Archivi categoria: Le vite degli altri

Il divo Riccardo Schicchi

Dopo aver chiarito chi sono, nella personalissima Teogonia, personaggi come gli importantissimi Biondoddio e Gesummaria… (Biondoddio è il salvifico delle fighe che conosci bellissime e ti vuoi fare, Gesummaria è tipo la divinità cui rivolgerti se hai perso le chiavi o hai da spicciare problemi veniali in casa.. una sintesi di lari e penati, un pupazzetto buono del focolare domestico) Dopo avervi ricordato che l’angelo custode è Darth Vader (lui veglia sui tuoi sonni e sogni e se qualcuno vuole farti del male se la deve vedere con lui)… dopo avervi chiarito che Hannibal Lecter è una sorta di cherubino che suggerisce modi e tempi dell’agir a seconda del risultato atteso… Ricordandovi che Nikola Tesla è quella divinità che sovrintende ai processi creativi tipo una pizia, un oracolo o qualche altro tossicodipendente creativo così…

… Riccardo Schicchi è, invece, il divo che si occupa di condurre in porto i primi appuntamenti ed i percorsi amorosi con persone normali. Sovrintende inoltre alla fase di selezione delle candidate a divenire tue compagne più o meno stabili in un percorso di vita dalla durata variabile tipo da una settimana a un sacco di decenni (a seconda del tuo stato di conservazione) e suggerisce i test da effettuare e le skill da verificare della candidata. Il santino di riferimento, da custodire gelosamente in duplice copia, una nel portafogli una infrattata nel luogo dove massimamente avvengono le prime copule, lo ritrae sorridente, giulivo, seduto su un divano nero in finta pelle.

Non dimenticate mai di rivolgere a Riccardo Schicchi una preghiera, prima di scegliere se accettare o meno un primo appuntamento. Pare porti anche molto bene rivolgergli un pensiero sincero mentre ci si profuma, prima di uscire e recarsi in un luogo dove è possibile fare nuovi incontri. Pare le sue manifestazioni siano accompagnate da dispercezioni olfattive definite dai fedeli: Un lezzo comunque inebriante: un po’ patatine puff al formaggio, un po’ calzini bianchi di spugna sudati.

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I fantasoldi

Convinto da un caro amico e supportato dai discorsi di altri amici – nessuno dei quali broker, questo vorrei fosse chiaro – mi sono lasciato trasportare.
Io sono uno che… non azzardatevi mai a mettergli in testa una passione che abbia minimamnete qualcosa a che fare con il “controllo delle vite” con il “controllo delle esistenze” con il “controllo delle variabili”. Con le decisioni che cambiano il corso degli eventi leggendo quel che accade nel presente.

Sembra una forma molto ben composta e tollerata di delirio di onnipotenza. Non proprio: più che altro la definirei la sindrome del Dio alla terza media, quello che si diverte a fare il lavoretto e plasmare il mondo che creerà ed osservarlo sotto il vetrino.

Sono un maniaco scatenato di quasiasi gioco di simulazione di approccio strategico. Sono sindaco di una megalopoli spaventosa nel gioco SimCity4: 28 lotti occupati con 22 quartieri e 6 zone di discarica… questo solo per dare un minimo cenno. Sono Allenatore alla Ferguson (uno di quei padri padroni che tutto decide giocando col portafogli del presidente) di un Foggia stellare che in 6 anni è arrivato anche alla Champions League… con talentini di 22 e 23 anni niente ma proprio niente male. Quando gioco ad Europa Universalis scelgo stati semisconosciuti o molto suggesti tipo, che so(?) Armenia, Antiochia, Regni Templari, Serbia, Bari (da quando si può giocare anche un mod “Tutti contro tutti” in cui non esistono stati ma ogni singola regione può potenzialmente sprimere una autonomia. In quel caso Bari è Ortodossa. The Sims? Altra droga pesante! Ho una famiglia bellissima con lui Campione diFootball Americano, lei Manager in carriera e la figlia piccolo prodigio degli scacchi e della chitarra! Poi ne ho cominciata una nuova… più autobiografica: lei nel settore della ristorazione (tipo maitre di sala, ora) lui autore di blog affermato (ma siamo solo a 4/10 della carriera… diventerà Stephen King). Non hanno figli… non ancora.

