Archivi categoria: Le cinque donne con cui…

Biondoddio con quella che ci farei 2.5

E siamo arrivati alla fine… ed ora c’è lei. Che si pomicia i rottweiler nei film schock e tutti lì a dire:”Ma guarda che quella s’è pomiciata un molossoide labropendente tecnicamente molto sbavante!”. Ed io mi dico Karashò! Cazzo se fa sangue… tanto voglio dire, da allora la bocca se la sarà lavata.

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Io per lei c’ho una fissa da quando non sapevo nemmeno che era figlia d’arte, in una delle sue recitazioni più belle e acerbe di sempre: Palombella rossa. Quant’era bella in Palombella rossa, con le scarpe di tela, le converse… e Moretti padre comunista che ti attacca un pippone sulle converse che mi ricorda mia madre quando non voleva comprarle e diceva: “Che devi andare facendo con le scarpe di tela…” e mio padre credendo fosse come al solito pedagogico usare parole altrui autoriali mi fece ascoltare “El purtav e scarpe tennis…” di Jannacci – quanto mi manca Enzo! Sì, lì recita proprio lei, Asia Argento!

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Poi la ritrovai, ma non tanto in Opera, che faceva cacare… quanto ne “La sindrome di Stendhal” che a me piacque un sacco e a mio parere come film non fu capito. Mi piaceva quel fascino conturbante, quel fascino torbido. Già si diceva in giro un sacco di maldicenze: drogata, sballata, schizzata, tossica. Fanculo!

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L’arte se la mangiano e la sputano un po tutti i provinciali ed i perbenisti, i moralisti che non vogliono essere scandalizzati. Ok, lei magari tanto normale non sembrerà… lo sappiamo tutti… ma c’era questa splendida modella molto molto truccata e molto molto sexy che camminava nel video di This Picture dei placebo… e mi sono sempre entusiasmato sessualmente per quel film, per la definizione di ashtray girl, ragazza portacenere… basta basta doveva essere mia… dovevo dirlo che Biondoddio…

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Invece sono cortese ed educato… e continuo ad andare al Mavu a sentirla quando capita a mettere dischi. La saluto da lontano, le rubo un bacino bacetto e sto buono buono… lei lo sa che sto buono buono… e il bacino non me lo nega mai. E ci vado e ci andrò mille e mille altre volte al Mavu a sentirla suonare. E se mi chiedesse chiudiamoci lì lo farei mille e mille volte, come la leggenda metropolitana che lo fece davvero col cantante dei Placebo di chiudersi a Capri in un albergo. Io lo farei… ma butterei via la chiave. Per sempre!

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Biondoddio con quella che ci farei 2.4

Adesso ci starebbe, di vederti uscire da una boutique alla moda, quelle con le vetrine spesse antiproiettile e dietro i manichini minimal, quelli che tracciano soltanto un’idea del braccio, un’idea della gamba, un’idea che è davvero solo un’idea del girovita e gonne senza il prefisso mini da giropassera. Adesso ci starebbe vederti uscire di lì, coi giapponesi che fotografano la vetrina di lusso con l’insegna di lusso… e la griffe di lusso. Con macchinette luxurylevel che non sai mai come se le sono comprate, come se le sono permesse e tu lì a chiederti se in un viaggio di nozze in Giappone non te la compreresti pure tu la “macchina fotografica dei fotografi dei matrimoni”. Ci starebbe, adesso, vederti uscire da quelle vetrina e fotografarti, tra i russi che ti guardano e ti rifotografano pure loro: i soliti papponi, i soliti arricchiti, i soliti spendaccioni. Ci sono cascati. “Quella è una modella, è tanto karasho!”. Tu che esci, mi guardi, sorridi, tiri indietro la gamba e ai piedi hai le converse, verde inglese, verde bottiglia, con la mascherina bianca un po’ sporca. E hai le calze di maglina grigio scuro tipo fumo di Londra – al netto delle polveri sottili di questa Milano che non è poi così romantica come Londra ed il suo fumo. Tu in posa, con tutti i pacchettini. E fotoclick, fotoclick, fotoclick… e poi i pacchettini di quel negozio di lusso posati a terra, sui cubetti di porfido. Ed il broncetto di chi dice: “Devo proprio fare tutto io?”. E carico i pacchettini. E ti apro la portiera. E la richiudo. E ripartiamo.

