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 Benedetta la funzione “programma”…

Pessimi miei, mai sufficientemente vituperati, è con estrema e proverbiale cortesia che mi impegno a ricordarvi anche quest’anno che: “Non saranno un pugno di lenticchie, una zampa di porco fasciata con la guepierre argentata “collezione Levoni 2015″ ed una pezza da culo rossa a farmi dire che il prossimo sarà un Buon Anno!”.

Siate felici con distinta moderazione, grazie…

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Delle fantasie amatoriali degli italiani…

Allora io lo so che qualcuno su mia segnalazione è andato a sbirciare su un sito di racconti erotici cercando quelli che lì ho pubblicato – con grandioso e fantasmagorico successo (giuro, cazzo lo giuro). Lo so, lo so bene che lì era tutto un “ponciponcipopopò” perchè alla fine giocavo in casa con autodidattisti della narrativa che, molto o troppo spesso, siccome M, scrivevano e pubblicavano tutti quei racconti per caricarsi e farsi gran segume visto che ormai tipo il porno visto non li tirava più e il portafogli magari non accompagnava il porno giocato (non è che, per dire, con la povera ragazza nigeriana sul marciapiede ci instauri un rapporto da fantasia prete devota confessanda. Per dire eh!). E quindi vincevo facile. Anche con gli autori con nick emminile dietro cui si celavano tristi autori di genere maschile che si fingevano autori di sesso femminile per beccare commenti dalle colleghe e provarci via mail. Lo so perchè mi è capitato di parlare con qualcuno di questi derelitti disgraziati che mi chiedevano dirtte per beccare il mio stesso numero di commenti e recensioni positive.

Le poche autrici di sesso femminile e di genere realmente femminile… quelle erano brave e dal narrato ben costruito (non sempre eh!). Dalla fantasia complessa ed articolata… che del resto di questo fatto ne abbiamo già parlato disquisendo qui di chat. E abbiamo già detto di come, vuoi o non vuoi, le sgami subito le donne veramente donne che stanno sulle chat: non accettano mai di fare giochi tipo “segretaria-capufficio”, “casalinga-elettricista”, “dottoressa-paziente”… si sperticano in cose un po’ più complesse. A volte crepuscolari, a volte bizzarre, a volte surreali.
Però poi è bello…

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Io ho conosciuto nella mia vita solo donne con una immaginazione ordinaria. Sarà che sulle chat ci stanno le 40/50enni che sono un pochino più esigenti e impegnative?! Comunque a me in passato è passata per gli incroci della mia vita a cui mi appostavo nella speranza di fare il falso testimone per cause automobilistiche, gente che mi diceva… tipo…
…”Sai che bello? Arriva l’elettricista a casa, sono sola, magari lui è pure bruttino… sta sulla scala, che mi cambia l’applique (ecco io la parola applique da allora non la posso più sentire) ed io vado sotto la scala, gli abbasso la lampo e…”. Fantasia rischiosa. Considerata la persona sarei caduto dalla scala, lo ammetto. Era secoli fa…
… oppure “Treno, cuccette, interno notte – bello quando te le dicevano così, prima di farle – e tu sei il viaggiatore con me… e mi prendi di sorpresa… e io ci sto… ma poi arriva anche il controllore… e io ho paura… e però dopo… che delirio…”…
… o meglio “Sei l’ingegnere zozzo che ha capito che sotto sotto io sono una che… e ci provi… e ti dico no… e mi prendi… e ti dico no… e te ne freghi… e mi prendi forte… e mi prendi male… e io poi ti racconto che con quello e con quell’altro questo e quest’altro”. Le metafantasie sono bellissime. Come quella di lei che si confessa al prete e con la scusa di andare a confessarsi ogni giorno dal prete ne combina una nuova e vede che ogni volòta al prete gli succede qualcosa di bello mentre la ascolta – Viva(Biondo)dio sono uomini pure loro! – e quindi pure col prete… magari non solo in sagrestia, ma pure sull’altare (che certune son blasfeme!).

D-1589Gli ultimi dieci anni mi hanno insegnato che nessuna mai ti dirà che fantastica se non dopo tre o quattro mesi che ci ragioni insieme di sesso… sia che tu lo faccia a letto questo ragionamento, sia che tu lo faccia online. Chi passa di qui a leggere sa che cosa è a lei e che cosa no…

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Ce ne sta una bellissima: “Facciamo che… tu sei il padrone di casa ed io la studentessa che si fa la bella vita e a te l’affitto lo paga in natura?”. Questa è comica, freudiana, da ridere!