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Gioco a Fantacalcio gestendo una formazione che ho battezzato assieme al mio socio amato e ansioso: Ordine e Pulizia. Ah, rimembranze di quel presunto fascismo che tanti riconoscono in me… mah! E lì in attacco abbiamo Higuain (che io odio ma 24 goal!) e Dybala (che io invidio).

Vuoi mai che mi dicevano: “Borsa Italiana mette a tua disposizione un servizio di portafogli virtuale per permetterti di giocare in borsa senza nessun tipo di esborso mettendoti nelle mani una quantità infinita di portafogli virtuali da 10.000 euro tutti tuoi giocaci, divertiti e vediamo che sei capace di fare!”… ed io non accettavo la sfida?!

Che roba ragazzi: in questo periodo poi… Con la borsa Valori che fa su e giù e brucia in un’ora i guadagni di un giorno, in una settimana quelli di un anno e il giorno dopo ci fai sopra tanti fantamilioni! Il primo giorno guadagnai quel che mi ero prefissato: 1%. Il giorno dopo ero sotto di qualcosa come il 10%… e mi dissi: “Ah, adesso mi spiego perchè piovevano uomini nel 1929 a NY”. Sono due giorni che ho la tentazione di accendermi un sigaro con una 500 euro virtuale. Peccato non abbiano consistenza. Un po’… troppo come nella realtà!

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Il mio amico pornografo

Per un po’ di post mi perdonerete se vi ricordo di visitare anche il nuovo blog della Karashò e seguirlo!

 

Lo sapete, mi avete spesso sentito invocare personaggi fantastici, fantasmagorici, formidabili: Darth Vader, Hannibal Lecter, Biondoddio e Gesummaria. Ultimamente mi avete sentito invocare Riccardo Schicchi.

E’ il momento di presentarvi un altro protagonista assoluto della mia personalissima Teogonia: Erik Thoir, pornografo. Vi ricordate come funzionano certe cose, no? Donatello, scultore. Baudelaire, poeta. Rimbaud, cazzaro (più o meno). Apollinaire, depravato. Ecco, Erik Thoir, pornografo. E quando morrà, spero il giorno più lontano della Storia, metteremo accanto alla dicitura l’alfa e l’omega.
Veniva da lontano, dall’Indonesia. Dov’è? Non lo so. La confondo sempre con la Malaysia, con la Birmania. Non sono molto sicuro. Sono quasi certo si tratti di una roba tipo isole e isolette. Credo. Protesto forte ignoranza in materia sebbene, a differenza di quello screanzato pazzerello di Ferrero, collega sampdoriano, io sappia benissimo che Indonesiano e Filippino sono due cose diverse e mai mi sognerei di dire “MOratti è un fesso che s’è messo al timone il filippino”. Scherzando di pessimo ma divertentissimo gusto sul fatto che i filippini costituiscono i 10/11 della nazionale di governanti di casa mondiale dei ricchi.

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Thoir come tutte le cose strane che arrivano da quei paesi strani, è uno che di mesteire fa i soldi. Cemento, palazzi, tanti palazzi, tante costruzioni. Da piccolo però non amava i Lego. Adorava i giornali. Quindi, palazzinaro e imprenditore edile ma ben ancorato al sistema dell’informazione del suo paese. Uno così, all’inizio, prima di sapere alcuni dettagli affascinanti, mi dicevo che doveva comprarsi il Milan, non l’Inter… per evidenti assonanze con la vecchia dirigenza. Amo il Gattopardo, del resto… e “Tutto cambi perchè nulla cambi!”. Invece no…

Ora sono contentissimo che Erik Thoir sia il nostro presidente. Per dire: uno così gli Juventini se lo sognano. Uno così: proprietario di tantissime cose tra cui pacchetti azionari di colossi dell’editoria multimediale niente male… come Brazzers e Naughty America. Mica roba da poco! Ecco perchè sono due anni che vi invoglio a fare account annuali a pagamento su quei siti: una pugnetta al giorno e contribuite al pagamento dello 0,0001% di persone come Icardi, Palacio e simili. Juventini cari non dite che non vi fate le pugnette! Juventini cari non protestate ignoranza dicendo “Io vado sui siti gratis…”. Quelli li ripagate con la pubblicità… spero non ignoriate che i proprietari dei siti gratis sono gli stessi dei siti a pagamento!

