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Andiamo in “ferie”…

L’avete letto e lo state leggendo tra le righe da un po’…
C sono cose un pochetto diverse, qualche rivolgimento, qualche capriola… cose belle, quasi sempre. Decisioni importanti, orizzonti diversi, sfide nuove… sempre con quello scarabocchio sullo sfondo, sempre presente.

E visto che così si sta rompendo la placenta e sta venendo fuori qualcosa di nuovo, finalmente, un po’ più a misura di come io lo volevo… non dispiacetevi ma per qualche giorno non ci sarò. Il post del mattino, quello delle 9:30, tornerà insieme alle altre “robe” tra il primo ed il due di maggio.

Nel frattempo fate i bravi e nessuno si preoccupi per questa assenza: sappiate che è acuta presenza di tante belle cose. Programmare anche una riga o due per ognuno di questi dieci giorni sarebbe stato facile… ma non ne avevo voglia. Non avevo voglia di lasciare simulacri comunque non veri. Le ucronie cominciano a stare strettine… nel senso, le ucronie di così lunga gittata. Per cui mettiamo un attimo il cartello FERIE… anche se sono qui in giro a guardare materassi, piatti, mille stronzate per riempire un nido. Anche se sono dietro la tastiera a sistemare il saggio per la stesura finale. Anche se sono sulla panchina sotto casa con una persona meravigliosa di fianco a considerare che i quindici minuti di sole tra le 14:30 e le 14:45 sono fantastici. Anche se sono a Taranto il Primo a vedere il Concertone Vero.

Un abbraccio a tutti stronzomerdoni adorati… a prestissimo… davvero!

Tedio domenicale e qualche info…

In attesa della partita di ieri… che ora che sto scrivendo il post non posso aver visto, qualche info interessante… che sono già in tedio al solo pensiero che la prossima settimana non c’è calcio – causa pausa nazionale.

Sono e sarò velocissimo: divorate senza responsabilità roba come “Dopo di noi…” siamo all’ultimo blocco narrativo della preview che finirà Lunedì 27 marzo. Tranquilli già mercoledì arriva una roba nuova e succulenta di cui parleremo bene Domenica Prossima. Divorate Sonia, in ogni senso… approfittate di quest’ultima settimana per mettervi in pari con la lettura perchè dal 28 ripuliremo il blog. Vi comunichiamo sin da adesso che il 1 maggio potrete tenere impegnata la vostra festa dei Lavoratori con “Dopo di noi” il primo romanzo della Saga di Sonia (qui una fotina di lavoro… così, come preview regalata a voi!)promo3dopodinoi.jpg

Ancora una info gustosa: “Quelle povere criature” esce tra 11 giorni su Amazon ma siamo lieti di informarvi, qui… che abbiamo previsto una forma di promozione differente questa volta: terremo l’opera in preacquisto al prezzo minimo di 99 centesimi per qualche giorno prima di lanciarla sul mercato. Da Karashò – Autori artigiani tutto quel che c’è da sapere. Facendo così, voi che per primi siete informati, beneficerete di questo piccolo regalo tutto per voi che lo avete letto e ci avete incoraggiati!

 

Adesso non mi resta che sperare, ma proprio forte forte, che il risultato che saprò domani: Inter Roma sia positivo. Ah sì, potete spoilerare… lo so già!

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Controllo Remoto – Domenico Mortellaro – 99cent