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Ecco, per dire… io stavo pensando ce quasi quasi dovrei aprire un portale apposito con altro pseudonimo, quello di quel sito di racconti erotici… non dire niente alla mamma (che adesso si farà sensi di colpa allucinanti per aver stroncato la carriera di un figlio che poteva fare il pornodivo o lo sceneggiatore per i pornodivi quindi tecnicamente per una azienda che non solo non va mai in crisi ma che c’ha dei fatturati pazzeschi e io ora ero ricchissimo ed andavo alle fiere di settore e a tutte quelle cose che fanno bello il mondo del porno mettendolo a giusto diritto nel mondo dei prodotti dell’industria culturale… quindi non facevo niente di sporco). Bene… scusate mi ero perso. Bene, dicevo: io adesso mi sa che, vista la autoproduzione e l’autodidattismo imperante, potrei cominciare a far soldi riempiendo l’etere di miei pamphlet erotici molto spintissimi da vendere in formato e-book per pochi spiccioli e tirarci sopra gran soldi… e far diventare quello pseudonimo famoso, restando sempre nell’ombra… tipo che sui giornali esce la foto di un’ombra che si accende il sigaro havana corona 16 con una 500euro e sono io ma non posso dirlo ed al bar tutti gli amici: “Ma chi sarà questo rottinculo che si fa tutti sti soldi sulle fantasie delle nostre mogli?!”. E dire: “Già quel rottinculo” pure io… per non far vedere.

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Per inciso… qualcuno le mie le a lette… io c’ho una immaginazione femminina da 40/50enne… sempre stato sensibile e molto più maturo della mia età! Eh…

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Applichiamo adesso il modello erotico del “Vedo e non vedo” a…

Da che erotismo è erotismo… cioè da quando imparando dai bonobo e dagli scimpanzè abbiamo capito che pestare il vicino di botte magari in compagnia degli amici ci aiuta a scaricare i nervi e fare pace con la giornata storta… ma anche che giocare col vicino a telo, melo, glielo è ancora più meglio assai… abbiamo imparato che ancor più della meccanica, è tutta una questione di chimica. Cioè, per capirci.
Giocare solo a telo, melo e glielo… o anche a selo, visto che l’amore che ti dai da solo è il più migiore ma di meglio assai che c’è, visto che come abbiamo più volte detto: “Ti puoi fare Claudia Schiffer e dirlo al tuo amico di pippa… tanto lui si fa Randy Ingerman #perdire”… giocare a tutte queste cose di dentro e fuori e bagnato e asciutto è di sicuro bello… ma è terribilmente più interessante quello che succede prima – dopo no, di solito sigaretta e tutti a nanna oppure sigaretta a tutti a casa… sempre dopo le salviettine igieniche – o al massimo durante dentro la testa di ciascuno.

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E quando i professoroni sono andati ad aprire la testa di qualcuno per vedere che razza di Salottino – storico cinema porno barese – si facevano quelli che giocavano nel loro proprio cervello, hanno scoperto che molto più dei muscoli, quelli che si attivano, o meglio, che fanno attivare i muscoli, sono i recettori. A meno che tu non sia una bestia che si accoppia ad ogni comando e che ha erezioni indipendentemente dal contesto… (tipo che ne so dal barbiere, durante una camera ardente perchè sai sta cosa delle cose che scottano, guardando Domenica In perchè quell’In…) solitamente qualcosa ti predispone ad “alzare la testa” o “schiudere al mondo le persiane” (femministe femminucce… citte tutte… al mondo è inteso comunque con chi dite voi non con tutti!). Quel qualcosa può essere un odore (non per forza e solo la puzza dei piedi o delle ascelle… magari quel particolare profumo della pelle che è come un’impronta digitale e ce l’ha solo lui o lei… e non è detto che sia un profumo che ti piacerebbe obiettivamente… ma lo hai sentito quando un trasporto forte ti prendeva e sei fregato finchè non senti il prossimo profumo diverso provando lo stesso trasporto o magari – si spera – un poco più forte). Quel qualcosa può essere un dettaglio (#perdire un neo di una forma particolare o in un posto particolare e non per forza le manette, le palle rosse con le corregge di pelle, i perizomi o le mutande della nonna… quei particolarissimi tacchi anatomici per usci creativi e compagnia cantante). Quel qualcosa può essere anche solo il corto circuito tra quel che vedi e quel che immagini.

