Archivi categoria: Maledetto Lumiere e Wuttenberg

Biondoddio con quella che ci farei – 2.3

Il momento di lei doveva arrivare. Esplose in una casella di posta sgangherata per chiedere se fosse vero che mi chiamavo Gianni. Esplose chiedendomi se quel che cantavo era vero. Le dissi di sì, mentendo, perchè curiosavo nella sua vita chiedendomi chi fosse, da dove venisse. Ci affezionammo, ci innamorammo di quel che dicevamo e scrivevamo. Ci promettemmo che mai ci saremmo visti. Ci bussammo sulla spalla in un aeroporto. Poi nulla fu più come prima, come l’Undicisettembre. O come Mio Fratello è figlio Unico… e non si sa ancora chi tra mio fratello ed io debba morire perchè l’altro, sopravvissuto, possa dire Unico del morto. Ci bussammo sulla spalla e ci amammo disperati giurandoci addio e rivedendoci altre dieci volte, riscrivendoci ogni minuto, richiamandoci ogni buonanotte. Ci dimenticammo di noi, quando capimmo che era tutto un gran bel film!

Ed in quel film, lei è la protagonista. La chiameremo come? Boh, non lo so, forse Cristiana. Cristiana che fa rima con Diana e coi Fiori, come Diane Fleri, che è lei, l’attrice di quel film e di quel momento. E’ l’attrice sghemba che muove sul palcoscenico una bellezza bruttina eppure inspiegabile. E’, semplicemente. E’ la storia a cui nessuno crede anche se la racconti mille volte… “Tu con una agente segreta?”… tipo così. Però c’era e c’è stata così forte che niente è stato più come prima. Diane Fleri, Cristiana, Cristina… non la conosce nessuno dove vivi, la leggono e la vedono solo nei tuoi disegni raccontati, nei tuoi discorsi girati a macchina da presa, nelle tavole che apparecchi per gente che non c’è e non ci sarà… sui divani a guardare la TV. E in un pomeriggio ti chiede con la faccina imbronciata: “Ti stai annoiando con me, vero?” e tu vuoi solo dirla che stai bene più di ogni altro momento del mondo. Ma lei non esiste per nessuno… a volte dubiti che esista, che ci sia mai stata… ma è passata, i quell’unico film. E tu hai pensato che non avresti mai più desiderato per un attimo o del tempo o tutta la vita, nessuno, così forte.

 

 

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Non me ne vogliate, è un omaggio che sento di fare

Sulla struggenza, proprio la struggenza del personaggio tratteggiato. Che è qualcosa di più del misantropo non snob di Moretti, solito, molto autobriografico. No… è un essere umano fragile ed assoluto che esterna le sue paure, mettendosi a nudo mentre confessa un omicidio… all’inizio passando per matto, poi, con lucidità, accusandosi razionalmente. Davanti ad una legge che resta sgomenta da tanta emotività.

Credo sia forse il pezzo più alto della cinematografia di Moretti che, dopo, in aluni momenti, mi ha anche molto deluso.

Vi invito a guardarlo, anche se avete dei dubbi su Moretti.. perchè credo sia davvero un pezzo molto poetico

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Gianni, Francesca e… Un mercoledì da trimoni! E presagi!

Gianni scorse Francesca al fondo della via.
Gianni considerò che da qualcosa come due mesi o tre non si erano più rivolti la parola. Nemmeno per sbaglio.
Gianni pesò e soppesò in termini di grammi, etti e quintali, il numero di ciao ricevuti, il numero di telefonate fatte… ed il peso che avevano dimostrato quando erano andati via, spariti, evaporati. Gli erano apparsi opprimenti, quelli di circostanza, quando capitava s’inciampassero tra i piedi, per strada. Gli era sembrato pesassero quintali, per davvero. Erano spariti libearandolo.

