Archivi categoria: InstantPost Idiota Rianimablog

Susanna dove sei?!

Non c’entra molto, se non a livello onomastico, il pezzo di Celentano con quel che voglio scrivere oggi. Non è tecnicamente un omagio, il mio… quanto più un ricordo, perchè è partita tra le ricerce questa canzone e io non so proprio come, mi sono ricordato di una cosa stranissima.

Chiunque mi frequenti lo sa bene: odio i gechi. Ho una paura fottuta dei gechi. I Platidattili muraioli, così si chiamano tecnicamente, mi fanno un ribrezzo tale che – non fate i friendly a cazzo perchè risulterò nemmeno troglodita, che lo sapete come la penso – divento veramente una checca isterica quando ne vedo uno. Stridii, schiamazzi, urla, saltelli… scappo via estroflettendo… NON RIDETE!

Oh, allora adesso voi mi diete: certe paure devi conviverci, sono fobie innate, le hai dalla nascita. Bugia! Non è così. Io da piccolo non avevo IN CASA animali domestici. Non c’erano cani IN CASA. Nemmeno gatti, tranne quando tenemmo in stallo in una parte off limits della casa il gatto di mia nonna, un persiano di nome Pommy. Mia madre era convinta che i gatti portassero malattie allucinanti. Mia madre non è una credulona ignorante… allepoca di toxoplasmosi prenatale si moriva a motopompa.

19

Oh… io da piccolo, tipo sotto i 4 anni, avevo un animale domestico, un pet: Susanna. Era un geco, mai capito se maschio o femmina, ovviamente, che per un anno intero visse sul soffitto del salotto muovendosi qua e là. E mangiando insetti e altre cose tipo zanzare. Io ero fiero di Susanna. Ogni giorno verificavo che fosse ancora lì. Figurati se si muoveva, quella, coi termosifoni accesi, il cado e tutto il resto. Susanna morì nascosta tra i battenti delle persiane. Credo fu lo shock per il corpicino nella paletta a farmi cambiare radicalemente prospettiva verso i platidattili muraioli. Che adesso mi fanno letteralmente ribrezzo. Scusa Susanna ma la vita a volte va così.

Oh, sia chiaro… casa mia, come la casa del film The Others, è dotata di zanzariere. Mai uscire da una stanza senza aver chiuso la zanzariera immediatamente alle proprie spalle!

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,

Escher e… il letto

Ricompare. Monocolo al destro, cappello a cilindro, abito di foggia elegante. Ha un bastone tra le mani. Il pomello è una sfera di vetro… non credo sia cristallo. Il mondo ci si specchia dentro. E si deforma. Proprio come le sue case, le sue scale. I suoi improbabili saliscendi. Le sue prospettive surreali. Prospettive surreali, proprio come le mie. Qui il discorso si trasforma in fiume. Non si lascia più controllare. Diviene vasto… e rischio d’affogarci, di perdermici dentro. Ci rinuncio…non comprenderò le sue prospettive. Le lascio lì, prendendole per buone. Considerandole come le uniche possibili in quella sfera che fa magico il mondo! “Un tempo non lontano … Lunedì 15 maggio … qualcuno nel teatro dei tuoi sogni, dietro la spalliera in pezza del tuo letto… ha inscenato un concertino per basso, chitarra e voce. Ricordi?”… Paul, mi ricordo. Paul McCartney. Il teatro dove si esibiva era davvero la spalliera del mio letto. Quel giorno tutto era ammantato da una tenda giallina, color sabbia chiara. “Bene, figliolo… come ogni buon teatro che si rispetti… prova a indovinare… dove sarà la botola del suggeritore? Perchè lo sai, esiste la botola del suggeritore, per ogni tuo sogno!”. Kuntz è solo un bambino… e non sa come rispondere. Così ci provo io… alzandomi dalla scrivania e sistemandomi ai piedi del letto. “Cosa fai? Sei solo lo Scrivente… non è con te che sto parlando…” ma protesto che io ed il piccolo Kuntz da tempo stiamo cercando di divenire una cosa sola… e non me la sentoo di lasciarlo da solo di fronte a domande cui non sa rispondere… col gusto amaro in bocca e nello stomaco del non saper dare una risposta. “La botola è qui sotto, Mastro Escher.”… sollevo il telaio del letto che scorre… prodigio dell’inventiva di qualche arredatore moderno… verso l’alto restando ancorata a testa, proiettandosi come la rampa di lancio dei miei pensieri, pronti a schiantarsi contro il muro che, supino, ho di fronte. “Mastro Escher… ecco la botola!” Toglie il monocolo, lo pulisce col bordo del suo gilet. “Come al solito, Scrivente, come al solito. Presuntuoso, freddo e razionale… non ci arrivi proprio?” e la sua è espressione di sfida. Stringo i pugni. Odio quest’uomo supponente. Il carceriere del mio rapporto di minoranza… rinchiuso, piccolo koala, nel termosifone del mio gabinetto! “No, Mastro Escher – l’educazione e la deferenza sono sempre state materia obbligata nei miei studi – non c’arrivo proprio!”.