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Quando giochi a telo, melo, glielo… non tanto quando fai selo… tantissimo quando vorresti giocare a velo… ma non si è sempre così fortunati da poter constatare che in due è amore, in tre o più è una festa… una delle cose più belle del mondo quando giochi a telo e melo e glielo è constatare con enorme piacere che quel che vedi ti eccita, ma quel che devi ancora immaginare, pregustando nella speranza che quella cosa ti venga poi data, offerta anche solo alla vista, è ancora più meglio assai! E quel vedere e non vedere diventa l’ossessione per cui, se vuoi farti un selfie d’amore a casa (che fuori sono atti osceni in luogo pubblico) alla crudele ti prendi un viedo di Tory nostra nazionale, te lo spari a basso volume che vuoi mai l’ottuagenaria vicina comincia a chiamare l’esorcista del condominio, e il lavoro è presto fatto. Allzi lì la testa, ti presenti pronto impettito al presentat arm… e vai giù di bolina. Se invece il selfie te lo vuoi fare con una esperienza diversa scegli – per dire – Tinto Brass o i “Capolavori del Proibito” di Panorama (metà anni ’90, collana di VHS con confezione cartonata rossa…) tipo #perdire “Il postino suona sempre due volte” che c’è un trombatone di quella grandissima cougar di Jessica Lange con un arrapatissimo Jack Nicholson che rinverdiscono un grande classico di ogni numero di “Corna vissute” che si rispetti, cioè il sesso della casalinga con ogni maestranza di tipo maschile che capiti per casa (idraulici con battutacce comprese).

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In quel caso il selfie attiva con sè non già un campionario delle prossime attrezzature ginniche da utilizzare per presentarti non solo fantasioso ma anche prestante al prossimo melo e telo e glielo… ma anche tutta una serie di scoperte su come funzioni, su quel che ti piace, su quel che ti accende ancora più meglio assai dell’ultima volta… che tipo avete giocato al dottore “…ma non vale il gastroenterologo, amore! E non farmi fare l’infermiere!”. E ti scopri ogni giorno diverso. E di sicuro la coppia ne beneficia, che il melo e telo non è più la routine pantofolaia ma diventa tipo scoparti sul divano di casa di fronte alla finestra che si apre sulla locale Times Square che fa molto Tokyo Decadence. “Perchè io so’ chi so’ io… e voi nun siete un cazzo!”.

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Oh… il vedo e non vedo funziona anche coi tag di facebook, con le modifiche sulla privacy, con tutta una serie di pronti ammenicoli che Zucchinborgo da Harvard ci ha regalato, fornendo il suo social network dei più migliori ritrovati della tecnologia stealth. Il problema è che Zucchinborgo non è Satana… e comunque anche se lo fosse… di pentole ne ha preparate moltissime… ma si è dimenticato tutti i coperchi. E quindi ogni tanto, ciclicamente, qualcosa che qualcuno voleva tenere nascosta salta fuori. Facebook non ha rovinato le persone… Facebook ha rovinato codardi e bugiardi. E succede che tu vedi e non vedi… e quello che non vedi – misteriosamente ma mica tanto – ti attira comunque più di quel che vedi. E attiva dentro di te i lati migliori e più salutari. Ti fa scoprire quanto sei intelligente. Ti fa capire ancora una volta di più quanto sei innegabilmente superiore a tanti altri. E ti fa dire che la tua mania di leggere al fondo le istruzioni e le clausole contrattuali fino in fondo – possibilmente sul cesso di casa mentre fai la cosa che sulla classifica delle cose più belle del mondo viene per seconda dopo Mangiare e prima di Dormire (quarto classificato scopare) dopo aver imparato da anni a memoria meglio dell’avemaria i bugiardini dei tampax – a qualcosa serve. Perchè sai dove andare finalmente a vedere quello che tecnicamente è nascosto sotto il velo del non vedo. Per dire: c’era quel benedetto fiocchetto proprio lì sul perizoma dove credo di averlo intravisto dal velo semitrasparente del babydoll che le regalai anni or sono?

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Sì, l’avete capito… a me eccita il gioco del vedo e non vedo… perchè so che tanto di vedere riesco sempre a vedere!

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Ah sì tipo che oggi è sanvalentino e voi credete ai santi e non ai poeti come Foscolo o ai navigatori come Schettino… io no. Credo solo ad alcuni poeti… perlatro immotivatamente minori.