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Quando la vide avvicinarsi dal fondo della via, considerò che avrebbe avvertito lieve il peso dell’assenza di saluti e formule di ritoSntì tangibilmente lo sterno sollevato. Si ricordò dei montagnoni da piccolo… uno sull’altro, a cinquine, a decine, a dozzine. Si ricordò che il peggio non era essere il primo… ma il secondo da sotto. Mentre Francesca si avvicinava, Gianni si sentì quello fuori dal mucchio, fuori dal coro… lontano, a guardare i montagnoni altrui e immaginare il peso che provavano lì sotto semplicemente soppesando la leggerezza che sentiva sul petto.

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“Ciao!” e fu una frustata. Gianni la guardò stranita. Gianni si morse la lingua per non rispondere. “Ciao!” come se fosse stata una fucilata. Senza la faccia trita di chi ti guarda di sottecchi. Con la faccia mendica. “Ciao!” con una formula che vuol’essere cortese ignorando la violenza che ti fa, il peso che ti scarica addosso. L’immondizia che ti fa piovere in testa. “Ciao!” come fosse semplice ricostruire, perdonare, ingoiare.

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Gianni si sedette alla panca, poco fuori del bar dove Francesca era entrata. L’attese, giornale alla mano e la cura che ci fosse spazio a sufficienza per passare senza dover chiedere niente. E di nuovo, come un pugno in faccia e gli occhi di un cane bastonato, di nuovo “Ciao…” solo con una intonazione leggermente diversa. In tema con l’abito del viso. Bastonata. Ancora silenzio… e lo sguardo a quelle scarpe così alte, così di pelle, così cernierate, così tacchettate, così lontane da quella che era.

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Non c’era nessuna risposta possibile. Quelle scarpe erano bastate a dire che, no, quella non era Francesca. “Non si da confidenza agli estranei, non si saluta nemmeno, Giovannino”…

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Mustache, mustacchi, baffoni… altro accessorio…

Altro accessorio che riscuote successo. Io coi miei baffi c’ho sempre avuto un rapporto osceno. Non sono mai stato convinto del loro potenziale. Ho sempre desiderato quello che dalle mie parti si chiama il “mostazzo di ghisa” ossia il baffone alla Baffone, alla Giuseppe Stalin. Niente. Baffi poco folti, soprattutto molto radi al centro, hanno sempre reso praticamente impossibile ed irrealizzabile il sogno dello scopettone da tricheco sotto il naso.

C’è stato dunque il periodo in cui ho optato per educati baffi alla “Catturandi”, alla Maurizio Merli per intenderci, ma un pochino più educati… Mi sono stancato subito perchè poi dovevi raderti sul serio ogni due giorni e manutenerli in modo ossessivo per molto tempo.

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Sono dunque passato alla barba, ma la barba non m’è mai cresciuta come avrei sempre voluto, cioè alla Rasputin. A proposito, se qualcuno ha consigli su come impostare una barba alla Rasputin… che il mio barbiere mi guarda e continua a sostenere di non volermi aiutare perchè non mi starebbe bene in viso… si faccia avanti. Voglio la barba da inquisitore o da rasputin… anche dopo aver saputo che quel nervo allucinante in formaldeide è un falso storico ad uso e consumo di turisti pruriginosi ed apparteneva in realtà ad un ciuccio che io ho battezato Sputnik come mio zio prima di me battezzo Sputnik il suo asinello GOBBO. Volevo e voglio la barba alla rasputin perchè secondo me tira un sacco e fa molto autoriale in termini di autoproduzione di romanzetti di genere da vendere tipo harmony su ebook!

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Passo dunque all’estremo ultimoentativo, questa volta riuscito. Ironia della sorte, dopo essermi tanto accapigliato contro di loro per mesi anni o soltanto settimane (per favore senza googlare indovina il cit e vinci un bacio in bocca a chi vuoi tu che darò io al posto tuo!) dopo essermi tanto accapigliato, niente… l’unico bel baffo autoriale che mi viene è quello da hipster, all’insù, incerato e non incerumato… e la differenza non è il rum ma il fatto di non mettersi il frutto del corpo addosso ma una roba della fructis che è più igienica e profumata e chi ti bacia non scappa. IL baffo all’insù mi sta, è facile da manutenere, tira e mi dona quell’espressione di faccia da culo che ogni buon autore all’inizio della fulgida carriera dovrebbe osare avere per affermarsi. Del resto Nietzsche non lo ha mai detto ma Morrison gliel’ha messo in bocca: Tutto in principio deve indossare maschere paurose per imprimersi nel cuore e nella coscienza delle genti! Io indosso occhiali e baffo.

