Archivi categoria: che ti sei conquistata…

 Benedetta la funzione “programma”…

Pessimi miei, mai sufficientemente vituperati, è con estrema e proverbiale cortesia che mi impegno a ricordarvi anche quest’anno che: “Non saranno un pugno di lenticchie, una zampa di porco fasciata con la guepierre argentata “collezione Levoni 2015″ ed una pezza da culo rossa a farmi dire che il prossimo sarà un Buon Anno!”.

Siate felici con distinta moderazione, grazie…

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Non ci sono guardrail buoni, non ci sono campagne antiabbandono. Tutto questo è metro della nostra (in)civiltà!

Non che la mancanza di una associazione in difesa dei moscerini che finiscono spiaccicati sui parabrezza sia per caso più trascurabile. O che si possa tacere sulla latitanza di una ONG che prenda a cuore la diffusione di una corretta informazione sulla contraccezione canina. Eppure, l’assenza di una seria e cordiale campagna di sensibilizzazione contro il maltrattamento e l’abbandono degli orsi di pezza la dice lunga sulla nostra assoluta impreparazione in campo di toy-friendship.

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Certo, una oculata campagna di sensibilizzazione! Non le cazzate di Rocco Siffredi di cui parleremo un giorno. Da quando ha urlato in grassetto maiuscolo “Se l’abbandoni t’inculo!” è schizzato (val la pena usare i verbi giusti) in su (anche le preposizioni semplici, ma parlanti e con tanta dignità) il tasso di abbandoni tra i cani padronali intestati alle Signore. E a tanti M (dico emme) fedifraghi che purtroppo risultano single controvoglia, imbrigliati più che in una relazione finalmente benedetta dal crisma della legislatività, nelle maglie di una burocrazia bacchettona, bigottista e farraginosa.

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Problemi non da poco, le anali insoddisfazioni delle migliaia di casalinghe di Voghera che poi t’abbandonano il cane chippato sperando che arrivi il Siffredi a freddarle d’erotico bollore (che chiasmi vi schianto per(biondod)dio!… sì ve li schianto ed avrei voglia di non metterci la parentesi subito dopo questo pensiero… che è proprio lì, dove dico dopo la parentesi, che ve li schianto…) proprio lì dove non batte il sole! Problemi non da poco, se si guarda all’impossibilità non già di fare all’amore in ogni guisa o forma d’omosessuale gradimento, ma di sposarsi castamente o impudicamente in un qualsiasi angolo del nostro “purtroppo troppo” benedetto stivale. Maledett*!

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Problemi non da poco… ma per cortesia non taciamo sull’assenza di una associazione nazionale che si occupi di sensibilizzare sul tema dell’abbandono degli orsi di pezza. O si occupi di perseguire con pervicaci campagne stampa ogni abuso o maltrattamento sugli orsi di pezza. E si occupi vieppiù di bacchettare me, inecologico linguistico, che non conosco il concetto di interspecificità e con la scusa di una efficace metonimia, riduco all’orso di pezza e sembro circoscrivere ai soli orsi di pezza la enorme famiglia dei viventi che abitano gli animali di pezza, tutti. Pure i bruchimela di pezza, con le mele bacate di pezza ma a forma di dignitosissimi cuori a seguito.

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E’ lì la grandezza di un popolo.
Non basta interrogarsi su quanto sia insopportabile l’assenza di una differenziata per neonati in ogni luogo in cui ci possano essere neonati. Elio aveva ragione, ma negli anni ’80 non conoscevamo ancora il concetto di toy-friendship. Per dire: nessuno si lamentava se ti si smerdavano le suole di merda di cane. I cani li accalappiava l’accalappiacani con il cappio (non l’accalappio, il cappio!). Di solito li vendeva. Se il comune non aveva soldi, il civile accalappiacani non optava per soluzioni lager. Li abbatteva! La civiltà, dopo vent’anni è a misura di peloso, squamoso, pennuto. Non ancora di bambino, ezianbiondoddio! E purtroppo, ancor meno di animale di pezza! Eziangesummaria!

Noi siamo incivili!

