sviluppo economico, sindacalismo, mercati arabi in espansione. Scriveva e collaborava con Il Manifesto (sotto pseudonimo per paura). Il capo della polizia non l’ultimo degli ausiliari del traffico, nelle prime ore, ha parlato di un incidente automobilistico davanti a un cadavere scempiato dai segni di una lunga e straziante tortura.

Lo stato italiano, ad oggi, si è detto certo, non solo fiducioso, di una pronta e solerte collaborazione del paese delle piramidi. Io mi chiedo come mai, a fronte di dichiarazioni inquietanti come quelli del capo della polizia del Cairo, non sia ancora stato convocato l’ambasciatore egiziano a Roma. Per un semplice e rilassato scambio di vedute tipo: “Ho sentito che Il Capo della Polizia del Cairo, non l’ultimo degli stronzi, ha detto: incidente d’auto! Guarda, siccome noi siamo esperti, da Pinelli in poi, a fare di queste cose, abbiamo capito dove vuoi andare a parare… riaddrizzi il tiro o dobbiamo far capitare qualcosa a una serie di persone?”. Ok, sono come al solito un sognatore. Queste cose non le fa nemmeno zio Vladimir… o almeno non le dice. E’ molto far sapere all’ambasciatore che, tipo: “Io sto per chiamare tutti quanti i grandi tour operator che lavorano col tuo paese… guarda che sono covninto arriverano una valanga e mezzo di disdette. Sai stavo anche pensando che con tutte queste disdette, forse è il caso di togliere anche qualche volo da e per il Cairo… no, così, giusto per fartelo sapere… perchè non ci sentiamo tanto sicuri, sai, fai un incidente di macchina e ti trovano accoltellato, con le bruciature…”.

Se fossimo un paese serio… Ma non siamo un paese serio.
Se siamo stronzi… e siamo stronzi… “Siamo certi di una pronta e solerte collaborazione dell’Egitto”.

Siamo il paese che ha fatto arrestare l’autore della Strage del Cernis? Sì, siamo quelli che ancora non riescono a risolvere la telenovela dei Ramò… ehm dei Marò.

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Riflessioni a dieci giorni…

Tipo così: arriva un tizio che si chiama Rohani, incidentalmente un capoccia di uno stato islamico di fede sciita, a ricambiare più o meno la visita di una tizia che si chiama Serracchiani, tornata da quello stato tipo da due settimane… e in Italia si scatena il patatrack. Le statue dei Musei Capitolini, quelle più zozzolerce, vengono messe sotto un enorme burqua di cartone per evitare di turbare la sensibilità dell’ospite. Il tutto dopo che la nana vicepresidentessa del PD, durante la visita, per non turbare la sensibilità di chi ospitava (sarebbero sempre ospiti però poi si fa confusione) si è velata con uno chador.

Come a dire che: o questi signori iraniani sono proprio gente ultrasensibile oppure il principio di reciprocità nei rapporti tra stati, il galateo istituzionale ed il buon senso, oltre che l’amor patrio (quando mai – dubito – ce ne fosse stato) si sono disciolti nell’indifferenza, come uove di scimmia di mare. UovE, avete letto bene, è un cit.

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Tipo così: questi signori che abbiamo ospitato e che – duole dirlo ma bisogna dirlo – a casa loro pretendono che noi rispettiamo le loro usanze, tipo velarci, non baciarci in pubblico, toglierci le scarpe per entrare nelle moschee… hanno così tanta difficoltà ad accettare che le nostre usanze siano quelle dell’orgoglio con cui testimoniamo il nostro primato (ne abbiamo pochi, è il caso di testimoniarli con orgoglio) nell’arte e nella buona cucina? No! E dunque noi, da stronzomerdoni senza amore per noi stessi, mettiamo il burqua alle statue. Molto offensiva. Ben oltre i limiti dell’autolesionismo come cosa.