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Alcuni mi hanno detto che potrei fare la controfigura di Sergio della Banda Vallanzasca… ma Moritz mi sa che se la prende… comunque il look fa figo.- Mi sono dunque premurato di controllare che esista una apposita categoria porno per questa storia dei baffi, esattamente come per gli occhiali. No, signori miei, devo deludervi. Il mustache non esiste come categoria, nemmeno nella sottocategoria Freaks (ossia scherzi da baraccone, vuoi mai, donna baffuta… e invece no) nè tantomeno sotto la celeberrima WTF (cioè macheccazzo?! che assomma tutto lo schifo figlio della cacca della morte). L’unica citazione del moustache è in una particolare maniera di imbrattare visi, che disegnerebbe un baffo incanutito. La qual cosa, lungi dall’essere interessante, non crea nota alcuna sotto la vicenda. Posso solo dire senza tema di smentita che in una serie di video dimostrativi del moustache che ho visto, non v’è traccia del baffo hipster all’insù, quindi… sono assolutamente fuori della realtà!

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Con enorme stima mi liscio il baff0 e m’accommiato! Del resto, però, anche col baffo trichecoide… non posso negare di provare un narcisistico bisogno di guardarmi! Come spesso sostengo l’importante è rendersi davvero sul serio!

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Ogni promessa è un debito! (alidivelluto)

Questa tecnicamente non è una promessa fatta ad alidivelluto… ma il pensiero mi è uscito fuori così mentre conversavo con lui sul fatto che le giraffe appaiano placidamente come esseri molli, distaccati, con la testa che viaggia nel libro di Moccia tre metri sopra il cielo. Esseri dementi, insomma. Invece, io le ho viste combattere all’ultimo sangue in un documentario voltolando la testa e dandosi sonorissime mazzate di nuca contro nuca. Roba da restarci secchi. Il tutto era placidamente ripreso da un cameraman che tranquillo, con tanto di autorizzazione planetaria, filmava la vicenda. Intorno, presenti, senza fare il tifo e senza scommettere, decine di persone, tra cui ranger che potevano tranquillamente intervenire e che invece si godevano lo spettacolo. Una delle due giraffe stramazza al suolo. Boccheggia. Muore.

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E’ la natura! Come decisaente è quella stessa cosa che si chiama natura quando il leone si sbrana il cucciolotto di ippopotamo o di rinoceronte dopo che la moglie e le altre schiave negre del villaggio, cioè le leonesse sottoposte, non hanno anch’esse contribuito alla caccia, alla cattura della bestia da sacrificare alle voglie ed ai desideri culinari del maschio alfa e della prole poppante o meno al seguito. Son tutte robe di cui alcune emittenti televisive in chiaro o via pay per view sono assolutamente consultabili. Ci sta un canale pieno di questi snuff movies che ha anche una enorme autorialità scientifica e si chiama “Natural Geographics Wild” (409 Sky). Ora… sul 409 fanno sempr vedere bestie che fanno male ad altre bestie e non succede loro nulla. Ci sta sempre questa splendida roba del sangue che scorre a fiumi, “ci stanno gli occhi della madre, la carrozzella col bambino”.. no quello è un altro snuff con esseri umani… o meglio lì lo snuff lo fai filmando la morte di quelli che assistono a quel film in cui fanno vedere con una certa parvenza di realtà per i primi del ‘900 una strage niente male. No comunque su Nat Geo Wild ci sta sempre sangue che scorre a fiumi, ci sono gli occhi della bestia morente che sono commoventissimi o ci stanno le mossettine isteriche dei ghepardi oppure le robe fumettistiche tipo gli efflheim dei leoni (ossia smorfie che il leone fa quando usa le iene morenti per farci addestrare sopra i cuccioli e condizionarle all’odio sociale per le competitrici canidi… tipo il babbo romanista che porta il figlio in curva ed a sei anni, nella giornata del “dai un calcio alla violenza negli stadi” – slogan pessimo – gli insegna l’adagio che fa più o meno così “Oh Lotito, non piangere perchè, se c’avanza un altro razzo lo spariamo pure a te!“). Ora tutte ste robe di una crudeltà assoluta le fanno vedere su una emittente a pagamento e le spacciano, proprio come faceva Piero Angela che da piccolo mi spacciava roba davvero karasciò dopo pranzo, come roba autoriale ed educativa. Coi professoroni che spiegano e il sangue che scorre a fiumi.