Quindi, no, non va tutto bene! Lo sapevo che lo sapevate che avrei scritto che non va tutto bene! Più o meno circa… non è proprio così. Il problema di chi si vive male – perchè è solo o al tempo della precarietà 2.0 è lontano – il sanvalentino è solo quello di credere in questo curioso personaggo con le ali da piccione e il culo nudo che svolazzerebbe qua e là scoccando frecce e facendo innamorare tutti gli stronzomerdoni che gli capitano a tiro. Stronzate. Non avevate bisogno di un sanvalentino nè tantomeno di un santo per fare ‘ste cose.
Ci stava Eros ai tempi della Grecia e di “Questa è Sparta!”
Ci stava Cupido ai tempi dei Romani e di “Al mio segnale, scatenate l’Inferno!”
Che cazzo vi serve un sanvalentino non si capisce.

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Fosse una storia nuova, tipo quelle che sono nate col web 2.0, uno direbbe che se l’è inventato signor FB per far condividere link a favore e contro… e aumentare la resa pubblicitaria di banner collegati. Fosse una storia che va avanti da tempo daremmo la colpa alla cricca giudaicomassonica dei mercantideltempio che pur di fare soldi si inventano ricorreze a bella posta che significano consumi che si impennano gente al ristorante e la perugina coi baci che ringrazia.

Invece no. E’ una cosa che va parecchio più indietro.
Ma è una cosa che non ci voglio nemmeno perdere troppo tempo nel cercare di darmi una spiegazione. Che poi è come darla a voi se non fosse che obiettivamente a voi la do in senso incidentale perchè a me di voi frega un cazzo.
E niente… c’è da decidere che fare oggi…

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Se ci fosse Tory Lane qui con me saprei cosa fare oggi.
Pure se ci fossero che ne so Rihanna o Monica Bellucci.
Sono molto indeciso sul da farsi riguardo ad Helena Bonham Carter… mentre sono abbastanza convinto che Levante la veda a modo mio. Del resto, comunque, come già detto… sarebbe un caffè, un caffè che nemmeno poi vorrei prendere.

Ma siccome quelle sono solo delle Biondoddio… e siccome non c’è altro intorno…
La verità è che a me medesimo in questo momento e credo per tutta la giornata scapperà da cacare. Perchè alla fine ci sta che si provi della sana invidia per una cosa bella che per mille ragioni tu hic e nunc, cioè qui ed ora, non puoi avere. E quindi ci sta che tu ti senta talmente tanto giù da farti scappare da cacare. Però siccome oltre una certa pesata non è che puoi sempre stare a cacare… credo che farò qualcosa di molto, molto cattivo…

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Entrerò in chat e caricherò un video ordinario di una donna più o meno piacente nella finestra della chat. Nel periodo del corso avrò accumulato un pozzo di video di questo genere… pronti all’uso ed alla bisogna… tutti decisamente non pornoerotici. Lo caricherò e me ne andrò su uno di questi siti di chat dove si prega sempre di poter fare incontri senza sapere che non incontrerai mai nessuna perchè sono tutte maschi infrattati.

Caricherò il video con un nick ammiccante. Dalle 16:39 o giù di lì. E poi…
…poi darò apuntamenti in centro ad una serie di poveri sfigati che oggi, sanvalentino, soli, cercano e credono di trovare qualcuno disponibile ad un incontro ad alto contenuto dichiaratamente romantico e sotto sotto esclusivamente scopereccio. E dirò a tutti che li riconoscerò se avranno in mano tre rose rosse. E darò loro appuntamento in un posto ordinario di un capoluogo ordinario.. tipo Bari. E poi sparirò. E stasera andrò lì… all’ora concordata… a vedere di nascosto l’effetto che fa.

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Così, tanto per… non ho voglia di farmi scappare da cacare tutto il giorno!