CopertinaControlloRemotoBene, signori: la promozione di “Controllo Remoto” il mio romanzo breve horror thriller e soprannaturale è terminata. Da stamattina alle 10 il prezzo è ritornato quello standard – e non muterà più almeno per i prossimi sei mesi per politica aziendale di kindle. Rimando a Domenica tutti i bilanci possibili. Vedo che già viene comunque acquistato, segno che tra voi e lì fuori il sostegno è vero e tangibile. Siete gentilissimi, siete davvero grandi e credetemi il vostro supporto è davvero impagabile. Quel che vi chiedo, per essermi davvero d’aiuto in questo momento, è la possibilità di vedere le vostre semplici impressioni o strutturate recensioni oltre che sui vostri blog (le ribloggherei immediatamente qui e su Karashò – Autori Artrigiani proprio come ho fatto con la splendida recensione che Ysingrinus ha voluto dedicarmi sulle sue pagine) su amazon. Vi spiego perchè questo è importante e perchè questo è il modo davvero performante (oltre a continuare a parlare di me e di questa opera alle persone che qui conoscete, cosa per la quale non vi ringrazierò mai abbastanza!). La piattaforma Amazon struttura la visibilità di un’opera su due canali differenti: per categorie e per iterazioni: gioco forza, dividendo il catalogo in categorie, all’interno di ciascuna offre più visibilità prima ai più scaricati (ed infatti siamo stati ben piazzati per tutti e 4 i giorni grazie ai tantissimi click), successivamente ai più (non meglio) recensiti. In questo momento in cui i dati fisiologicamente vedranno una contrazione su numeri bassini, è essenziale, perchè continui ad essere visionato, che riceva qualche recensione. Questo lo riporterebbe di nuovo in alto. Torno a ripetere, non chiedo nessun tipo di prostituzione intellettuale: ad amazon non interessa che tipo di feedback la clientela offre, gli interessa solo che si parli di un prodotto: agli utenti la scelta. Con qualche ritorno in termini di interazione, per dire, sarà visualizzato prima nella sezione “hanno anche acquistato questo articolo…” rispetto a libri che ne hanno di meno di interazioni. Una recensione, anche ipercritica, SIA CHIARO, in questo momento, è il regalo più grande che possiate fare a “Controllo Remoto” per continuare a dargli gambe per farsi conoscere… poichè è questa e solo questa la grande difficoltà di una opera prima di un autore o di un catalogo.

In conclusione, con la struttura ad anello, torno a ringraziarvi enormemente comunque per il grandioso supporto che avete dato e continuate a dare a Controllo Remoto ed alla Karashò – Autori Artigiani. Credetemi, di cuore, Grazie a tutti!

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Report gioioso delle ore 17

Più che qualsiasi altra cosa: un Grazie a tutti voi che state rendendo questa prima uscita così speciale! Amazon mi informa che siamo nella Top100 dei titoli gratuiti e siamo al 5°posto. Mica poco se si considera che, beh, è la nostra prima uscita e siamo online con la promozione sullo store da sole 7 ore!

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Grazie a che tra voi sta scaricando l’e-book “Controllo Remoto“…
Attendo vostre considerazioni e da chi lo ha letto, attendo una recensione onesta e spietata se nel caso… perchè credo che proprio qui io abbia un nutrito zoccolo di lettori affidabili, dai quali attingere tutti i migliori spunti.

Di cuore, ancora, Grazie!

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Tedio Domenicale e piccola call to action

Avete presente Lamù, la ragazza dello spazio? Bene, non si dovrebbero dire queste cose ma tecnicamente ormai mia madre e mio padre sanno tutto… mi pare sciocco e riduttivo tenere nascosto questo dettaglio… Mia madre aveva ragione quando diceva che Lamù era pornografico e avrebbe avuto su di me cattive influenze… la prima pippetta, da che ho capito come funzionavano le cose, l’ho fatta perchè notai che guardavo Lamù, pensavo a Lamù, immaginavo Lamù e il mio corpo si modificava. Lamù erano i miei superpoteri… e quindi andai a vedere questa cosa e successe un bordellone… cioè non successe nulla ma alla fine scoprii che era bello coltivare i superpoteri.

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Oggi non so perchè mi sono svegliato e mi manca Lamù… non so perchè… ma tedio domenicale a merda e forse se ci fosse Lamù, se passassero Lamù in Tivù… tutto sarebbe più bello e carino, non trovate? Io credo di sì. E poi, volete mettere il tigrato del bikini di Lamù alla pelata di Lindo Ferretti con cui vi ammorbo da tante domeniche? Meglio la verdina dello spazio.

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Ah sì… la call to action: Stanotte… da mezzanotte… potrete collegarvi e cliccare sul sito karasho.org Lo troverete attivo da mezzanotte… TRanquilli che ve lo ricordo pure tipo dieci minuti prima… Mi raccomando… non mi fate scherzi. Ah sì… non aspettatevi chissà che cosa… le pagine statiche ci sono ma il primo post sarà domani a mattino. Voi premete già segui e domani vi troverete il post sulla pagina lettore.

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Il primo stronzomerdone che compie una qualsiasi interazione stasera… vince una cosa bellissima!

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Ricordi, memorie… scordare… scordate…

Si dice dimenticate. Scordate è dialettale. Scordate è ambiguabile (googlogismo). Scordate sono le corde che non suonano correttamente. E a me qualcosa nel ricordo, ossia nel non scordo… suona invece scordata.