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Non si può scrivere sotto un documentario “Nessuna bestia si è fatta male o è stata ferita, maltrattata o uccisa)… perchè si crepa davvero, lì! Io c’ho una collezione del peggio del peggio di ‘ste robe. C’ho la tragedia delle balenottere azzurre nella baia di fronte a Los Angeles. Una balenottera e il suo balenotterino massacrate per tre ore dalle orche che fecero scempio prima della madre – poraccia cercava di proteggere il cucciolo – poi fecero fare scempio alla loro prole del balenotterino… con tanto di istruzioni in suoni, ultrasuoni ed infrasuoni… che le orche e i cetacei sono assai più intelligenti di noi. Il tutto il giorno della festa della mamma. Con tutti i gitanti che avevano pagato per salire sulla barca di Nat Geo e poi si lamentavano che non li riportavano a casa anzi li esponevano a quello “spettacolo ributtante”… Coglioni, peste li colga! Gente che crede che lì fuori sia Walt Disney. Gente che compra i Jack Russell e poi non sa come gestirli. Meno male che a parte quel cialtrone di Cesar Millan che pretende di convincerci che si risolvono in 24 ore i problemi di rottweiller e simili, ci stanno tanti bravi ragazzi che applicano in settimane e settimane, mesi e mesi, le correzioni gentili e senza violenza… altrimenti gli animalari amanti dei cani di cui sopra, che si comprano a botte di 500oni i jack russell e poi si lamentano del carattere del cane, continuerebbero ad appaltare la violenza ad altri cialtroni che massacrerebbero di botte il cane solo per sopprimere il suo istinto. Sempre di violenza si tratta eh!

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Ora, in una società così violenta… che è immersa e vive in un contesto violento? Ci scandalizziamo degli snuff movies? Sì, di quelli umani è giusto scandalizzarsi! Tipo i filmini con gli stupri. Tipo i filmini, e ce ne sono, di stupri con ammazzamento finale e bordellone di sangue (non è solo un film tipo hostel, sono cose che succedono, rare ma succedono… a Ciudad Juarez è uscito fuori che un bel po’ di camionate di donne sparite o morte sono sparite o morte perchè sono finite a fare l’attrice protagonista di uno snuff). Lo snuff umano no. E sapete perchè? Perchè al netto del fatto che siamo tutti bestie assetate di sangue/sesso, di potere, di soldi e di tutte queste cose splendide che rendono splendido il mondo e sono il vero carburante della Storia… I leoni prima di fare quei bordelloni non si chiavano le gazzelle. Le giraffe non si inculano prima di massacrarsi di mazzate davanti alle telecamere. Sì, lo so, c’è il caso del leone marino che si fotte il pinguino e poi lo divora… ma hanno spiegato che non se lo stava fottendo veramente… o meglio, faceva così perchè quelle sono bestie drammaticamente limitate di cervello.. bestie che scambiano pinguini per partner e autovetture per competitor sessuali. Le scimmie o scopano come noi umano “todos los posicciones” (Bonobo) o si massacrano come noi umani (scimpanzè). Noi siamo l’unica cazzo di specie che pretende di unire la dominazione sul simile, la violenza per sfogare la frustrazione ed il sesso per appagare la libido… portando tutto alle estrenme conseguenze del delirio di onnipotenza con la morte della malcapitata. No ragazzi, così no. Gli snuff sono brutti… quegli snuff non servono al mondo. Forse, perchè, al netto di tutti gli animalarismi d’accatto, è vero che ci siamo guastati proprio tanto come specie vivente. Non so dirvi cosa ma… di sincero e “pulito”, a noi, non è rimasto davvero niente! A me piace da morire guardare gli accoppamenti di animali deboli da parte di animali forti. A me piace un casino capire perchè esseri umani accoppino altri esseri umani. A me piace un casino vedere e capire perchè esseri umani scopino in modi strani altri esseri umani o ci facciano delle robe creative o ci inventino una cosa che si chiama industria del porno che è una cosa culturalissima, quanto Cannes. Proprio per questo, proprio perchè vivo tutte queste bellissime ed avvincentissime cose che mi piacciono con assoluta serenità… mi disturba profondamente sapere che c’è chi non riesce a tenerle distinte e separate. E le mescola. E fa del male. E fa casini!