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E allora dovrebbe nascere un “Chi l’ha visto?” che ci narri quelle tristi vicende, provi a ricostruire i terribili ultimi momenti, l’attimo in cui con finta, insopportabile dolcezza, il mai latrante animaletto di pezza è stato raccolto dalla mensola, dal letto, dal divanetto. Innocente. Ignaro – è questa la cosa più insopportabile! Strappato agli amici, agli affetti più cari proprio da quelle mani che giorni, mesi, anni o soltanto settimane (cit.) prima l’avevano coccolato, vezzeggiato, fatto sentire finalmente a casa e non tra polverosi scaffali. L’avevano scelto, uno tra mille paia d’occhi speranzosi: “Scegli me! Scegli me!”… come facevano gli orfanelli al passaggio delle Madame, come i cani dei rifugi quando entra qualche anima bella. L’avevano scelto tra tanti in fila, appesi come prosciutti nel baraccone delle giostre che sa sempre di sottomarca di Peroni. E subito l’avevano stretto forte. Subito gli avevano dato un nome. Mai dare un nome se non sai che sarà per sempre! Eccolo, ora: preso e portato via. “Andiamo a fare un giretto!”. E lui lì, dolce e felicissimo. Ancora una volta, tra i tanti in casa, proprio lui. “Sì, me lo dici sempre… sono il più bello! Ecco perchè mi vuoi con te! Per sempre, vero? Sì, te lo leggo negli occhi (cit.) è per sempre!”. Poi è un attimo. Solo un attimo. Per i pelosi di pelo c’è la dignità del guard rail. Una vigliaccheria che lascia una speranza. No… per gli animali di pezza non ci sono guardrail. Il freddo cieco ed asfissiante di un sacchetto di plastica. Ed il cassonetto. Indifferenziato anche per loro. Sì, ma ancora, triste e atroce destino. Immotivata crudeltà. Al neonato restano sempre le corde vocali per gridare più forte. Per il muto amichetto di pezza, il drammatico e claustrofobico avvicinarsi della tritarifiuti. Se va meglio, il compattatore!

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Non c’è una Sciarelli a dirmi che fine abbia fatto Piccolopoldopallo. L’avevo chiamato così. Io. E me ne dolgo, non avrei dovuto dargli un nome. Forse dopodomani vi racconterò la sua storia. Forse tacerò dilaniato dal dolore. E dal senso di colpa. L’avete visto? Qualcuno ha visto Piccolopoldopallo? Era dolcissimo, non vi potete sbagliare! Ha una sciarpina attorno al collo, con un cuore cucito sopra. Aaveva sempre un po’ freddo, come me che c’ho sempre bisogno degli scaldacollo. Aveva ancora al collo la targetta… pure quella a forma di cuore. Sopra grande grande ci sta scritto Love. Gliel’avevo lasciata, solita Cassandra Inascoltata, temendo e sperando assieme sarebbe valsa a farlo riconoscere. Ma non ho scritto il mio numero di telefonino. E nemeno il suo nome: Piccolopoldopallo!  “Nemo Credidit, sed Sensi”: nessuno credette… ma io, dentro, sentii… ed il sensi ce l’ho aggiunto io che mi scopro latinista ogni tanto.

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Non abbiamo un “Chi l’ha visto? Animali di pezza”. Negli States la civiltà fa nascere un “Extreme makeover” per ogni categoria umana e merceologica. Siamo barbari, noi! C’è tanta strada da fare e tanto da imparare. Ne riparliamo domani, dando un senso a un post-santostefano che sarà come al solito un giorno uguale a tutti gli altri. Perchè non ci sta solo chi abbandona… c’è anche chi sevizia!
Oggi, coi regali che si avvicinano, in assenza di un’associazione che abbia il coraggio di dirlo, lo ulro io:”Non è un giocattolo: se non sei sicuro che sarà amato per sempre, non regalarlo!”

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Il male ha mille facce. Detesto quelle banali! Che poi è un prendersela con una serie di comportamenti che mi sono sempre stati sulle palle!

C’è una metafora per parlare di quello di cui sto per parlare.
E’ una metafora splendida. Però è pure – più o meno – un cit. di un film celebre. Ma in quel film non la usano così. Tecnicamente non sto plagiando nulla… che sarebbe come darmi del copione. E chi copia è banale. E vuoi mai che io possa pensare di fare qualcosa di banale? Tutto quel che faccio è banale ma provo a farlo in modo diverso.

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E oggi che è martedì mi va di fare una cosa che tutti penserebbero assolutamente impopular… (ci ho ripensato… unpopular che se svrivi in inglese puoi anche provare a scriverlo bene) ma invece è così pop… biondoddio se è pop!

Oggi ho voglia di mandare a “quel paese” – tecnicamente a ‘fanculo che non è un paese ma sta per “fare in culo” e, sì, lo avete capito tutti, ha a che fare con la sodomia non con altro – tutti quei lettori di questo blog che seguono il blog ogni giorno. Nel senso che mettono segui ogni giorno. Nel senso che premono quel tastino, poi lo ripremono per non seguire più, poi lo ripremono domani per seguire di nuovo.