Bene: Erik Thor, abbreviato ET come il mio migliore amico di sempre, Erik Thoir è il santo da pregare prima di rivolgere la propria attenzione ad una qualsiasi intrapresa economica. Pregatelo forte, ogni mattina… Tipo Ganesh, quella specie di elefante col volto un po’ bloso ed il corpo antropomorfo! Ed offritegli libagioni spesso, molto spesso. Ne sarà felicissimo e le cose andranno bene. Perchè con l’Inter non funziona? Mai sentito parlare di Eccezione che conferma la regola?

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Tedio Domenicale e piccola call to action

Avete presente Lamù, la ragazza dello spazio? Bene, non si dovrebbero dire queste cose ma tecnicamente ormai mia madre e mio padre sanno tutto… mi pare sciocco e riduttivo tenere nascosto questo dettaglio… Mia madre aveva ragione quando diceva che Lamù era pornografico e avrebbe avuto su di me cattive influenze… la prima pippetta, da che ho capito come funzionavano le cose, l’ho fatta perchè notai che guardavo Lamù, pensavo a Lamù, immaginavo Lamù e il mio corpo si modificava. Lamù erano i miei superpoteri… e quindi andai a vedere questa cosa e successe un bordellone… cioè non successe nulla ma alla fine scoprii che era bello coltivare i superpoteri.

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Oggi non so perchè mi sono svegliato e mi manca Lamù… non so perchè… ma tedio domenicale a merda e forse se ci fosse Lamù, se passassero Lamù in Tivù… tutto sarebbe più bello e carino, non trovate? Io credo di sì. E poi, volete mettere il tigrato del bikini di Lamù alla pelata di Lindo Ferretti con cui vi ammorbo da tante domeniche? Meglio la verdina dello spazio.

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Ah sì… la call to action: Stanotte… da mezzanotte… potrete collegarvi e cliccare sul sito karasho.org Lo troverete attivo da mezzanotte… TRanquilli che ve lo ricordo pure tipo dieci minuti prima… Mi raccomando… non mi fate scherzi. Ah sì… non aspettatevi chissà che cosa… le pagine statiche ci sono ma il primo post sarà domani a mattino. Voi premete già segui e domani vi troverete il post sulla pagina lettore.

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Il primo stronzomerdone che compie una qualsiasi interazione stasera… vince una cosa bellissima!

lamu

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(2/2) Abilità conversazione sopravvivenza ++ lingua francese e Voyager attrezzato caravvaning campeggio cercasi

… Riprendiamo il discorso di ieri. Oh allora, se tu devi programmare la tua vita in questo modo, a breve e medio termine, hai anche bisogno di conoscere i tuoi limiti in modo chiaro e cosciente. Dunque, se devi spostarti in Colombia o a Marsiglia e sai solo Inglese ed Ungherese… devi programmare un modo per acquisire il minimo indispensabile di conoscenza della lingua che ti permetta, in loco, di interagire per il necessario e lì, eventualmente (sicuramente) migliorare. Per fare questo, tu, che fai? Un programma a breve termine. Esempio? Esempio:

“Il prossimo anno, in Colombia, per un anno intero, una agenzia no profit seguirà un progetto di risistemazione di una struttura per l’infanzia e cerca manodopera. Ho un contatto in loco, acquisito durante una precedente comune permanenza a Manchester per la preparazione di un festival di danze estivo di tre mesi… (non sgranate gli occhi funziona così). Mi ha avvisato perchè sa del mio interesse. Ho un problema con lo spagnolo, nel senso che non lo parlo. Ho un problema coi contanti per il biglietto, nel senso che non li ho. Ho un’amica a Valencia che lavora nell’ambito della giocoleria presso ospedali: bene! Ho un Voyager trasformato in camper per i miei spostamenti in UE. Benissimo!”.