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Pensavo che avrei ripensato a concetti come questi… a concetti come “Facciamo un bambino?” o “Scappiamo per il week-end?” quasi fossero concetti esclusivi che uno non potrebbe ripensare mai più. Perchè pensieri come questi, pensati, poi non si dovrebbero ripensare mai più. E’ sbagliato, finto come il pallone areostatico a forma di orsetto del cuore che solleva la mongolfiera… ed io e te nel cestello. Sbagliato e finto come il mio minipony con le ali – che è un minipegaso – e pure con il cornetto singolo sulla fronte – che fa tanto teschio del sogno del morto di Murakami, ma fa pure tanto miniunicorno – sul quale parti al galoppo ed io ti rincorro fotoclick, fotoclick, fotoclick. Quei concetti ci sono e sono vivi. Tutti i viaggi, le avventure, le belle sorprese. Basta essere vivi.

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Parli di moda ma sai, lo sai bene, che a Shibuya non serve comprare. Ti appare uno stato dell’anima. Non giri la moda giocando a giralamoda, solo perchè questa Biondoddio di mestiere fa la modella. Giri e rigiri i vestiti meno fashion che sai… e ti sembrano i più belli che mai, i più indie che mai, i più suoi che mai. Come le DcMartens Verde Bottiglia uguale alle Converse. E ti accorgi che non serve girare e rigirare i visi, su quei vestiti. Basta ci sia quello… quel viso che sai… ed a Shibuya, a Milano, a SaintTropez staresti da dio… anche senza la luna che resta con te.

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Biondoddio con quella che ci farei – 2.3

Il momento di lei doveva arrivare. Esplose in una casella di posta sgangherata per chiedere se fosse vero che mi chiamavo Gianni. Esplose chiedendomi se quel che cantavo era vero. Le dissi di sì, mentendo, perchè curiosavo nella sua vita chiedendomi chi fosse, da dove venisse. Ci affezionammo, ci innamorammo di quel che dicevamo e scrivevamo. Ci promettemmo che mai ci saremmo visti. Ci bussammo sulla spalla in un aeroporto. Poi nulla fu più come prima, come l’Undicisettembre. O come Mio Fratello è figlio Unico… e non si sa ancora chi tra mio fratello ed io debba morire perchè l’altro, sopravvissuto, possa dire Unico del morto. Ci bussammo sulla spalla e ci amammo disperati giurandoci addio e rivedendoci altre dieci volte, riscrivendoci ogni minuto, richiamandoci ogni buonanotte. Ci dimenticammo di noi, quando capimmo che era tutto un gran bel film!

Ed in quel film, lei è la protagonista. La chiameremo come? Boh, non lo so, forse Cristiana. Cristiana che fa rima con Diana e coi Fiori, come Diane Fleri, che è lei, l’attrice di quel film e di quel momento. E’ l’attrice sghemba che muove sul palcoscenico una bellezza bruttina eppure inspiegabile. E’, semplicemente. E’ la storia a cui nessuno crede anche se la racconti mille volte… “Tu con una agente segreta?”… tipo così. Però c’era e c’è stata così forte che niente è stato più come prima. Diane Fleri, Cristiana, Cristina… non la conosce nessuno dove vivi, la leggono e la vedono solo nei tuoi disegni raccontati, nei tuoi discorsi girati a macchina da presa, nelle tavole che apparecchi per gente che non c’è e non ci sarà… sui divani a guardare la TV. E in un pomeriggio ti chiede con la faccina imbronciata: “Ti stai annoiando con me, vero?” e tu vuoi solo dirla che stai bene più di ogni altro momento del mondo. Ma lei non esiste per nessuno… a volte dubiti che esista, che ci sia mai stata… ma è passata, i quell’unico film. E tu hai pensato che non avresti mai più desiderato per un attimo o del tempo o tutta la vita, nessuno, così forte.

 

 

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Biondoddio con quella che ci farei! Stagione 2. 2 di 5

Cara Delevingne è un complotto pubblicitario molto molto simile a Rihanna. E proprio come la celeberrima e super “Biondoddioconquellachecifarei” che canta “Umbrella” e “Diamonds” e tanta altra roba, appena uscita dalla matita, maledizione, si è innamorata di me. Cara Delavigne è il pericolosissimo crinale tra i tuoi trentasei anni e l’incoscienza dentro al basso ventre tuo e delle ragazzine sotto i ventiquattro anni. O ventitre, dobbiamo ancora stabilire la cosa. Cara Delavigne quando l’hanno disegnat per creare una protagonista delle pubblicità e delle sfilate le hanno detto: “Bella de zia tua, tu mo sappi che vecchia nun ce diventerai mai, che t’amo fatto ‘na magggia!”.