Vorrei andaste a ‘fanculo. E ringraziate che non vi dico: “vorrei moriste”… però forse dopo lo dirò… dipende…
Tenete conto che sono anche molto buono, altruista e gentile… ‘ fanculo dal punto di vista degli attivi pare sia una cosa entusiasmante. Gli attivi hanno qualche problema col p’inculo – se mai esistesse… e se mai si scrivesse così e non p’in culo… ma non è lì che vi ho mandato, per cui non perdiamoci troppo la testa eh…
Capisco che per i passivi ‘fanculo sia una esperienza scialba e monotona… non è colpa mia se al mondo le tutele di genere sono (no, non ci vogllio mettere il congiuntivo perchè sono certo di questa cosa e le cose certe si mettono in indicativo per cui…) già fallaci per le donne… io di solito apprezzo le questioni di priorità.
In buona sostanza, però… e davvero…
Andatevene a ‘fanculo!

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Qui non si tratta di mettere per sbaglio un “segui” e poi accorgersi che quel che viene scritto e pubblicato non piace, quindi smettere di seguire. Quello è lecito. Purtroppo e ripeto purtroppo, senza scriverlo in stampatello maiuscolo solo perchè urta profondamente il mio senso estetico, siamo “indemocrazia” (le virgolette le ho aggiunte dopo ad evidenziare un refuso freudiano di cui mi sono accorto rileggendo tutto e che non ho voluto correggere perchè se è freudiano un motivo ci sarà… visto che una democrazia che si esercita solo su queste scelte di gusto e gradimento e non incide sulle vite è indemocratica). E tu scegli che cazzo fare finchè non fai del male a chi ti circonda.

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Il problema è che questo continuo tentennamento interessato del seguo (così mi vedi) non seguo (così domani ti seguo di nuovo e puoi rivedermi) fa male a me. Non perchè io mi strugga di quel cazzo che fate nella vostra vita. A me di chi legge questo cazzo di blog frega un cazzo… mi serve solo a godere del piacere di una scrittura… il mio libro lo avete già comprato, solo che non lo sapete perchè esce a breve!
Mi fa male perchè ho uno smartphone con installato wordpress… ed il numero di molesti tintinnii del ti segue ti segue ti segue (quasi sempre la stessa persona) è snervatnte. WordPress non è il male… voi siete Il Male… e lo preciso meglio qui sotto!

Prima che qualcuno dica una stronzata come “togli le notifiche” o “disinstalla wordpress”… faccio notare che io non devo uniformare al basso i miei comportamenti. Io non devo temere il cicalino di una cosa che serve a dirmi che qualcuno mi ha genuinamente scritto un commento o una gastema (trad. bestemmia per chi vive al di fuori delle province di Bari e Bat)… perchè, a quel qualcuno, in tempi brevi mi piace rispondere. Anche solo per mandarlo a ‘fanculo perchè ha scritto un commento appena per scriverlo e farsi notare… manco fossi Mollica o qualche altro presunto grande di quella Terra che si chiama Cultura in questo paese! Oppure mi piace mettere un grazie se qualcuno mi ha scritto una bella cosa rispetto ad una stronzata che ho condiviso (you call this narcisism… it could be unselfconfidence… shut the fuck up, no matter!).
E’ la regola d’educazione di un social… che è un luogo con dei linguaggi che se ti piace li accetti e li fai tuoi, se non ti piace non rompere il cazzo a chi le cose vuol farle per quel che sono! Oppure se ti piace essere social ma non ti piacciono le regole dell’esserlo… le sovverti in modo genuino, non rompendo il cazzo a me.

Breve inciso a mo’ di similitudine:
Sovvertire le regole è il concetto che sta alla base della lomografia… c’è chi sovverte le regole della composizione in modo cosciente… e fa anche dei bei lavori… perchè conosce bene le regole e le sovverte… e chi dice di sovvertire ma non conoscendo le regole scatta a cazzo e tira fuori delle minchiate che questa maledetta democrazia artistica chiama arte dopo aver abbassato i prezzi delle reflex ed aver permesso che una cosa seria come le reflex finisse in mano a chiunque. Sulle cose serie come la foto/lomografia la comparsa sul campo dei cialtroni (hipster) è la dimostrazione che la democrazia è una gran brutta cosa!