Punto 1: dopo aver rispettato te, io PRETENDO tu rispetti me a casa mia… se ti da fastidio vedere due sise e una passera liscia liscia e senza spacco che pare quella della Barbie ti porto sul GRA (visto che la tua cultura religiosa da rispettare non conosce l’abitudine alla produzione plastica o grafica di supporti artistici) ma, mi spiace per te, le mie belle cose non le copro!
Punto 2: dopo aver rispettato te, io PRETENDO tu rispetti me, anche solo per una questione di mera dimostrazione di autostima. Io ti ho offerto comprensione, rispetto e tolleranza (guardate che conformarsi seriamente ai dettami di buona educazione, non solo di civiltà, islamici, è un casino!) tu fai lo stesso! Mi dici: “scusi, ci sono sise? Perchè se sì gradirei guardare altro, mi riporti alla pagina dei gattini! (come su flickr davanti a contenuti rated 18+)(mai pagina dei cagnolini… sono Satana per l’islam… ecco perchè il politically correct flickr non dice pagina dei cagnolini o dei serpenti ma dei gattini).
Punto 3: stiamo sempre a fare la guerra coi francesi! Abbiamo perso anche stavolta… ci resta solo la coppa del mondo… perchè quelli, quando lo stesso signore molto impressionabile ha obiettato: “Il vino a tavola no!” hanno detto: “Va bene stronzo, non sai che ti perdi… a letto senza cena, al massimo colazione di lavoro e succhi di frutta!”.

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E no… noi siamo il paese che finge di ignorare che siamo di fronte al capo di stato di uno dei nuovi CONSUMER LEADERS di audiovisivi pornografici. Iran, Iraq e Afghanistan, dopo Enduring Freedom in Medio Oriente, hanno conosciuto una “POrno Renaissance” che è stata studiata come fenomeno di mercato nello scorso decennio da fior fior di economisti. A ‘sti zozzoni, però, gli copriamo le sise delle statue. Siamo sicuri che nelle loro stanze d’albergo sia stato messo il parental control a sky? Avete inibito i digital channels “Radio Maria”, “Teleradio Buon Consiglio” e “Radio Padre Pio”?. Avete inibito l’accesso a quel contenitore truffaldino che è Primafila? Dve stanno i porno amatoriali di merda? E se questo non è stato fatto: avete guardato la distinta spese delle loro camere? potrebbe riservare interessanti sorprese il numero di “eventi a pagamento” acquistati… sì, se non vi scrivono cosa: è un porno!

Ora: io rispetto tutti e con enorme rispetto mi progo verso tutti. A casa loro. A casa mia pretendo rispetto per i tratti identitari che mi caratterizzano… altrimenti, a differenza mia, ti comporti da ospite sgradito e vai fuori. Se proprio voglio essere cortese ed educato EVITO di farti entrare a contatto con quel che ti urta ma… voglio dire… se vuoi andare ad un museo io te lo dico: “Siccome tu non sei abituato a ‘ste cose dei musei, delle statue, delle sise… e sei impressionabile, vieni ti faccio vedere il Colosseo, l’Altare della Patria, le Scuderie del Quirinale, Piazza di Spagna, sali fino al Pincio e scendi chissà smazzi…
Eh cazzo! Sentite i giapponesi non ti chiedono di spixelare cassi e patate, quando vengono ai musei. Provvedono loro a casa. Credo abbiano una apposita app per spuntinare e spixelare cazzi e fiche. Ma provvedono di loro… e rimuovono dalla memoria. Lo facciano anche i premier iraniani. Oppure, porca pupazza, si impari noi a dire: “Mi spiace, non fa per te… mi ha detto tua mamma che non puoi” (perchè poi pare n’altro poco che siano dei minorenni in gita: “Attenzione non può bere alcolici, non fategli vedere zozzerie e…”).

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La verità è un’altra. Che con questi zozzoni, le cui donne affollano i reparti più troieggianti delle boutique di intimo… perchè impressionabili con le statue ma maiali repressi sotto le lenzuola di casa loro… noi abbiamo bisogno di fare affari adesso che non sono più cattivi e nucleari. E quindi loro hanno il coltello dalla parte del manico e noi, per trenta miliardi di denari ci siamo vergognati di avere statue con duzzinne da paura! Perchè è questo che abbiamo fatto… ci siamo vergognati di far vedere che sappiamo cogliere e dipingere o scolpire il bello, facendone vanto. Anche perchè, grazie a Biondoddio e Darth Vader e Riccardo Schicchi, nè Venere nè Moana sono state mercificate in quelle statue ed in quei film… semplicemente poste ad icona. Un francese, ch l’ha mandato a letto senza cena, farebbe bene a dire: “La Gioconda? No, non te la do… sei così pirla che se viene uno jemenita (quelli che alle donne fanno mettere il Niqab) lasci solo gli occhi di fuori ad un velo nero… che cazzo te la do a fare, la Gioconda?”.