Non è che siccome ti vergogni del fatto di aver collaborato ad uno sterminio sistematico di 6milioni di persone, per distrarre la gente da questo fatto ed inventarti i tuoi martiri da scaricare addosso a chi ti ricorda che hai ammazzato gli ebrei… tu decontestualizzi le foibe e ci costringi a ricordare, senza contestualizzare. I morti sono tutti uguali, le ragioni per cui in guerra ed in conseguenza di una guerra si crepa come cani, sono spesso profondamente diverse!.

Io nella giornata del ricordo, non scordo, soprattutto perchè mi sembra un concetto profondamente accordato, il discorso di Mussolini a Pola. I dittatori sono simpatici perchè finchè governano non si rendono conto della portata di quel che dicono per le generazioni future e quindi… poi… se non le scordi le trovi accordate al tuo ragionamento.

Mussolini disse: Di fronte a una razza come la slava, infe­riore e bar­bara, non si deve seguire la poli­tica che dà lo zuc­che­rino, ma quella del bastone. I con­fini ita­liani devono essere il Bren­nero, il Nevoso e le (Alpi) Dina­ri­che. Dina­ri­che, sì, le Dina­ri­che della Dal­ma­zia dimen­ti­cata!… Il nostro impe­ria­li­smo vuole rag­giun­gere i giu­sti con­fini segnati da Dio e dalla natura, e vuole espan­dersi nel Medi­ter­ra­neo. Basta con le poe­sie. Basta con le min­chio­ne­rie evangeliche.

Basta con le minchionerie evangeliche, appunto: hai rotto il cazzo vent’anni ad una popolazione incolpevole? Hai perso, dopo? Zitto e ti tieni la fisiologica conseguenza delle tue azioni. Altrimenti istituisci una giornata del pentimento e prima di chiedere che si ricordino i tuoi compatrioti ricacciati a casa, chiedi scusa per le vittime slovene, croate, serbe, fatte durante la tua snazionalizzazione, occupazione, espansione.

Se non volete essere più amici di questo blog… dopo questa… fate pure, ma ricordate di essere antistorici e di avere in odio un principio profondo che regola il mondo: il nesso di causalità… a causa corrisponde effetto!

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Ogni promessa è un debito! (alidivelluto)

Questa tecnicamente non è una promessa fatta ad alidivelluto… ma il pensiero mi è uscito fuori così mentre conversavo con lui sul fatto che le giraffe appaiano placidamente come esseri molli, distaccati, con la testa che viaggia nel libro di Moccia tre metri sopra il cielo. Esseri dementi, insomma. Invece, io le ho viste combattere all’ultimo sangue in un documentario voltolando la testa e dandosi sonorissime mazzate di nuca contro nuca. Roba da restarci secchi. Il tutto era placidamente ripreso da un cameraman che tranquillo, con tanto di autorizzazione planetaria, filmava la vicenda. Intorno, presenti, senza fare il tifo e senza scommettere, decine di persone, tra cui ranger che potevano tranquillamente intervenire e che invece si godevano lo spettacolo. Una delle due giraffe stramazza al suolo. Boccheggia. Muore.

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E’ la natura! Come decisaente è quella stessa cosa che si chiama natura quando il leone si sbrana il cucciolotto di ippopotamo o di rinoceronte dopo che la moglie e le altre schiave negre del villaggio, cioè le leonesse sottoposte, non hanno anch’esse contribuito alla caccia, alla cattura della bestia da sacrificare alle voglie ed ai desideri culinari del maschio alfa e della prole poppante o meno al seguito. Son tutte robe di cui alcune emittenti televisive in chiaro o via pay per view sono assolutamente consultabili. Ci sta un canale pieno di questi snuff movies che ha anche una enorme autorialità scientifica e si chiama “Natural Geographics Wild” (409 Sky). Ora… sul 409 fanno sempr vedere bestie che fanno male ad altre bestie e non succede loro nulla. Ci sta sempre questa splendida roba del sangue che scorre a fiumi, “ci stanno gli occhi della madre, la carrozzella col bambino”.. no quello è un altro snuff con esseri umani… o meglio lì lo snuff lo fai filmando la morte di quelli che assistono a quel film in cui fanno vedere con una certa parvenza di realtà per i primi del ‘900 una strage niente male. No comunque su Nat Geo Wild ci sta sempre sangue che scorre a fiumi, ci sono gli occhi della bestia morente che sono commoventissimi o ci stanno le mossettine isteriche dei ghepardi oppure le robe fumettistiche tipo gli efflheim dei leoni (ossia smorfie che il leone fa quando usa le iene morenti per farci addestrare sopra i cuccioli e condizionarle all’odio sociale per le competitrici canidi… tipo il babbo romanista che porta il figlio in curva ed a sei anni, nella giornata del “dai un calcio alla violenza negli stadi” – slogan pessimo – gli insegna l’adagio che fa più o meno così “Oh Lotito, non piangere perchè, se c’avanza un altro razzo lo spariamo pure a te!“). Ora tutte ste robe di una crudeltà assoluta le fanno vedere su una emittente a pagamento e le spacciano, proprio come faceva Piero Angela che da piccolo mi spacciava roba davvero karasciò dopo pranzo, come roba autoriale ed educativa. Coi professoroni che spiegano e il sangue che scorre a fiumi.