Tornando a noi:
Io non tolgo le notifiche… siete voi coglioni che dovreste smetterla di giocare a “seguo-nonseguo-riseguo”… perchè non si fa!
Soprattutto se pensate che like e follow siano pompini. Qui non ci si scambia un pompino a vicenda. Anche perchè io non faccio pompini. E quand’anche li facessi, sono una cosa che ha a che fare così tanto con l’igiene e col gusto personale che…
“… posso capire che tu abbia una gran voglia di farmene uno…del resto bello come me, bello come lui… ma questo non vuol dire lo farò a te… non sei il mio tipo! Se proprio vuoi, toh… ma non pensare che questo ti regali un buono per un pompino da me!”…

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Inciso due:
Secondo un mio caro amico detrattore di questo blog… lo scatto qui su e quello qui giù sono dei lavori interessantissimi… io non ho ancora capito se sovvertono qualcosa o semplicemente sono cose da bambini adolescenti con urgenza di dire parolacce davanti alla mamma per far vedere che sono monelli. Nel primo caso me li stampo e me li metto in casa: tra qualche anno varranno un sacco. Nel secondo, devo ammettere che sono un sacco le persone a cui piace. Pure quel mio amico… che però dice che la pornografia qui su è come dire alla mamma… e non mi ripeto…
(quindi non dovrebbe detrarre)
Ma lo adoro!
Però mi sembrava stessero bene per il loro contenuto semantico più che per la riuscita grafica complessiva!

Torniamo ancora a noi:
Io… se lo avete capito siete persone normodotate, viceversa siete dei coglioni e non ho molto da lamentarmi perchè se il mondo non fosse popolato da coglioni sta cosa che chiamiamo “casa” sarebbe un posto migliore, ecco sì: io gradirei immensamente che mi seguiste oppure no… fate una scelta e andate avanti. Anzi… facciamo così… se siete del club sì, no,  sì, così mi vedi… non vi vedo!

(lo capisco che la precarietà ed i genitori ansiosi e protettivi ci hanno trasformato in soggetti perennemente indecisi ed impauriti rispetto al mondo… eh però… e che cazzo… non mi devi sposare, non devi farci un viaggio di 3 anni con me… leggimi, non leggermi… ma non rompermi il cazzo!)

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(sì, ok… ci stanno i giorni che vuoi programmarti un post e proprio non sai che fare e fuori il cielo è grigio e sei annoiato e c’hai voglia di prendertela con il mondo e ci vanno per sotto i primi che ti passano davanti…)

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Heysel ’85: la detestabile adolescenza infinita di tossici cinquantenni

Heysel ’85

Quella
che doveva essere una grande manifestazione sportiva
si è trasformata
in una
TRAGEDIA

La firma non ho nemmeno lo stomaco di metterla.
Sarebbe un soprannome, forse un cognome. Il nome lo ignoro.

Il problema non è che si sia voluto dare un piglio di autorialità squacquando queste banalità in croce il giorno dopo quella che a tutti gli effetti fu una pagina abbastanza drammatica… con buona pace di una serie di striscioni viola che – con l’alibi della goliardia calcistica – non risparmiarono colpi bassi ai gobbi, nemici di una vita.
Ma che ricordiamo e salutiamo in ordine sparso:
“Scirea: il nome di un morto, una curva di cadaveri” (truce)
“Ridevi di Superga finchè non venne giù quel muretto!” (Dantesco)
“-39 Gobbi” (il più classico dei classici).

Voglio dire: quale commemorazione non suona con la stessa inutilità di queste 14 parole?

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Il problema non è che questa romantica, tragicomica operetta fosse contenuta in una agenda promozionale della ditta di cassamortari del paese… assieme a colleghe nemmeno degne degli onori di certa cronaca dai titoli roboanti di “Messera Eroina” o “Stanotte t’ho rotto il culo” (pasoliniana).

Il problema non è certo che ti fai e poi scrivi e riempi quello che – non so con quale reminiscenza da scuola dell’obbligo – hai voluto definire il tuo Zibaldone tossico. Voglio dire… almeno sei un tossico acculturato… hai qualcos’altro da raccontare…

Il problema è che per scrivere ‘ste stronzate ti fai (e tecnicamente non è quello il problema perchè quello di farsi è un gusto personale e tecnicamente non sono cazzi miei…) e poi dai la colpa a Roger Waters e Syd Barrett per questo (ecco il vero punto in questione… già vedo i titoli “Fan dei Pink Floyd spara su poeta fattone :Roger Waters non t’aveva chiesto un bel niente!”).