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E per rendere questa magia redibile fino in fondo le hanno disegnato in faccia una serie enorme di smorfiettine, di mossettine, di occhietti che con il mondo della moda e con le foto di moda e con la moda in senso stretto non c’hanno mai avuto a che fare punto. E quando l’hanno disegnata l’hanno dotata di una sorta di Immacolata Concezione della carriera. Perchè lei un posto nello star system e soprattutto un posto sulle passerelle e sui set già ce l’aveva. Che ti metti a disegnare una roba per poi illudere la gente che meritocraticamente questo angelo disegnato debba anche fare quella maschilistissima gavetta fatta di “tieni prenditi tutto quello che vuoi basta che il prossimo abito di punta a Parigi spetta a me!”. Sarebbero cose da Puglia Peggiore, cose da comunisti deficienti. Crei una alla bisogna e poi la metti a fare meritocrazia? Non ci credo nemmeno se la vedo ‘sta cosa. Cara Delevingneè stata disegna e creata così per salire già sulle passerelle da divetta.Ed è stata disegnata così per rimanere identica, sempiterna, immortale. E la cosa più bella, più incredibile, è che per renderla più vera e più credibile, a differenza di quanto fatto con Rihanna, Cara l’hanno sbagliata.

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Rihanna non ha i ciglioni crespi e da motozappare. Ed ogni tanto si dimentica anche di farsi i baffetti. Ebbene sì. Se lo può permettere. Le ragazzine non dovrebbero cerettarsi i baffetti, senò diventano ispidi. Non ha la lingua da serpentella maliziosa e biforcuta… Cara ha una splendida cotoletta milanese e proprio come una ragazzina, foto posate ne fa pochissime. O meglio, foto che sembrino posate. In posa ci sta sempre Cara Delevingne però le pose che tira fuori sembrano sempre le smorfiette delle sedicenni. Ok, esiste un prodotto fantasmagorico realizzato con le foto della Delavigne da John Hardy… ma quello è la fantastica eccezione che conferma la regola. E poi in quel set, in mezzo a quella sabbia nera balinense e quei vestiti tutti agnati, cosa c’avesse addosso prima mica si capisce.

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Cara Delavigne non può crescere, non può invecchiare. Cara Delavigne morirà quando strapperanno il disegno originale con dietro le istruzioni di lavaggio, stoccaggio, utilizzo. Prima ed unica regola: Cara non può crescere mai o dovremo farle baffetti e sopracciglia, dovremo cambiarle il guardaroba, dovremo pagare un arrotino per affilarle il viso ed un fisico per ritirarle su quelle tette che abbiamo disegnato per fortuna più vere e più grandi delle altre. Cara è perfetta così: Handle with care.

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Con Cara Delavigne purtroppo non posso uscire. Ho scoperto che mi riconoscerebbero in troppi. Allora ho già deciso che io e proprio io, novello Vallanzasca, con proverbiale cortesia correrò a rubare il disegno di prova di lei, quello vero. Il primo. Lo ruberò e lo terrò a casa, chiuso in un cassetto, solo per me. Come il Grido di Munch chiuso a chiave nell’armadio della stanza della nonna. Come gli anelli ritornati. Come “Domenica Italiana” ultima traccia dell’ultimo cd nel tuo lettore. E non per vergogna o per necessità… ma solo perchè mi ama così tanto che nessuno ci crede. E perchè tutti gli altri pensino a male… ma con Cara non puoi farci nulla… è una bambina.. non crescerà mai. Innocente, per sempre! Ma nessuno di voi crede nemmeno a questo! E se non credi non meriti. Nemmeno mia madre, che dice che ho le amiche immaginarie. No, questo Natale vado io a casa di Cara a giocare a Sospiro. La tombola Cara con te non la fa, mammina cara. Tu in Cara non credi. Nemmeno quando mi scrive dal suo profilo TI AMO sulla bacheca di FB!

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 Benedetta la funzione “programma”…

Pessimi miei, mai sufficientemente vituperati, è con estrema e proverbiale cortesia che mi impegno a ricordarvi anche quest’anno che: “Non saranno un pugno di lenticchie, una zampa di porco fasciata con la guepierre argentata “collezione Levoni 2015″ ed una pezza da culo rossa a farmi dire che il prossimo sarà un Buon Anno!”.

Siate felici con distinta moderazione, grazie…

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Pazza l’idea… d’un pensiero stupendo: la cabina diciotto! (… e posti prenotati!)

