Archivi categoria: Ti spiego il mondo con la sveltina!

Mustache, mustacchi, baffoni… altro accessorio…

Altro accessorio che riscuote successo. Io coi miei baffi c’ho sempre avuto un rapporto osceno. Non sono mai stato convinto del loro potenziale. Ho sempre desiderato quello che dalle mie parti si chiama il “mostazzo di ghisa” ossia il baffone alla Baffone, alla Giuseppe Stalin. Niente. Baffi poco folti, soprattutto molto radi al centro, hanno sempre reso praticamente impossibile ed irrealizzabile il sogno dello scopettone da tricheco sotto il naso.

C’è stato dunque il periodo in cui ho optato per educati baffi alla “Catturandi”, alla Maurizio Merli per intenderci, ma un pochino più educati… Mi sono stancato subito perchè poi dovevi raderti sul serio ogni due giorni e manutenerli in modo ossessivo per molto tempo.

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Sono dunque passato alla barba, ma la barba non m’è mai cresciuta come avrei sempre voluto, cioè alla Rasputin. A proposito, se qualcuno ha consigli su come impostare una barba alla Rasputin… che il mio barbiere mi guarda e continua a sostenere di non volermi aiutare perchè non mi starebbe bene in viso… si faccia avanti. Voglio la barba da inquisitore o da rasputin… anche dopo aver saputo che quel nervo allucinante in formaldeide è un falso storico ad uso e consumo di turisti pruriginosi ed apparteneva in realtà ad un ciuccio che io ho battezato Sputnik come mio zio prima di me battezzo Sputnik il suo asinello GOBBO. Volevo e voglio la barba alla rasputin perchè secondo me tira un sacco e fa molto autoriale in termini di autoproduzione di romanzetti di genere da vendere tipo harmony su ebook!

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Passo dunque all’estremo ultimoentativo, questa volta riuscito. Ironia della sorte, dopo essermi tanto accapigliato contro di loro per mesi anni o soltanto settimane (per favore senza googlare indovina il cit e vinci un bacio in bocca a chi vuoi tu che darò io al posto tuo!) dopo essermi tanto accapigliato, niente… l’unico bel baffo autoriale che mi viene è quello da hipster, all’insù, incerato e non incerumato… e la differenza non è il rum ma il fatto di non mettersi il frutto del corpo addosso ma una roba della fructis che è più igienica e profumata e chi ti bacia non scappa. IL baffo all’insù mi sta, è facile da manutenere, tira e mi dona quell’espressione di faccia da culo che ogni buon autore all’inizio della fulgida carriera dovrebbe osare avere per affermarsi. Del resto Nietzsche non lo ha mai detto ma Morrison gliel’ha messo in bocca: Tutto in principio deve indossare maschere paurose per imprimersi nel cuore e nella coscienza delle genti! Io indosso occhiali e baffo.

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Alcuni mi hanno detto che potrei fare la controfigura di Sergio della Banda Vallanzasca… ma Moritz mi sa che se la prende… comunque il look fa figo.- Mi sono dunque premurato di controllare che esista una apposita categoria porno per questa storia dei baffi, esattamente come per gli occhiali. No, signori miei, devo deludervi. Il mustache non esiste come categoria, nemmeno nella sottocategoria Freaks (ossia scherzi da baraccone, vuoi mai, donna baffuta… e invece no) nè tantomeno sotto la celeberrima WTF (cioè macheccazzo?! che assomma tutto lo schifo figlio della cacca della morte). L’unica citazione del moustache è in una particolare maniera di imbrattare visi, che disegnerebbe un baffo incanutito. La qual cosa, lungi dall’essere interessante, non crea nota alcuna sotto la vicenda. Posso solo dire senza tema di smentita che in una serie di video dimostrativi del moustache che ho visto, non v’è traccia del baffo hipster all’insù, quindi… sono assolutamente fuori della realtà!

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Con enorme stima mi liscio il baff0 e m’accommiato! Del resto, però, anche col baffo trichecoide… non posso negare di provare un narcisistico bisogno di guardarmi! Come spesso sostengo l’importante è rendersi davvero sul serio!

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Chi urlava “Chi ha tempo non aspetti tempo” pretese di portarmi in dono la lentezza, per scelte più confacenmti alle mie possibilità.

Ironia di una società borghese tutta italiana, figlia di un non-miracolo produttivo, che continua in modo miope a non interrogarsi, con lenti atte, al mondo che ha intorno ma semplicemente a guardarlo e specularci su cialtronescamente credendo le proprie ricette vincenti (?) si rivelino sempre adatte.

E quelli che del proverbo “Chi ha tempo non aspetti tempo!” avevano fatto non il proverbio ma il Verbo, si ritrovarono, per l’anno nuovo, ad augurarmi la lentezza che m’aiuti a scegliere percorsi più confacenti alle mie possibilità.

Passando da Carmelo Bene a Rocco Siffredi: o devi completamente riaggiornare il software del vocabario e del lessico, della sintassi e della grammatica, riaggionare i significati senza metterti troppo a far valzer coi significanti, oppure, bello mio, mi stai dando dell’inetto a Capodanno! Scelta improvvida. Per due ordini di motivi.