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Abbiamo riso e scherzato… ma a Ciudad Juarez il conto delle vittime cresce purtroppo di settimana in settimana. Sono attualmente più di 2000 i cadaveri di donne mutilate e ridotte a oggetti dissacrati che il deserto o le periferie hanno restituito, a volte in oscene fosse comuni che denunciano altre e più gravi turpitudini. Ciudad Juarez è la città che probabilmente fornisce al mercato internazionale degli snuff movies la fetta più consistente di beni di consumo. Quel che agghiaccia è che questa violenza non spaventi. Che nessuno intervenga… perchè è una violenza nascosta, strisciante. Quel che agghiaccia è che dietro queste sadiche esecuzioni farcite del peggior campionario della devianza sessuale che l’uomo conosca… c’è una “domanda economica” alla quale pronta risponde una “offerta economica”. Una offerta che arriva alla mercificazione finale e definitiva di un oggetto. Oggetto che è realmente oggetto di quel mercato solo se viene villipeso ed infine distrutto. A me questo spaventa e sciocca… perchè parla di un mondo che prima che della violenza dei documentari o della waltdisneytà del mondo animale farebbe bene ad interrogarsi sul “dov’è che abbiamo sbagliato?”.

 

(i video non sono snuff… fatevi due risate!)

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Bestemmie a reti unificate, antispecisti sul piede di guerra!

Cioè, io mi chiedo, da animalista antispecista convinto, che paga il canone RAI ed è in regola con le tasse… se sia possibile assistere ad un inverecondo spettacolo come quello del 31 sera. Cioè, voglio dire: famiglie, tavole imbandite, diretta da Matera in attesa del countdown (tarocco peraltro)… e nessuno che si sia preoccupato nemmeno per un attimo di verificare i messaggi che passavano in sovrimpressione? Ai bambini, alla loro formazione, alla loro educazione civile e civica, non ci ha pensato davvero nessuno? E’ vergognoso, deprimente… degno di un paese come il Congo Belga! Una bestemmia irripetibile passata così, nell’indifferenza. A mio figlio cosa dirò quando mi chiederà perchè passano le parolacce in televisione, su Rai1? Cosa dovrò dire a mio figlio per spiegargli che “PORCODDIO” non sta bene? Che quella parola non si dice? Come glielo spiego? Come faccio a fargli capire che se Dio è Porco, allora deve anche necessariamente essere Cane?

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Era meglio se guardavamo la Fininest. Era meglio Grignani ubriaco…

(ispirato da una storia vera)

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Cinico Fotoset: Michele

Ritorniamo al CiicoFotoset già visto ieri. Questa è la volta di Michele che lo stesso giorno fu messo di fronte ad un giornalaccio scandalistico anni ’70 e gli fu detto: “Tu vedi ora un pochino che vuoi fare!”. Lui mi disse: “Me ne vado al cesso… vieni!”. Sono state qui pubblicate solo le foto effettivamente pubblicabili, c’è tanto ancora che resterà negli archivi!