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Non si può scrivere sotto un documentario “Nessuna bestia si è fatta male o è stata ferita, maltrattata o uccisa)… perchè si crepa davvero, lì! Io c’ho una collezione del peggio del peggio di ‘ste robe. C’ho la tragedia delle balenottere azzurre nella baia di fronte a Los Angeles. Una balenottera e il suo balenotterino massacrate per tre ore dalle orche che fecero scempio prima della madre – poraccia cercava di proteggere il cucciolo – poi fecero fare scempio alla loro prole del balenotterino… con tanto di istruzioni in suoni, ultrasuoni ed infrasuoni… che le orche e i cetacei sono assai più intelligenti di noi. Il tutto il giorno della festa della mamma. Con tutti i gitanti che avevano pagato per salire sulla barca di Nat Geo e poi si lamentavano che non li riportavano a casa anzi li esponevano a quello “spettacolo ributtante”… Coglioni, peste li colga! Gente che crede che lì fuori sia Walt Disney. Gente che compra i Jack Russell e poi non sa come gestirli. Meno male che a parte quel cialtrone di Cesar Millan che pretende di convincerci che si risolvono in 24 ore i problemi di rottweiller e simili, ci stanno tanti bravi ragazzi che applicano in settimane e settimane, mesi e mesi, le correzioni gentili e senza violenza… altrimenti gli animalari amanti dei cani di cui sopra, che si comprano a botte di 500oni i jack russell e poi si lamentano del carattere del cane, continuerebbero ad appaltare la violenza ad altri cialtroni che massacrerebbero di botte il cane solo per sopprimere il suo istinto. Sempre di violenza si tratta eh!

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Ora, in una società così violenta… che è immersa e vive in un contesto violento? Ci scandalizziamo degli snuff movies? Sì, di quelli umani è giusto scandalizzarsi! Tipo i filmini con gli stupri. Tipo i filmini, e ce ne sono, di stupri con ammazzamento finale e bordellone di sangue (non è solo un film tipo hostel, sono cose che succedono, rare ma succedono… a Ciudad Juarez è uscito fuori che un bel po’ di camionate di donne sparite o morte sono sparite o morte perchè sono finite a fare l’attrice protagonista di uno snuff). Lo snuff umano no. E sapete perchè? Perchè al netto del fatto che siamo tutti bestie assetate di sangue/sesso, di potere, di soldi e di tutte queste cose splendide che rendono splendido il mondo e sono il vero carburante della Storia… I leoni prima di fare quei bordelloni non si chiavano le gazzelle. Le giraffe non si inculano prima di massacrarsi di mazzate davanti alle telecamere. Sì, lo so, c’è il caso del leone marino che si fotte il pinguino e poi lo divora… ma hanno spiegato che non se lo stava fottendo veramente… o meglio, faceva così perchè quelle sono bestie drammaticamente limitate di cervello.. bestie che scambiano pinguini per partner e autovetture per competitor sessuali. Le scimmie o scopano come noi umano “todos los posicciones” (Bonobo) o si massacrano come noi umani (scimpanzè). Noi siamo l’unica cazzo di specie che pretende di unire la dominazione sul simile, la violenza per sfogare la frustrazione ed il sesso per appagare la libido… portando tutto alle estrenme conseguenze del delirio di onnipotenza con la morte della malcapitata. No ragazzi, così no. Gli snuff sono brutti… quegli snuff non servono al mondo. Forse, perchè, al netto di tutti gli animalarismi d’accatto, è vero che ci siamo guastati proprio tanto come specie vivente. Non so dirvi cosa ma… di sincero e “pulito”, a noi, non è rimasto davvero niente! A me piace da morire guardare gli accoppamenti di animali deboli da parte di animali forti. A me piace un casino capire perchè esseri umani accoppino altri esseri umani. A me piace un casino vedere e capire perchè esseri umani scopino in modi strani altri esseri umani o ci facciano delle robe creative o ci inventino una cosa che si chiama industria del porno che è una cosa culturalissima, quanto Cannes. Proprio per questo, proprio perchè vivo tutte queste bellissime ed avvincentissime cose che mi piacciono con assoluta serenità… mi disturba profondamente sapere che c’è chi non riesce a tenerle distinte e separate. E le mescola. E fa del male. E fa casini!