… e puntini di sospensione. Che tu odi ma… Che lasciano tutto sospeso, nell’attesa, che è forse del piacere stesso che s’attende e si studia e s’apparecchia, Il Piacere. Con la prima labiale Maiuscola, carnosa e prorompente, come labbra splendide che stringono la marlboro che fumi mentre m’aspetti alla stazione. Alla stazione ci sono i pazzi o i barboni o i randagi. O gli amanti a miriametri di distanza. I miriametri son tanti, tanto più lunghi dei chilometri. Ma m’hai scritto così bene da sembrare me. E non ci sto a farmi scappare l’occasione di assumerti, oggi, in questa stazione. Correre da te, uscire a cena, passeggiare nel parco, dopo, senza la tua borsa tra noi. Devi essere la ghost writer dei miei momenti d’assenza. Quando sarò morto per tutti, magari a Santo Domingo aspettandoti. Che avremmo solo da preoccuparci di che pareo intonare al tuo bikini, di avere sveglie accurate per girarti ogni mezz’ora sulla sabbia e non far cuocere troppo la tua pelle. O preoccuparci solo di non farci venire troppo a noia l’aragosta ogni pranzo e cena. Perchè dietro le labbra alla marlboro di cui sopra si nasconde un so di piccio e capriccio, non so perchè! La mia ghost writer e tutti lì a non preoccuparsi cortesemente di quale fine abbia fatto il cortese Mortellaro. Porco gentiluomo che davanti a tutto il pubblico non pagante, oggi, t’assume. Perchè dopo tu assuma me, in un gioco di scambi di ruoli in un gioco di ruolo che t’annoda e ci annoda e m’annoda, t’illude e m’illude, mia m3mango. Assumimi, sarò la tua agendina personale. Trillerò ad ogni tuo impegno, d’un trillo geloso che ti ricorda che devi andare lontana da me. Quindici minuti prima e poi cinque… ma anche un giorno prima, che delle programmazioni, lo sai, sono un maestro! Il Maestro. E se qualcuno avesse l’ardire d’affermare che questo comportamento s’apparecchia in guisa di zerbino… gli preciserò cortese ma chiaro: “Scendiletto, perBiondoddio, scendiletto… e che diamine!” che ho l’ardire di preferire piedi nudi o imbabucciati… ai tacchi dodici sempre troppo puntuti per la mia cortesia o a suole di scarpadatrekking sempre troppo infangate… ezianGesummaria! C’è modo e modo… e scambiandosi i ruoli del capufficio e dell’agendina, del capopopolo e del ghostwriter… verrebbe il giorno… ma ho troppo pudore, te lo dirò “domani”.

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Ho cambiato idea, e davvero. Non usciamo più. Scendo dal treno, tu m’aspetti, io ti prendo al braccetto, ti tiro cortese… “Il nostro treno parte tra poco…” ma non certo verso verso l’Ultimo treno della Notte! Non sarai La Ragazza del Vagone Letto*(come i miei gusti cinematografici risaputi potrebbero far temere, no! Mai potresti! Mai potrei!), no… avremo “Posti prenotati”, “la cabina dicioccio!” con erotico difetto di pronuncia sull’otto. Ed entrerò mostrandoti tutti i comfort, dal “regale bidet” al “nobile pitale”… fino a giurarti e rigiurarti senza essere spergiuro che pagherei tuttolorodelmondo ma proprio tutto tutto per avere l’orgoglio e l’onore di dormire accucciato ai tuoi piedi, sempre troppo modesto scendiletto per una mattina dai piedi non troppo caldi. Tu non dirmi no… come so che non lo farai. Biondoddio se lo facessi! Potrei torcere il mondo sull’asse dei ruoli… se mi dici no, da ex agendina ti ricorderò con torvo e padronale cipiglio che qui ru sei solo una ghostwriter – per quanto inimitabilmente brava – e ti spedirò a dormire in seconda classe “vedrà che starà benissimo!”… poichè “la terza, come sa, l’hanno purtroppo abolita!”. Non dirmi di no o torcerò il mondo sull’asse dei ruoli… e sull’asse della musica non sarà più un overture, un outlandors d’amour… ma un’interstellar overdrive che oggi puzza di guerre stellari… che di stellare ha solo un basso, quello di Rogers, il Basso (con un’altra labiale detta maiuscola, grassa, sulle labbra che stringono una marlboro anche mentre si sale sul treno che ci salgo a spinta e il controllore ci scende a spinta, che ci son posti prenotati e la cabina dicioccio avrà, se vorrai, regole che solo noi possiamo sapere! E quindi su ci puoi fumare!).Jenny_Tamburi_in_La_seduzione.png

 

Era un omaggio promesso e dovuto… spero proverbialmente cortese come sempre, alla ghost writer che stamane m’ha fatto dire: “Ma sta cosa quando l’ho programmata?”… con più d’un sussulto! Vero! Tutto vero!

Baci a tutti… Live! Sono rari, gustateli!

*Il trailer di questo ve lo sognate… non so com’è che lo tengono su youtube… è violentissimamente zozzo… però voi cercatelo! 😛

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Gesummaria e Biondoddio… è successa una cosa drammatica!

Aiuto…
Huston, abbiamo un cazzinculogravissimo!