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Il primo, più aulico e più, se vogliamo, dialogicamente masturbatorio (che la masturbazione pubblica, per quanto scandalizzi, è il gesto d’amore più bello verso sè stessi) è che due negazioni affermano. Vengo a spiegarmi meglio. Nel contesto di società borghese e capitalisticamente produttiva che il soggetto augurante sostiene di avversare, ma nella quale vive comodo, beato e traendone ogni profitto massimamente massimizzabile, “colui il quale” deve trovare strade a sè più confacenti è il soggetto “inetto”. L’etimologicamente ed ontologicamente incapace agire, produrre… in una parola il non utile, dunque non vivo. Ed una vita borghesemente stigmatizzata da un mondo borghese come inutile è una non vita. L’inetto, che nella società borghese finisce per percepirsi senza scampo come Non Vivo e finisce per percepire la propria vita come Non Vissuta, poichè improduttiva, inutile, è dunque: un Non vivo che Non vive. Eppure, tanto nella dialogicità, quanto nella matematica, due negazioni affermano esattamente come due meno, moltiplicati tra loro danno un segno positivo. Dialogicità e matematicità di un assunto: lingua e calcolo sono le forme primordiali di sfruttamento. Capacità di lingua e capacità di calcolo sono i due strumenti primordiali di asservimento degli schiavi ai Sapienti. Bene, nel pieno della contraddittorietà borghese, ricordo al caro Re Mago ante litteram e pure un po’ in anticipo, che il sottoscritto, oltre a non sentirsi inetto, è anche capace di testimoniare la assoluta fallacità della sua visione usando gli strumenti propri di quella visione e di quel mondo.
Come dire: Improduttivo e Inetto un par de coglioni, bello il mio caro!
Del resto, se da “Chi ha tempo non aspetti tempo!” arriva l’augurio di tempo, tanto tempo, non tanto per ritrovare serenità ma per risolvere inettitudini… beh facevo bene giorni fa a ricordarvi ed invitarvi a pisciare e cacare sulla “saggezza popolare” che menocheborghese non lo è mai!

V’è poi una questione molto meno dialogica e molto più empirica. Mio caro vincente del “Chi ha tempo non aspetti tempo!”… mi piacerebbe sapere quali sarebbero i tuoi piani a parti invertite. Col bravo diplomino di trent’anni fa, adesso, avresti accesso a quel dorato mondo di soldi e successo che magnifichi dall’alto del tuo cattomarxismo da teologia della liberazione? Ho qualche dubbio. Dimmi ancora, riprendendo tra le mani la tua esperienza di vita, di sicuro ammirevole: credi che un contratto di accesso al mondo del lavoro come quelli odierni t’avrebbe pagato e garantito i viaggi, le esperienze del cuore e dell’anima, i permessi studio per laurearti in corso d’opera. Togli dunque gli occhiali, o indossa comode lenti adeguate ai nostri giorni. Io porto per moda gli stessi occhiali del babbo, ma gli ho fatto cambiare le lenti, sai? Perchè ho come il dubbio che i tuoi, di occhiali, da solone, questo mondo non lo abbiano capito. Mi chiedo, ora e qui, chi sia l’inetto, tra me e te. Mi chiedo con tranquillità, davvero enorme, chi tra me e te sia inetto: se io che m’arrabbatto e non smetto o tu che hai pretesa di insegnare a qualcuno un mondo che viaggia su binari completamente diversi dai tuoi. Un mondo in cui saresti mendicante quanto me al banchetto del lavoro e della produttività. Inetto quanto me. Hai cominciato a costruire una solida posizione negli anni in cui io, coi miei studi, sarei forse già con un piede e mezzo nel mondo universitario. Bello, molto bello, molto borghese, fare i comunisti col culo degli altri ed il vincente con le regole dell’anno passato.

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Ricorda, due negazioni affermano: lo dice la matematica alla base dei tuoi ferrei e sudati studi e la dialogicità che ami sfoggiare forbitamente. Chi battezzi non vivo, vivente una non vita, è vivo per tua stessa ammissione. E se per caso fossi io ad aver inteso male… vola più basso nello scrivere e nel parlare… devi esserti perso e qualcosa ha fatto difetto. Perchè tutto, tutto apreva fuorchè un augurio!

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 Benedetta la funzione “programma”…

Pessimi miei, mai sufficientemente vituperati, è con estrema e proverbiale cortesia che mi impegno a ricordarvi anche quest’anno che: “Non saranno un pugno di lenticchie, una zampa di porco fasciata con la guepierre argentata “collezione Levoni 2015″ ed una pezza da culo rossa a farmi dire che il prossimo sarà un Buon Anno!”.

Siate felici con distinta moderazione, grazie…

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Il triangolo è completo…

Si completa con la figura sulla spalla destra la carrellata sul tittico del tatuaggio o tattoo che ho fatto sulla schiena. Il rovesciamento del simbolo triangolare è un riferimento jungiano non tanto alla dualità dell’animo umano quanto e più precisamente alla Grande Madre, colei che da la vita come Demetra e Iside simboleggiando fertilità e rinascita… a destra, oppure la distrugge e la smembra come Ecate, Persefone e le Erinni… a sinistra. Il vertice basso di questo triangolo, coincidente con il coccige, è il crogiuolo in cui tutto decanta e viene a trattenersi e ridigestarsi… ma sostanzialmente ponendo le Erinni a sinistra e Demetra a destra, corrisponde a Sofia, ala purezza del rapporto con il femminino universale. In un amore che, proprio perchè interspecifico, non si sublima nel gesto più istintivo della passione, bensì in quello più ragionato della cura e del dono per il dono. Ecco perchè il vertice basso vede Maggie. Ecco perchè il vertice sinistro vede l’affetto carnale e spirituale passato.