escher_cover_5-698x298.jpg

Srotola un poster, antico… un vecchio progetto. “Questo schizzo non è opera mia… troppo razionale, troppo poco profondo… non c’è voglia di leggere un po’ meglio tra le righe delle Prospettive, le mille possibili. Diciamo pure che si tratta di un teatro… come lo vedresti normalmente piccolo Kuntz. Ora guarda – ed indica il palcoscenico – questo grande spiazzo è questa spalliera, nel tuo lettino.”. Kuntz annuisce col faccino pensoso… ci si sta impegnando… lo conosco. “Allora piccolo Kuntz, dov’è la botola? Dov’è questo buco simpatico da dove si suggerisce cosa dire sul palcoscenico?”. Kuntz sorride. Kuntz si sfila le scarpe… e si stende supino sul letto. Kuntz fa aderire la testa, la calotta cranica alla stoffa della spalliera giallo sabbia del nostro lettino. Kuntz si tocca la fronte. “E’ qui Mastro Escher?”… e il vecchio si risistema il monocolo, volta le spalle sorridendo ed uscendo dalla porta per sparire nel buio del corridoio sentenzia… con voce in dissolvenza…”Bravo piccolo Kuntz… la semplicità di uno sguardo attraverso è sempre voce di verità… impara Scrivente, impara…”… ma sull’ultima frase nessuno, nè Kuntz nè Scrivente… è davvero sicuro!

Contrassegnato da tag , ,

Viste le mie paure dovete anche sapere che…

Se siete F o M e state pensando di venire a trovarmi a casa… come dire… sono molto ma molto felice della cosa. Lo so che c’è la fila ma… con le giuste e dovute prenotazioni non c’è problema.

So che siete gente previdente e avrete visto perfettamente che non ho nessuna ragione di avere un phon in casa, giusto? Bene!

5082-zoccoli-sanitari-dr-scholl

Se state pensando di approfittare della mia ospitalità per farvi la doccia e lo shampoo… o se siete delle zozzone di sesso femminile che vogliono rascinarmi sotto la doccia per vedere di nascosto l’effetto che fa… accomodatevi pure: non abusate della mia generosità visto che sono ben felice che voi lo facciate, è chiaro… ma ricordatevi:

81kPpU-axzL._UX695_

HO IL TERRORE delle scosse elettriche dopo la doccia… quindi se avete pensato di bagnarvi i capelli, avete pensato di portare un phon e vi siete dimentocati/e le adeguate protezioni per i vostri piedi (alias spidirozzi di tavola e/o scarpe con suola consona) sappiate che non vi permetterò di asciugare i capelli con strumento elettrico ma dovrete provvedere con i vecchi e medioevali metodi del calore naturale. Altrimenti mettetevi le mie crocs e potete andare avanti ad asciugare i capelli. Con tutta quella gomma un phno non basta ad ammazzarvi!

Non transigo… sappiatelo. C’è chi dice che questa fobia mi abbia portato a rasare tutto!