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Holga 135BC con un avanzo di pellicola Lomography 400… la definizione pulita di questo scatto mi ha sempre impressionato.

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Holga135BC Con Fomapan. Il viraggio è dovuto alla qualità monochrome scaduta, credo. Purtroppo così da vicino il fuoco intuitivo di una Holga non è performante… ma a me questo scatto è sempre piciauto tanto, con le luci tagliate.

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Nikon D60… Scatto TresPunk ma mi piace perchè tanto espressivo. Alla fine era quello ch volevamo da questo set.

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Nikon D60 ed ho sempre avuto la fortuna di avere con me amici molto istrionici che si sposavano perfettamente con la robaccia che quel giorno avevo in mente!

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Il taglio di luce coi dettagli dell’occhio e del dito in richiamo, qui, mi è sempre piacito un sacco! Nikon D60 anche qui!

 

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Aiazzone, scherzi a colori!

Riprendo alcune foto che non sono state inserite nel set perchè una volta scattate mi avevano entusiasmato per la qualità dei colori e per il significato degli stessi… Ve le posto qui, così, come uno scherzo, in attesa di trovare altro materiale… davvero inverecondo! (I promise!)

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Mi piaceva quella macchiolina rossa che sembrava una coccinella di fronte a quel tubo che pareva volerla aspirre!

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Non so per quale motivo ma mi ricordò subito C1P8 o R2D2 che dir si voglia… io propendo sempre per C1P8!

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La verticalità di alcuni concetti e di alcune forme mi ha sempre rapito ed ossessionato… io non so dirvi bene perchè!

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E poi la quiete ritrovata in quell’angolo di loft decostruito che mi aveva rapito… la ciotola del cane, le zampe del cane… un materasso ridotto ad un letamaio… eppure quel senso di quiete incomprensibile!

 

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Rubo giochi e tag qua e là…

E ora non ricordo nemmeno a chi ho rubato queto tag e questo gioco, ma, tipo, ho trovato in giro uno di quei tag a catena di santantonio dove ti invogliavano a fare il nome di sette invitati sette del mondo del cinema per il cenone di Capodanno, motivare la scelta e parlare anche del menù, motivandolo! E allora andiamo, con la precisazione che non troverete sotto tag a guastarvi la giornata…

  • Monica Bellucci, non nella versione banalissima e scontatissima de “La Riffa” che sicuramente sarebbe ispirata, visto il contesto, ma quella molto più pazzerella e scialba e ochetta de “L’Ultimo capodanno!”. Solo che potrebbe star certa, non la tradirei con una racchia come quella del Film. Ah sì, con lo stesso vestitino rosso. E lo stesso intimo sotto, merci..lultimo-capodanno
  • Stacy Martin così come ce l’ha regalata Nymph()maniac parte 1. Possibilmente nel periodo che va sotto il nome di Capitolo 3, quello in cui lei felice e spensierata dice “Ti amo” a tutti mentre viene e dice a tutti: “E’ stato il primo orgasmo!”. Così, per ricordarmi che ho ragione a non fidarmi mai troppo di certe affermazioni sugli ex! E poi perchè mi ricorda una storia in cui sbagliai tutto… e stavo con una ragazza che le somigliava moltissimissimo!
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  • Iwan Rehon… che è il mio personaggio preferito in “Game of thrones” per il suo fare assolutamente psicopatico e per la sua propensione alla cattiveria immotivata. Ovviamente non posso accetare la sua presenza da solo quindi, si lasci pure accompagnare da…
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  • Alfie Allen, perchè non può esserci vera cattiveria e vreo sadismo di Iwan se manca Theon Greyjoy, il piccolo Rick, che per quella serata mi sarà prestato e potrò portare al guinzaglio senza temere di passare dei guai per questo.
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  • Mohinder Roy per la sua somiglianza così efficace ai nani de noantri. Un nano non poteva mancare al mio banchetto sontuoso. No, non poteva di certo e di certo non mancherà. Una sedia con tre cuscini per lui che stasera non deve temere d’essere schernito. Ho chiamato Rick a bella posta!
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  • Valentina Nappi, per il gusto un po’ verace ed assolutamente trasgressivo che la più nota e celebre delle pornostar italiane, appena sbarcata su Naughtyamerica, può dare alla serata. A Valentina sarebbe cortesemente richiesto di non prodursi in niente di “tipico” sui suoi set… sono “solo cene eleganti”! (cit.)
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  • Vince il ballottaggio tra Elio Germano così come l’ho visto in Come Dio Comanda e Maria Pia Calzone (Imma Savastano in Gomorra) quest’ultima… per ragioni numeriche… e cioè vuoi mai che poi se ne vanno tutti insieme e io resto da solo? E poi per ragioni affettive (sono mezzo napoletano e l’idea di una contesa culinaria tra la matura Calzone e la giovanissima Nappi in tema di fornelli mi da un gusto assolutamente erotico al buffet!).
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Menù della serata: Oh, il video guardatelo per bene!