Questa cosa non può esistere… Mr. Brass, com’è possibile?! Tutto questo è non possibile. Vero Commendator Schicchi? Presidente, esimio, supremo Thoir… com’è stato possibile? Perchè? Perchè Biondoddio! Divino Vader, lei? Lei che ha sempre una risposta pronta tra un rimbotto di Bialetti ed un broncospasmo… nemmeno lei dice nulla?
Oh sì, lo capisco… ho testimoniato una volta ancora e per tutte di essere un prepotente stronzomerdone qualsiasi

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Vi giuro, dovete credermi… io non ne conoscevo l’esistenza. Lo ammetto: non pratico assiduamente il genere. No, il macrogenere sì… ma, lo sapete com’è il mondo no? Io peto (in ogni senso) venia, chiedo perdono…
Io quei generi tipo “rich girls” o “classy” o che vi devo dire “rich friend’s wife” non li frequento, cazzo!

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Io ho sempre fervidamente ritenuto che il mondo del porno fosse un posto bello, un luogo dolce e ameno dove tutto, anche le differenze di classe, non esistevano più. Io ho sempre pensato che un luogo dove aveva addirittura dignità un sito idiota come orgazm, fosse quella Utopia (diversa dall’idiozia del comunismo) idealista dove davvero si credeva alle favole come il comunismo, il bianconiglio che non da dipendenza e non ti fa ammazzare di botte mamma e papà per i soldi per comprare la roba, le storie d’amore che iniziano progettualmente e non finiscono mai perchè sono a tenpo indeterminato con blindature molto più vere e reali dell’art. 18 (e per dire, al sicuro da fallimenti e tracolli economici perchè in una società ideale tutto e dico proprio tutto va bene e le imprese, che a quel punto sono tutte del popolo, non falliscono).

E quindi ho sempre fervidamente aborrito siti e prodotti che si propagandassero come forme – ancorchè seminali e confusionarie – di lotta di classe. Io alla lotta di classe nel porno non ci ho mai creduto. Nel porno c’è redistribuzione degli utili, c’è il condominio, ci sono le ammucchiate, ci sta la parità di genere, ci sta addirittura la equa distribuzione delle risorse e degli strumenti…
Il porno è un posto dove anche un nano deforme può essere il desiderio totale e totalizzante di una donna come Jessica Rizzo. Il porno è quel posto strano dove il marito della mia sufficientemente compianta Moana Pozzi è felice di dividere il suo “bene primario” con la assoluta consenzienza contenta e felice del suo stesso “bene primario” (cioè di Moana Pozzi) mica con un amico stretto o il compare d’anello (quella è roba da naughty weddings e quello è un sito che i in questo periodo proprio non voglio vedere) ma con “l’uomo della strada”, l’equivalente maschile della “casalinga di Voghera”.

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Io ho sempre pensato che Naughty Rich Girls e roba simile fossero sordide sozzerie per consumatori tristi e drammatici come il signor Fassina – che c’ha sempre tanto da prendersela con lo “zipaperone” di turno senza rendersi conto che è quella sfigofaccia che porta in giro, assieme al benedetto bisogno ogni giorno di protestare odio sociale, che fa perdere la sinistra. Io ho sempre pensato che quella roba come “My rich friend’s wife” fossero sottoprodotti di resistenza non già per il sottoproletariato, ma per certa sinistra intellettualoide che odia, sa solo odiare, “gli si è rotta prestissimo la casina delle api” (come dice una delle persone che sono più orgoglioso di custodire gelosamente tra i miei affetti) e si fa le pippe guardando ‘ste robe e ripetendosi “Lo vedi? lo vedi che le femmine ricche so tutte zozze? ‘o vedi che fà la moje de zipaperone? Eh, a Civà… anvedi tu sta zoccolona altoborgese che je sta a fà… sempre detto che ‘ste riccacce vanno punite co ‘na patrimoniale niente male… guarda tu quanta robba c’hanno ne’ case loro!”. Perchè pure Civati secondo me apprezza ‘sti siti tristi!

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E invece, no… Mr. Tesla… com’è stato possibile? Me lo dica anche lei sommo signore dei Sith imperatore Palpatine (che il nome suo me piasce assai!)… com’è stato possibile? Posso essere stato così cieco?

Bene… la programmazione di “Biondoddio con quella che ci farei!” seconda stagione deve essere per forza di cose ricalibrata per il prepotente ingresso di una che solo dal nome mi aveva incuriosito mentre cercavo stronzomerdosissime zozzerie da schiaffare qua e là sul tema “Grinch fuck Christmas”. Perchè ho incontrato quella che probabilmente sarà la donna della mia vita quando uscirò di nascosto da Rachel Madori. Ho scoperto Bonnie Rotten. Una coniglietta putrefatta! E già il nome… voglio dire…

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Agli innamoramenti ogni 10 secondi (cit. immeritato di una stronza!)