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Abbiamo riso e scherzato… ma a Ciudad Juarez il conto delle vittime cresce purtroppo di settimana in settimana. Sono attualmente più di 2000 i cadaveri di donne mutilate e ridotte a oggetti dissacrati che il deserto o le periferie hanno restituito, a volte in oscene fosse comuni che denunciano altre e più gravi turpitudini. Ciudad Juarez è la città che probabilmente fornisce al mercato internazionale degli snuff movies la fetta più consistente di beni di consumo. Quel che agghiaccia è che questa violenza non spaventi. Che nessuno intervenga… perchè è una violenza nascosta, strisciante. Quel che agghiaccia è che dietro queste sadiche esecuzioni farcite del peggior campionario della devianza sessuale che l’uomo conosca… c’è una “domanda economica” alla quale pronta risponde una “offerta economica”. Una offerta che arriva alla mercificazione finale e definitiva di un oggetto. Oggetto che è realmente oggetto di quel mercato solo se viene villipeso ed infine distrutto. A me questo spaventa e sciocca… perchè parla di un mondo che prima che della violenza dei documentari o della waltdisneytà del mondo animale farebbe bene ad interrogarsi sul “dov’è che abbiamo sbagliato?”.

 

(i video non sono snuff… fatevi due risate!)

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 Benedetta la funzione “programma”…

Pessimi miei, mai sufficientemente vituperati, è con estrema e proverbiale cortesia che mi impegno a ricordarvi anche quest’anno che: “Non saranno un pugno di lenticchie, una zampa di porco fasciata con la guepierre argentata “collezione Levoni 2015″ ed una pezza da culo rossa a farmi dire che il prossimo sarà un Buon Anno!”.

Siate felici con distinta moderazione, grazie…

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Botti di fine d’anno, Santiago e gli animalisti d’accatto. Diventerò anti-volontari animalisti!

(ucronia off… mi ritrovo a condividere con voi una nota scritta ieri dopo un incidente verbale con gli ennesimi animari… ne scopro e ne blocco ogni giorno una decina!)

Io, lo dico veramente, sto pensando di cancellare qualsiasi forma di adesione o partecipazione ad iniziative benefiche o di sostegno alle associazioni che si occupano di animali. Lo dico col cuore in mano e con enorme rammarico perchè conosco persone che, quotidianamente e spesso con enormi sacrifici economici e di “tempo vita” si dedicano all’assistenza, al salvataggio, alla sistemazione in adozione di tanti ex randagi. Purtroppo, e lo dico a tutti, siete malamente assistiti dal mondo di Facebook e dal mondo dell’animalismo d’accatto. Siete mal assistiti dagli animalari! Poggiate tanto del vostro lavoro sulle spalle di “volontari”(?) pericolosamente imbecilli. Gente che, con il solo bisogno di apparire, di indossare dolore e tristezza come medaglie da esibire ad ogni manifestazione o fiera, riesce a mettere in mostra solo idiozia, ignoranza, violenza verbale, irrispettosità ed intolleranza. Oltre a tonnellate di umana insensibilità che farebbero impallidire esperti del settore come Hitler e Pol Pot. Piccolo dettaglio: la stragrande maggioranza di questi angeli vendicatori della causa animale, sanno a malapena distinguere un Terranova da un Jack Russel Terrier.