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A destra un orso molto stilizzato. Richiamo della civiltà russa. Come omaggio al tratto siberiano scelto. Nella tradizione Russa la Madre stessa è dipinta sempre come un’orsa. In una società rurale e boschiva come quella siberiana, il lupo e la lupa hanno significati profondamente distruttivi e negativi, mentre la cura, l’affetto e l’amore materno sono simboleggiati dalla forza distruttrice dell’orsa. Proprio come l’Orsa, la madre difende i propri cuccioli, bada alla cura del branco, protegge dal Male.
Benedice, con la zampa sinistra che si alza nel simbolo del tre, come da buona tradizione iconografica ortodossa. Resta ferma in primo piano retta, come da tradizione bizantina, non proprio frontale, senza mai volgere le spalle. Guarda verso destra non solo per una questione di equilibrio dell’immagine e di simmetria ma anche e soprattutto perchè continua a distendere in modo discreto la propria protezione. 12277262_10207679553857408_1675583107_n

All’Orsa non è richiesta alcuna benedizione sulla vita e sulle passioni. L’Orsa semplicemente, attraverso l’uso di alcuni oggetti dal carattere simbolico e quindi magico, protegge il passato e la formazione del cucciolo senza che mai sia possibile intaccare gli affetti passati e presenti, familiari, quelli che hanno portato il cucciolo ad essere l’uomo che è. E quindi ci sono le gru dell’edilizia, di chi ha insegnato me si costruiscono i sogni ed i percorsi… di chi ha insegnato che esiste sempre un modo per lasciare un segno, una traccia concreta di se stessi, i libri e i calamai di chi ha trasmesso l’arte e la passione per lo scrivere prima ed il raccontare dopo, il computer, un Apple II, per la ordinata caparbietà di chi ha fatto amare uno strumento ormai irrinunciabile, trasmettendo un metodo ed un amore per la curiosità, sempre… e la cura ostinata e caparbia di chi ha sempre preteso di proteggere, dal sole e dalla pioggia, spesso anche senza più vedere e snza più poter camminare, continuando a piantare un ombrellone non solo su una spiaggia.

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Questa figura ha una serratura sull’occhio destro, l’occhio della ragione. Anche questo è un significato misterioso… che non voglio svelare e so capirete che è importante custodire gelosamente quello che c’è dietro le serrature. Sono lì a posta. Ma ho sentito il bisogno di parlare di ogni serratura perchè, per quanto stronzomerdoni voi siate, non siete gente stupida… e le avreste notate… e mi sarebbe dispiaciuto dirvi: “Questo, solo questo, sono cazzi miei!” 😛

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Adesso e davvero ci fermiamo. Ho in mente un lavoro bellissimo… ma non è il momento. E non so se quel momento arriverà, davvero.

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La spalla sinistra

Ed il sinistro in psicologia ha tutti significati introspettivi, di accartocciamento, di riflessione, di involuzione, di reverto, di torno indietro al passato. Nel mondo arabo ovviamente tutto è a specchio. Dipende dal nostro sistema di lettura. Come nelle composizioni fotografiche. Sinistra è Alfa, Inizio. Ma, ovviamente, già dal giorno dopo di Alfa, è ritorno, passato, ancoraggio… quindi non decisamente sempre un bene.

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A sinistra c’è una gattina vestita da santa bizantina. Ha addosso un pannolone, da sopra, perchè si veda. E’ una icona che misteriosamente volge le spalle e si guarda inidetro, mantiene un contatto visivo pur decidendo di andare via. E’ una figura che si muove, non resta statica. E’ una figura che si sposta continuando a fissarti con aria maliziosa, incomprensibile, enigmatica… Ha la faccia di Joy Blueyes… maliziosa, discola, inafferrabile. Eppure Joy Blueyes io la curai. Mi presi cura di lei… e lei arrivata ad esser grande… ma nemmeno troppo grande, che ancora poppava dalla sorella di sua madre mentre lei allattava i suoi piccoli – piccoli davvero – lei mi volse via le spalle. Rimanendo sempre a guardare.

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E’ la cura degli affetti più veri e profondi… quelli che, però, ad un certo punto della tua vita vanno via. Rompono le catene. Rompono le catene custodendo però sempre – intatta – una serratura sul lato sinistro della schiena, del petto… sul lato del cuore. Quella serratura è ancora una volta un mistero che non voglio raccontare. Ma c’è chi ha avuto un tempo il posto più sinistro e dolce della mia vita. E poi ci si è dati le spalle senza perderci di vista. Forse, purtroppo. Ed è un affetto che va via senza togliersi il pannolino. E’ un affetto che va via senza volgere lo sguardo. E’ un affetto che rompe le catene e mi chiede, mentre lo chiedo io a lei che si allontana: “Senza strada, ndò voi annà?” (che è un verso di una canzone dei Baustelle che si chiama Contà l’inverni e sta sull’album Fantasma) … dove vai senza me, senza noi… che siamo stati la strada e la Strada? Ah sì, le mani… denunciano liberazione con le catene rotte, le manette spezzate… ma restano verso il basso… e non benedicono come Maggie faceva prima.