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Biondoddio con quella che ci farei! Stagione 2. 1 di 5

E lei è bellissima. Non c’è che dire. Non sono i tatuaggi a renderla bellissima. Non solo.
Non è l’acconciatura molto alternative-underground con la rasatura su un lato e tutti i fluent hair dall’altro a renderla divina. Non solo. E nemmeno a ben guardare quegli occhi da cerbiatta e quella boccuccia di fiorellino appena sbocciato.

No!

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Non è per questo che Rachael Madori entra a buon e giusto diritto nel novero delle Biondoddio con quella che ci farei. La verità è che – a differenza di Tory Lane che io comunque alla fine non tradirò mai e poi mai ma proprio mai… – Rachael Madori è la secondogenita del Diavolo e proprio per questo ha un fascino subliminale tutto diverso e tutto molto più complesso.
Di Tory Lane lo sai dal primo sguardo che è davvero la quintessenza della merda fatta persona e pornodiva. Di Tory Lane sai che ha già impegnato ogni parte impegnabile del suo corpo. Di Tory Lane sai che: “Ho di fronte l’essere satanicamente più degradante e degradato in fatto di sesso qualitativo e quantitativo” (dove qualitativo è il coefficente che valuta il numero di acrobazie e “numeri” compiuti e il quantitativo valuta la durata del tutto…). Di Rachael Madori non lo diresti.

Rachael Madori l’hanno tirata fuori dal cilindro del porno da poco tempo. Non sono molti i suoi video professionali e mainstream in circolazione. Solo Naughtyamerica ha scommesso su di lei affidandole però sempre la parte della “border age fuck”. Piccola spiegazione: la border age fuck è la ragazza non più post-adolescente ma nemmeno mamma o moglie. Una terra di mezzo che offre milioni di spunti: da quello ginnico a quello della figlioletta viziatissima a quello della fidanzatina arrapata o timida e curiosa. Ecco.. sostanzialmente identiche, come parti, a quelle di Tory Lane.

Nel confronto, proprio qui scatta il bello: qui scattano le differenze che mi hanno letteralmente mandato in off.
Sì, ok, lo riconosco… la cresta o comunque l’acconciatura eccentrica ed un certo gusto per i tattoo non volgari hanno di molto aiutato. Rispetto alla Tory nostra nazionale (come Silvietto…) che dall’inizio del video alla fine si presenta a te con una volgarità anche verbale che ti fa impallidire… Rachael ha un volto ed un viso ed una postura ed un atteggiamento verbale e non molto molto più remissivo. Rachael, a differenza di Tory, non arriva dicendovi “Ciao sono Tory Lane e oggi vedrete come si riempie davvero una tacchinella come me… sfruttando ogni foro d’entrata…” per poi chiamare a raccolta dai diciotto ai ventisei nerboluti bestioni che tra urla di giubilo, schiamazzi e bestemmioni apocalittici non ancora riconosciuti al seggio da Bergoglio, si infilano nella faccenda Tory con brutalità e senza alcun ritegno. No!

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Rachael è la tipa che confessa candidamente al fidanzato, facendolo letteralmente esplodere di gioia, che dopo alcuni sondaggi ed esperimenti condotti in gran segreto sta sinceramente e seriamente valutando la possibilità di provare con lui le gioie del secondo canale. Rachael è quella che maliziosamente offre le sue grazie al patrigno perchè lui convinca sua madre e regalarle la superpiscina per i suoi party ma… “Please you have to be very gentle ‘cause I’m so inadequate…”. Sebbene poi ti accorgi che inadequate non lo è per nulla.

Rachael è di questi tempi la tipina che tu porti con te a prendere una birra fuori dai locali più giovani e tranquilli del mondo, quelli finti dimessi che sono tanto trendy, quelli musicali e scoppiettanti. E nessuno lì dice: “Guarda c’è il Mortellaro con quel puttanazzo della Madori…”. Perchè nessuno lo direbbe mai che la Madori è un pornazzo che si muove. La Madori non si presenta col tacco sedici sul plateau 10 e con la mini inguinale e con le zinne tutte de’ fori… No! Rachael non è una ragazzaccia. Rachael non è una gallinaccia che si lascia esibire. Rachael fa schifo a letto quanto la Lane… ma non te ne accorgi. “La più grande beffa che il Diavolo abbia mai fatto al mondo è stata quella di convincere tutti che non esiste…” (cit.)… perchè lì fuori del bar c’ha i jeans quelli strappettati qua e là, lo stivaletto con un tacco discreto di quelli che si portano ora, col calzinetto di tolleranza stile fantasmino… ha un top sportivo che sa essere elegante e un giubbetto di pelle. C’ha i capelli da un lato, raccolti. Come potrebbe portare un caschetto con una rasatura alta. Non è tanto truccata e non beve cocktail complicati ma una IPA. E se il cameriere la guarda… lei abbassa lo sguardo maliziosa, lei stringe la mano a te. Poi magari a letto ti racconta di quello che gli avrebbe fatto a quel cameriere… magari dopo averlo fatto a te. Ma lo fa sempre con candore, grazia ed eleganza.