A convincermi di questo, ad esempio, le centinaia di accanimenti terapeutici che ogni giorno vengono diffusi online – a seguito di catene di Sant’Antonio al cui fondo c’è sempre e solo la richiesta di quattrini, soldi, denaro e bisogno di protestare una “sensibilità” molto distorta – con tanto di foto del povero peloso straziato da un incidente o ridotto ad una carcassa da una malattia cui spesso non c’è rimedio. Le persone che postano e diffondono queste “robacce” strappalacrime e strizzaportafogli, portando avanti album snuff con tanto dei dettagli piùstrazianti del “paziente” sono le stesse persone che quotidianamente invitano chiunque a firmare per le leggi sul “fine vita”, per la libertà di scelta “sul come e quando interrompere le proprie terapie” e invitano a supportare battaglie come quelle sull’eutanasia. Strepitano contro la Chiesa che pretende di imporre un “pensiero unico” in tema di morale, etica e vita privata, salvo poi manifestare un integralismo innato non appena si trovano di fronte al “dubbio”. Un uomo ha diritto di interrompere le terapie, se giudica la sofferenza che patisce eccessiva, se crede che la sua condizione mini insostenibilmente la propria dignità. Una bestia che sceglie di smettere di mangiare e di muoversi, per se stessa manifesta la voglia ed il desiderio di morire secondo ogni manuale di etologia, ma… “No, non può finire così! Io devo salvarti! Ogni giorno devo compiere un piccolo miracolo!”. In barba alla volontà etologicamente espressa della bestia in questione. “Perchè solo noi volontari sappiamo quel che lui prova, quel che lui vuole!”. Il peggio siete voi, miei cari. Siete voi l’ipocrisia più detestabile. Mi chiedo quale differenza ci sia tra il camorrista che gestisce come un lager un canile convenzionato con qualsiasi Ente collegato allo Stato, per lucrare sul numero e sul trattamento dei cani rinchiusi, e voi, che quotidianamente per gonfiarvi e appesantirvi il petto di “medaglie” questuate per continuare accanimenti terapeutici dolorosi, violenti e contro la dignità degli animali che dite di amare. Una differenza c’è: almeno il camorrista non finge. Non pubblicizza un mondo fatto d’amore. Un camorrista fa il suo lavoro: ingrassa le casse della sua organizzazione. Voi ingrassate soltanto il vostro ego, spesso senza alcuno spirito critico, continuando a diffondere richieste di denaro per raccolte fondi ormai finite causa “morte del peloso”. Spesso vi rendete comlici di accanimenti terapeutici al limite della tortura, su cani che solo veterinari senza scrupoli definirebbero “forse salvabili al prezzo di un miracolo”. Quel che è peggio, contro ogni spirito critico, rispondete con un bombardamento di insulti da santa inquisizione, augurando a chi solleva il dubbio di patire pene draconiane, malacci incurabili e compagnia cantante. Spesso dimenticandovi che pochi post più su avete diffuso il video promozionale della associazione Coscioni che si batte per una riflessione reale ed umana sul “fine vita”.
Siete davvero il peggio. Soprattutto perchè, molto spesso e per tantissimi, siete le facce dell’animalismo vero. Chiusi in casa e senza una vita reale da declinare giorno per giorno, lontani anni luce dalle mani sporche e dal tempo per la vita che non basta mai, perchè se ne dona più del dovuto alla cura quotidiana dei cani e dei gatti che stanno nei rifugi dei volontari, quelli veri. Pochi sanno che il vostro contributo all’animalismo è la diffusione acritica di tutto quel che vi arriva sulla bacheca, restituito ai vostri follower con un ricarico allucinante del vostro ego, della vostra distorta sensibilità, del vostro bisogno di apparire i più paladini tra i più crociati. Nella maggior parte dei casi, avete accarezzato un cane per strada venti volte nell’ultimo semestre.
E il peggio, il peggio ancora e di più, si scatena sui casi nazionali dell’animalismo. Prendiamo il povero Santiago, il cane di Ploaghe (SS) colpito al volto da una fucilata e salvato da un gruppo di bambini che lo avevano trovato rifugiato in una villetta del paese. Per un giorno intero avete diffuso dichiarazioni di guerra alla gioventù di quel paese, senza porvi mezza domanda, senza avere un quarto di dato, senza sapere dove fosse nemmeno, Ploaghe. Fosse successo a Giovinazzo, avreste fatto lo stesso. Se non ve ne foste accorti, con tutti impegnati nei preparativi del cenone, senza l’intervento di quei bambini e ragazzini che avete messo alla gogna, Santiago sarebbe morto tra quelle aiuole! Dopo aver augurato