Contrassegnato da tag , , , , , , ,

Case, energie e cani

DSC_0170La mia Maggie è una intelligentissima e splendida meticcia lupoide/caccia di 8 anni e mezzo e 40 kg di stazza. Magrissima, perchè altissima. Ha una espressione dolce e curiosa. Se dico che è intelligente non sono come ogni padrone di cane che… “Guardi signore… la mia…”, ma perchè, posto davanti ad alcuni avvenimenti chiarificatori ho potuto capire che razza di genietto sia. Una volta, per dirvi, a Lecce, mi smontò casa perchè tardavo (mezz’ora… è molto puntuale e precisa) ed al mio ritorno trovai che tra tante cose rotte (vedi telecomando, joystick XBox, mezzo divano) aveva anche masticato ed ingerito metà dello svuotatasche in vimini che mi ero comprato. Casinissimo. Vomitò poco dopo. Usare violenza era inutile. La legai temporaneamente al termosifone per pulire e con un rotolo di scottex cucina in mano ripulii lo sporco sgridandola più e più volte, sventolando il ritolo vicino al suo viso.

IMG_5901La cosa la colpì molto. Tempo dopo (tipo 4 anni dopo), l’altra cagnolina di casa, Roxy, più piccola e coccolona, un giorno, dopo aver improvvidamente sorbito da una padella dell’olio fritto, rimise. Noi non ci accorgemmo di nulla, che la cosa successe in una stanza lontana. Bene… Maggie andò in cucina, prese il rotolo di scottex e cominciò ad attirare la nostra attenzione guidandoci nella stanza dove Roxy aveva sporcato. Vi ho detto tutto… racconto confermabile da vari testimoni.

Ora… posto che siamo di fronte ad una intelligenza pratica reale, mi sono sempre chiesto, prima di sapere che un uomo si era suicidato in quella stanza, cosa ci fosse di così interessante dietro il frigorifero della casa di Lecce da che Maggie, dal primo giorno, ogni volta – e succedeva ogni domenica pomeriggio – che rientravamo a Lecce, come prima cosa correva in cucina a guardare dietro al frigorifero… per cinque minuti senza che fosse possibile distogliere la sua attenzione. Poi un singolo abbaio, verso lo spazio tra muro e frigorifero, poi più niente.

E’ proprio vero che le anime non esistono e non esistono nemmeno gli spiriti o i fantasmi ma si lascia nei luoghi pensieri ed energie… Se lo dice e lo dimostra Maggie…

sc00020586Questa è una doppia esposizione mia su lastra monochrome da 120… a sinistra il portone di Giovinazzo a destra il portoncino di Lecce

Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,

Nei memorabilia di…

immagineNei memorabilia di ogni maschio adulto che sia nato alla fine degli anni ’70 o all’inizio degli anni ’80 c’è una cosa grande quanto una casa e con un nome che stuzzica palati ed appetiti per la sua ssonanza a certi supereroi: signori e signore, prima di Rocco Siffredi e prima del Cocktear, ossia “Il CAzzettiere” supereroe dei porno schicchiani… c’era lui, ci stava lui di tuto diritto:

895_001Gabriel Pontello ovvero Supersex!

Il supereroe non è un supereroe ma un alieno che, giunto sul pianeta terra e malsopportando l’atmosfera, ha bisogno di occupare un corpo e trombare per sopravvivere. Per farlo utilizza un fluido che egli stesso ha definito altamente erotico e che lo rende irresistibile al gentil sesso. Tormentone classico in tutte le robe dei supereroi: “Ifix Tcen Tcen” che nessuno sa cosa vuol dire ma lo urla sempre al momento dell’orgasmo e fa un sacco fico e marchio di fabbrica.

Dopo i primi sette episodi in cui il corpo ospite cambiava, l’alieno Supersex incontra Gabriel Pontello, agente della polizia francese resistente e temprato alla fatica. Con lui instaura un proficuo sodalizio costellato di successi a letto ed in brillanti operazioni di spionaggio.

keep-calm-and-ifix-tcen-tcenAlla fine le storie avevano una autorialità pari ai romanzi di Segretissimo – dove c’era almeno e per forza sempre un pompino – e andavano via tra 7 trombate e 4 pagine di storyboard non zozzolercio… ma lo spazio fotoromanzesco era un piacere per gli occhi. L’ultimo esemplare trovato, era abbandonato in una discarica di trombate mercenarie o a buon mercato in un edificio abbandonato. Avrei voluto prenderlo ma ho temuto sul serio malattie veneree a motopompa.

cropped-mileyC’è speranza di rivederlo? Renzi dovrebbe, regalandoci un esempio di dematerializzazione davvero godibili che riporti, in versione pdf x ogni formato le avventure di Supersex!