  • Antipasto: Fuagrà con confettura di cipolle e formaggio francese stagionate… poi, fruttadimare… canestrelle, ostriche, taratuffi, cozzepelose, le canestreeeeeelle, le cozze pelose… Il tutto annaffiato con Franciacorta Monterossa Coupe
  • Vermicelli con le anguille capo e coda
  • Capitone arrostito
  • Calzone di scarola
  • Insalata di rinforzo (Fin qui considerate come annaffiatura Birra Doubleblanche Lupolus e IPA Zona Cesarini)
  • Frutta secca, se è avanzata, ancora, fruttadimare (Franciacorta Monterossa Satin)
  • Cotechino e lenticchie innaffiate con Brewdog India Ale
  • Struffoli e Roccocò (Stot Doublechocolate)
  • Pannacotta al caramello o ai frutti di bosco, a gradire.
  • Panetton no, dopo il panettone…

Io lo so che questo è il menù di Natale ma essendo sanguemisto in casa, io un Natale secondo la tradizione culinaria tipicamente barese non l’ho mai fatto… perchè abbiamo sempre fatto la vigilia con il ramo paterno e quindi… meh, non siate così incredibilmente pignoli!

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Betonificio e Terremoto

Ci sono, in questo estratto da un set che spero di perfezionar nei prossimi giorni, una serie di scatti che hanno dentro tutte le mie fisse del 2011: decontestualizzazione e destrumentalizzazione dell’ottica, transgenderismo della macchina fotografica in macchina da presa e amore per il degrado, l’abbandono, la putrescenza architettonica.

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Materiale scattato nell’agosto 2011con Lubitel2 su formato 120mm e Holga 135 su 35mm. Nessuna postproduzione se non quella per il taglio dei fotogrammi

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Lubitel: top-bottodi una inquadratura… mentre scattavo, l’amico Vito è uscito dall’inquadratura lasciando ancor più sospeso il tutto. Mi scuso per la pessima qualità ma wp e la sua compressione si rivelano ignobili! (lubitel2)

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Doppia esposizione costa-mare. Il gigante del betonificio pare emergere all’orizzonte, incombente. Mi piaceva questa idea mi emozionava il tentativo. Purtroppo non post-produrre porta anche risultati non proprio desiderabili come lo spegnimento generale dei colori. Era il concetto ad interessarmi, però! (lubitel2)

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Provare a rendere futuristicamente l’operazione del vedere progressivo, mentre si alza lo sguardo, in macchinetta, mi ha sempre affascinato. La struttura si torce come una vite mentre si avvita. O, se vogliamo, visto che si facevano travi e pilastri di compresso, segue l’andamento elicoidale dei tondini all’interno del calcestruzzo. (Holga 135)

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Ancora una torsione, più evidente, nel tentativo di evitare il sole. (holga135)

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