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Che Rachael Madori mi piaccia perchè sono in una fase che “mi piace tanto se continui a prendermi per il culo!”? Boh, forse sì. Sta di fatto che Rachael Madori tu a casa la porteresti, altro che Tory Lane. Rachae Madori è la pornostar che non ti aspetti. Rachael Madori è quella che aiuterebbe tua madre a mettere tavola. E tua madre… e tua nonna… “Sì, che brava ‘sta ragazza… sì, i capelli… sì i tatuaggi… sì quei pantaloni, ma… non la vedi la televisione… tutte così!”.

“La più grande beffa che il Diavolo abbia mai fatto al mondo è stata quella di convincere tutti che non esiste…” (cit.)
E tutto ad un tratto lei… puff… sparisce. Di nuovo.

Ed è mattina e tu hai fatto il fioretto “Basta porno finchè non torni intorno…”… e però ti manca, tanto, la Madori tua e solo tua.

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Biondoddio con quella che ci farei – Season 2 – Dal 9 novembre su questi schermi.

Nelle puntate precedenti…
Ma voi davvero avevate l’aridre di pensare che, divorato dal mio desiderio insaziabile, avrei potuto accettare di fermarmi a 5 sole donne con cui: “Biondoddio che ci farei!”? Illusi di stronzommerda!
Battisti diceva serafico che “Dieci ragazzi per me, posson bastare…” e questo spoilererebbe la fine di questa serie con la seconda stagione… ma voi sapete che reatino ed alto lazio cominciano a starmi un pochetto sulle palle… anche se i controcanti sui poezzi di Battisti ed il testo di Fiori Rosa Fiori di Pesco mi piace moltissimo. Quindi una terza stagione ci sarà… anche perchè il mondo – non il porno – è banale e per trovare altre metafore in cui utilizzare il porno dovremo scadere nel surreale e non mi sento tecnicamente ancora del tutto pronto. Ecco… il porno è surreale, nel senso proprio del termine: va sopra il reale, lo supera, lo scavalca. Ma stiamo divagando.

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Che questo è il trailer della seconda stagione di “Biondoddio con quella che ci farei?”…
… e per ingolosirvi un attimo sono tenut a fare un attimo dei passaggi tipo trailer di quello che scriverò… ma incasinandolo, come nei trailer di miglior fattura… e ribaltando tutto dall’inizio. Perchè, si sa, se un trailer è bellissimo, solitamente il film è davvero di mmmerda! E quindi questo sarà un trailer di mmmerda, che preannuncerà una stagione da paura… e non de paura, visto che di una “Biondoddio con quella che ci farei” non si può avere certo paura.

“… e niente lei c’aveva sti capelli alternativi e tutti sti tatuaggi e quel sorriso dolciastro da bigbabbol panna e fragola da sputare prima di fare quel gioco di società a due che si fa con la bocca di lei e con un’altra cosa di te che ricorda nel nome e nella forma e nella più larga parte degli usi consentiti un kazoo. Perchè lei, lo sai, è la tipa che “se tutto va bene” la cingomma la toglie di bocca e la mette in una cartra, tipo uno scontrino che tu ti trovi in tasca e la poggia sul tavolo vicino al divano per buttarla dopo… Perchè lo sai che questo succede se va bene… che nel 99% dei restanti casi se la sputa in mano e la poggia così, con noscialanza sul suddetto tavolino… e poi si vede… al massimo la riprende e la riutilizza… se sapore ne ha ancora…”.

Che poi obiettivamente io lei la conosco. Meglio, conosco la proiezione mentale che di lei, in un transfer bislacco, ho fatto… ed è una vicenda molto molto molto da ridere… se non fosse che è vera!