Contrassegnato da tag , , , , ,

La casina delle api!

La casina delle api è quel posto bello bellissimo, sospeso sulla testa dei poppanti, che sostanzialmente serve a rincretinirli, strappar loro qualche sorriso al posto delle lacrime e del pianto… inpotizzarli. Un attrezzo che, a ben guardare, sembra servire più ai genitori che ai bambini stessi.

61lAXJTZQYL._SX466_

Invece no. Perchè le vite della gente che è nata e cresciuta senza casina delle api e simili – il discorso vale però dall’invenzione della casina delle api e non può essere retrodatato – è di solito caratterizzata da campi tematici ingrigiti, una esistenza refrattaria alla musica e dunque al bello, immani difficoltà a relazionarsi col prossimo in chiave positiva o ironica. Chi non ha avuto la casina delle api è solitamente un essere schivo e diffidente, spesso, troppo spesso contrito nell’autocompiacimento, nell’autoosservazione, nell’automasturbazione. L’automasturbazione è quanto di più triste esista, ai limiti dell’autismo autoinflitto. Auto, auto, auto… un mondo triste che si riflette.

0019117_chicco-casina-delle-api

E quando qualcosa irrompe, nelle esistenze di questi soggetti, è per tradire, far male, irrompere, scompigliare, distruggere. Ne stiamo avendo la prova provata di là, su Karashò. Quel che fa noia, ma noia mortale, è che – proprio in virtù di quanto detto poche righe fa – tutta la critica mossa, dall’alto di non si comprende bene quale sommo vaticinio o quale unta autorialità (unta dal signore, per carità di Biondoddio!) sia una critica che si muove lungo i binari abusati ed infantili del pregiudizio. Ancora, il bello, è che di fronte a una persona che con semplicità ed onestà descrive un mondo, da consigli, recensisce o intervista, si debba subito adombrare il tutto con un “oh vedrai se non ti chiederà qualcosa in cambio”… con trucchetti da PNL a condire il tutto: “Secondo voi è entusiasmo e buona fede O strategia di marketing?” in una accumulazione al peggio per cui, se devi dire strategia devi negare incontrovertibilmente la buona fede o l’entusiasmo (la grammatica delle congiunsioni disgiuntive non l’ho inventata io, che pare avrei però scritto l’esempio di come NON autoprodursi causa un inesistente lavoro di editing… cit.). So solo che per fortuna con la PNL al massimo ci vendi ancora una scopa elettrica alla casalingua di voghera del 1960… quindi siamo al limite della circonvenzione di incapace, per sopraggiunti limiti d’età!

casina-delle-alpi-chicco17045
Peggio ancora, summa delle summe… una vigliaccheria che fa male “al santo ed alla festa” come si dice da certe parti. Mai che si usi il nome e cognome delle cose e delle persone… tutto sempre sottaciuto, sottinteso. Tristezza, ma forte proprio! Soprattutto quando arriva da autori che hanno 30 titoli a catalogo, che hanno cominciato regalando il download dei propri libri e che non perdono occasione here and there per usare le stesse strategie che identificano come “presenzialismo” per promuovere il loro materiale.  Ah sì… perchè tengo alla cortesia… sto ancora aspettando – credo e temo invano – la risposta sulle tempistiche circa una intervista che ho inviato 12 giorni fa. Mi sa che dovrò riempire la casella lasciata vuota e rinviata già di due blocchi settimanali con qualcos’altro!

large

Nel frattempo ricordo a tutti l’importanza paideutica ed emozionale della casina delle api per i vostri nascituri. Acquistatela ed usatela con fiducia… bimbi meno boriosi, meno bulli e meno inutilmente diffidenti in arrivo! Che dabbenaggine non è per forza il contrario di diffidenza sul pregiudizio!