Programma: Chiamo la mia amica le chiedo se può ospitarmi per una o due settimane e se conosce posti dove io possa trovare una stanza a poco prezzo. Una volta in loco, sviluppando per sopravvivenza ed adattamento il minimo necessario di linmgua spagnola, trovo da dormire e da lavorare, nell’ambito della ristorazione o simili. Vivo come ho imparato, al risparmio e senza però farmi mancare nulla. Accumulo denaro e skill spagnolo sopravvivenza ++ (ossia non solo come fare per raggiungere questo posto, grazie prego, buongiorno buonasera, il cesso dov’è?). Appena possibile faccio il biglietto. Il progetto durerà un anno: non potrò portare con me il mio voyager camperato: appena possibile lo rivendo a persone come me (Valencia e simili sono piene) interessato a questo tipo di mezzo di trasporto, spostamento, vita. Il gioco è fatto: Colombia, arrivo!
(lo so che sembrava un 2/2 ma ci vediamo domani per la conclusione! Ah se solo aveste più pazienza di leggere!:P)

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(1/2) Abilità conversazione sopravvivenza ++ lingua francese e Voyager attrezzato caravvaning campeggio cercasi

Allora, c’era una volta uno scrittore, W. Gibson, parente stretto di Nostradamus, che in alcuni suoi romanzi di sci-fi, fantascienzi un bel po’ ma pure parecchio sociologici (poi passati al secolo, per gli amici, come romanzi cyber-punk) descriveva un mondo, dominato da megacorporazioni (le multinazionali… ma pure roba tipo G&S che non è il GS ma quelli che dicono che i tuoi titoli sono cartastraccia) nel quale la gggente, quella proprio comune, nel cervello c’aveva un host di microchip che veniva usato per ampliare la propria conoscenza ed il proprio bouquet di abilità cognitive ed esecutive. Dovevi pestare uno di botte? Ti riempivi di chip con dentro tutta l’enciclopedia del Kung-fu o di qualche altra potente arte marziale ed il gioco era fatto. A meno che quell’altro, più ricco e più potente, di host non ne aveva due e dentro c’aveva l’eniclopedia del kung fu ed il grande almanacco delle combinazioni di boxe. Lì lui ti fotteva.

Questa vicenda del comprare le abilità descriveva un mondo di strada che uno dice: “Fantascienzo, non esiste questo mondo!”. Tecnicamente non ancora. Ci arriveremo. Ma c’è una stirpe rara, una razza folle ed invidiabile, che ha fatto di qualcosa di molto simile uno stile di vita. I giramondo sono così. Io li chiamavo punkammerda… ma sbagliavo. Mia cugina, di cui ho scoperto di essere ogogliosissimamente cugggino, ha scelto di rifiutare la logica dei tempi imposti dal mondo e dare lei, i tempi, non al mondo ma alla sua vita. Vive NON arrangiandosi ma svolgendo una serie di attività in giro per l’orbe terracqueo. In una comunità si fa questo progetto? Bene.. è in Colombia? Meglio! Volevo vedere la Colombia. A Barcellona puoi aprire una compagnia di teatro di strada e far soldi con una tua passione? Ottimo! Barcellona l’ho sempre amata. IN trentino questo autunno un consorzio paga per raccogliere le mele… Figata! Vado in Trentino. Per fare questo, oltre ad una grande forza di volontà, un vaso molto capiente dove travasare ogni volta le tue radici e un enorme spirito di adattamento, serve una capacità molto autocosciente di definire per se stessi programmi e tabelle di marcia compatibili coi propri tempi a breve e medio termine. Per fare questo occorre rinunciare al lungo termine, negarlo, tenerlo così sullo sfondo che è come l’orizzone: “Fighissimo ma… se non posso sapere ora bene come funziona l’orizzonte che ci penso seriamente a fare?”…
(vi stavate appassionando vero? Ci vediamo domani! siamo già a 400 parole poi non leggete!)