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“… ma quella faccia così acqua e sapone, quel fascino dolcissimo, che tipo esci dal negozio di vestiti e ti faccio le foto che con tutti quei pacchettini sembri una diva del cinema con tanti denari e noi invece si campa di quelle briciole che ti lascia l’estate, formichine che siamo… e poi di quello che ci sputano addosso i padroni a tempo determinato… ma ce ne freghiamo e tu sembri quella dei film, quella di hollywood, la divetta piena di soldi che se li spende ed io il tuo personal shopper, il tuo personal shooter e ti faccio le foto e ti porto i pacchettini e ti vengo a trovare al lavoro proponendoti mille viaggi lontani condotti solo dal vento… e tu lì che mi smonti: figli, viaggi, stelle e tutto il cucuzzaro… ed arriviamo a casa e lo facciamo a quel Biondoddio che sotto quel fascino da brava ragazza contrita adori il sesso anale… e però… poi la mattina ti svegli e lei non c’è… e c’ha un personal shopper nuovo, un fotografo nuovo… uno nuovo cui dire che è un bambino e simili… ed è andata così perchè sulle Biondoddio l’esclusiva sicura non ce l’avrai mai…”.

E di certo sì sì sì lei nella mia vita ci sta in mezzo… e ci inciampo notte e giorno… che m’inciampa tra i piedi anche di notte… anche nei posti in cui non dovrebbe… e la cosa mi da sul culo… quando tecnicamente sul culo dovrebbe stare a lei… però, vabbè.

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“E pure lei se la sono inventata i pubblicitari, con quel viso da bambina, con quei cespugli malcurati, fintamente malcurati fessi che non siete altro… e l’ha inventata un pubblicitario un pochettino pedofilo… perchè quando l’ha disegnata le ha detto nell’orecchio… tu resta così, resta sempre bambina… non ti muovere da questi giorni, settimane, mesi, anni… che così sei bella… se cresci ti dovremo rifare il look, rifare le sopracciglia, ritirare su gli zigomi e chiamare l’arrotino delle facce perchè ti riaffili il viso… e credici è un casino. Continua a spruzzarti sexissima il profumo in bocca, lascialo piovere in testa, brava, così, dammi passione, fammi sesso, dammi passione e quanto sei bella e quanta passione sei… e così, sì, sì, sì che potrei venire… venire a prendere un caffè con tee tu prendi l’espressino… che a bari e dintorni soltanto lo capiamo ed è un fondo di caffè a sporcare la schiuma del latte.”.

E lei davvero l’hanno disegnata. E quando l’artista ha finito le ha detto: “Tu amerai Domenico Mortellaro!”. Corrisposta? Sì, mi sa di sì… ma non diteglkielo… che senò…

“Senò lei s’offende che ha il piglio un po’ guascone della francesina tutto pepe. Ha i capelli sbagliati per una diva. E’ l’antidiva dei film di protesta. E’ una cosa bella, bella e preziosa… e c’ha l’accento francese pure quando la doppiano, perchè ci sono corpi, visi ed emozioni che possono parlare solo francese… con il seno appena accennato, le gambe lunghe e magre da calza parigina e tutta la compagnia cantante delle parigine. Perchè Parigi non sarà tecnicamente la Francia… ma certe pulzelle d’Orleans non te le immagini, così. Le vedi con la cuffia da campagnola in testa. E lei in testa la cuffia non ce l’ha ma c’ha il caschetto. E ha gli occhi lontani… d’un bello lontano. Ed io la amo… forse si.”.

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E poi ci sta lei, quella del mistero, mica tanto misterioso, che lei la amo davvero. Tatuata, svampita, drogata, scimunita… E però la amo da sempre, l’ho amata da sempre… la amerò mai? Non lo so. Perchè l’ho già amata e forse la riamo. E mi amava. E m’ha fatto le paranoie per Rihanna. E s’è ingelosita di Levante… e sarà l’ultima, credo, stavolta… che io anche dopo morto non escludo il ritorno… ma va a vedere, riemergo al mondo con la stessa buccia ma diverso, nel seSso diverso… e ho la fichetta ed a babbonatale chiedo il cazzetto per un giorno… ma sono sempre lo stesso e quindi divento una capaporca… e di lei parlo sempre perchè lei stuzzica pure i più lesbianici appetiti. Che è bella d’un fascino tutto suo… e di lei non ho palrato mai… e non ne parlerò all’inizio perchè pur essendo la quintessenza del demonio… che nemmeno Tory le ha fatte certe cose… non è poi così dimmmerda come la si disegna. E io, lo sapete, comincio sempre dalla Merda nel parlare di me, nel disegnarmi, nel presentarmi. Tipo che incontri una per la prima volta e su quella panchina ci vai con lo smanicato, delle crocs verdemilitare consunte e i pinocchietti strappati da pancabbestia urbanchic. E se ti cola la narice destra ci passi sotto con forza il dorso del pollice sinistro… così nessuno dirà mai che hai fatto campagna elettorale!a0hu3Afq

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