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Le insolazioni son “gente simpatica”

hqdefault-1Cito e quoto Guccini Francesco nella canzone Keaton, quando parla di elettricisti. Io non li trovo così simpatici. Sono di certo i più puliti tra i “mesti” ossia le maestranze che lvorano in edilizia come le si chiama al paese mio… però sono pure le più esigenti e fifì della galassia. E cazzo… come ce l’hanno e lo fanno loro, nessuno! Vabbè, sarà ironia Gucciiniana e io e solo io non l’ho capita…

Comunque, esplicata la formalità del Cit. solo una cosa… che poi è il primo dei post promessi ad Ysingrinus: La “roba” del fatto di Padre Pio che ha una casistica sterminata di nefandezze compiute post Mortem morribondeggiando per le vite e le visioni ed i sogni/incubi altrui.

Una volta, avevo 13 anni (cit.), con amici decidemmo per la solita uscita in gommone. Eravamo lupi di mare esperti e non ci allontanavamo mai oltre la boa dei cento metri, per cui, tranquillo, ci facevano fare. Lo stabilimento balneare poi era quello di mia nonna… eravamo sicuri che alle brutte qualcuno ci avrebbe di sicuro aiutati… Quel giorno andò tecnicamente così… ma era ormai troppo tardi. A dispetto di mille raccomandazioni di vecchi lupi di mare veri, uscimmo con il “mare a vaiolo” ossia vento forte da terra che increspa il mare – che si muove verso terra e quindi incontrando vento forte contrario si increspa su se stesso e sembra una faccia butterata. Non si esce così, si finisce preda di correnti che tirano a largo, così.

Padre-MaronnoRiguadagnammo la riva dopo 4 lunghe ore, sol vento forte che non ci faceva sentire quanto battesse il sole. Rimasi a giocare con gli altri al biliardino fino a quando uno strano formicolio non intervenne a farmi desistere e convincermi che era meglio andare all’ombra. Sì, ma all’ombra avevo freddo. Tanto freddo. Così tornavo al sole… insomma, dopo un paio d’ore di barcollamenti vari mia nonna controllò la fronte e “Madonna santa e tu scotti!”. Doverosa premessa: la mia normale e regolare temperatura corporea è di 35.4# una bestia a sangue freddo. Avevo 39.4… fui subito portato a casa e ricoverato al fresco in una stanza buia. Mi furono applicate generose spugnature di alcool etilico. Bastarono pochi attimi e nel deliquio che mia madre riconobbe, fu chiaro a tutti che le mie parole erano: “Cacciate quel vecchio con la barba… vuole uccidermi!” Quando mi dissero che non c’era protestai che era vestito da frate ed aveva gli occhi del demonio e la barba bianca e voleva uccidermi…

maccio capatonda ispettore santoSecondo mio zio, ateo come me, il mix pericoloso tra vapori alcolici ed insolazione potrebbe aver generato una dispercezione visiva… io quel giorno vidi Padre Pio… ma non guarii grazie a lui. Presi solo un terribile spaventio che provocò, di sicuro assieme all’insolazione ed alla ubriacatura da spugnature alcoliche, uno svenimento in stato di precoma che perdurò per le successive ventisei ore.

Guardatevi dai vecchi frati con la barba…

Contrassegnato da tag , , , , , , , ,

Signori, dalla Teogonia… Go Nagai

Allora… sarò brevissimo e categorico. Go Nagai è entrato da quando ero piccolo nella mia personalissima Teogonia. Lo pregavo intensamente, ma proprio intensamente, perchè, per dire, qualcosa di artistico che mi riguardava andasse veramente bene, ma proprio veramente bene. A differenza di Schicchi, che sta sempre in mezzo quando in mezzo ci stanno i soldi, Go Nagai non si vuole mai immischiare in robe del genere. Go Nagai disegna. Go Nagai è quello che partorisce idee geniali e ci fa sopra robe che appassionano il mondo intero con poco, veramente con poco, tipo matita, gessetti e robe così. Ecco… tipo Ysingrinus… però un pelino più conosciuto.