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Ma questo è il lato sinistro, l’involuzione ed il passato. Per chi sceglie di tracciare sulla propria pelle, lì dove sa che nessuno mai lo vedrà, quel che tanto significa nella sua vita… il passato deve avere un posto di enorme cura e rispetto. Anche se fa male. Anche se il peso di quel che hai disegnato ti fa volgere la spalla all’ingiù con rabbia. Lo sentirai leggero… un giorno. Ogni giorno di più lo senti più leggero. Perchè già non pesa niente. Ma c’è stato… ed era giusto ci fosse. Tracciato. Questo è il secondo tatuaggio, il secondo tattoo che fa da secondo vertice del triangolo rovesciato che le icone bizantine 2.0 mi disegnano sulla schiena. Domani parliamo del terzo… il primo era già stato discusso qui!

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Vedete mi rendo conto che non basta un post, a volte…

E quindi torno davvero un attimo sui fatti di Parigi per dire la mia su quello che sta succedendo sui social, dal mio piccolo osservatorio che è la mia bacheca di FB, con sopra idioti del paese, qualche stronza, tanti animalisti, tropppi animalari, qualche revolucionario, qualche fascistazzo, qualche fasciocomunista, i miei parenti e i buoni amici. Ah sì, pure qualche conoscente che nelle categorie di cui sopra non c’entra un cazzo!

Ho visto due tre cose curiose:
1: prendere per il culo la gggente è facilissimo. E’ stata ricondivisa – con punte di sdegno e di rabbia da deficiente conta dei numeri, la strage del Kenya con tag come #diquestinonfregauncazzoanessuno… che sa tanto di terzomondismo multiculturalista d’accatto. La strage era di Aprile ma lo sport nazionale del villaggio globale FB è – si sa – condividere senza guardare il contenuto… non dico la fonte, che obiettivamente sarebbe troppo. Ma, si sa, in un mondo dove le notizie inventate da catenaumana, gazzettadellasera e simili (portali riconducibili a questo signore che candidamente ammette: non voglio fare politica ma soldi coi click) finiscono condivise manco fossero vere… ci si può aspettare di tutto. Fa terrore vedere quanto l’idiozia umana sia capace di trasformare anche i comuni sentimenti di pietas in una volgare caccia al derby ed al like. Sì, l’idiozia fa terrore.

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2: Sperticarsi in analisi geostrategiche o politicosociologiche sia semplice ed avvincente come commentare la formazione dell’Italia dopo ogni sconfitta ed ogni vittoria. Pareggi inclusi. Il tutto in un paese dove la sociologia è la “scienza che non esiste”… le facoltà di sociologia rischiano la chiusura, sociologia è la branca di ricerca per cui si investe di meno e compagnia cantante. Ah, non mi esprimo su scienze politiche: con tutto il rispetto per chi si occupa di servizi sociali ed assistenza e politiche di welfare e contrasto a povertà, esclusione sociale e disagio… non è il caso di sentirsi in diritto e in dovere di dire la propria senza robusti studi di tipo internazionale. Eppure: tutti lì a giudicare e vagliare gomblottisticamente il ruolo di questa e quella superpotenza. Ovviamente con un bel vaffa all’impero plutocratico delle multinazionali, sotto, schiaffato da qualche parte.
Il tutto sui corpi ancora caldi di un centinaio buono di ragazze e ragazzi. Manco fossimo ad un banchetto di carogne tra iene, avvoltoi e grandi sarcofaghe. Il nulla avanza, Domenico!

3: A nessuno viene in mente che nel momento stesso in cui si grida vergogna per le due o tre cose di cui sopra… siamo cittadini di uno stato che fa dell’intermediazione nel traffico di armi uno dei business più interessanti (sottobanco, per carità di dio… tramite le organizzazioni criminali o tramite apparati deviati dello stato). Siamo il paese che urla allo scandalo convinto che davvero ogni singolo rifugiato riceva (non si sa quando, non si sa dove, non si sa come) 33,24 euro al giorno. E vai a far la guerra dei poveri. E vai a gridare al “Cacciamoli tutti, facciamoli morire in mare”. Ignorando che quella gente scappa dagli amici di banco di chi arma i terroristi di Parigi. Non faccio facili riduzionismi. E’ evidente che in un paese in cui le pensioni sociali sono attestate sui 600 euro quando va bene, sapere che ogni singolo rifugiato costa allo stato quasi 1000 euro fa incazzare. E’ però più comodo decapitare chi soffre di emicrania piuttosto che cercare una cura meno medievale. Piuttosto che, ad esempio, indagare bene sul funzionamento del terzo settore in campo di accoglienza.
Quel che però non smettiamo di fare è attaccare adesivi e bandierine sulle nostre foto profilo. Un lavaggio rapido di coscienza che equivale all’imbiancare le mutande tenute su per un mese sempre nello stesso verso.