tutto il male possibile ad ogni singolo bambino o ragazzino di Ploaghe, colpevole di aver messo un petardo in bocca a quel cane, appresa la verità dagli organi di stampa, senza un briciolo di scuse, senza un millimetro di marcia indietro, vi siete sperticati in proclami antivenatori, augurando ai cacciatori, ai figli dei cacciatori, alle mogli dei cacciatori tutti le morti peggiori (io detesto i cacciatori ma conservo stretto al cuore il cosidetto minimo buon senso). E adesso… crocefiggete me perchè non firmo e non condivido la vostra petizione a che “Il sindaco del Comune di Ploaghe faccia tutto il possibile perchè Giustizia sia fatta per Santiago”. Dimenticandovi anche di porgere magari le scuse a quel primo cittadino, rappresentante istituzionale ed emozionale di quella comunità che fino a due giorni fa era animata da sadici massacratori di cani. Dimenticandovi che quel sindaco ha già garantito il pagamento fino all’ultimo centesimo di quanto dovuto ai veterinari che in queste ore stanno cercando di salvare quel cane. Perchè, si sa, Santiago fa notizia, oggi. Quale sia la differenza tra chi sfrutta l’immagine di qualsiasi animale per far soldi e voi che sciacallate sulle sofferenze delle bestie per fare bottino di ego, mi sfugge.
Infine, la nota di colore, la sottile ironia che butta tutto nel ridicolo più assurdo. Ricevo queste tre righe in croce da una persona che mi ritrovo sulla bacheca perchè sei o sette anni fa adottò un cane nel rifugio di Giovinazzo e mi chiese l’amicizia dopo che avevo augurato ogni bene a quel peloso, appena saputo della sua adozione. “Tu sei davvero un imbecille stronzo e cretino. Bravo continua così augurare la morte alle persone che sparano i botti contro gli animali. Noi dobbiamo far vedere che siamo bravi cristiani e non auguriamo il male e sensibilizziamo”. Questo perchè a differenza di altri, non sopportando le ipocrisie del politically correct, conscio che l’idiozia umana non ha mai fine, so che anche quest’anno si sparerà e anche quest’anno a farsi male saranno persone e animali. Purtroppo sono una persona che riflette ed a differenza dei tantissimi che in queste ore augurano mutilazioni, moncherini, occhi sfasciati, mi permetto di dire che preferirei la morte di chi spara un petardo alla sua menomazione. Non foss’altro perchè non si aggiungerebbero stupidi costi sociali che si chiamano pensioni di invalidità, soldi stupidamente detratti al bene comune per essere assegnati al sostegno dell’idiozia dei singoli. In risposta mi viene fatto notare che “Mio padre è invalido del lavoro come ti permetti di parlarmi di pensioni”. Mi vien da rispondere: “Tuo padre non si è cercato l’invalidità, tuo padre è stato vittima di un incidente e come tutte le vittime di un incidente o di un malanno vero ha tutta la mia comprensione. Sono ben felice di sostenere tuo padre contribuendo alla sua pensione. Sono cose diverse”. Alla fine, voglio dire, sarei più contento di versare quel contributo, piuttosto che alla pensione dell’idiota che si è fatto saltare una mano, al sostegno alle attività di un rifugio per cani. L’idiozia purtroppo galoppava verso altri lidi ed ho deciso semplicemente di bloccare il contatto.
Vedete, conosco tante brave ragazze e qualche bravo ragazzo a Giovinazzo che si sbatte quotidianamente e senza risparmio per proteggere e accudire tanti cani in una struttura quasi completamente autofinanziata. Nella maggior parte dei loro post riconosco la genuinità di un impegno costante e continuo, che assorbe la gran parte delle loro vite. Rispetto in loro il non partecipare alla stragrande maggioranza delle boiate mediatiche collegate all’animalismo. A loro ed a tante altre realtà simili, però, mi permetto di suggerire di selezionare meglio chi collabora alle loro cause qui nel web (che è purtroppo, ormai, il primo veicolo per le cause di solidarietà, per le adozioni, per le staffette). Quando la voce di un pensiero giusto ha un megafono rotto e che distorce, i messaggi arrivano sbagliati e tanti, ma proprio tanti, dopo un po’ si stufano. Tanti, dopo un po’ si convincono che non sono sbagliati quelli che veicolano i messaggi, ma che è il messaggio stesso ad essere sbagliato. E comprensibilmente, voltano le spalle.
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Quel che sta succedendo è gravissimo: una distorsione nella ucronia farà slittare il post programmato per oggi. In sostituzione, un post che aggiorna e contraddice parzialmente uno che leggerete tipo il 2 di gennaio!