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Truffe del cazzo! Che poi significa mettermi a parlare del fatto che a Mariotto, frazione di Bitonto, provincia di Bari… non possono esserci “centinaia di donne che vogliono scopare proprio con te”…

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Allora… voi lo sapete che, tipo, io cazzeggio un sacco su portali gratuiti a carattere pornografico. Lo sapete e non devo nascondermi… perchè di pugnette non me ne faccio! E perchè ho passato l’età del dire alla mamma “vedo porno”. Anzi… aneddoto divertente: malato, pomeriggio d’inverno, mi stavo sparando Rec1 di quel gran figlio di buona mamma di Juame Balaguerò. Scena clou… un mostrovivente in scena, un omicidio gore niente male che s’appresta… la porta del corriodio che si apre sulla ala della servitù che è quella dove vivevo prima di andare a vivere da solo e i passi di mia madre e la voce di mia madre che mi fa: “Dome?” chiamandomi. E mentre prova ad aprire la porta io che urlo: “Non aprire, non entrare, non aprire!” allarmato e lei che entra sorridendo – senza guardare all’inzio lo schermo dove stava succedendo un massacrone indicibile – e fa: “All’età tua ancora i film porno?”… e poi si volta verso lo schermo e vede il massacrone indicibile e fa un salto e si copre gli occhi e “Madonna santa ma che cosa ti guardi?!”… peggio che se stessi guardando un porno. So’ belle cose! Sgridato non per i porno ma per gli zombie satanici!

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(info di servizio… Questa signora vuole scopare a Binetto con me… chiedo a chi mi legge da Binetto… la conoscete?)

Non divaghiamo!

Io vado sui siti porno, tipo youporn, xvideos e simili! E siccome ci vado google ha deciso che ogni tanto deve farmi comparire pubblicità o richiami a cose che mi interessano. Quindi oltre agli accessori per la boxe, ai biglieti per gli incontri di boxe, alle offerte di libri e dvd (soprattutto le serie tv)… google mi ha inserito nell’indirizzario dei zozzolerci a cui inviare pubblicità porno. La cosa mi riempie di un certo qualche orgoglio! Ora… catalogare queste pubblicità è clamorosamente divertente.

Del “enlargeamento del proprio penis” avevamo parlato qualche mese fa, se ricordate bene! Le cose sono cambiate, alla velocità della fibra (non muscolare, ottica). Adesso la pubblicità non ti chiede più se lo vuoi enlargeare… ma passa direttamente a proporti le taglie e le misure. Definendo una scala che rilancia di 5 in 5 dai 20 ai 35. Informandoti anche che, se proprio lo vuoi, puoi richiedere la misura più in voga al momento, che pare essere quella dei 25 centimetri… ma se ti senti davvero ispirato puoi provare – A TUO RISCHIO E PERICOLO – la più rischiosa come esperienza: i 35 cm, la taglia extralong. Il pubblicitario ti avverte: molto rischio! Mi chiedo se l’OMS – organizzazione mondiale della sanità – dopo il buco nell’acqua fatto coi vaccini influenzali di quest’anno, voglia rischiare un altro cazzinculogravissimo, autorizzando un intervento che è definito dallo stesso esecutore ad altissimo rischio! Quanti credete di fronte alla possibilità di superare Rocco Sifredi in dimensioni del suo penis si accontenterebbero della taglia più comune, conformista e conformata dei 25?Siamo, probabilmente, di fronte ad un serio rischio estinzione. Perchè nessun maschio, quando si parla di enlargeamento, può accettare i compromessi del conformismo… nemmeno di fronte all’altissimo rischio.

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(questa signora vuole un trombamico ed è di Modugno… amici di Modugno, vi risulta che abiti in città?)

Quel che più mi ha sconvolto, però, da qualche tempo, è il numero di oscensissime mamme di famiglia acconciate e truccate a mamme di famiglia ma solitamente in topless che mi chiedono se per caso non ho voglia di farmi una “trombamica” o una “scopamica” nei paraggi… visto che hanno dai 42 ai 57 anni, pur portandoseli benissimo tipo 35 massimo 40, e vivono tutte tra Modugno (BA), Palo del Colle (BA), Grumo Appula (BA) e Binetto (BA). Mi sconvolge sapere che ci sono tantissime mamme e quasi nonne che usano il termine “trombamica” o “scopamica”… credevo fosse cosa da teenager e loro utilizzassero un più casto “compagna di giuochi” o che so io “amante”. E poi mi sconvolge sapere che sono tutte di paesini dell’entroterra da al massimo 30.000 abitanti. Ce ne sono però 7 a Modugno – paese capofila in quanto ad abitanti di questo disordinato troiaio – 4 a Palo, 2 a Grumo (che in effetti è piccino) e ben 12 a Binetto (che in realtà fa solo 2500 abitanti e dei 4 succitati è il più infimo). Che razza di porcaio è Binetto? Capisco che essere in pochi solletichi le fantasie esotiche del cercarsi lo straniero, come scopamico… ma cazzo 12 su 2500? Se Binetto non fosse praticamente irragginugibile se non con un tragico tour per provinciali sconnesse, pur solo a 30km da casa mia, varrebbe la pena andare a darci una occhiata. Tipo Mondo Cane di Ciprì e Maresco. Un esperimento di ricerca etnografico sulle vie delle signore zozzone! Credo che proprio come Mondo Cane… si rivelerebbe una parziale maxibufala. Credo che il numero di “sinali” ossia grembiuli da cucina e calze elastiche supererebbe di gran lunga quello di guepierre e completini zozzi. Credo ad una esponenziale crescita del tasso di casalinghe in bigodini più che ad una attestazione di merito per le acconciature superintiro delle casalingue di città.
Mi viene da chiedere se in questo stesso momento, a Binetto, qualcuno non si stia apprestando ad un viaggio della speranza per farsi una trombamica tra le 12(?) disponibili a Giovinazzo.