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Ricordi, memorie… scordare… scordate…

Si dice dimenticate. Scordate è dialettale. Scordate è ambiguabile (googlogismo). Scordate sono le corde che non suonano correttamente. E a me qualcosa nel ricordo, ossia nel non scordo… suona invece scordata.

Non è che siccome ti vergogni del fatto di aver collaborato ad uno sterminio sistematico di 6milioni di persone, per distrarre la gente da questo fatto ed inventarti i tuoi martiri da scaricare addosso a chi ti ricorda che hai ammazzato gli ebrei… tu decontestualizzi le foibe e ci costringi a ricordare, senza contestualizzare. I morti sono tutti uguali, le ragioni per cui in guerra ed in conseguenza di una guerra si crepa come cani, sono spesso profondamente diverse!.

Io nella giornata del ricordo, non scordo, soprattutto perchè mi sembra un concetto profondamente accordato, il discorso di Mussolini a Pola. I dittatori sono simpatici perchè finchè governano non si rendono conto della portata di quel che dicono per le generazioni future e quindi… poi… se non le scordi le trovi accordate al tuo ragionamento.

Mussolini disse: Di fronte a una razza come la slava, infe­riore e bar­bara, non si deve seguire la poli­tica che dà lo zuc­che­rino, ma quella del bastone. I con­fini ita­liani devono essere il Bren­nero, il Nevoso e le (Alpi) Dina­ri­che. Dina­ri­che, sì, le Dina­ri­che della Dal­ma­zia dimen­ti­cata!… Il nostro impe­ria­li­smo vuole rag­giun­gere i giu­sti con­fini segnati da Dio e dalla natura, e vuole espan­dersi nel Medi­ter­ra­neo. Basta con le poe­sie. Basta con le min­chio­ne­rie evangeliche.

Basta con le minchionerie evangeliche, appunto: hai rotto il cazzo vent’anni ad una popolazione incolpevole? Hai perso, dopo? Zitto e ti tieni la fisiologica conseguenza delle tue azioni. Altrimenti istituisci una giornata del pentimento e prima di chiedere che si ricordino i tuoi compatrioti ricacciati a casa, chiedi scusa per le vittime slovene, croate, serbe, fatte durante la tua snazionalizzazione, occupazione, espansione.

Se non volete essere più amici di questo blog… dopo questa… fate pure, ma ricordate di essere antistorici e di avere in odio un principio profondo che regola il mondo: il nesso di causalità… a causa corrisponde effetto!

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Non me ne vogliate, è un omaggio che sento di fare

Sulla struggenza, proprio la struggenza del personaggio tratteggiato. Che è qualcosa di più del misantropo non snob di Moretti, solito, molto autobriografico. No… è un essere umano fragile ed assoluto che esterna le sue paure, mettendosi a nudo mentre confessa un omicidio… all’inizio passando per matto, poi, con lucidità, accusandosi razionalmente. Davanti ad una legge che resta sgomenta da tanta emotività.

Credo sia forse il pezzo più alto della cinematografia di Moretti che, dopo, in aluni momenti, mi ha anche molto deluso.

Vi invito a guardarlo, anche se avete dei dubbi su Moretti.. perchè credo sia davvero un pezzo molto poetico

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Gianni, Francesca e… Un mercoledì da trimoni! E presagi!

Gianni scorse Francesca al fondo della via.
Gianni considerò che da qualcosa come due mesi o tre non si erano più rivolti la parola. Nemmeno per sbaglio.
Gianni pesò e soppesò in termini di grammi, etti e quintali, il numero di ciao ricevuti, il numero di telefonate fatte… ed il peso che avevano dimostrato quando erano andati via, spariti, evaporati. Gli erano apparsi opprimenti, quelli di circostanza, quando capitava s’inciampassero tra i piedi, per strada. Gli era sembrato pesassero quintali, per davvero. Erano spariti libearandolo.