4b7e4a3dcf386a5ef02fe758dcd2f9b6

Go Nagai ha fatto Devilman e Jeeg… io prego Go Nagai ogni mattina prendendo il caffè… di modo che lui mi assista nella fase di creazione delle cose che scrivo, massimamente il blog, il blog autore nel mentre e poi tutte le storielle fantascienze e spaventose. Ultimamenmte Go Nagai mi sta volendo davvero tanto bene, ma proprio tanto bene… e quindi in libagione, oltre a questo post, sto per offrire ad Amon, il dio del male di Devilman, il sangue di tre vergini in croce… No, non avete capito, non le crocifiggo… me ne bastano tre.

hqdefault-1

Contrassegnato da tag , , , , ,

Cominciò come gioco, finì per riflessione

La dedica potrà apparire a m3mango… ma è una riflessione più profonda sulle identità, questa volta non del sè…

Perchè se ben ci ripenso, ho un cassettino pieno di quelle eredità di vite che hai preteso di lasciare, senza che fosse richiesto. Non c’erano quote di legittima da rispettare, ma sei stata in questo ferrea e categorica. Sono eredità che frequenti, che mi si preclusero o non vollero conoscermi se non dalle parole che, tu, di sicuro, avrai loro elencato. Come aggettivi di piombo in fila. Li avvertivo puntati contro di me, incamiciati e pronti allo scoppio del “puntar+mirar+fuoco”. Ed io cadere.
Restano piombo e tu lo sai… che poi lo sai anche tu ed io lo so bene. Restano piombo. Nella favola del soldatino di piombo sarebbero i rinforzi prussiani. Indosserebbero inutili e antigeografici berrettoni incongrui da guardia reale inglese. Sarebbero inutili, a far da guardia, loro, a quello che più tu non sei. Sei stata e lo sai e so che lo sai, ballerina di carta di riso. Ed io ignifuga guardia reale.

maxresdefault.jpg

Abbiamo fatto role playing. Non più provocante e troia studentessa spendacciona disposta a pagarsi il fitto di casa a botta di pompe e pompini… non quel genere di role playing. Abbiamo scambiato un po’ i ruoli mischiando le carte. Di carta io, di carta di riso, ballerina improbabile, come gli ippopotami di Fantasia. Tu e i tuoi aggettivi raccontati alle identità lasciate nel cassettino siete trasfigurati in soldatini di piombo. Buoni per il fuoco… non più per far fuoco. Ho messo in mano i tuoi aggettivi. Avrei potuto caricare il tamburo del revolver che ho come app sul telefonino. Caricarlo dei tuoi aggettivi di piombo e puntarlo alla testa. Quante volte l’ho detto: “Lo faccio!”? Li ho dati al caminetto, perchè la fine fosse più lenta che al gabinetto, come suggeriva Dalla, Lucio. Ho guardato disciogliersi tra le fiamme i tanti “massimilculo”, le nane ritorte dal peso dell’odio del mondo le nuove genoveffanastasie e le serpi cui vomitavi odi e rancori con le quali non smetti adesso di zuccherare i caffè. Ero sul tavolino, “pliè depliè battman e arabesk”, li ho guardati squagliarsi. Ed ho sorriso, lontana dalle fiamme, ballerina dal tutù fasciante peggio d’un laccio emostatico.  A mattina, finito quel gioco di ruolo di scambiarsi i ruoli togliendotene uno e immaginandoti a recitare l’altro, ho trovato straccetti asciutti di metallo freddo. Gli ex aggettivi di identità improbabili. Non sparano più, non fanno più fuoco, non fanno paura. Nè rabbia. Li ho puliti dalla fuligine e messi in un cassetto. Quel che ci trovo al fondo mi dona pensieri che leggo domani!

Facciamo una cosa bella… non guastiamo nulla… restiamo estranei!

Contrassegnato da tag , , , , , , ,

Report gioioso delle ore 17

Più che qualsiasi altra cosa: un Grazie a tutti voi che state rendendo questa prima uscita così speciale! Amazon mi informa che siamo nella Top100 dei titoli gratuiti e siamo al 5°posto. Mica poco se si considera che, beh, è la nostra prima uscita e siamo online con la promozione sullo store da sole 7 ore!

968993_10208397768852334_1240837902025690067_n
Grazie a che tra voi sta scaricando l’e-book “Controllo Remoto“…
Attendo vostre considerazioni e da chi lo ha letto, attendo una recensione onesta e spietata se nel caso… perchè credo che proprio qui io abbia un nutrito zoccolo di lettori affidabili, dai quali attingere tutti i migliori spunti.

Di cuore, ancora, Grazie!

Contrassegnato da tag , , , ,