BACIO A PARIGI - DOISENAU - ALLEGROparis 1950

4 – Tutti lì buoni a sentenziare che bombardare è ora… bombardare non è la cura… avessimo bombardato prima… non avessimo bombardato mai. Tutti convinti di avere una ricetta per guarire i drammi del pianeta. Slavo poi, dopo 72″ netti, urlare al gomblotto dei sistemi superiori, agli ingranaggi che ci stritolano, alle forze del male che non fermeremo mai: quelle della politica, del signoraggio, delle multiunazionali, delle sette sorelle, dei diciotto cugini, dell’internazionale neroverde (che non sono gli ultras del bitonto ma i fascioislamici). Tu, che ti definisci infinitesimo, vuoi venirmi a dire che hai la ricetta? Allora non sei infinitesimo… sei un grande del pianeta. Fai parte del gomblotto! Tutti ad esaminare ed analizzare – quasi sempre senza alcuna cognizione di causa – il lenininano “Che fare?”

5 – A  nessuno viene in mente di rispondere con semplicità… se questa gente ha colpito Parigi e pretende di terrorizzare tutti, l’unica risposta consciente dopo lo sgomento è ricordare che Parigi va colpita e va colpita in quel modo, senza intaccare i gangli del potere o le strutture logistiche ma colpendo i luoghi dell’aggregazione e della socialità, perchè Parigi è la città del bacio e del meticciato culturale. Parigi è la città dell’Amore… cosa che a tutti i radicali sta sul culo. Parigi è la città dove, dalle banlieu, arrivano prodotti culturali di indiscussa qualità… arriva un remix reggae come quello di Danakil che shakera un grande classico della canzone francese con i suoni della jamaica… avendo nel complesso che la suona una buona metà di islamici e due ebrei. Cose così possono accadere a niuiornia o a londinium… ma a Parigi è più semplice che accadano. Perchè Parigi è la città del bacio.
A nessuno viene in mente di pubblicare come foto profilo non la bandiera della Francia… ma un bacio, uno dei milioni fotografati a Parigi. A nessuno viene in mente di rispondere alle raffiche di mitra col suono proprio di Danakil e del suo Je ne regrette rien… Non fa figo… è complicato… e FB non sopporta i chiacchieroni complicati. Per questo l’ho scritto qui!berengo-baci

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C’è una cosa che si chiama follia: “Credo alla figura di Gesù, non certo alle istituzioni della chiesa…”. E quindi sei un pazzo molto più pazzo di quelli che come perversione c’hanno quella con su scritto Cattolico Praticante…

E niente capita che ne ragioni al bar… e ti viene chiesto se credi e perchè non credi. E tu dici che non ti senti solo. E tu dici che ti fa paura, eccome, la morte come pure le malattie… ma non è certo la religione che te le tiene lontane. E sulla morte, come fenomeno naturale non è possibile far nulla. E non è possibile nemmeno che tutti i morti escano dalle fosse quel giorno famoso che si chiama Apocalisse di Giovanni… (e non c’entra niente con l’Apocalisse che fece vedere il prete del frosinate urlando “Ve la do io l’Apocalisse…” quel giorno bendetto che lo misero a TSO senza cena)
…perchè nemmeno in Colossal quali The Walking Dead, Zombie o l’Alba dei Morti Viventi sono tecnicamente resuscitati tutti i morti del mondo. “Ma che sei scemo? Dove ci mettiamo?!”.

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E niente capita che l’interlocutore ti guarda e ti dice: “No perchè io, cioè, io credo nella figura di Gesù, parliamo di religione ma non mi toccare Gesù che mi incazzo… io credo nella parola di Gesù, non nelle istiutuzioni della chiesa!”. Con tono fermo, deciso, imperativo. E capita che tu scoppi a ridere a sentire queste parole… e provi a cercare di trovare il modo di non essere offensivo con quella risata, perchè è giusto spiegare perchè si ride. Senò stai a prendere per il culo. E non va bene.

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E niente tu prendi e fai una domanda…

Un piccolo inciso: a me l’utilizzo difforme del verbo prendere che c’abbiamo al sud mi fa quasi arrapare… “prendo e me ne vado!”, “prendo e dico…”, “prendo e faccio…” quasi sempre preceduto dall’avverbio ‘mo… come a dire adesso… indica proprio in modo evidente l’urgenza ed il bisogno di “prendere” e fare quello che il verbo che c’attacchi dietro dice che devi fare… un CARPE DIEM continuo ed azionista! “Poi dice che al sud non si fa niente…” (cit.)…

E niente tu prendi e fai la domanda, che ormai da una è diventata la… e tra poco capirete che in realtà è LA domanda… contro tutta ‘sta gente che continua a credere di dimostrarsi progressista e progressiva invece è nella maggior parte dei casi finta e ipocrita e questa è una cosa che non c’entra con l’interlocutore che è talmente genuino che tutti dicono al paese mio che è pazzo…

E niente tu prendi e fai La Domanda: “Cioè, aspetta… conoscevi personalmente Gesù di Nazareth figlio di Giuseppe?” (che formidabile invenzione i cognomi!)…