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Il problema è che dici di farti per scrivere. Ed hai – svegliati – 50 anni passati.
Io non voglio convincerti a smetterla.
Voglio convincerti a confessarti che ti fai perchè ti fai… ed a tenere le boiate che scrivi nella tua agenda.

Non per niente… ma perchè Barrett e Waters se ne sono sentite dire più di Jim Morrison e Kurt Cobain… più di Marylin Manson per la Columbine High School… più di Toni Negri e Cristiano Malgioglio.
Pure più di quel povero cristo di Bevilacqua che non è il Mostro di Firenze!
Ma almeno erano grandi artisti… non cialtroni o poveri cristi!

Non si meritano la responsabilità morale della tua fattanza…

E più d’ogni altra cosa gli autori di capolavori indiscussi come Piper at the Gates of Dawn ed Obsucred By Clouds non si meritano la responsabilità morale di una boiata come “Heysel ’85”.
Proprio no!

(che poi… sì, lo riconosco, odiatemi pure… ma detesto le fattanze, detesto i tossici)…

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WTF: ovvero selfie sessualmente imbarazzanti, ovvero, Gasparri

Questa non è una questione politica! Questo è un affare di normale buonsenso.
Qui c’è trattata la differenza tra un demente ed un bipede di capacità intellettiva nella norma.

La categoria pornografica del WTF (What The Fuck?!) rappresenta quell’enorme sottinsieme di video, foto e filmati che ritraggono o riprendono avvenimenti oltre il limite del grottesco, del credibile. Solitamente ben oltre i limiti del buon gusto.

Non esistono soggetti predefiniti, non esistono copioni, non esistono trame. WTF si può esaurire nel gesto, può essere tutta diluita nel contesto, apparire come una eco nei dialoghi. Quel che conta, nel WTF, è che un particolare, anche quello che può apparire meno importante, disveli di colpo tutta la sua carica surreale, grottesca, improponibile.

I più cliccati, in materia, sono quelli che ritraggono/riprendono acoppiamenti ai limti del bizzarro tra persone portatrici di handicap e normodotati, persone molto anziane con protesi e dentiere… senza accorgersi che in questo caso esiste un errore di categorizzazione. Il tag giusto in quel caso è Freaks (fenomeni da baraccone).

I WTF che preferisco sono quelli che accoppiano soggetti ed oggetti. Con qualche digressione sul tema.

Chuck Palahniuk ne scovò uno tempo fa. Geniale. Ne parlò su Soffocare!
“L’uomo era in pessima forma: pallido e coi rotolini di ciccia intorno alla vita. Eppure se ne stava lì, calmo, rilassato e piegato a 90°, la faccia rivolta indietro verso l’obiettivo e un sorriso a 36 denti con un buffo orangutan addestrato a infilargli quelle che sembravano caldarroste su per il culo.”.

Ebbene quel materiale esiste. Vintage. Ce ne metti di tempo ma lo trovi!
Non divulgherò nemmeno sotto tortura il link al materiale. Alcune cacce al tesoro sono viaggi dell’anima!

Il concetto è un altro… e l’autore di Portland lo esprime correttamente poco dopo:
“Il punto è: in un mondo dove bisogna essere belli a tutti i costi, quel tizio non lo era. La scimmia non lo era. Quel che stavano facendo non lo era. A colpire lo stupido ragazzino era stata la sicurezza di sè. Il coraggio. L’assoluta mancanza di pudore. La disinvoltura e la genuina schiettezza. La faccia di starsene lì, così, a dire al mondo intero: “Ebbene sì, ecco come ho deciso di impegnare uno dei miei pomeriggi liberi: facendomi fotografare da una scimmia che mi infila castagne su per il culo”

Il concetto è: sì faccio cose da idiota, obiettivamente ricerco in ogni modo la mia soddisfazione personale e narcisistica – sì il WTF è un genere squisitamente e sinceramente amatoriale – in gesti incomprensibili e ripugnanti ai più. Senza aver timore di essere identificato per quello che sono: un idiota!

WTF in Italia è Gasparri… cui va la dedica per la nuova rubrica a cadenza non definita “Minzione d’onore: ovvero la pioggia, dorata come la medaglia, che ti sei conquistata…”. WTF è questo… la dimostrazione che esistono idioti pubblici che non si rendono conto di protestare in un sol gesto la propria inguaribile imbecillità al mondo intero!
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Ogni altro tipo di commento risulta superfluo, ridondante, grottesco!

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