E così statisticamente ho anche scoperto che ci sono “centinaia” di donne che vogliono scopare “proprio ora e proprio con me” a Mariotto… che è una tragica frazione di Bitonto e che di abitanti credo a stento superi il migliaio. Cosa succede dietro le porte delle case della piazza di Mariotto? Dove si nascondono queste orde di amazzoni pronte a “scopare proprio ora e proprio” con me? Roba da entrare a Mariotto ed urlare: “Lasciate che le femmine vengano a me!”. Se non fosse che voi non avete nemmeno idea di che razza di inferno sulla terra sia Mariotto per uno che non ha subito l’educazione siberiana di Mariotto. Voi non avete idea di che terrore proverebbe anche un evaso da colonia penale in Australia, piombando a Mariotto alla ricerca di una sola di quelle centinaia di donne che hanno promesso a lui e proprio a lui una scopata memorabile.
No, per dire… lo conoscete Mariotto?

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(Questa signora vive davvero a Sovereto? Abbiamo lettori di Terlizzi che possano confermarlo? Perchè “proprio ora” vorrebbe scopare con me!)
Se sì, spiegate al pubblicitario che produce queste truffe del cazzo, che il geotag di prossimità non è una scienza esatta e che non basta copincollare i nomi di tutti i paesi al confine dei 30km da casa mia per convincermi a cliccare sulle tette di una donnina del Wyhoming… anche perchè so far di conto… e da stanotte almeno 1800 donne hanno detto che hanno la più pura intenzione di accoppiarsi con me tra Mariotto, Sovereto e Calendano (tutte guardacaso frazioni oscene di paesi improbabili). E io mi domando ancora come sia possibile…

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Di certi incontri strani… di certi spazi contrattati… di certe performance programmate.

“Vi lascio tranquilli, divertitevi pure… non fare complimenti e se ti va lì c’è mia moglie. Le dai due botte, vedrai che vi piacerà… a tutti e due. Io nel frattempo vado a fare la spesa, quattro salti in padella, scendo il cane a pisciarlo…”. (cit.)

Cioè tecnicamente per alcuni funziona così. Questo è il cornuto contento. Quello che condivide la moglie. Quello che offre la moglie. Non sempre quello che guarda la moglie offerta. Ad alcuni piace… e se piace alla moglie e se piace all’ometto, ovvero all’altro, allora si fa. Altrimenti il cornuto contento si va a fare quattro salti in una padella di cazzi suoi… e torna a sera. O all’alba.