… e quello ti risponde piccato: “Non ti permettere di bestemmiare!”. E tu gli fai sereno: “Io non sto bestemmiando, sei tu che mi hai detto che credi nella parola di una persona… io a questo punto devo pensare che tu l’hai ascoltata di per tuo…” – “No, ma ho sentito dire ed ho letto quello che lui ha detto…”. Ho sorriso: “Scusa ma non mi risulta ci siano registrati da qualche parte i “Dialoghi di Gesù”, non mi sembra esca in libreria “Parabole – la raccolta di DVD con la vera voce di Gesù” e non credo sia stata ancora stampata “La mia vita spericolata” con autore Gesù di Nazareth figlio di Giuseppe… quindi tecnicamente che ne sai cosa ha scritto e cosa ha detto? se mai abbia scritto nulla perchè mi sa che era pure analfabeta come tutti gli amici suoi che chiamate apostoli”. Ha trasecolato con gli occhi: “Ma miseriaccia (ok la bestemmia era sulla luce di Cristo ma sorvoleremo) sta scritto che…”. Ho trasformato gli occhi in fessure, l’ho fissato: “Sta scritto dove?” – “Nelle Scritture…” – “E chi le ha scritte e tradotte le scritture che quelli erano tutti analfabeti? Quelli in cui tu stesso hai detto di non riporre la benchè minima fiducia…”.

“Io con te non parlo più di queste cose… ci sarà una risposta ma adesso non sono documentato per dartela!”.

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Non esiste documentazione a me oppugnabile. La verità in questo caso sono Io.

Dio non esiste!

E Gesù di Nazareth figlio di Giuseppe avrà detto e fatto cose mirabolanti… ma di lui hanno scritto in aramaico vecchio persone diverse da lui… probabilmente schizofreniche anch’esse… o molto superstiziose. Poi le loro scritture ed i loro appunti sono finiti in mano – secoli dopo – a pretacci ingestibili che hanno messo su un ufficio apposito per la validazione e traduzione delle scritture. Un Ufficio organizzato peggio della Sigurimi albanese, che spacchetta i Vangeli in pagine e da una pagina a testa ad un francescano, un domenicano ed un gesuita… (che non è la barzelletta del francese, l’inglese e l’italiano perchè le barzellette non uccidono, la religione sì) e poi dalla pagina 4 ricomincia il giro… e gliele fa tradurre.
E poi assembla tutto con lo “stile” che riesce meglio. Ad uso e consumo di quel che vuol far succedere nel mondo, tipo l’uscita dei libri di Costanza Miriano sulla sottomissione della donna, tipo l’uso non consentito dei preservativi per scatenare l’AIDS e dire che è una piaga contro i ricchioni che Dio non li vuole perchè mettono il ciacellino da dove si fa la cacca e simili…).

E questo Ufficio sta nella chiesa che – badate bene – voi tutti che dite “Credo in Gesù, non nella Chiesa!” dite che compie immani ed incalcolabili nefandezze tipo i tatuaggi di Fedez che sono quelli degli Illuminati… Però misteriosamente quando vi ha raccontato la vita di Cristo ha detto la Verità, cioè che ricrescono le braccia, pani e pesci si moltiplicano, l’acqua diventa vino, i morti risorgono e le puttane non finiscono lapidate, nemmeno se sono state stuprate. No, per dire, soprattutto l’ultima cosa succede ogni giorno, ma quelli sono i fanatici amici dei terroristi, mica noi esseri bipedi autoproclamatici umani ad immagine e somiglianza del Dio che ci hanno raccontato i profeti o, per dire, Gesù di Nazareth figlio di Giuseppe o il signor Maometto…

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Il problema non è il mio! Non si può credere nella versione ufficiale se a scriverla è stato un amico stretto di Satana, di quelli che alla ‘controra va a prendere Satana col pallone sotto il braccio per andare a giocare a pallone con la scusa di rompere i vetri… cioè volevo dire il contrario! Siate meno ridicoli:
Gesù è il prodotto di una versione ufficiale che prevede:
“Non sapevo di essere incinta!”, “Malattie imbarazzanti”, “Credevo di essere morto…”… format che a me piacciono da impazzire, ma queste persone intelligenti definiscono stronzate… salvo poi crederci solo nel momento in cui si parla di questo Gesù di Nazareth, prodotto di una narrazione fatta da gente che loro stessa definiscono “malvagia, infida, pericolosa, non meritevole di credito alcuno!”.
Ignoriamo che sul fatto che la Madonna partorendo abbia sperimentato una esperienza gratuita ed autoprodotta di ricostruzione dell’imene c’hanno fatto una guerra più o meno mondiale: “Cattolici vs Persone meno rovinate di cervello”… Andatelo a dire a Magdeburg ‘sto fatto della Verginità della Madonna. Ci credo che se vuoi imporre una versione ufficiale così alcuni tedeschi – gente seria se non fosse per le assicurazioni – si incazzano e finisce che ci fai una guerra!