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Quando la vide avvicinarsi dal fondo della via, considerò che avrebbe avvertito lieve il peso dell’assenza di saluti e formule di ritoSntì tangibilmente lo sterno sollevato. Si ricordò dei montagnoni da piccolo… uno sull’altro, a cinquine, a decine, a dozzine. Si ricordò che il peggio non era essere il primo… ma il secondo da sotto. Mentre Francesca si avvicinava, Gianni si sentì quello fuori dal mucchio, fuori dal coro… lontano, a guardare i montagnoni altrui e immaginare il peso che provavano lì sotto semplicemente soppesando la leggerezza che sentiva sul petto.

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“Ciao!” e fu una frustata. Gianni la guardò stranita. Gianni si morse la lingua per non rispondere. “Ciao!” come se fosse stata una fucilata. Senza la faccia trita di chi ti guarda di sottecchi. Con la faccia mendica. “Ciao!” con una formula che vuol’essere cortese ignorando la violenza che ti fa, il peso che ti scarica addosso. L’immondizia che ti fa piovere in testa. “Ciao!” come fosse semplice ricostruire, perdonare, ingoiare.

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Gianni si sedette alla panca, poco fuori del bar dove Francesca era entrata. L’attese, giornale alla mano e la cura che ci fosse spazio a sufficienza per passare senza dover chiedere niente. E di nuovo, come un pugno in faccia e gli occhi di un cane bastonato, di nuovo “Ciao…” solo con una intonazione leggermente diversa. In tema con l’abito del viso. Bastonata. Ancora silenzio… e lo sguardo a quelle scarpe così alte, così di pelle, così cernierate, così tacchettate, così lontane da quella che era.

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Non c’era nessuna risposta possibile. Quelle scarpe erano bastate a dire che, no, quella non era Francesca. “Non si da confidenza agli estranei, non si saluta nemmeno, Giovannino”…

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Ispirato da quel che scrivevo a m3mango…

… che aveva perso il documento! Io le proponevo di ristampargliene uno. Con le presse e le timbrerie sono un grande specialista. Il falsario delle missioni impossibili. Le avrei fatto una CI nuova di zecca, con sopra un nome inventato. Avrei passato ore ad ascoltare le vite che avrebbe voluto vivere. I nomi che avrebbe voluto avere. Abbiamo tutti un nome con cui cambieremmo il nostro. O lo avremmo voluto un giorno cambiare e per del tempo lo avremmo usato Dice che è roba che ha a che fare con l’autoaccettazione. Adesso mi chiamo e Sono Domenico Mortellaro. Per tanto, tanto tempo avrei voluto essere Alessandro. Mio figlio lo chiamerò così? Sicuro ne avrò? Non so. Avrei voluto essere Alessandro ed abbreviarmi in alesk… e poi avere come cognome Kuntz, storpiando il Kurtz. Ma questa è una storia a sè. Con m3mango riflettevo sul fatto che una nuova vita l’avrebbe costretta piacevolmente a fingere con quella nuova carta d’identità. E come dici fingere in inglese? Pretend. E quindi fing, pretendi… se traslitteri. Ma pretendere significa desiderare così forte da non accettare compromessi… Non centra, vero?

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Cosa c’è da pretendere, da desiderare così forte… se lo vuoi, che non una vita tutta nuova? Una vita da fingere, da addentare forte e trattenere, digerire, fartela salire sugli occhi e sulla pelle per essere lei, anche solo un giorno o un mese. Ci vuole coraggio e cieca determinazione a volersi sentire un altro così tanto bene da fingerlo, renderlo credibile… essere quel documento che in tasca non dovrebbe starci, quello fuori da una stamperia clandestina… quello che certifica e rende vivo, pulsante e a “giusto” “buon” diretto semovente e a seè stante nel mondo… un individio che s’è descritto per desideri, per sogni, per vorrei ma non sono mai riuscito a…
Una cosa così la inventi… la fingi… (dal latino)… poi la fingi, perchè ti fingi… e tutto questo, oltre ad essere un “to pretend” diventa, deve diventare, deve essere specchio di una pretesa. Un pretendere.

Purtroppo, temo, m3mango questa proposta non l’accetterà. Temo sia ligia alle leggi dello stato ed a quelle del cuore che le fan dire, forse, va bene così!

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