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Tutta sta splendida cosa si chiama cuckold. Cioè il cornuto contento.
Cosa spinga i cuckold a fare i cuckold ancora non mi è chiaro. Non ho ben capito se sia una forma estrema di annullamento della proprietà privata… visto che un mio amico definisce una “moglie” il “bene primario” di un uomo. Non ho ben capito se sia un bisogno estremo di degradazione, sentirsi umiliato nel profondo. Non ho capito se c’entri qualcosa la necessità di supplire attraverso altri a proprie e personalissime defaillances.
Cosa spinga le donne dei cuckold a fare le donne dei cuckold… che è un po’ come dire le zoccole, ancora non mi è chiaro. Che sia estremo bisogno di degradazione? Che sia annullamento della proprietà privata visto che “il corpo e mio e lo do a chi voglio io”… ed in questo caso accetti che sia spesso il cornuto a combinare gli appuntamenti. Che sia noia? Sì, forse, visto che secondo un altro mio amico che è molto, forse troppo, razionale, l’84% delle cazzate che si fanno nell’arco di una vita media le si fa per noia. Che sia semplicissima voglia di scopare non credo. Un demente che va per la maggiore ultimamente, tale Sigismondo Frodo, sostiene che dietro il sesso ci sta sempre qualche cazzoinculo irrisolto. E mi sa che è vero.
Cosa spinga i bull, ossia gli ometti, ossia i trombanti la moglie del cuckold, quello mi è abbastanza chiaro: si chiama voglia di fottere. Se ci sia bisogno di rivalsa, negazione della proprietà privata, commistione tra personale e politico, esibizionismo, delirio da falloforia… questo non lo so. Principalmente ci sta che farsi una scopata così, a quel biondoddio, con la moglie di uno… vuoi mettere, so sempre 50 punti. Come quando spari sulla croce rossa.

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Quel che mi ha fatto sempre impazzire di ‘sta storia dei cuckold sono gli accordi che si prendono:
“Puoi fare sesso orale, puoi fare il deepthroat tanto lei lo sa fare bene… una sola cortesia, niente anale che non è molto recettiva… oh e mi raccomando niente lividi o ceffoni, al massimo qualche buffetto a pecora sul sedere…”.
Si prendono davvero ‘sti accordi: leggere per credere. E’ pieno l’etere di blog di cuckold che raccontano le loro esperienze perchè, vuoi mettere, cornuto contento lo sei solo quando ti sgamano… ed in questo la rete offre un separe invidiabile rispetto alla “stimabilissima aura di rispettabilità” che uno ha nel paese natio. Salvo poi passare nell’online da puttanacciazoccolaserpe… e lui da cornutazzoallucinantedilungomare. Basta che da qualche parte si sappia che sei alce a primavera… di sicuro meglio dietro gli schermi a led dei pc.

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Ma quella storia degli accordi mi fa tornare in mente un film, godibile fino a 3 minuti dalla fine, che ho visto qualcosa come 5 anni fa con un caro carissimo amico… “The Wrestler” con quello di 9 settimane e mezzo, Mickey Rourke. Oh precisiamo… a Mickey Rourke invidio tanto le braccia quanto la ex faccia. Ora no… ora è un rottame alcolizzato e mi dispiace per lui. Però cercatelo in Spud, film indipedente americano su una droga fumettistica. Cercatelo mentre si perde strafatto tra gli scaffali di un seyclub cercando Dvd con “grossetetteculistretti mi raccomando!”. Maestoso.

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Nel film “The Wrestler” ci sta tutta una scena in cui prima di una kermesse di wrestling i clown si preparano a combattere e concordano quel che faranno. C’è una frase memorabile:

“Io di slito a bordoring sistemo sempre una sparapunti da tappezziere”
“Una sparapunti da tappezziere? Malata come cosa… e che vuoi farci me la suoni in testa?”
“No, pensavo di spararti qualche punto da tappezziere così a caso… sui dorsali magari… lì fa meno male…””Tranquillo, sarò così fatto da non sentire niente… ma… quanti punti vuoi spararmi?”
“Pensavo 6 o sette che ne dici?”
“Cinque è meglio e… siamo sicuri che non ci sia ruggine? L’atitetanica costa parecchio sull’assicurazione…”.

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Ti accorgi che la vita è un curioso gioco sul palcoscenico in queste situazioni, quando tutto quello che ti appare incredibile, inconcepibile, lontano dalla realtà, ti si mostra per quel che è: una recita, un gioco dove un cuckold concorda col bull il trattamento da fare alla moglie, previ accordi tra cuck o moglie… o una recita su palcoscenici più larghi dove il dolore, mai finto, sempre mascherato, è concordato al millesimo per essere sostenibile, in termini fisici ma soprattutto, come sempre, in termini economici.

Ed è allora che ti accorgi che i “cazzi tuoi” sono seri, spesso serissimi… E che la vita è finzione solo dove sembra finta ma è più vera del vero.

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Una lavatrice di cazzotti… oppure due ore in chat porno a prendere per il culo il solito maschiaccio!

Oggi, pomeriggio e sera, devo scegliere se:
– Malmenare con una violenza inaudita una persona che da una quindicina di giorni sta riempiendo di botte in potenza un salvadanaio ormai prossimo all’esplosione
– Fare qualcosa che mi distragga e mi rimetta in pace col mondo.