Non puoi credere a Cappuccetto Rosso senza credere nei Fratelli Grimm!
Non puoi credere nel Settenano se non credi in Walt Disney!
Su tutte, le parole fantastiche di Michael Caine in “L’ultima Valle” che se non l’avete visto siete davvero dei merdoni ed è su Youtube grazie ad un sant’uomo che ce l’ha messa, quindi stronzi investite 110 minuti del vostro tempo e guardatelo:

“I contendenti sono tutti farabutti, vero? Meno quelli come te, religiosi, fanatici che incitano al massacro a beneficio di un Dio che non hanno mai nemmeno conosciuto… L’Inferno non esiste! Lo vuoi capire o no? Perchè non esiste Dio, non c’è mai stato! Non lo hai ancora capito? Dio non esiste! E’ una leggenda!”.

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Ontologia della MILF che è come dire esiste un tempo per ogni cosa… e non ho cugine che tecnicamente siano milf…

C’è molta confusione in materia… poche chiare parole per aiutare soprattutto la fauna femminile a districarsi nel mondo delle variegate definizioni di MILF… che tecnicamente è Mother Id’ Like to Fuck… che per i quadrumani bestie che non sannoi la lingua che si parla al paese della sterlina è Madre che Mi Piacerebbe Scoparmi.
Perchè sono troppe le mie amiche che si definiscono Milf… e perchè non mi va che in questa categoria alcuni amici ci inseriscano persone che non hanno alcuna ragione di starci, tra le Milf… Per dire… le mie care, no!
E, per dire, oggi non parliamo di Salvini!

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Sul Fuck nessuna possibilità di dubbio: scopare va inteso in senso estensivo come ogni possibile pratica erotica a due che si possa compiere nella cornice di rapporti leciti e non leciti…
Sul Like nessuna possibilità di fornire una definizione univoca. Il mondo è bello perchè vario, dunque la donna in questione – non me ne vogliano i frocioni ma mamma può essere solo una donna e quando faranno i filmini Dilf parleremo di parità di genere esteso anche nel porno… mamma è slo F – può essere una nana storpia sordocieca e pure racchia oppure uno strafigone di femminazza… “S’ei piace, ei lice…” oppure dalle latitudini mie “Dove c’è gusto non c’è perdenza”… per cui non ragioniamo sul Like… quel che è Like per me non è Like, per dire, per il mio amico “Arrrrapapaj” ma questo è bello e si chiama libero arbitrio…

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I problemi iniziano con la definizione di Mother/Mamma… con una divisione in almeno tre scuole di pensiero che rendono ingarbugliata e variegata la categoria e la vicenda.

Per la scuola Letterista-Waabita il termine Mother indica Mamma, dunque qualsiasi donna dotata tecnicamente ed incontrovertibilmente di prole propria o adottata. Ciò, se da un lato screma il campo a tutte le non mamme, rende estesa in avanti la categoria non escludendo le nonne. Testimonia credibilità a questa scuola la recente creazione ad uso e consumo di una cerchia ristrettissima di utenti, la nascita della categoria “Gilf come Grannies I’d Like to Fuck”, “Nonnine che Mi PIacerebbe Chiavarmi”… a limitare appunto a chi mamma è, ma nonna non è, la categorizzazione.
A me il genere Grannies non piace… al massimo Cougar o Mature, ma è una storia a sè…

Per la scuola Letterista Interpretativa il termine Mother va inteso in senso meramente indicativo e secondo un medio e comune sentire: qualsiasi donna sia potenzialmente nelle condizioni di divenire mamma, ed abbia dunque passato la soglia di età preposta secondo la comune morale, è potenzialmente, se vi piace, una Milf. Poco importa se sia dotata di prole o no. Questo pone problemi sociali imbarazzanti in India o nel mondo Arabo… ma non affronto senò voi mi bollate come intollerante… anche se poi dovete spiegarmi il vostro concetto di tolleranza verso le bambine o la vostra personale bilancia che tiene in equilibrio “altre culture” e “diritti dell’infanzia”… ma non divaghiamo, che è meglio!

Secondo la scuola Interpretativa Biologica va invece intesa come Milf qualsiasi donna sia capace di procreare, quindi sia potenzialmente una mamma. Il che taglia fuori dalla categoria per l’appena le bambine sotto i dodici/tredici anni. Scadendo in quel che si chiama pedopornografia. Questa scuola, con un numero risicatissimo di adepti, è anche conosciuta come “quelli che basta che abbiano una temperatura superiore ai 35°c.”… e per fortuna non trova enorme credito nella fauna maschile. Fino a quando si parla di vedere un filmino… perchè poi quando i filmini se li fannno in testa… certi maschi e certe femmine estendono od autoestendono la categoria in modo slabbrante!

Sciocca e fa riflettere, infati, la affermazione sempre più prepotente della scuola Interpretativa Biologica nel pubblico femminile… quel che non si riesce a capire è la curiosa inversione di tendenza secondo cui, se prima offendevi qualcuna a caricargli qualche anno in più, a dargli della signora, a lasciar intendere che credevi fosse una mamma… adesso sembra che dare della Milf a qualcuna sia fargli un complimento… il migliore che si possa fare… per cui capita che donne di meno di venticinque anni si chiedano e chiedano al proprio partner o ad una serie di amici a caso… o peggio a parenti: “Senti ma secondo te… cioè… io sarei catalogabile come Milf?”… il tutto in assenza di prole, di relazioni, di ogni ancoraggio letterista o interpretativo con la relatà.