Allora, sono scazzato, triste e malinconico. Quando? Boh, non si sa! Non chiedetemi anche di rivelare dettagli che vi lascino penetrare la magia dell’ucronia di questo blog. Io questo blog lo amo e non sono un cuckold… basto io a soddisfare questo blog e non credo proprio sia bello dividere le cose belle con gli altri. Per cui voi non penetrate un cazzo… o col cazzo che penetrate l’ucronia di questo blog (ammetto che è infelice l’ultima constatazione imperativa… ma per una volta non vedete cazzi dove stanno scritti, ok?)

Oggi ho deciso di postare alcune delle cose belle che vorrei fare nel prossimo anno. Così, per essere chiaro con me stesso e mettere una spunta blu vicino al “fatto” come quelle che il signor wassapp ci ha regalato vicino ai puntini. Una spunta blu che a me non metta ansia ma regali un sorriso e una cartolina ricordo bella e importante.

Voglio fare almeno tre volte una esperienza che si chiama viaggio. Niente di trascendentale, of course. Niente di mainstream, of course. Nulla di che. Voglio mettere in croce tre esperienze, come i chiodi sulle croci.

Voglio andare nei Balcani, per una settimana o poco meno… voglio andare a fare scatti in posti come Mostar e Sarajevo, adesso che quei luoghi sono pacificati ma ancora adesso che rimangono le cicatrici e gli sfregi di una delle guerre più crudeli ed assurde che la mia generazione abbia conosciuto, vivendola ancora lontana seppur così geograficamente prossima.
Voglio visitare alcuni luoghi che ho trovato nella lista dei 20 luoghi più affascinanti del Pianeta Terra che ci siano… sono luoghi con colori e densità visive da favola. Sono incanti veri e propri. Alcuni sono tecnicamente irraggiungibili per ora (Angkor Wat in Cambogia o Ashikaga in Giappone)… ma per dire uno tra Sud Tirolo (tipo Reschen) Alsazia (tipo Colmar) e Germania (tipo Kromlau o Bisengen) si possono fare, eccheccazz… c’è pure l’Austria con Hallstatt. Tutti viaggi da fare in primavera, entro il 15 di aprile. Per cui, chi legge e vuole accodarsi, prego… c’è posto. Basta non rompere i coglioni con “dobbiamo fare, oggi dobbiamo vedere tra un’ora abbiamo deciso che dovremmo andare…”. Non viaggio così. Viaggio per il gusto di viaggiare, scoprire, passeggiare… il viaggio è una passeggiata del cuore, non una marcialonga militare! Intesi? E quindi dicevamo tre viaggi? Sì, tre viaggi… il terzo da programmare in autunno… magari un pochino più lontano di qui… Le Dark Hedges in Irlanda sono davvero fantastiche… oppure la foresta di Hallerbos in Belgio… eh? Che ne dite? Sì lo so sono in fissa per i colori. E l’Islanda a ottobre non è praticabilissimo come posto… perchè il mio sogno è la Scandinavia, segnatamente l’Islanda! Primavera 2017!

Oh, poi mi piacerebbe accommiatarmi da voi, per il periodo estivo sempre un pochino incasinato, con una bella notizia. A parte essere diventato multimigliaiaio grazie alle pubblicazioni autorpodotte che molto a breve decolleranno… vorrei darvi la bella notizia che la mia tesi del dottorato ripensata e riscritta ha visto la luce con una bella espressione autoriale ed autorevole: “Per i tipi di…”. E mettere una spunticina blu anche vicino a questa bella espressione.

Oh sì… poi la cosa più importante di questo mondo. Voglio che il Lato Oscuro della Forza, sul quale mi sto molto applicando, si compenetri talmente tanto in me da regalarmi, ora che sono ad uno stadio embrionale come Sith, se non posso avere il potere del soffocamento, quantomeno quello del donare “Cacarella e stipsi a targhe alterne” con il solo cenno del capo ed il solo fissare. Anche su questo, miei cari, la spunta blu è vicinissima!

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