Gli angioletti del Giudizio Universale ringraziano che siano stati saltati i Musei Capitolini e la Cappella Sistina… sai che palle riesumare il Mutandari e fargli rimettere le braghe dopo che per 300 anni erano stati palle all’aria ed avevano sperimentato la fantastica sensazione di non avere costrizioni addosso, soprattutto lì?

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Nello stomaco, nella testa…

“Oh, il mio pensiero è pieno di scorpioni, moglie mia!”. Lo dice Sir Macbeth sua moglie, per giustificare la follia che cresce, la brutalità che avanza, la crudeltà che prima non conosceva e che ormai sembra la sua unica compagna. Ci sono giorni interi in cui non ho pensieri pieni di scoprioni… ma li sento, nella testa, quegli scorpioni. Ci hanno fatto un nido ben nascosto. Non è un nido irto di caiverie, ma di fredda determinazione. Non è un nido atroce, semplicemente un buon fortino, dal quale muovere la conquista di spazi di libertà, spazi di autonomia, spazi di rivendicazione. E fare anche qualche piccolo peccatuccio che male non fa! Accettare il bimbo cattivo che abbiamo dentro fino ai novantanove anni ed oltre, è sempre un bene. Tanto lui sta lì… e prima o poi… se non gli dai i suoi spazi, se li prende in modo anche molto molto determinato!

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Poi metto una mano sulla pancia, lì dove sento vibrare, lì dove sento scuotere. E scopro un prato fiorito, pieno di farfalle. Dovrei odiarle le farfalle. Massimamente per una frase oscena, sulle schiene che son sempre più piene di farfalle dei prati, pronunciata su una schiena dove una farfalla ha… forse aveva… una antenna a forma di D. E poi per la loro assurda, inconcepibile delicatezza. Qualcuno ha detto che morta l’ultima ape, il mondo si avvierà rapido alla conclusione. Io di per mio è tanto, troppo, che non vedo una farfalla svolazzare. Ad ottobre scorso mi stupivo, in telefonate che finivano all’alba, di come in un’altra parte d’Italia, alle sei di mattina gli uccellini io li potessi sentir cantare nel telefono. Io che al massimo avevo il tubare – dovrei dire il muggire a volte – dei colombi. Oggi mi stupisco del fatto che le farfalle io non le veda più, che mi fosse dato vederle solo sulla pelle di una persona, sul braccio, sulla schiena. Mi ricordo che mi dissi: “Ad un figlio glielo spiegheremo facendo vedere le braccia delle madri… che tutte si tatuano almeno una farfalla!”. Io le ho nello stomaco… e non è un problema se ne stiano lì.Non le scaccio. La new wave della creatività di cui mi nutro ultimamente non cozza con l’idea che assieme possano convivere nello stesso corpo, il mio, scorpioni e farfalle. E’ un bene. E’ un bene ci siano il fanciullo che si emoziona e corre incontro alle nuove conoscenze, alle vecchie esperienze, alle gioie. E’ un bene ci siano scorpioni pronti a difenderlo.

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Mi chiedo, però, adesso ed ora… in tutto questo il cuore dove sta? In una inconsapevole e freudiana rimozione collettiva ho trapiantato altrove il mio cuore evidentemente. Riguardo alle cose scritte fino ad oggi, rimettendo in ordine le cartelle dei racconti inviati, tanti… ne rileggo alcuni, cerco i passi che ricordo meglio. Di cuore non ho mai parlato. I miei personaggi hanno sempre programmato e sentito nella pancia e nella testa. Sentivano il battito del cuore pulsare nelle tempie, avvertivano violente scosse all’intestino ed allo stomaco. Spazio per il cuore non ce n’è mai stato. E’ forse per quello che non lo vedo? O più probabilmente per una questione diversa, differente. Forse il cuore entra in gioco solo quando il sistema centrale accetta che le farfallle c’abbiano visto giusto, solo quando gli scorpioni abbassano chele e pungiglione.

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Nella testa ho un nido di scorpioni… ma se hai occhi puliti puoi anche azzardarti ad accarezzarli. Non ti faranno male. Nella testa ho un nido di scorpioni… E farfalle a frullare maleducate nello stomaco. Impertinenti. Il cuore è al centro, più giù degli scorpioni che sorvegliano, più su delle farfalle che lo fanno volare… Il cuore è la serratura tatuata sulle labbra dei teschi e sulla gola delle madonnine. Il cuore è un contabile… il cuore è una cassaforte.

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