Non posso allenarmi oggi… la palestra è normalmente chiusa il sabato.
Devo menarlo! Devo. Un imperativo categorico kantiano. Devo perchè devo!
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Oppure…

Oppure devo rinverdire un vecchio passatempo sviluppato negli anni di corso in criminologia e criminalistica. Quello dell’infilrazione nelle chat erotiche per beccare i pedofili. Che poi, diventi veramente bravo non quando fingi con un pedofilo (soggetto debolissimo, insicuro, credulone e raggirabilissimo) di essere un bambino pronto a condividere materiale pedo-pornografico… ma quando convinci una donna certificata come vera donna a fare cybersex con te, con lei che ti schiude la stanza delle meraviglie delle sue fantasie.
Breve digressione sul tema, poi ne parleremo meglio in un post apposito. Con un uomo non ci vuole niente a fingersi donna. Entrare nelle semplicistiche, infantili e non articolate corde di un maschietto infoiato in chat è semplicissimo. E’ solo un pelo più malizioso di un pedofilo segaiolo qualsiasi. Quello che è complicato non è nemmeno cominciare a chattare con una donna. Quel che è davvero difficile è entrare nella sua fantasia e sistemarsi a proprio agio… perchè solitamente si tratta di fantasie che travalicano i normali confini del buon senso, della verosimiglianza, della possibilità
In un uomoni versus donne in tema di fantasie sessuali nel campionato della semplicità e della veridicità l’uomo vincerebbe a mani basse. In quello della creatività irreale trionferebbe la donna. Fin qui tutto bene se non fosse per l’insulsa pretesa femminile tutta sintetizzabile nell’espressione “La tua è banale come fantasia, la mia è verosimile!”. Nella fattispecie si mettevano a confronto la classica fantasia “idraulico-casalinga” contro “attuale fidanzato delinquente e spregiudicato che mi ricatta perchè ha scoperto foto zozze mie fatte da un mio ex e mi minaccia di divulgarle se non mi concedo gratis ad una serie di personaggi anche a lui sconosciuti in situazione e contesti degradanti”.

Non ho una fantasia così articolata. A chattare con una donna ci riesco… a soddisfare le sue peccaminose e fantasiose voglie no… solitamente mi stufo per eccesso di puttanate inverosimili.

Fingersi donna però è divertentissimo! E di colpo… quando sai che il lui dall’altra parte è folle di te e di tutti quegli incoraggiamenti solitamente triviali e quelle descrizioni al limite dell’anatomico che gli fai… “Ciao deficiente, sono Marco, ho 37 anni e grazie per la splendida ora di risate che mi hai regalato… non credevo che la media maschile fosse così bassa… c’è chi sta peggio, davvero peggio di me!”… arriva quello che mai avresti voluto leggere. Anche solo per conservare minimamente preservata l’idea che ci fosse spranza per il genere maschile. Arriva impietosa la sua risposta: “Ok si d’accordo ma scrivimi ancora quelle zozzerie… dimmi ancora che lo vuoi… ci sono quasi!”.

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In una chat con 7800 utenti medi attivi… è lecito chiedermi se sono davvero così UP nella classifica dell’amorproprio?

Ok… lo meno. Mi sa che lo meno… anche perchè quando gioco in chat mica me lo meno!
Oppure mi chiamerò Carmela, avrò 47 anni… e sarò una zia porca e incestuosa in cerca di un nipotino che mi faccia sentire ancora giovane, bella desiderata! Però… siccome così, come donna in chat, io non mi crederei…
“io lo stuzzico il nipotino ma poi deve fare tutto lui, scatenando le mie voglie lubriche ma anche i miei timori, i miei sensi di colpa, le mie ansie… fino ad una scopata liberatoria, ma interrota(sic!) tre volte perchè la prima devo piangere (ma tu non smettere di fare quello che stai facendo anche a rischio di soffocarmi) la seconda devo urlarti No (ma sono poco convinta quindi tu continua che mi ecciterà moltissima(ri-sic!)) la terza devo giurarti eterno amore salvo poi respingerti nel peggiore dei modi cacciandoti di casa e andando a finire nel bagno piccolo a toccarmi rannicchiata sul water (tranquillo che te lo descrivo… tu mi chiedi cosa faccio e io lo scrivo)” (eh, già… l’avevate capito… CIT.).

Vada per Carmela47… posso sempre menarlo stasera!

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