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Le donne… che fenomeno affascinante!
Comunque informazione gratuita… il sottoscritto propende per l’interpretazione Letterista Waabita (e non ne avevate dubbi, vero?) per cui informo tutti i miei amici maschi che le mie cugine non sono catalogabili nella maniera più assoluta come MILF! 15047

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Di una curiosa profezia che per essere considerata come matematicamente certa ha creato scompiglio nel genere umano…

Non sto parlando delle profezie di Nostradamus, non sto parlando dei misteri di Fatima…
Sto parlando di cose scritte più o meno attorno agli anni ’40 dell’800 da un signore con la barba che comunista non lo era per niente, si chiamava Carlo Marx ed aveva una barba bianca incolta ma comunque dall’innegabile stile!
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Quell’anziano buontempone, che non pensava affatto assieme al poeta maledetto minore Engels di diventare poi famoso e citato a memoria – tipo quel che è successo a Pupo, divenuto anch’egli famosissimo in Mongolia come il duo celebre citato qui sopra… e qui si potrebbe aprire una interminabile digressione sul fatto che se in Mongolia hanno successo Pupo e Carlo Marx c’è da farsi due domande – scrisse da qualche parte un giorno una cosa strana che suonava più o meno così: “Il proletariato sconfiggerà il Capitale e sarà artefice della Storia!”.

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Non sono sicuro che le parole esatte fossero quelle ma il senso era quello, vi giuro. Ora… è evidente che ci troviamo di fronte ai deliri di uno schizofrenico che, esattamente come un altro conclamato schizofrenico duemila anni prima, cerca di dare una risposta a paure ataviche come la morte o la certezza di una esistenza da succube, Siamo anche d’accordo che lo schizofrenico Gesù di Giuseppe la sparasse più grossa… però tranquilli che il fatto che i subalterni comanderanno è pure questa una cosa grossa come una casa.

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Carlo Marx, quando scrisse queste cose, non disponeva nè dei ritrovati tecnologici di Sigismondo Frodo, nè tantomeno del benedetto Largactil in dosi equine… e quindi lo scuseremo. Ma c’è anche da dire che non si aspettava certo di diventare oggetto di studio e di venerazione tipo Nostradamus in terzine o tipo il progetto editoriale Evangelisti in versetti.

E invece…
… invece è nata una religione dagli scritti di Marx. Una religione che ne ha fatte di belle in giro per il pianeta. Abbiamo già cominciato a parlarne qui:
Non è stata l’unica d’accordo… e non è stata nemmeno idealtipicamente la peggiore. Morti ne ha fatti di più perchè come culto è durato un pochino di più di quella roba tipo fascionazismo… però a sua scusante c’è da dire che nessun comunista ha mai detto “Ti ammazzo programmaticamente perchè sei inferiore…”. Però, attenzione… esattamente come l’antistreghismo cattolico di tipo due secoli e mezzo prima… ha fatto camionate di morti con una scusa: “Qualcuno ha già scritto che sarà così… per cui… noi semplicemente acceleriamo un percorso storico… processate la Storia, non noi!”. Come dire “Dio lo vuole!”.

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Lo sapete come si chiama quella forma di azione compiuta solo perchè si è fermamente convinti che si tratta di una mossa in direzione di qualcosa che comunque avverrà? Sindrome da profezia autoavverante…
… tipo il malocchio, ok?
Al fondo, come il fatto che se muori risorgi – fissa di alcuni schizofrenici chiamati cattolici – ci sta il fatto che “tanto lì andremo, che i proletari vinceranno sui padroni e scriveranno la Storia”. E se deve andare così, cazzo tutto è lecito… vuoi mai che ti metti contro la Storia? Quella con la S maiuscola? Solo un pazzo lo farebbe…
… vedi un po’ tu!

Ah sì… i pazzi solitamente adorano governare le esistenze altrui… ma di questo parliamo un’altra volta, ok? Ora mi scappa da cacare se ripenso che… alla fine quella specie di setta aveva plagiato anche me… ma non mi aveva mai detto che al fondo di tutto ci stava questa convinzione. Avrei subito detto… no grazie!

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Buon Anno Nuovo, Stronzi!

Non saranno, nell’ordine:
– ‘na pezza da culo rossa
– un pugno di lenticchie
– ‘na zampa di porco
… a farmi dire con serenità che questo sarà un anno migliore.
(cit. di uno che quando c’era splinder e non potevi programmare postò questa frase ed erano le 00:00 del 1 Gennaio 2006 e ci vuole coraggio e tanta convinzione a farlo!)

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Ma la mia incrollabile fede Annonoviana mi aiuta, mi rende sereno e felice nell’augurarvi uno Spettabile (cit.) Anno Nuovo che porti nella vostra vita serenità, gioia, soldi, successo, donne (per tutti, basta che le signorine mi avvisano quando arrivano nella loro vita altre signorine che a me le lesbiche mi piacciono) senza l’intervento di maghi e fattucchiere. Ah, sì, come al solito tanta stitichezza emozionale… che se vi scappa da cacare quando siete felici è triste!

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Auguri, davvero. Un bacetto sulle guance a tutti! Soprattutto se siete bone…
Eccezionalmente oggi: anche se siete mamme!

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